Ogni tanto mi chiedo come sarebbe stato se questa rottura fosse toccata in sorte a una persona normale. Sapete, una di quelle che ha piacere di avere degli amici, dei parenti, dei rapporti interpersonali. Meno male che è atterrata sull’essere umano di mia conoscenza a cui in assoluto delle relazioni sociali non potrebbe fregare di meno. Cioè io.
In una prospettiva cosmica, una favolosa allocazione delle risorse.
Questa è l’avventurosa storia di Silvana Sarca, ghostwriter per Edizioni L’Erica, ed è proprio nello studio del direttore editoriale Enrico Fuschi che tutto ha inizio.
La nostra protagonista, Vani per gli amici, è bravissima nel suo lavoro: riesce a percepire il carattere delle persone, le loro abitudini, i loro modi di fare e questo “dono” le è molto utile per poter far suo lo stile dello scrittore che deve in qualche modo rappresentare.
Enrico le commissiona un altro lavoro: aiutare il celebre scrittore Riccardo Randi a ritrovare l’ispirazione perduta ormai da troppo tempo; grazie a un’idea geniale, il romanzo diventa un un caso editoriale senza precedenti, tutto il successo va allo scrittore e Vani torna nell’ombra.
Dopo mesi di promozione, i due si rincontrano e il feeling iniziale si fa sempre più profondo. Nel frattempo Vani è alle prese con il nuovo romanzo di Bianca Dell’Arte Cantavilla, autrice di bestseller sugli angeli e donna ormai troppo impegnata e affermata per potersi prendere il tempo di scrivere un nuovo libro.
Tutto si complica quando la sensitiva Bianca scompare nel nulla ed entra in scena il commissario Berganza, incaricato di risolvere il caso.
L’uomo che è entrato è fra i quarantacinque e i cinquanta, forse più vicino ai quarantacinque, ma con la faccia di uno che non si ricorda l’ultima volta che ha dormito più di tre ore. Ha gli occhi scuri con occhiaie profonde, il naso irregolare, la barba fatta ma l’aria ugualmente stropicciata. Indossa un impermeabile, simile a quello che porto io di solito, ma beige. Così incorniciato dal rettangolo della porta, giuro che sembra Dick Tracy in una vignetta, solo senza cappello. Mi aspetto che una vamp bionda e un buttafuori da night gli compaiano alle spalle da un momento all’altro, tanto per completare il tipico cast.
“Commissario Berganza”, lo accoglie Enrico.
Ma per favore. Quindi il tizio travestito da commissario fa davvero il commissario. Questo si che è prendere sul serio il proprio ruolo.
Una volta appurato che Vani è innocente e accortosi della sua incredibile dote, Berganza decide di farsi dare una mano e per Vani la vita si fa molto più complicata!
L’ho preannunciato e lo confermo ancora: IO AMO QUESTE DONNE!
Alice Basso per aver creato questa storia così avvincente e Vani Sarca perchè è meravigliosa. Punto.
Gli ingredienti di Alice Basso per questo mix vincente sono uno stile semplice eppure anche ben articolato, una narrazione in prima persona e una storia che accoglie dentro sè la giusta dose di mistero e romance ~ senza mai tralasciare l’amore per i libri!
Un romanzo in cui nessun dettaglio viene lasciato al caso, in cui l’ambientazione non è dimenticata bensì descritta e ben delineata, portando il lettore all’interno della storia, come se fosse costantemente vicino a Vani nelle sue avventure.
I personaggi sono sfaccettati e ben caratterizzati; li si inquadra pagina dopo pagina anche grazie ai flashback sapientemente posizionati nei punti giusti della storia.
Vani Sarca, in particolare, è un personaggio a tutto tondo: è irriverente, scaltra, tagliente, non sa accogliere i complimenti e non le interessa piacere alla gente. Fisicamente la paragonano a Lisbet Salander, ma io non posso fare a meno di pensare che sia un incrocio tra Patrick Jane di The Mentalist e Sherlock Holmes!
E, come per i suoi colleghi più famosi, il lettore dopo poche pagine riesce a intravedere il suo cuore tenero, empatico e generoso.
“E’ che a questo punto mi fido ciecamente di te!E.. e io non mi fido mai molto di nessuno, sai?” aggiunge piano, come se non avesse previsto di confessare una cosa tanto intima proprio in questo momento.
Lo so, piccola Morgana. Non è mica un caso se dico sempre che mi somigli tanto.
E peggiorerà, sai, mio clone in miniatura? Peggiorerà e finirai per non fidarti proprio per niente e proprio di nessuno, se qualcuno non si prenderà la briga di dimostrarti, possibilmente al più presto, tipo adesso, adesso che ancora puoi impararlo, adesso che sei ancora abbastanza giovane e malleabile da imprimertelo nelle ossa, che a volte ci si può anche fidare. Che fidarsi va bene. Che non deve necessariamente andare poi tutto a puttane.
E’ una donna con cui difficilmente si fa amicizia, ma dopo aver superato la sua corazza da dura si scopre un’amica fedele, coraggiosa e leale.
Mi presento: ciao a tutti, sono Roberta e ho una dipendenza. Vani Sarca.
Appena ho chiuso questo libro, ho aperto il successivo “Scrivere è un mestiere pericoloso” – di cui ve ne parlerò presto – e finito anche questo.. cosa ne sarà di me?
Se, come me, avete aspettato, avete tentennato e non avete ancora letto questo stupendo romanzo.. è giunto il momento di rimediare!
NON PERDETEVELO!