Vuoi vivere un’altra vita? Vuoi essere un’altra persona? Non sempre è la scelta giusta.
L’elegante edificio si staglia di fronte a lei. Sonia alza lo sguardo per seguirne il profilo fin dove incontra il cielo. Non ricorda in che modo si sia trovata a lavorare come cameriera in uno degli alberghi più lussuosi della città. In fondo, nella vita, si è sempre sentita una figurante più che una protagonista. A volte, però, sogna di essere un’altra. Quando le viene chiesto, forse per la sua straordinaria somiglianza con la ragazza, di occuparsi della giovane Amina, in visita a Marbella con la sua ricca famiglia, da un giorno all’altro Sonia viene introdotta in un mondo di sfarzo e desideri immediatamente esauditi, un mondo di donne misteriose e molto lontane da lei. Finché Amina le fa una proposta: scambiarsi di ruolo per un giorno. Si somigliano talmente tanto che nessuno se ne accorgerà. Vivere la vita di un’altra persona per ventiquattr’ore. Farlo per davvero. Sonia legge negli occhi della ragazza una disperata voglia di libertà e accetta. Eppure, quando l’alba sta ormai per sorgere, Amina non fa ritorno. Sonia si sente ingannata da una persona che voleva soltanto aiutare. Ora deve fare di tutto per cercarla e riprendersi la sua identità, perché il mondo dorato in cui è finita è rischiarato dal luccichio di mille diamanti che, in realtà, sono solo fondi di bottiglia. Deve scappare. Ma anche fuori da lì non può svelare a nessuno il suo segreto. Una rete di menzogne e ricatti la circonda. Sonia capisce allora che lei e Amina hanno in comune molto più di quanto pensasse. Se sei una donna la verità non conta, i tuoi desideri non contano. Devi solo guardarti le spalle da chiunque. Anche da te stessa.
Mi ripropongo sempre di leggerla come scrittrice, non appena esce un suo nuovo libro, ma arranco nel trovare traccia di lei (dai suoi lontani esordi). Mi lascia abbastanza perplessa la storia narrata in questo romanzo, e per diversi aspetti.. una lettura che purtroppo non mi ha suscitato emozioni e riflessioni profonde, e che ho terminato con un po’ di fatica.
Non mi è piaciuto molto questo libro. La trama potrebbe essere quella di una favola. L'autrice ci ha buttato dentro un po' di romanticismo, un po' di azione e un po' di dramma. Il risultato è una storia strana e poco convincente
Premetto che questo libro non l'ho scelto io, bensì mi è stato regalato da una persona che, a giudicare dal libro che mi ha regalato, non ha ben presente i miei gusti. Tutto sommato non è un libro pessimo, anzi, però non è nemmeno eccellente. Racconta la storia di Sonia, la protagonista, di cui la vita cambia in un estate. Questi cambiamenti sono dovuti all'incontro con il lusso, a cui non era mai entrata in contatto, e all'affaccio che ha su uno scorcio di vita di una cultura lontana anni luce dalla sua. Nel racconto ci sono alcune incongruenze e, in particolare, due elementi della storia mi hanno lasciata interdetta: i continui pregiudizi sulla cultura araba e il rapporto con Fabian, il suo capo di lavoro. Ed è proprio quest'ultimo che mi ha lasciata più di stucco. Il loro rapporto è estremamente secondario, sono poche le volte che li vediamo interagire in conversazioni serie; nonostante ciò, Sonia sembra innamorata di lui, nonostante lo conosca appena. Non penso che il lutto sia l'unico elemento che possa unire due persone così diverse.
Sonia è una di noi. Non ha una vita da sogno, ha molti debiti, non ha un futuro d’oro che la attende. Ha solo una possibilità: vivere la vita di Karen in sua assenza, e farlo quando ci saranno le grasse mance della famiglia reale saudita. La sua vicinanza con la seconda moglie del re, Amina, la porterà in una spirale di avvenimenti in cui, una singola scelta, potrebbe distruggere la sua vita per sempre. In casa ho molti libri di Clara Sanchez. Molti arrivano da regali, uno in particolare è arrivato dalla mia migliore amica. Sono lì, in libreria, aspettano però.di essere letti. Non saprei spiegare perché ho deciso di cominciare a scoprire questa autrice proprio da questo volume. Non so nemmeno se è stata una scelta giusta; l’unica cosa certa è che in tre giorni lo avevo finito. Il dolce amaro che mi ha lasciato è come una ferita fresca. Qui, mentre vi scrivo queste parole, cerco quelle giuste E’ stata una lettura inaspettata, che ha portato il sole dell’estate in questo grigio autunno. Dai primissimi capitoli è palese che si trova davanti a un libro complesso. Più scorrevano le pagine, più in me cresceva l’ansia: dove mi voleva portare l’autrice? Vorrei darvi la risposta, ma in se il libro ne ha in.seno molteplici. Ognuno potrebbe infatti trovare la chiave di lettura che più lo rappresenta. Non è un solo libro, è un’esperienza che porta a riflettere: sulla cultura araba del niqab, sulla libertà, su quale vita sia davvero migliore della nostra e sul concetto “soldi”. I soldi che, a inizio libro sembrano lo scopo di tutto, diventano poi così tanti e così inutili da perdere il loro valore intrinseco. Vedere come vengono spesi, quasi gettati al volgo, perché tutti siano contenti della super ricchezza del singolo, è quasi un pugno allo stomaco. Non so se avrei mantenuto la compostezza di Sonia, eppure accumulare denaro credo faccia davvero perdere senso al suo valore. È un libro che parla di libertà, di donne libere solo quando sono in un recinto, di lutto. Non mi soffermerò sulle donne arabe, perché credo che la morte sia un aspetto che, per quanto rimanga in secondo piano, mi ha scosso. La sua ombra segna subito le prime pagine (Sonia ha perso il padre quando era piccola). Si tiene in disparte per molto tempo, per poi colpire quando e come più fa male: ripetutamente. Dietro a tutto questo ci sono personaggi e ambientazioni. Sono due aspetti importantissimi, eppure sono sempre rimasti in secondo piano mentre leggevo. Scorrendo di nuovo le pagine, cercando le parole per far arrivare a voi i pensieri, che sono nati da questo libro, mi devo soffermare almeno un poco sulla maestria di questa autrice. Le sue descrizioni sono semplici e dirette. Le ci vuole davvero poco a tratteggiare una scena. Per i personaggi, invece, si prende tutto il tempo che le serve per farli muovere nella storia. Non mostra nessun colpo di scena che ha in mano di calare a ogni nuovo capitolo. Si gioca a una lunga e sofferta partita a scacchi con Clara Sanchez. Ogni contromossa del lettore, che già pensa di sapere come tutto evolverà, viene stoppata dall’ennesimo “scacco”. Non c’è modo di scoprire come andrà a finire, e nemmeno davanti allo scacco matto si percepirà il sottile percorso che l’ha causato. Di solito i libri riempiono i vuoti. Questo no, questo scava! Sono certa che porterà a galla molti pensieri ed emozioni dentro di voi.
Devo dire che questo libro non mi ha entusiasmata. Mi ricordavo la Clara Sanchez de “Il profumo delle foglie di limone” e speravo di ritrovare la sua scrittura poetica capace di trasportarti dolcemente in storie di protagoniste dalle esistenze complesse. Tuttavia, in questo romanzo, ho trovato una scrittura noiosa e a volte eccessivamente riflessiva: gli avvenimenti sono pochi e questo crea un ritmo lento che non fa venire voglia di continuare. Inoltre, la storia è inconcludente. La protagonista, Sonia, non cambia, non si evolve e resta in balia degli eventi, inerme. Lascia che siano gli altri a decidere per lei, invece di agire, di difendersi e di prendere in mano la propria vita. Forse è proprio questo che la scrittrice vuole comunicare: nessun cambiamento avviene in Sonia, che non prende alcun tipo di decisione, lasciandosi trascinare in situazioni scomode da cui esce grazie alla fortuna e a persone più potenti di lei. Non c’è riscatto,’rivalsa o qualsiasi tipo di vittoria: Sonia crede addirittura di aver fatto quasi innamorare il direttore dell’albergo e non si rende conto che in realtà è tutta una sua invenzione. Gli altri personaggi sono poco definiti, dai contorni sbiaditi, quasi come se fossero solo di contorno a una protagonista debole, che non attira alcun tipo di attenzione. Purtroppo è stato un libro deludente, che ho fatto fatica a finire.
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Quest’autrice crea sempre il mio angolo confortevole e non mi ha mai deluso. Le sue storie sono ambientate in Spagna, questa volta siamo a Marbella, sulla costa frequentata da turisti e arabi che portano splendore alle strutture.
Il Beach Club alza il suo nome quando la corte di Riad si presenta in città e re Fadel con le sue mogli, Sultana e Amina, fanno la loro apparizione con il loro seguito di figli, nipoti, domestici e personale della sicurezza. Sonia viene incaricata di servirli e prendersi cura di loro e la sua conoscenza dell’arabo la porterà ad avere inizialmente un posto privilegiato a palazzo dove inizierà a insegnare spagnolo ad Amina e ai bambini.
La principessa, però, nasconde un segreto, un segreto da adolescente che non è riuscita ad esaudire i suoi desideri e la fuga da quella vita così lontana.
Entrando nella vita delle due protagoniste, le differenze vengono enfatizzate e quasi l’una desidera la vita dell’altra. I sentimenti vengono messi in primo piano e guidano la vicenda, trasformandola e portandola a un’evoluzione che in poco tempo stravolge la vita di tutti. La scrittura è fluida, non si perde mai, tiene incollati alle pagine come se la principessa fosse il lettore che riesce a vedere e vivere le bellezze del palazzo. La Sánchez è comodità, è bellezza, è leggerezza dopo le difficoltà. Amore eterno.
Allora partiamo dal presupposto che questo libro mi è stato regalato da una persona che...non ha per nulla in mente i miei gusti... Diciamo che non è un libro terribile, ma ci sono delle cose che mi hanno lasciata perplessa..intanto la storia non è per nulla raccontata in modo esaustivo, è piena di pregiudizi verso la cultura araba e piena di episodi che non hanno capo ne coda..lei si innamora di un tizio che si è no le avrà rivolto la parola due volte e non si sa neanche come abbia fatto ad innamorarsi, potevano assolutamente fare a meno di metterci il “romanticismo”. Deludente..non è un libro che avrei scelto di testa mia.
Un romanzo che non mi ha lasciato davvero nulla. Protagonista insipida, scrittura troppo ridondante, e una parte romance più che inutile. La prima parte, quando Sonia viene introdotta al lavoro nell'hotel e fa la sua conoscenza con le principesse arabe, diventandone poi l'insegnante di spagnolo, è anche discreta, ma quando Sonia ed Amina si scambiano diventa tutto caotico e poco interessante. L'ho portato a termine per inerzia con un enorme sforzo di volontà. Assolutamente dimenticabile.
L'ho letto tutto d'un fiato. Ambientato nella città più chic della Costa del Sol dove però non è tutto oro quel che luccica. Mi è piaciuto molto il punto in cui Sonia comincia a lavorare nell'hotel e scopre la vita dei ricchi uomini d’affari mediorientali che in realtà si rivelerà una gabbia dorata.
Libro che ho letto velocemente - per fortuna - ma che non mi ha per niente colpito. Assurdo e irrilevante l'innamoramento di Sonia nei confronti di Fabio. La storia poteva essere sviluppata in modo più interessante e coivolgente. Nemmeno i personaggi mi hanno colpito molto. Non é un libro che consiglierei..
La storia parte con dei buoni presupposti, sviluppati bene ma in modo un po’ confusionario. Le ultime due pagine, in particolare le ultime righe le ho trovate fuori contesto. È una lettura molto scorrevole e leggera, sa di estate. Il solo problema è la compresenza di tanti elementi diversi forse non ben calibrata.
Clara Sánchez e i suoi romanzi sono dei rifugi quando c’è n’è più bisogno e “cambieremo prima dell’alba” non è un’eccezione. Sonia è una di noi, che mentre tenta di costruirsi una propria vita, fa delle scelte sbagliate. Solo che quelle di Sonia sono delle scelte che metteranno in pericolo sè stessa è molto di più.
Terribile. Basato sui film mentali della protagonista, che risulta sciocca e banale... peccato, poteva essere una occasione per sfatare i cliché sul mondo arabo invece ci è caduta dentro in pieno.
Incipit Fra tutte le principesse e le sceicche della nobiltà del Vicino Oriente, le più ambite al Beach Club erano le saudite. Cambieremo prima dell'alba Incipitmania