«Ho i gironi girati, mannaggia ai guelfi neri!» Questo e altro direbbe oggi il caro vecchio Dante Alighieri facendo il login sui suoi social. Perché l'arte sarà pure immutabile, ma i poeti no e la loro pazienza ha un limite. In questa versione remastered della sua (sempre più) Divina Commedia scopriremo che il tostissimo Poeta toscano non ha perso la propria verve, nonostante vada ormai per i settecento e passa. Da Francesca a Ugolino, passando per Ciacco, Ulisse, e naturalmente Beatrice, ascolteremo le storie dei suoi personaggi più celebri. Un viaggio senza esclusione di insulti ai più svariati nemici, scortato da un Virgilio che non ce la fa più a trascinarsi dietro il "peso vivo" del Sommo. Tra un'estasi e uno svenimento, procederemo lungo tortuose terzine, ma la parafrasi sarà diversa da come ce la ricordiamo!
Molto divertente. Anche questa volta gli autori non mi hanno deluso. È stato davvero interessante vedere come hanno "affrontato" un'opera di questo genere e loro sono riusciti a farlo in modo straordinario. Sono riusciti ad unire momenti di serietà e momenti di ironia senza che interferissero tra di loro. Una versione della Divina Commedia rivista in chiave moderna decisamente ben fatta. Inoltre attraverso questo libro ho imparato a conoscere aspetti di quest'opera che a scuola non si studiano. Per concludere direi che è un'ottima lettura se si è alla ricerca di qualcosa di divertente e leggero.
La genialità ed insuperabilità del mio classico italiano preferito unita al sarcasmo pungente di una delle mie pagine Facebook preferite: come poteva questa "Divina Commedia riveduta e scorretta" non incontrare la mia approvazione? Se da un lato essa mi ha permesso di reimmergermi nella magistrale opera dantesca (ogni occasione è buona! Avrei solo gradito una maggiore attenzione all'ultima cantica...), dall'altro mi ha fatto sbellicare dalle risate. Di seguito, la mia top 10 dei momenti, procedimenti parodistici o citazioni più divertenti:
10) "Fatti non foste per vivere come bruti, ma voi ce la state mettendo tutta."; 9) La descrizione del contrappasso: "La morale è sempre la stessa: il karma ti fotteva già nel 1300."; 8) Le spassose similitudini, che nulla hanno da invidiare a quelle di Dante: Saw – l'Enigmista è un boyscout in confronto a Dante, Gerione un Pokémon, i due angeli che calano dal cielo ricordano Lady Gaga al Superbowl; 7) Dante che fangirla per Virgilio: "Ti seguo su Instagram!"; 6) La presentazione di Virgilio: "Publio Virgilio Marone, poeta latino autore dell'Eneide, il quale prima di fare da guida a Dante si chiamava semplicemente Publio Virgilio, il «marone» aggiuntivo gliel'ha fatto spuntare il Sommo con i suoi continui svenimenti."; 5) Le prese in giro che non risparmiano neppure i personaggi storici o mitologici. Cesare che esclama: "Tu quoque Brute, fili mi...gnottae" o Minosse che viene salutato dai Cretesi con "un bel Cornutone!» urlato con le mani a coppa intorno alla bocca"; 4) "L'angelo incide sulla fronte del poeta sette «P», simbolo dei sette peccati capitali, o forse cercava semplicemente di scrivergli «pirla» sulla faccia, chi può dirlo."; 3) Lo sfottotitolo del Canto XXX del Purgatorio: "Apparizione coreografata di Beatrice che al confronto Beyoncé è un elettrauto di Barcellona Pozzo di Gotto. Dante viene asfaltato da Beatrice che lo ricopre di insulti e accuse. Virgilio vede che butta male e si defila senza salutare."; 2) "Mentre il cielo si tinge di rosa, il Sommo vede avanzare Giuseppe Conte su una nuvola di fiori con un decreto in mano. No scusate, ci siamo confusi."
Un classico intramontabile come quello di Dante, riscritto in chiave ironica e contemporanea, immaginando cosa sarebbe accaduto se i social fossero sempre esistiti. Un gioco letterario che mescola cultura pop e versi immortali, capace di divertire e far sorridere anche chi conosce bene l’originale.
Comprato in offerta, inizialmente con poca convinzione, perché da questo genere di rivisitazioni ho preso qualche cantonata. Dopo aver letto Dante di Barbero, sentivo la necessità di avere almeno una visione globale dell'opera e, allora, ho attaccato questo testo.
L'inizio un po' titubante ma poi, strada facendo, devo ammettere che mi ha preso perché: - i canti sono ben raccontati, esplicitati rispetto alla forma iniziale, spesso ostica. I versi più famosi o densi di concetto sono esposti anche nell'originale in modo da avere il confronto; -ci sono schede di approfondimento storico e biografico sui personaggi più importanti; -intercalare la serietà degli argomenti della Commedia con metafore e analogie rivolte al presente, legate a personaggi o strumenti che conosciamo, ci fa subito identificare lo specifico delle debolezze o dei peccati ai quali si riferiva l'Alighieri, anche se in forma scherzosa e ironica che solleva dalla drammaticità dei contenuti, provocando qualche sorriso o ilarità.
Lo consiglio a chi a scuola ha avuto solo qualche trailer dell'opera di Dante -ma in genere di tutte le opere letterarie-. Leggerla tutta, anche se in forma facilitata nell'interpretazione linguistica, ha infatti molto più senso e dà una visione completa e finita del suo progetto.
Non so a cosa si riferisca l'attributo "scorretta" nel sottotitolo. Se hai letto fin qui hai di certo capito che non sono un'esperta dantista, ma ciò che ho letto sul libro di Barbero coincide con i contenuti di questo. Forse "scorretta" per la presa in giro ludica dei contemporanei?
La divina commedia è uno di quegli scogli in cui si imbattono gli studenti di tutte le generazioni, durante il percorso scolastico. Ti raccontano che dal punto di vista dello stile, della metrica è un’opera grandiosa, per non parlare delle ragioni per cui vengono citati i vari personaggi, ma da studente è più che altro un incubo.
Premetto che non conoscevo la pagina Facebook degli autori, ma quando ho visto questo libro e letto alcune recensioni, mi ha attratto subito per l’umorismo con cui trattava l’opera. Inoltre dopo tanti anni dalla fine della scuola, avevo superato il “trauma”.
E’ una versione della Divina Commedia adattata ai tempi moderni, che però mantiene la struttura dell’originale, così il lettore ripercorre l’intero viaggio di Dante incontrando i personaggi citati. Gli incontri sono sempre in chiave umoristica, così come molti dialoghi tra Dante e Virgilio, ma alla fine del capitolo c’è comunque una scheda riassuntiva del personaggio incontrato, con un’accurata descrizione storica. Oltre a raccontare i diversi canti, gli autori utilizzano riferimenti a eventi o mode moderne per enfatizzare alcuni aspetti dei personaggi, spesso mettendo in mostra le loro debolezze e far capire perché Dante li citi nell’opera.
Dei tre canti, l’inferno è quello che viene trattato più approfonditamente, mentre Purgatorio e Paradiso scorrono più veloci, ma questo mi sembra un tratto proprio dell’opera originale.
Una lettura divertente ma al tempo stesso educativa, utile anche agli studenti di oggi per avvicinarsi alla Divina Commedia con un po’ di umorismo, necessario per stemperare la pesantezza dell’opera.
Bè, che dire, davvero un viaggio divertente! E Dante che si lamentava tanto... In questa nuova versione, i personaggi dell’Inferno che conosciamo sono reinterpretati in maniera moderna e spassosa: abbiamo una Beatrice spocchiosa nei confronti di quei pezzenti dei dannati dell’Inferno, un Dante groupie di Virgilio e un Virgilio paziente che deve sopportare le continue fisime e insicurezze del poeta fiorentino. Ma non è solo divertimento e battute irriverenti. La cosa magnifica di questi autori è che pur facendo dell’ironia, dimostrano la profonda conoscenza e lo studio della Divina Commedia: infiocchettati da commenti ironici e riferimenti moderni, i fatti, le leggi e i personaggi del capolavoro di Dante vengono esposti con chiarezza e approfondimento. Un manuale per tutti gli studenti delle superiori in crisi, specialmente per il Paradiso!
Unica pecca: un po' ripetitivo dopo un po'. Consiglierei una lettura episodica fatta di pari passo con l'originale.
Premetto ho un'allergia all'opera di Dante Alighieri intitolata "Divina Commedia". Non l'ho mai capita e mai ci riuscirò. Quando ho visto sugli scaffali di una libreria la versione "La Divina Commedia riveduta e scorretta" incuriosito ho cominciato a sfogliarla e, detto fatto, la mia compagna probabilmente impietosita e speranzosa che "fusse che fusse la volta bbona" che ci capissi qualcosa me l'ha prontamente impacchettato e regalato. Bene all'inizio la lettura è stata piacevole poi è risultata sempre più ripetitiva e noiosa. Battute "da osteria", a tratti anche volgare, e sempre più spesso di bassa lega. Morale, la mia allergia è peggiorata. Questa versione mi sta facendo rimpiangere l'originale che non sono mai riuscito a leggere, o meglio dire studiare. Benchè non abbia ancora finito questa lettura, chissà quando ci riuscirò, il mio voto è certo.
"Costui altri non è che Publio Virgilio Marone, pota latino autore dell'Eneide, il quale prima di fare da guida a Dante si chiamava semplicemente Publio Virgilio, il "marone" aggiuntivo gliel'ha fatto spuntare il Sommo con i suoi continui svenimenti.!
Come sempre un’ottima prova e il soggetto non era nemmeno facile. Signore e signori, stiamo parlando della Divina Commedia! Mica il coso della De Lellis. I nostri cari autori sono riusciti a riadattare il più grande mattone studiato a scuola (seguito dai Promessi Sposi) che faceva girare gli occhi a tutti gli studenti in un divertente ripasso. Il che ce ne vuole. E lo ammetto: avevo completamente rimosso il Paradiso e parte del purgatorio. Dopotutto è all’Inferno che c’è il vero divertimento, che volete farci? Ironia a parte, ho apprezzato molto le spiegazioni e le note a piè di pagina che approfondivano le varie personalità incontrate da Dante durante la sua scarpinata. Questo libro vuole essere divertente e stuzzicante, ma al contempo riesce a essere fonte di informazioni storiche e curiosità, oltre a fare un bel ripasso di parafrasi (molte delle quali completamente dimenticate sui bachi dove le abbiamo lasciate). Insomma, hanno unito l’utile al dilettevole. Consigliato a tutti gli amanti della letteratura italiana o a chi è troppo pigro per riprendere in mano l’opera originale (in questo caso auguri).
Se potessi aggiungere mezza stella alla valutazione lo farei: ⭐⭐⭐,5 é il mio verdetto finale!
Un plauso agli autori per l' idea , la ricerca e l' ironia impiegate in questa opera che, sicuramente non passerà alla storia come la sua "mamma", ma indubbiamente dovrebbe essere presa in considerazione nelle scuole, associata proprio allo studio del famoso "mattone". Eresia? Assolutamente no! In queste pagine l' opera non viene certo sminuita, bensì aiuta a mantenere alta l'attenzione e la concentrazione, condite con qualche sorriso, che magari sfociano in risate ma del resto, qualcuno disse che il modo migliore per apprendere é divertirsi!
Divertente. Premessa: non è un libro da leggere tutto d'un fiato, meglio a piccole dosi, un capitolo o due alla volta altrimenti potrebbe stancare. Mi piace che,oltre l'ironia e le battute, ci siano dei passaggi seri, delle spiegazioni che mi sembrano corrette. A proposito delle battute: spesso si fanno riferimenti e paragoni con personaggi di oggi. E' probabile che, se questo libro venisse letto fra qualche anno, non si capirebbero. Qualcuno potrebbe essere già uscito di scena e dimenticato... come del resto si meritano,
Un libro che vi sconsiglio di leggere in pubblico, soprattutto se leggete in digitale: le persone intorno a voi non capirebbero il perche' delle vostre sguaiate risate e probabilmente vi guarderebbero male, molto male. :)
Gli autori della pagina FB "Se i social network fossero sempre esistiti" rileggono in chiave ironica e decisamento non politically correct la "Divina Commedia" del Sommo Poera, Dante Alighieri. Ripercorrono il suo viaggio attraverso l'Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso insieme a Virgy, Bea e a tutti gli altri personaggi che sono parte della nostra storia e che tutti, bene o male, conoscono.
Tra le pagine di questo libro e' evidente una ironia pungente e a tratti dissacrante ma mai irrispettosa nei confronti dell'Opera. Gli autori non sono certo i piu' eminenti stusiosi di Dante ma traspare da ogni riga la loro ammirazione nei confronti del Poeta e della sua impresa letteraria, politica e religiosa. Inoltre ci mostrano come sia possibile parlare ancora oggi, a 700 anni di distanza, della Commedia e come ci si possa divertire leggendola: non deve per forza essere il supplizio che temevamo tra i banchi di scuola.
Davvero consigliato per farsi due risate e rispolverare l'Opera che tutti pensiamo di conoscere e invece, spesso, scopriamo di ricordarne solo pochi passaggi. E perche' no, una volta letta questa versione ci potremmo sentire pronti anche ad affrontare l'originale, senza piu' tema di smarrirci in una selva oscura.
In terza liceo ho iniziato la mia avventura tra i gironi dell'inferno dantesco e fin qui tutto bene, perché diciamocelo, l'Inferno descritto da Dante è uno spasso (se non ti tocca fare la parafrasi dell'intera cantica, beninteso). Poi siamo passati al Purgatorio, che ancora ancora ci può piacere, e abbiamo concluso in quinta con quella lagna del Paradiso (che poi si sa, la quinta già è uno spasso no, rendiamola più divertente con questo mappazzone). Tre anni di ore e ore di letteratura dedicate al nostro Sommo che, beh, posso essere tranquillamente evitate semplicemente leggendo questo libro. Chi non ha mai sognato di studiare e ridere di quello che si studia? A mio parere renderebbe tutto più semplice (oltre che divertente). Questa versione satirica dei personaggi di Dante e Virgilio e Bea e del viaggio che compiono insieme è scritta davvero con gusto e un'ironia pimpante, che ti fa divorare pagine su pagine una dietro l'altra. Le illustrazioni che accompagnano i canti dell'Inferno sono divertentissime e quasi quasi ti fanno venire voglia di prendere i pastelli e colorarle. Alcuni dei personaggi più importanti incontrati da Dante hanno delle schede di approfondimento davvero ben fatte e interessanti. Insomma, un libro che proporrei agli insegnanti di letteratura, per rendere lo studio di Dante e della sua Divina Commedia più "cool" per gli studenti di tutto il mondo.
Questo è un libro che riesce ad essere allo stesso tempo spiritoso e divulgativo. Si ripercorrono tutti i canti della divina commedia, con l'aggiunta qua e là di approfondimenti sulla vita di alcuni personaggi incontrati da Dante nel suo viaggio, ma il tutto avviene attraverso una lettura moderna. Più volte viene sottolineato come Virgilio si spazientisca di fronte alle petulanti domande di Dante o come quest'ultimo, quando non sa più che fare, svenga. Il sommo poeta ci viene presentato come uno che non le manda a dire e, in particolare, ha un conto aperto con Bonifacio VIII contro il quale lancia invettive appena possibile. La parte dedicata all'inferno, che è anche la più corposa, è corredata da spassosissime illustrazioni che purtroppo, forse per una forma di rispetto, non sono presenti nel purgatorio e nel paradiso. Come quando ho affrontato per la prima volta lo studio della divina commedia devo riconoscere che ho apprezzato molto di più l'inferno rispetto alle altre due cantiche. D'altra parte è anche quello che maggiormente si presta ad una rilettura comica.
Se si cerca qualcosa di leggero e divertente questo. La giusta dose di serietà nell'affrontare un opera magistrale come la Commedia e la dose di ilarità per produrne una parodia completa.
Peccato per il focus maggiore sull'inferno, meno nel Purgatorio e quasi nullo nel Paradiso. Scelta comunque condivisibile per tipologia di argomentazioni trattate.
È un libro bene fatto, pensato, si nota lo studio e l'attenzione che ci sono stati nello scrivere e soprattutto è coerente con la pagina Facebook Se i social network fossero sempre esistiti. Ovviamente questo non vuol dire che possa sostituire la lettura o lo studio della Commedia, anche perché come viene subito detto nella prefazione Purgatorio e Paradiso sono molto condensati (cosa comprensibile visto che si prestano molto meno rispetto all'ironia rispetto alla prima Cantica).
La difficoltà mia personale è che a lungo andare questo tipo di ironia a me irrita un po' perché la trovo esagerata e forzata (infatti ho fatto qualche pausa durante la lettura), quindi il mio consiglio è quello di leggerlo sapendo a cosa si va incontro