Sicuramente meglio di “Il Calice degli Dei”, è evidente che qui lo scrittore aveva ancora qualcosa da dire. Apollo, in veste mortale, deve compiere una serie di imprese per riprendersi gli oracoli che il nemico, tre imperatori e il suo antico nemico, hanno sottratto. Con queste imprese Apollo spera anche di riguadagnarsi il diritto di tornare ad essere un dio. Un viaggio dell’eroe che lo porterà a conoscere o rivedere personaggi mortali, la loro presenza, le loro storie lo porteranno a cambiare, lo poteranno a capire cosa vuol dire essere mortali, essere semidei, lo porteranno a provare tutte le emozioni umane. Apollo, fino a quel momento, è stata la classica divinità infantile, capricciosa, vendicativa e permalosa, ma durante il suo viaggio si renderà conto dei suoi errori, arriverà a voler proteggere i suoi amici anche a costo della propria vita. Spero che questi cambiamenti rimangano anche dopo che sarà tornato ad essere un dio, il finale promette bene.
Durante queste imprese Apollo incontrerà delle vecchie conoscenze per il lettore, tutti gli eroi delle saghe passate. Da una parte è stato bello poterli rivedere, poter rivedere i miei personaggi preferiti, come Reyna. D’altra parte questa cosa mi è suonata fin troppo uno sfruttare l’effetto nostalgia ed è una cosa fastidiosamente a turni, praticamente eroe X accompagnerà Apollo, e i lettori, fino ad un certo punto (la fine del libro) per poi fermarsi e lasciare il posto all’eroe successivo (il libro dopo). Percy fa qualcosina nel primo libro, poi lascerà i riflettori a Leo per il secondo, Leo a sua volta si farà da parte perché nel terzo libro ci devono essere Grover, Jason e Piper (molto comodo mettere da parte Leo, che è ignifugo, mentre dovranno affrontare un labirinto di fuoco nel terzo libro), poi questi si faranno da parte per far posto a Frank, Hazel e Reyna che, a loro volta, si faranno da parte perché nell’ultimo libro ci saranno Rachel, Will e Nico ad aiutare. Questa cosa mi fa storcere il naso, si comportano tutti come se il problema con questi tre imperatori fosse solo di Apollo, ma non è così, questi imperatori minacciano il mondo intero, è un problema di tutti e quindi il “ti aiuto per un po’ e poi me ne lavo le mani” non ha senso. In alcuni casi il ritrovare i nostri vecchi eroi è stato soddisfacente, la parte del Campo Giove è stata la mia preferita, non male anche quella a Indianapolis. in altri no. La parte con Percy è stata deludente, quello per me non è Percy. Posso capire il rifiutarsi di voler aiutare un ex dio a ritrovare la sua divinità, ma preferire rimanere a casa e fare i compiti (lamentandosene perché non gli piace studiare) quando al Campo Mezzosangue ci sono sparizioni di ragazzi, quando c’è l’impossibilità di comunicare tra semidei e quindi non sapere se qualcuno è in pericolo, quando le profezie non funzionano più e quindi gli eroi sono bloccati, questo non lo capisco. Chirone che, in mezzo a tutti questi problemi, dice che Percy forse verrà a dare una mano nel fine settimana… è la cosa più triste che io abbia mai sentito, quello non è Percy, non è il ragazzo che ha come difetto fatale la lealtà. Le cose si aggravano, si scopre che, appunto, ci sono degli imperatori che vogliono conquistare il mondo, un problema che riguarda tutti tranne che Percy, a quanto pare. Uno degli imperatori attacca il Campo Mezzosangue con l’intenzione di distruggerlo, solo in questo caso Percy si fa vivo, evidentemente aveva finito di fare i compiti e il campo non è così lontano. Si percepisce già dal primo libro che anche il Campo Giove rischia di essere attaccato, ma Percy dice chiaro e tondo che non intende partire con Apollo, deve studiare (e lamentarsene) due cose in croce fatte nel primo libro e il suo ruolo finisce qui, deve fare spazio a Leo e Calipso per il prossimo libro. Il pensiero che mi sono fatta è stato: ma se gli imperatori attaccassero anche il Campo Giove (cosa che faranno) e dovessero avere la meglio, il campo verrebbe distrutto e insieme a lui tutto quello che contiene, anche l’università dove Percy e Annabeth vogliono andare… non è forse un problema che riguarda anche lui? Non dico che deve preoccuparsi della vita dei suoi amici o di suo fratello, visto che a questo Percy sembra non importare, ma dell’università dove intende studiare si, se rischia di venire distrutta non ha senso studiare controvoglia per poterci entrare. Tra l’altro uno di questi imperatori ha la sua base a NY, quindi il pericolo è anche a NY… dove vivono i genitori di Percy e la sua sorellina… ma no, non sembra un buon motivo, per lui, di intervenire. E non mi interessa se lui “poverino ne ha passate tante è giusto che venga lasciato stare”, perché tutti li ne hanno passate tante. Cosa triste: Annabeth la si vede solo alla fine.
Apollo, insieme ai vecchi eroi: Frank, Hazel, Reyna e nuovi eroi riesce a salvare il Campo Giove e a sconfiggere due dei tre imperatori, dovrà quindi ritornare a NY per la parte finale della sua grande impresa. Indovinate chi non troverà a NY? Percy Jackson, è partito insieme ad Annabeth e Grover per andare al Campo Giove, si è diplomato e ora può andare al college e studiare ancora (sempre lamentandosene, viene detto che Annabeth si dovrà impegnare per far studiare lui… Percy è una zavorra), che fortunello… arriverà al campo a problemi già risolti, con nemici già sconfitti, non dovrà combattere per salvare niente e nessuno. Arrivano al Campo Giove e nemmeno danno una mano a ricostruire, strano visto che Annabeth è innamorata dell’architettura. Non aiuta nemmeno con il progetto di Jason.
Lo scrittore ha fatto un pessimo lavoro con Percy in questi libri, ci sono personaggi che arrivano a morire o rischiano di morire pur di aiutare Apollo a fermare il nemico, in tutto questo Percy è a casa a fare i compiti. Non avrei mai pensato di dirlo, Jason si è rivelato un personaggio migliore di Percy. Una cosa che mi sono chiesta, in proposito, è perché devono essere sempre i personaggi maschili ad arrivare al sacrificio estremo e non quelli femminili. Jason muore per cercare di fermare uno degli imperatori e salvare Apollo, Meg e Piper, Frank si sacrifica per salvare il Campo Giove, anche se poi si scopre che non è davvero morto rimane il fatto che quando si è dato fuoco non pensava di sopravvivere. Le ragazze sono coraggiose, ma non arrivano mai al sacrificio. Allo scrittore non piace uccidere le sue semidee?
Veniamo al rapporto tra Apollo e Meg, provo sentimenti contrastanti a riguardo, ci sono momenti in cui il loro rapporto mi piace, altri dove prenderei Meg a testate. I due hanno qualcosa in comune, entrambi hanno una famiglia che abusa di loro, lui ha un padre e lei un patrigno tossici, abusano di loro fisicamente e psicologicamente, Apollo si ritrova spesso a rivedersi in Meg proprio per questo, sono simili. Ma, come ho detto, ci sono anche momenti dove prenderei Meg a testate. Il suo volersi definire la padrona di Apollo, sarà anche scherzosa come cosa ma a me da fastidio, il suo definirlo spesso stupido o inutile, non mi puoi fare il pippone su quanto sbagliasse Apollo ad essere un bullo quando era un dio e poi comportarsi da bulletta con lui chiamandolo stupido, sminuendolo o togliendogli il libero arbitrio, ovvero la libertà di dire quello che pensa. Soprattutto, non mi piace che venga tolta ad Apollo la libertà di dire quello che pensa quando ha perfettamente ragione a dire quello che dice. Quando si arriva a parlare di Luguselwa, la tutrice di Meg, la ragazza non sente ragioni, la donna viene dipinta come un’eroina che ha impedito a Nerone di trasformare Meg in una assassina senza cuore. Ma Apollo ha ragione nel dire che ha fatto il minimo per Meg, avrebbe dovuto fare di più e allontanare Meg da Nerone. La donna non ha impedito a lui di manipolare e abusare di Meg. Tra l’altro Meg ha altri 11 fratellastri, tutti loro hanno subito il “Trattamento Nerone” e Luguselwa non ha mai fatto nulla per loro, specifico che tra questi 11 ragazzi ci sono anche coetanei di Meg. Ma Luguselwa è buona, Luguselwa è perfetta, Luguselwa è un eroe e Apollo deve stare zitto e non dire nulla contro di lei perché lui ha fatto cose brutte in passato e quindi ora non può giudicare, molto comodo questo ragionamento. Non me ne frega assolutamente niente che Meg abbia solo 12 anni. Viene detto che Apollo, quando era un dio, stava con una tipa che lo ha tradito. Apollo, da classica divinità, ha preso la questione tradimento molto sportivamente e ha chiesto ad Artemide di uccidere questa ragazza, che tra l’altro era incinta. Apollo è stato… meglio se non dico nulla, l’unico lato buono è che almeno il figlio è stato risparmiato, detto da Apollo stesso come se fosse stata chissà quale concessione. Apollo è stato un mostro, MA non ha agito da solo, ha chiesto ad Artemide di uccidere quella ragazza e lei lo ha fatto. Sapete con chi se la prendono Meg e Reyna quando vengono a sapere questa cosa? Solo con Apollo. Artemide è come se non avesse fatto nulla, per loro la colpa è solo di chi chiede di uccidere, non di chi esegue l’uccisione. Artemide non è la serva di suofratello, poteva dire no, poteva dire al fratello di arrangiarsi e fare da solo, poteva farlo ragionare, ma ha deciso di assecondare il fratello. Sono entrambi mostri, ma il mondo deve puntare il dito solo contro di lui, dopotutto è il protagonista.
Altra cosa che non mi torna, al Campo Mezzosangue c’è una scena dove Apollo incontra tre nuovi e piccoli semidei, gli vengono presentati come figli suoi, solo che lui non si ricorda di loro, in effetti in un caso nemmeno si ricorda di essere stato nel paese dove ha concepito uno dei tre, mi chiedo come abbiano fatto questi tre ragazzini ad essere stati riconosciuti da un dio che non si ricorda di loro, un dio che fino a tre secondi prima di vederli nemmeno sapeva della loro esistenza. È una cosa automatica? In questo caso non posso non pensare a Georgina, la possibile figlia di Apollo, anche in questo caso lui non si ricorda di lei, non sa se è sua figlia e infatti non è stata riconosciuta… ma perché lei no mentre i tre ragazzi che si sono trovati nella sua stessa situazione si? Capisco il messaggio che l’autore vuole far passare “il genitore è colui che si prende cura di suo figlio, non chi si limita a metterlo al mondo” un messaggio che condivido, solo che non mi spiego questa cosa del riconoscimento a intermittenza. Oppure questo è un indizio che Georgina non è biologicamente figlia sua? Eppure Apollo continua a pensare che c’è la possibilità che lo sia.
Tra le stranezze aggiungo la sorella di Percy, viene descritta con capelli neri e argentati (di per se strano per una neonata) e gli occhi verdi come suo fratello, questa cosa è ancora più strana visto che gli occhi verdi di Percy sono un’eredità del padre Poseidone, quindi come può Estelle avere quel colore degli occhi essendo figlia di Sally e Paul? L’autore si è dimenticato della faccenda degli occhi oppure Sally non la racconta giusta e si è rivista con Poseidone?
Shippo Talia e Reyna, nessuno mi farà cambiare idea su questa cosa.