Italia, Romagna, 1456. È un periodo violento, d'acciaio come le armature dei cavalieri e affilato come le loro armi. Catturata come bottino di guerra dal suo peggior nemico, Beatrice di Sassoburgo Manfredi lotta con tutte le forze per resistere a Jacopo di Montelupo. Perché le corde possono legare i polsi. Possono legare le caviglie. Non potranno mai, però, legare l'anima.
«Volete tenerla sempre incatenata? È una scelta pericolosa, ma dopotutto» si portò una mano alla barba grigia e nera, grattandola pensoso, «con una catena lunga, si potrebbe in effetti…» «Non la terrò incatenata.» Il suo secondo inclinò la testa di lato. «Avevo capito che ci era più utile da viva?» «E viva rimarrà.» Jacopo lo affermò con voce sicura, ma il cuore gli fece uno strano salto, più simile a un tonfo che a un regolare battito. «Non cercherà d’ammazzarsi.» «Le è piaciuto, dunque? Non vede l’ora di replicare?» «Quello che è successo lassù» ribatté in tono privo d’emozione, «è in assoluto la cosa peggiore che poteva capitarle.» «E quindi? Cosa vi fa pensare che non si appenderà al soffitto, e buonanotte al secchio?» Jacopo alzò lo sguardo verso la finestrella in cima alla torre. «Il fatto è che quella donna vuole farmela pagare. Sembra incredibile, ma è così. Non si arrenderà, Masticapietre—non fino a quando avrà la speranza di ammazzarmi.» «Se ne siete sicuro, capitano…» Ne era sicuro? Tra le risa dei soldati, le budella gli si attorcigliarono ancora e ancora, e lui dovette inspirare a fondo prima di rispondere. «Sono sicuro di una cosa sola» disse. «Beatrice di Sassoburgo Manfredi è una combattente, e tra me e lei la guerra è appena cominciata.»
Una premessa doverosa: non sarà una passeggiata piacevole di quelle che si fanno per rilassarsi, ma una scarpinata, una marcia lunga e faticosa di quelle che si fanno sui sentieri di montagna, su terreni sconnessi e in salita, dove a volte manca il fiato per lo sforzo, ma che poi, arrivati in cima, ripaga di tutta la fatica. Oh, se ripaga! La Owen ha un'abilità, che è quella di mettere in luce non solo l'oscurità dei suoi protagonisti, ma di tirare fuori anche quella del lettore, che deve scendere a compromessi e fare i conti con la propria coscienza perché, anche stavolta, nonostante la mia repulsione, la mia condanna iniziale per il protagonista maschile, tal Jacopo di Montelupo, pian piano ho iniziato a perdere la lucidità nello stabilire il confine fra giusto e sbagliato, fra lecito e illecito. Insomma, si iniziano a cercare attenuanti dove attenuanti non ci sono, inizi a formulare dei "però", pur sapendo che da donna quelle attenuanti non le accetteresti mai. Anche se, forse, è anche dovuto al fatto che se stai leggendo un romance, sai dove si andrà a parare...
"Per prima cosa vide lunghe, forti gambe, strette in protezioni di metallo sui polpacci e sulle cosce. E poi più su, un corpo muscoloso, massiccio, fino alle spalle larghe su cui era posata una cappa rosso scuro. Era alto come una montagna, il signore della Valtauro. Luigi racimolò il coraggio per incrociare i suoi occhi. Erano grigi come l’argento. «Non arriverai a domani» lo informò Montelupo senza emozione. Il suo viso assomigliava a quelli che Luigi aveva visto solo in chiesa, quando ancora ci andava. Quello della statua di Michele Arcangelo, nella chiesetta di San Giorgio a Roccaverde. A lato della navata, era una statua grande e spaventosa, con le ali aperte e la spada in pugno."
Ed eccolo il signore della Valtauro che attraverso la descrizione sublime della Owen, riesci non solo a vedere, ma anche a sentirne i tonfi dei passi su per le scale che portano alla cella della torre dove è imprigionata Beatrice di Sassoburgo che, lasciatemelo dire, al contrario della protagonista di "Schiava per vendetta", che vedevo succube e vittima, è una donna coi "controcazzi". Testarda, fiera, orgogliosa fino all'ultimo respiro, fino allo stremo delle forze.
«Ti ucciderò» ripeté con voce bassa e rauca. «Ma prima ti f… farò strisciare ai miei piedi. Oh, Jacopo di Montelupo, non avrò p-pace… non avrò pace finché non ti avrò distrutto…»
Ma non sono Jacopo e Beatrice in realtà ad avermi rapito il cuore, ma "la Guercia", un personaggio che dovrebbe essere secondario, che a mio avviso ha surclassato invece, sia il signore della Valtauro, che l'altezzosa principessina di Sassoburgo tanto è vero che da qualche giorno mi esprimo in romagnolo medievale mettendo Ve' in tutte le mie frasi. Se leggerete il libro, capirete. Personaggi reali si intrecciano con personaggi creati dalla fantasia dell'autrice in un contesto storico vivido e verosimile. Forse alcuni epiteti usati da Jacopo nei momenti hot possono far storcere il naso perché sembrano fin troppo moderni, ma, con onestà, non penso ci siano documenti storici che attestino il turpiloquio a letto nel 1400 e quindi concediamo alla Owen la licenza poetica! Romanzo elegante e appassionante in perfetto stile Owen, trama ricca di complotti e inganni tipici del periodo e, che fino alla fine, tiene col fiato sospeso.
”Potrai aspettarmi, allora?» Lui inspirò sulla sua gota. «Potrei aspettarti per tutta la vita.» E si accorse che era vero. Pur di averla con sé, sarebbe stato disposto ad attendere in eterno, persino qui, così, inginocchiato ai suoi piedi, morendo di desiderio, mentre lei gli sorrideva dalla sedia a dondolo e gli accarezzava lievemente i capelli.”
All’inizio l’ho trovato per niente scorrevole, devo dire anche che non amo molto la scrittura passiva e quella mi ha rallentata di molto con poca voglia di continuare ma intorno al 30% tutto cambia e la storia entra nel vivo, bellissimo 😍. Jacopo che uomo 🔥🔥🔥 fuoco e fiamme 😅. Beatrice una combattente come poche ne ho lette nei libri. Adoro sempre di più questa autrice 😍 e consiglio vivamente di leggerlo.
Mettetevi comode perchè c'è davvero tanta carne al fuoco di cui parlare su questo storico avvincente dalle sfumature dark la cui lettura mi ha entusiasmata parecchio soprattutto in termini di passione in quanto le vicende tra i due protagonisti sono molto crude e piccanti, abbondantemente condite con tanti di quei particolari hot da rischiarne la combustione!! Ambientata nel medioevo la storia si svolge in Romagna nel 1456. L' autrice con naturalezza e padronanza del linguaggio riesce a farci entrare e vivere in quell' epoca ostile ove le guerre di conquista e sterminio erano le uniche armi per predominare gli uni sugli altri e durante la lettura si avverte quell' atmosfera cupa propria di quel periodo buio caratterizzato da qualsiasi genere di violenza e sopruso. Quando Beatrice Manfredi incontra per la prima volta Jacopo di Montelupo resta colpita e affascinata dalla sua figura prestante e carismatica. Del resto anche Jacopo non resta indifferente alla straordinaria bellezza di quella giovane donna, e subito desidera conquistarla. Orgogliosa e fiera delle proprie nobili origini Beatrice però lo sdegna in quanto umile figlio del popolo e usurpatore di terre conquistate solo grazie alla forza e alla violenza. In seguito alla morte del padre eredita titolo e terre e sposa di buon grado Alessandro di Sassonia inconsapevole del fatto che presto, gli oscuri intrighi di castello orditi alle sue spalle, l' avrebbero condotta a trascorrere lunghi mesi di prigionia. Quegli stessi intrighi manipoleranno le decisioni e le azioni di Jacopo, convinto infatti che Beatrice sia una traditrice la cattura e la rinchiude nella torre del suo castello come sua personale prigioniera e abusandola continuamente la riduce a sua schiava sessuale. Tenace e caparbia Beatrice non cederà mai alla meschina volontà dell' uomo che nonostante tutto ama e lotterà sempre per resistere e respingere gli abusi di cui è vittima con lo scopo di riuscire a dimostrare presto la sua estraneità a tutti i gravi fatti di cui Jacopo la accusa ingiustamente. Una storia che mi ha travolta in ogni senso. Una storia che parla di un amore contrastato dalle regole dei tempi e dagli inganni. La storia nella storia descritta molto accuratamente e ben documentata. Ho apprezzato i salti temporali nel passato in cui l' autrice percorre a ritroso la dura vita vissuta dai due protagonisti che ne delinea la forgia dei caratteri e descrivendo con attenzione i momenti salienti vissuti da entrambi nella torre man mano ci porta a comprende l' intensità del loro legame e del loro amore caratterizzato dal contrasto violenza-dolcezza, odio-amore, disprezzo- tenerezza. Le scene hot sono ad alto tasso erotico ma non risultano mai volgari anzi ci fanno percepire la forza dei sentimenti e della passione che anima i loro cuori sovrastando il reciproco astio. Nonostante Jacopo manifesti momenti di rude, freddo e spietato disprezzo nei confronti di Beatrice non sono riuscita ad odiarlo poiche ho amato i suoi attimi intensi di totale tenerezza in cui si evince fortemente tutto l' amore che prova verso quella donna che è arrivato ad odiare solo per colpa di coloro che, per loro tornaconto, hanno tramato per dividerli rendendoli nemici. Altresì la storia è ricca di incredibili e sorprendenti colpi di scena che coinvolgono emotivamente e mantengono sempre viva l' attenzione sugli avvenimenti e anche sui personaggi secondari che non risultano mai nè superflui nè scontati che riserveranno azioni inaspettate. Ho ammirato la forza, l' onestà, la coerenza e tutto il coraggio dimostrato da Beatrice che ha mantenuto sempre un contegno ferreo degno di una donna dai nobili e sani principi, una vera eroina che vi conquisterà.
bentornata Ann Owen! un mondo descritto con accuratezza e la crescita di un amore -come sempre -con le premesse più negative del caso. E l'autrice riesce sempre a dipingere i personaggi mai di un colore solo, ma contrastati e umani nei loro errori e debolezze, tanto che nessuno è mai davvero cattivo o davvero specchiato. Come nel caso di Alessandro, bel personaggio purtroppo esplorato poco nel libro, di cui non accettiamo le decisioni ma le "comprendiamo" ( e come non potremmo, considerata anche la morale e i costumi dell'epoca?). potremo sperare in un seguito con Giulio e la giovane figlia di Beatrice e Jacopo? Scene molto hot come nel caso del precedente libro che Ann riesce a trasformare da possibili incubi a capolavori di sensualità.
Incuriosita dalle reazioni di molti che seguono questa autrice mi sono trovata a volerla leggere. Il dark con è il mio genere preferito ma ogni tanto faccio delle eccezioni. Nell'ambientazione storica mi sono trovata a mio agio e ho trovato comprensibili le dinamiche di tradimenti, spargimenti di sangue, alleanze e senso dell'onore o di ciò che viene fatto sotto questo elemento astratto che da sempre smuove guerre e azioni aberranti. Lettura intensa, emozionante e coinvolgente nonostante l'argomento principale sia un sopruso della peggior specie. Il tutto avvolto da un filtro di umanità o emozioni che giustificano fintamente le azioni. Trattandosi di un romance è prevedibile lo svolgimento della storia, anche se per nulla scontato. A mio avviso c'è stato un eccesso di bontà sull'epilogo e questo mi ha rovinato il finale della lettura. Do comunque 4 stelle per l'insieme.
LA PRIGIONIERA NELLA TORRE è la prima bella sorpresa del 2021. Aspettavo notizie di questa autrice da tanto tempo e stavo perdendo le speranze, invece ecco lí che mi ritrovo tra le mani questa meraviglia!
È davvero difficile mettere insieme un discorso di senso compiuto quando una storia ti ha folgorata, quando dei personaggi ti sono entrati nelle viscere - sì, non nell'animo, proprio nelle viscere.
Ma veniamo al dunque:
Provo una profonda invidia per questa autrice che ha il "dono" della scrittura, quello vero, non quello che si impara ai corsi di scrittura creativa o quello che si affina con l'esperienza. Ha uno stile inconfondibile, una narrazione onomatopeica fatta descrizioni potenti che danno concretezza agli spazi e alle emozioni, di suoni pronunciati, di pensieri dei personaggi e del narratore che si alternano senza mai confondersi, di punti di vista infiniti, tante voci che invece di infastidire attraggono, soffiando un alito di vita anche nei personaggi di contorno. Le perdono perfino quei lunghi trattini (perché non quello corto?) che si traducono in vuoti d'aria dolorosi e che sono un marchio di fabbrica!
Jacopo di Montelupo è la mia nuova crush. E lo sarà a lungo. È perfetto. Un condottiero spietato che sa essere magnanimo; il che lo rende, di fatto, un personaggio in chiaroscuro, un dannato che ha speranza di redimersi (poi certo, è anche un gran figo e sessualmente ci sa fare, ma questi sono dettagli). Il suo tallone d'Achille è quella dolcezza che non ti aspetti da mani rudi e callose, è quel momento di debolezza che, inevitabilmente, lo piega. Soprattutto con Beatrice. Ma anche con Giulio, con la Guercia, con Masticapietre, con Mariano e con tanti altri. Jacopo ha il profilo del perfetto antagonista, ma si ritaglia il ruolo principale in una trama che, senza di lui, non avrebbe senso di esistere. Di umili origini, diventa signore a suon di guerre e conquiste, ma resta ciò che è, un uomo del basso medioevo. Lo è nel non capire il rovescio delle cose e nel trovare conforto nella vendetta.
L'ho già detto che Jacopo di Montelupo è la mia nuova crush?
Beatrice è una protagonista ambigua. E non potrebbe essere altrimenti. Superba e altera, arrogante e saccente. Una madonna abituata a nascondere le lacrime, inconsapevole del mondo e dei propri sentimenti. Una donna del suo tempo anche lei, perfettamente contestualizzata nelle vessazioni che subisce, ma che incute comunque riverenza. Un personaggio tanto vero da farmi star male, che mi ha ricordato la Rebecca di Capitan Swing.
La violenza, perpetrata in tutte le sue forme, fisiche e psicologiche, potrebbe sembrare la terza protagonista di questo romanzo. Descritta nei particolari, negli stupri e nei fiotti di sangue cremisi che si affiancano e sostituiscono ai disegni del pavimento, nell'odore ferroso e selvatico, in condanne che non contemplano scappatoie, è invece pura ambientazione, perché a metà del quattrocento guerre, razzie e giustizialismo erano la norma. Jacopo è un condottiero che ritiene di avere il diritto di uccidere i nemici, ma preferisce sempre, se è possibile, una soluzione diplomatica. Beatrice, seppur ortodossa nella fedeltà ai suoi ideali crociati, minaccia ma non agisce.
L'ho già detto che Jacopo di Montelupo è la mia nuova crush?
Scherzi a parte, in questo romanzo, oltre alle mirabolanti peripezie erotiche di Jacopo, che pure occupano buona parte del libro, troverete avventura, pathos e pietas, intrighi e cospirazioni, e una ricostruzione storica che, se non lo è, sembra perfetta. Il vostro cuore sussulterà di continuo; illuso più volte, penserà al peggio. Continui cambi di prospettiva e colpi di scena vi terranno incollati alle pagine di una trama intessuta con maestria. Un racconto che vi tirerà fuori quei desideri scomodi che tutti abbiamo ma che nessuno ha il coraggio di sviscerare.
A mio parere questa storia, pregna di passione e contrasti, di odio e amore che sono la faccia della stessa medaglia, sta stretta nella casellina del genere historical dark romance, spesso foriero di personaggi che altro non sono che macchiette di Mr Darcy e libertini sadici da strapazzo. Ecco, non aspettatevi un romanzo fotocopia, perché questo è ben altro. Se cercate una voce fuori dal coro, l'avete trovata.
PS Una parola di conforto per Alessandro di Sassoburgo, pure lui uomo del suo tempo, che in nome dell'onore è rimasto fregato dalla passione.
Ambientato questo libro nel 1456, in un periodo violento come le armature dei cavalieri e affilato come le loro armi.
Beatrice di Sassoburgo Manfredi viene catturata come bottino di guerra, lotta con tutte le sue forze, perché le corde possono legare i polsi e le caviglie, ma non possono legare l'anima.
Non so se sarò in grado di esprimere ciò che mi ha trasmesso questo libro e soprattutto non so se riuscirò a dare il giusto valore a questa lettura e all'autrice stessa, ma ci proverò.
Ho aspettato anni per leggere il primo libro di Ann Owen, "Schiava per vendetta" rimandavo e rimandavo, fin quando finalmente pressata da amiche virtuali mi sono decisa e mi sono praticamente innamorata di questa autrice.
Consapevole che erano passati anni dalla sua prima pubblicazione, il mio rammarico più grande era non poter leggere altro di suo.
Ho spulciato da tutte le parti per prendere informazioni e poter scoprire altre sue opere fin quando non mi sono imbattuta in "La prigioniera nella torre."
Per me questo libro è una "perla rara", mi ha folgorata, sono stata completamente rapita dai personaggi.
L'autrice ha uno stile di scrittura inconfondibile, riesce a rapirti con le descrizioni e le narrazioni dei personaggi riuscendo a farti sentire anche il loro suono e la loro cadenza. I salti temporali sono descritti in maniera così limpida da non creare nessuna confusione nella mente del lettore, ha una capacità straordinaria di farti amare personaggi che non ti sogneresti mai e poi mai di amare in un altro libro.
«Accettalo, Beatrice, arrenditi… sarà più piacevole per entrambi, io… potrei essere gentile con te, perché… me ne sono accorto, sai, che ti piace di più quando sono gentile…»
Beatrice è una protagonista molto forte, fiera, una donna altezzosa e arrogante che guarda Jacopo dall'alto della sua posizione.
Una donna abituata a nascondere le lacrime e le proprie emozioni, e che combatte con tutta se stessa per non crollare sotto i colpi del suo rapitore. Subisce violenza sia fisica che psicologica ma non cede, non si piega, resta sempre fedele a sè sfessa e ai suoi ideali a dispetto della sua felicità.
«Non ti dirò mai di sì, Jacopo di Montelupo! Le tue mani m’insozzano… la tua vicinanza m’insozza!» Le scene hot che sono tantissime, e che pur essendo in un contesto di violenza e terrore, sono descritte in maniera così perfetta, che non puoi far a meno di dimenticare chi e perché le sta subendo.
In questo libro troverete avventura, complotti, intrighi, manipolazioni e una ricostruzione storica che sembra perfetta, con continui colpi di scena che spesso vi faranno pensare al peggio tenendovi incollati alle pagine in un costante stato adrenalinico. Un libro pieno di passione, odio e amore.
Jacopo di Montelupo, è un uomo di umili origini che con le sue tante battaglie e conquiste si è ritagliato il ruolo di signore, proprio per questo si lascia prendere dalla voglia di vendetta.
Lui è un uomo perfetto nelle sue imperfezioni.
Un condottiero forte, spietato ma giusto, un uomo con un testosterone alto, altissimo, una resistenza, o mamma mia!!! Ma esistono veramente questi uomini?
Gli ormoni vanno per i fatti propri, da qui la voglia di averne uno tutto per sé, un uomo rude con un linguaggio molto volgare e rozzo ma, la sua dolcezza e la debolezza che emergono quando è al cospetto delle persone a lui vicine, in particolar modo di Beatrice, non fanno altro che alleggerire il suo personaggio e farvi innamorare, pagina dopo pagina.
«Lo so, Beatrice. Lo so, ma Dio, ti voglio da morire. Ogni notte» mormorò sulla sua testa abbassando la voce, «ogni notte sogno le tue tette meravigliose, lo sai… io vorrei baciartele adesso…»«Jacopo!»Lui rise. «Che cosa c’è? Troppo volgare? Ma io sono così, Beatrice… un rozzo popolano, e tu mi sposerai comunque.»
Sono molti i personaggi che incontreremo in questa bellissima storia e che faranno da contorno ai nostri protagonisti, il secondo in comando Tano il Masticapietre, Chiara la fantesca con un occhio solo detta Guercia, Giulio il ragazzino che Jacopo ha cresciuto come un figlio, Golia il cane che gli è stato a fianco per molti anni e aimhe!!! Alessandro di Sassoburgo un uomo che non ha saputo amare come doveva, facendo la scelta sbagliata che l'ha portato ad un duro epilogo. «Una volta mi hai giurato che mi avresti fatto implorare. Che mi avresti fatto strisciare. Chiedimelo ora» le baciò la sommità della testa ancora piegata, «chiedimi qualunque cosa. E la farò.»
Chissà se un giorno l'autrice non ci farà una sorpresa regalandoci la storia tra Giulio e la figlia di Beatrice e Jacopo, lo spero tanto e soprattutto spero tanto di poter leggere ancora qualcosa di suo.
Che peccato! Aspettavo un libro di Ann Owen da tanto tempo. "Schiava per vendetta" l'avevo adorato. Ma o il precedente libro non me lo ricordo come era scritto o magari a quei tempi ero ben disposta per quella lettura/scrittura ma qui non mi sembrava neanche Ann Owen. Diciamo che l'80% è solo sesso e anche piuttosto ripetitivo con quei mmmmh mmmmh fastidiosi, va bene che era imbavagliata... ma insomma avrei evitato. Avrei messo più storia e meno sesso. Beatrice mi è stata antipatica fin dall'inizio, troppo spocchiosa e arrogante. Jacopo invece sembrava un bruto... per essere chiamato addirittura "diavolo" e alla fine si è rivelato un "agnellino". Poco credibile l'amore che nasce tra i due, prima voleva ammazzarlo, giurava di volerlo ammazzare e poi toh si è innamorata del suo carceriere. Solo perchè ci sapeva fare nel sesso. O almeno a me il messaggio del libro è arrivato così. Ok che è un dark romance... ma ecco ne ho letti di migliori. Unica nota positiva l'ho letto in 5 giorni, quindi piuttosto velocemente rispetto alle letture precedenti in cui ho impiegato più tempo. Anche perchè tante frasi nelle scene di sesso le ho saltate.
Un libro che fa saltare sulla sedia, che toglie il respiro, che costringe il lettore a fermarsi per prendere fiato, posare il libro e aspettare, nel tentativo di calmare le emozioni, per poi riprendere subito perché non si può non sapere.
Torna Ann Owen, conosciuta con il potentissimo dark romance storico “Schiava per vendetta”. In questo romanzo, anch’esso un dark, i toni dark della relazione forse sono meno eccessivi (e più comprensibili) che nel precedente romanzo, ma la narrazione non è per questo meno travolgente.
Dietro al comportamento di Montelupo c’è una fitta rete di eventi e intrighi che vengono svelati a poco a poco, che costruiscono una trama solida e coinvolgente in cui le apparenze ingannano, in cui la verità non è così facile da scoprire.
Sullo sfondo, una realtà storica verosimile, in cui la donna deve subire il matrimonio combinato, in cui gli interessi politici ed economici della famiglia passano sopra a qualsiasi cosa, in cui la giustizia deve essere amministrata con il pugno di ferro.
Bei personaggi ci presenta l’autrice, come sempre, non solo Jacopo e Beatrice. Conosciamo anche una meravigliosa Guercia, la fantesca che si occupa di Beatrice, personaggio talmente vivido da quasi surclassare i protagonisti, una donna forte, anche nella sua modesta posizione, che non si fa intimidire dai soldati o dallo stesso Montelupo. O ancora osserviamo i soldati, il marito di Beatrice, e persino il cane e li sentiamo vivi, presenti, non sullo sfondo.
Non posso parlarvi molto dei protagonisti senza svelare troppo della trama, ma credo che li amerete, per quello che sono, per il percorso che fanno, perché non sono solo vittima e carnefice, ma soprattutto due persone travolte da eventi che li pongono davanti a scelte inaspettate e attratti uno dall’altro in modo viscerale. Le numerose scene erotiche sono di grande effetto e non lasciano indifferenti, ma nel frattempo entriamo nelle loro menti, li conosciamo, ne conosciamo di dubbi, le luci e le ombre. Montelupo è anche signore a suo modo giusto, Beatrice donna di ideali e disposta al sacrificio per mantenere la sua parola.
Li picchieresti entrambi in più punti per la loro testardaggine perché tu, lettore, hai capito… e che cavolo, ti arrabbi!
Insomma da leggere, perché non solo la storia come già detto è ben costruita, ma Ann Owen ha uno stile incantevole ed elegante, perfetto per gli storici e le sue scene erotiche sono difficili da dimenticare. Non dimenticatevi però che con la Owen non è tutto rose e fiori… (ma è pur sempre un romance).
Dando di meno a questo libro, mentirei solo a me stessa. L'italianissima Ann Owen ha talento, scrive in modo superbo e sa come turbare gli animi di chi la legge. Ero consapevole che vi avrei trovato delle scene forti e che potrebbero scioccare. Ann Owen scrive sempre di amori controversi che iniziano nel peggiore dei modi possibili ma che ci lasciano sempre con il sorriso nel cuore. Mi dispiace solo che non sarà letta dai più perché il genere a cui appartiene il romanzo non è certo tra i più apprezzati. 4.5 stelle
Ho amato Schiava per Vendetta, letto e riletto per anni aspettando che Ann Owen pubblicasse altro perchè avevo adorato la complessità dei personaggi, specialmente del protagonista che compie azioni moralmente discutibili ma che il lettore non riesce mai a condannare totalmente. Anche questa storia è stata una garanzia da questo punto di vista: con protagonisti che possiedono una morale tutta loro, ma comunque la possiedono, quindi esaltati nella loro sublime corruzione. Se pensate che queste premesse siano intriganti, leggetelo assolutamente!!!!
Volendo fare un appunto (che invece nel libro di debutto non avevo assolutamente trovato) ho trovato alcuni flashback un pò ripetitivi (come anche alcune scene erotiche che riproponevano la stessa situazione più volte), poco incisivi per la trama della storia. Infine l'epilogo l'avrei preferito un pò meno sbrigativo. Speriamo non passino altri 5 anni prima di un altro libro di Ann Owen, perchè ha davvero una penna unica e inimitabile in questo genere storico dark erotico.
4.5 🌟 Ambientazione stupenda, lo definirei più un erotic storico che un historical romance. La storia mi ha fatto letteralmente palpitare ed emozionare. C'è solo una cosa da rivedere: i riferimenti all'unità di tempo (ore e minuti) sono anacronistici. Per il resto il contesto é perfettamente verosimile.
Ann Owen non delude mai, direi una “Miss Black” fuoriclasse. Ma si può scrivere un romanzo così spinto con così tanta classe e cornice psicologica di quasi tutti i personaggi? Beh, lei può eccome.
Tutto sommato un bel romanzo ho trovato eccessive le scene di sesso molti dettagli potevano essere evitati. Però la storia è ben descritta e realistica e i personaggi ben definiti.
Um mese dopo ed ancora ce l'ho dentro. Va assolutamente tradotto! Verosimile, affascinante e completamente sorprendente. Vorrei non averlo ancora letto...