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In catene. I giorni di Layne Staley e gli Alice In Chains

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Gli Alice in Chains fanno parte dei Quattro Grandi del Grunge, con Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden. La loro storia, mai raccontata prima in Europa, è fatta di dura abnegazione, musica dalla profondità emotiva e autodistruzione, ma non solo. Layne Staley resta uno dei più grandi e rimpianti cantanti della sua epoca, in cui la band ottenne il primo Disco d'Oro del Seattle Sound . Dopo il bestseller Dirt , gli Alice In Chains piazzarono due lavori consecutivi in vetta alle chart statunitensi, stabilendo exploit discografici mai toccati prima; nonostante i testi espliciti su droga e sofferenza, hanno raggiunto il successo globale con oltre trentacinque milioni di album venduti e continuano a perpetrarlo ancora oggi.
Sebbene gli eccessi ne abbiano minato la carriera - reclamando le vite dell’iconico frontman Layne Staley e del bassista/fondatore Mike Starr - gli Alice in Chains hanno superato la prova del tempo, grazie al chitarrista/cantante Jerry Cantrell, autore principale, e all’affetto dei fan.
Dagli anonimi esordi - fra glam losangelino e metal d’annata - all’esplosione planetaria del grunge, fino alla scomparsa del tormentato vocalist, questi musicisti si sono imposti per l’eccezionale urgenza espressiva e l’intensità disarmante della loro musica, tuttora influente. L’irripetibile lascito artistico di Layne Staley - cantante, compositore, poeta, disegnatore - e dell’epopea che ha coinvolto gli Alice In Chains durante l’ultima età dell’oro del rock, quella di fine anni 80/primi 90, ha generato un’eco che continua a riverberarsi.
Il volume racconta tutto questo, basandosi su un lavoro giornalistico maniacale che raccoglie i fatti con interviste, articoli e recensioni, estrapolati da giornali, riviste, libri, documentari, film e siti web di tutto il mondo; un viaggio da Seattle a Los Angeles, arricchito da testimonianze inedite e interviste esclusive a colleghi e amici del vocalist - realizzate apposta da Giuseppe Ciotta per questo volume - che hanno reso tangibile quanto appreso dall’autore negli ultimi venticinque anni di studio continuo e appassionato sui fenomeni musicali, ma non solo, dei nineties ; centinaia di note e approfondimenti riguardanti Layne Staley, gli Alice In Chains, gli altri gruppi di Seattle, la sua scena, i locali, le TV, le radio, i programmi, i magazine, gli strumenti musicali e gli elementi più importanti che hanno definito il contesto in cui la band ha prosperato; l’analisi critica e testuale di tutte le canzoni del complesso; le caratteristiche tecniche delle registrazioni; le curiosità e i dietro le quinte; la più ampia rassegna di concerti e rarità audio/video della formazione col suo storico frontman; un archivio di fonti e una bibliografia che abbracciano quarant’anni di rock.
È l'innocente e dolorosa storia su come Layne Staley e gli Alice in Chains siano emersi per restare.

358 pages, Paperback

Published September 1, 2020

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Giuseppe Ciotta

2 books2 followers

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Profile Image for Bambu.
9 reviews7 followers
March 15, 2022
Libro imperdibile, per fan della prima ora e neofiti del genere. L'autore è abilissimo nel trovare un equilibrio tra passione ed estrema competenza, riuscendo a schivare sia le ingenuità tipiche del biografo/fan che la fredda completezza di certe opere analoghe.

Il risultato è una minuziosa ed appassionata ricostruzione, impreziosita da inedite testimonianze raccolte sul luogo dallo stesso Ciotta.

Un viaggio esaltante e straziante, come il passaggio di un incredibile talento dall'animo fragile e gentile nella vita di chi lo ha vissuto da vicino.

Profile Image for Livia Brunelli.
9 reviews
November 4, 2022
Libro scritto in modo passionale, ricchissimo di dettagli e che denota un enorme approfondimento. Piacevolissimo e scorrevole. Un "must have" se amate tantissimo la band.
Profile Image for Paolo.
105 reviews13 followers
March 5, 2024
Sono da tempo affascinato dalla figura di Layne Staley e apprezzo la musica degli Alice in Chains, pur non essendo un loro fan sfegatato. Ho letto con estremo interesse questo libro per due motivi. Primo : la vicenda personale di Layne Staley ha più di qualche analogia con quella di Kurt Cobain, a cui sono da sempre legato. Secondo: il particolare punto di osservazione da cui il materiale biografico viene presentato, quello cioè dell'autore del libro, fan della prima ora della band, che ha seguito la loro storia dall'Italia nel corso della loro ascesa, e che inserisce nella narrazione spaccati dell'Italia di quell'epoca e della sua vita.
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