Secondo capitolo della saga familiare che è iniziata con "caffè amaro" e si conclude con "punto pieno".
In questo piano nobile si racconta della storia della famiglia Sorci a partire dagli ultimi giorni di vita del capo famiglia, quell'Enrico Sorci che già compare nel libro precedente, così come alcuni personaggi del primo libro saranno citati anche qui.
Nel complesso non credo ci sia un legame così stretto tra i libri da non poter essere letti in modo indipendente. Di sicuro sul lato temporale sono successivi, quindi per godersi a pieno il passaggio delle diverse epoche è meglio leggerli in ordine.
Questo capitolo della saga è narrato in prima persona da diversi membri, vicini o lontani, della famiglia. L'arco temporale narrato è piuttosto ampio perchè, pur iniziando nel 1942, anno della morte di Enrico Sorci, e arriva fino alla metà degli anni cinquanta. I protagonisti però rievocano chi l'infanzia, chi la giovinezza, raccontando spesso la propria versione di episodi importanti della famiglia.
L'inizio è molto intrigante perchè è Enrico Sorci che, in punto di morte, fa una sorta di autoanalisi della sua vita e, tutto sommato, considera la sua vita spesa in modo positivo. questa parte mi è piaciuta perchè scrivere di un personaggio maschile, i vizi e le virtù, vedere con gli occhi di un uomo, e che uomo, il mondo del primo novecento, non credo sia facile, ma la Agnello ci riesce bene. Anche i primi personaggi successivi sono uomini e ho continuato ad apprezzare il modo in cui viene visto e raccontato il capofamiglia, questa volta con gli occhi dei figli, legittimi e non.
Poi però arrivano anche le voci delle donne di famiglia che ampliano la storia e la portano avanti nel tempo. C'è la Laura De Nittis che perturba la quiete della famiglia con il suo matrimonio con Andrea e la relazione col fratello di lui, Cola. Relazione che viene gestita e più o meno accettata in famiglia, anche il loro figlio viene in qualche modo legittimato. Poi ci sono tanti, tantissimi bastardi. L'omosessualità ben palesata e accettata ma solo perchè all'interno di una famiglia ricca e potente. La storia delle avventure di Carletto in USA non mi ha entusiasmato più di tanto, ho trovato che abbia appesantito la storia, anche perchè viene modificato lo stile e si passa alle lettere per descrivere la storia.
Il libro è gradevole, anche se soprattutto verso la fine non ce la facevo più, non vedevo l'ora finisse perchè tutte queste voci alternate alla lunga annoiano. I personaggi sono sicuramene descritti bene, nessuno particolarmente simpatico, hanno tutti come dello sporco addosso e fanno un pò schifo ma rappresentano bene, credo, la realtà dell'epoca e dell'isola.
Forse ho preferito il libro precedente, come tematiche, tipo di racconto, però sicuramente lo stile ed il racconto sono influenzati dall'epoca storica da raccontare, un'epoca di grossi cambiamenti.