Elena e Riccardo sono una coppia matura, la loro vita insieme è stata sigillata dalla presenza partecipe e vitale di Pedro, individuo nato cane, un familiare. Da quando è morto vivono straziati. Gli accadimenti e i cambiamenti della loro esistenza, spesso dolorosi o grotteschi, ma comuni a molti, girano intorno al vuoto lasciato da Pedro, un vuoto che pare una voragine nella quale sono risucchiati. Cercano consolazione, ma nulla basta, soprattutto a Elena che aveva con il suo cane una specialissima intesa. Prima di vederla soccombere, Riccardo reagisce, a modo suo, con una un cucciolo. Elena si sente peggio perché ha un cane ma non è il suo cane, lui la capiva, lei lo capiva. Come? Parlando. E non era fantasia o fantascienza, si guardavano, si ascoltavano e si parlavano. Nessuno più come lui? Certo, lui era unico. Il cucciolo è segnato dall’esperienza del canile, è fobico, sembra refrattario a qualsiasi relazione, ma ci vuole pazienza, amore e tempo per guardarsi negli occhi, perché “gli animali non hanno un muso, hanno un volto” (cit. dalla prefazione di R. Mantegazza). E forse tutto si risolverà grazie all’aiuto complice del deus ex machina.
Un romanzo leggero, nel senso che tutti possono leggerlo, ma al tempo stesso un racconto profondo che solamente chi ha amato un animale nel corso della propria vita può veramente capire e soprattutto "sentire". Bella ed originale l'idea di fare parlare loro, gli animali,allo scopo di far capire a noi umani ( che abbiamo fin troppi limiti) tutto quello che i nostri amici a quattro zampe in realtà ci comunicano continuamente in tanti modi diversi. Il legame speciale che si crea con un pelosetto è immortale, va oltre questa vita e ci accompagna negli anni. Personalmente questo libro mi ha permesso di ricordare alcuni momenti passati che credevo persi nel tempo,momenti trascorsi con i miei amici animali e mi ha commosso. Lo consiglio vivamente a tutti. Fa bene.