"La vera ricostruzione non è far tornare gli edifici e il paesaggio a com'erano una volta. Ma credo che sia quando le persone colpite da una calamità riconquistano la forza di vivere."
Siamo solo a settembre, ma per me "Shrink" è la serie rivelazione del 2023. Il prezzo non è propriamente abbordabile, ma, vista l'importanza dei temi trattati, ho tutta l'intenzione di proseguire con la lettura. Questo quinto volume porta avanti la storia di Ryo Fuyumuro e mette in primo piano gli effetti del PTSD (il disturbo da stress post traumatico) - un disturbo che, nel caso di Ryo, è legato al terribile terremoto, e successivo tsunami, che hanno colpito la zona di Fukushima. Dolore, rimorso, senso di colpa, solitudine: sono tutti sentimenti che Ryo deve provare ad affrontare e il nostro dottore lo aiuterà a fare ordine nei suoi ricordi. Si tratta di un dolore che ha molte facce - la perdita dei genitori (senza contare che lui e il padre stavano litigando l'ultima volta che si son visti) e della ragazza di cui era innamorato; la paura di essere un traditore per aver accettato l'invito della sorella ed essere scappato dal luogo del disastro, lasciando indietro il migliore amico; la sofferenza della solitudine nella metropoli, un posto in cui Ryo evita di parlare dei fatti di Fukushima, un po' per non pensarci e un po' per non essere trattato con pietà o peggio. Una solitudine che si traduce in incubi, in una tendenza a consumare alcol nel tentativo di tenere a bada l'angoscia, in attacchi di panico. Razionalmente sa che si è trattato di una disgrazia, di una calamità difficilmente prevedibile, ma il cuore non la vede allo stesso modo. E, se vuole riprendere a vivere, Ryo deve affrontare i ricordi e le sue emozioni, e fare ritorno nel luogo in cui tutto è cominciato. Nel mentre che seguiamo la sua storia, vediamo la tragedia di Fukushima anche dal punto di vista del nostro protagonista, arrivato come medico volontario nella zona del disastro per portare supporto psicologico ai superstiti. Insieme a lui scopriamo le iniziative messe in campo nel corso degli anni dagli psichiatri locali - una psichiatria d'avanguardia che esula da medicinali e ricoveri in ospedale, ma che promuove attività volte a sviluppare la resilienza dei pazienti, a ricostruire il senso di comunità, a offrire un luogo di ritrovo in cui condividere con altri il proprio dolore senza sentirsi giudicati. Insomma, un altro episodio che lascia molti spunti di riflessione di grande attualità, visto che si sente parlare di disastri naturali con una certa frequenza: di solito si dà più importanza alla conta dei danni e dei morti, e si finisce per lasciare in secondo piano le cicatrici emotive e mentali lasciate da questi eventi. Cicatrici che non spariscono mai e che meritano maggiore considerazione. Come fa notare il dottore, la vera ricostruzione passa prima dalle persone e poi dagli edifici.
Il volume si chiude con l'introduzione di un nuovo caso, un disturbo della personalità (con riferimento al tema dell'autolesionismo). Non vedo l'ora che arrivi novembre per avere tra le mani il volume numero 5!