Alice e le sue avventure nel favoloso Paese delle Meraviglie, di là e di qua dallo specchio. Wendy, l'amica di Peter Pan che per molti lettori è la vera eroina dei romanzi con il bambino che non vuole crescere. Infine Dorothy, la piccola protagonista portata da un tornado nel fantastico mondo di Oz. Tre ragazzine curiose e audaci, al centro di tre grandi classici che, ciascuno a suo modo, hanno saputo celare sotto le spoglie del racconto di fantasia messaggi e metafore della vita. Questo libro è l'occasione per rileggere i tre romanzi - Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Peter Pan e Il Mago di Oz -, cogliendone la grande modernità.
The Reverend Charles Lutwidge Dodgson, better known by the pen name Lewis Carroll, was an English author, mathematician, logician, Anglican clergyman and photographer.
His most famous writings are Alice's Adventures in Wonderland and its sequel Through the Looking-Glass as well as the poems "The Hunting of the Snark" and "Jabberwocky", all considered to be within the genre of literary nonsense.
Oxford scholar, Church of England Deacon, University Lecturer in Mathematics and Logic, academic author of learned theses, gifted pioneer of portrait photography, colourful writer of imaginative genius and yet a shy and pedantic man, Lewis Carroll stands pre-eminent in the pantheon of inventive literary geniuses.
Che volume meraviglioso! Completo di entrambe le storie su Alice, quella su Dorothy ed Oz, ed entrambe quelle che coinvolgono Peter Pan. Meravigliosa l'estetica e la cura nei dettagli, un Drago da collezione ma anche utile per avere queste cinque favole sempre a portata di mano, per rimanere sempre un pò bambini.
Un signor Oscar Drago meraviglioso, un lavoro estetico che arricchisce di colore e magia la mia libreria, che contiene diverse fiabe classiche da me tanto amate.
All'interno troverete 5 romanzi in questa bellissima edizione, qua in questa scheda troverete le due di Alice di Lewis Carroll. Mentre le altre tre le troverete o sul mio blog: https://alessandranekkina9372.altervi... o qui su Goodreads in altre versioni, anche se in realtà li leggerò tutti nella versione della Mondadori. Solo che cinque recensioni qua non ci stanno. . Recensione di Alice nel paese delle meraviglie: “Era una giornata qualunque per Alice, una giornata immersa nella natura insieme alla sua famiglia. Ad un certo punto inizia ad annoiarsi e mentre osserva intorno a se, Alice vede correre un bian coniglio tutto di fretta. Ma la cosa più strana è che questo coniglio sa parlare. Alice d’impulso si alza e lo segue, ed è così che avrà inizio la sua stramba avventura nel mondo del paese delle meraviglie. Tutto inizia con una tana tutta strana del bian coniglio, con un’entrata veramente infinita e piena di oggetti strambi e con la curiosità di Alice sempre più forte. Guardando intorno a se, scoprirà un mondo dietro una piccola porticina e farà di tutto per poterci entrare, anche essere avventata in certe decisioni. D’improvviso compariranno strane bevande e strane pietanze, che la invitano a cibarsi di loro e Alice, una bimba molto curiosa e determinata ad entrare nel giardino dietro la porta, si fa convincere. D’improvviso il suo corpo muterà e più volte nel corso della storia, si rimpicciolirà e si allungherà in modo strano, al punto da domandarsi chi sia ormai. Durante il suo viaggio incontrerà animali parlanti e vestiti come esseri umani. Ormai abituata alle stranezze di quel mondo, lo percepisce come un fatto normale. Una volta comprese le regole di quel mondo, risulta lei quella diversa e strana ai loro occhi. Sul suo cammino troverà creature gentili, ma anche maleducate e pericolose. Più volte rischierà di farsi male, ma andrà avanti senza mai arrendersi. Riuscirà a trovare quel giardino che sogna di vedere? Riuscirà a comprendere fino in fondo il paese delle meraviglie e tutte le sue creature e stranezze? Riuscirà a tornare a casa e alla sua statura normale? Non sarà solamente un viaggio in un mondo fantastico. Ma anche un viaggio dentro se stessa. . Lo stile è sicuramente scorrevole, coinvolgente e intrigante. Non annoia decisamente mai, però all’inizio ho trovato alcune parti leggermente lente. Però tutto sommato ho apprezzato questa lettura. . Finito il 20 ottobre 2020. Voto: 4.5/5.” . Recensione di Attraverso lo specchio: “Vi capita mai di essere sdraiati sul vostro letto e iniziare ad immaginare che mondo ci sia dentro uno specchio? Se questo esista o meno? E’ quello che si domanda Alice, è passato qualche tempo dalle sue avventure nel paese delle meraviglie. Ancora non riesce a comprendere se siano state reali o solo frutto di un sogno. Eppure, quando esprime ad alta voce la curiosità di sapere cosa ci sia dentro allo specchio, nella parte non visibile a noi, quello specchio prende magicamente vita e la chiama dentro di se. Alice sempre affamata di avventure e nuove scoperte, varca quella soglia e inizia così una nuova avventura, forse più pericolosa di quella precedente. Potrebbe rischiare di restare bloccata dentro di esso. Inizierà a destreggiarsi in un mondo al contrario, dove quella al contrario risulta essere lei. Una partita reale a scacchi verrà giocata e tra le pieghe del gioco il pericolo è dietro l’angolo Farà strani incontri e il percorso non sarà facile. Durante esso dimenticherà il suo nome, si domanderà se sia veramente all’interno di quello strano mondo o meno, Riuscirà Alice ha finire la partita? Riuscirà da semplice pedina a diventare Regina? . Ammetto che questo secondo capitolo l’ho apprezzato di meno rispetto al primo. Il paese delle meraviglie mi ha veramente affascinato con le sue strane regole, con il suo avere un senso nel nonsenso della storia. Ho apprezzato proprio sia la storia e il suo cercare in tutti i modi di raggiungere quel giardino. Facendo così un viaggio all’interno di questo strano paese delle meraviglie, con le sue strane creature e modi strambi di comportarsi. Ma ho apprezzato anche il percorso che Alice fa durante il primo. Infatti nel secondo piange di meno rispetto al primo, quindi qualche insegnamento l’ha ricevuto da quell’avventura. “Attraverso lo specchio”, è leggermente più lento e meno entusiasmante per i miei gusti. Finito il 24 ottobre 2020. Voto: 3.5/5.”
Gli insegnamenti tra le righe.
Dietro queste storie c’è sempre un insegnamento, a volte volontario a volte involontario. Io credo che Lewis Carroll voglia far capire ai più piccoli che va bene essere curiosi. La curiosità, la voglia di scoprire e imparare è bella, ma dev’essere moderata. Troviamo Alice si una bambina curiosa e con sete di conoscenza. Ma anche impulsiva e incurante del pericolo e questo può portare a delle brutte conseguenze a volte. La vediamo alla ricerca di un modo di arrivare a quei giardini meravigliosi che vede attraverso quella piccola porticina, nella tana del bian coniglio. Ma in modo del tutto sconsiderato, come solo i bambini possono essere, inizia a bere e mangiare tutte le cose strane che trova all’interno della stanza. Alcune di esse la fanno rimpicciolire, altre allungare. Ma c’è il serio pericolo che potrebbe scomparire se sbagliasse la dose della bevanda per esempio. Allo stesso tempo, quando si ritrova bloccata, la vediamo ragionare ad alta voce e sgridarsi da sola quando si lascia prendere dallo sconforto. La vediamo rialzarsi sempre, dopo ogni sconfitta, dopo ogni caduta. Credo che l’autore voglia insegnare ai più piccoli a dare più ascolto agli adulti. Ma anche a non arrendersi mai nelle difficoltà. Quindi troviamo una Alice da una parte con la maturità di una bambina e dall’altra con una maturità un po’ adulta. . Vi immaginate di inseguire un bian coniglio parlante? Se foste voi all’interno della storia, cosa fareste? Lo seguireste o ne sareste momentaneamente terrorizzati? Ma soprattutto, se vi trovaste in questa stanza piena di queste strane bevande e strane pietanze, le mangereste senza pensarci? Sicuramente se foste bambini, provereste senza preoccuparvi delle conseguenze, almeno in parte da bambini si è ingenui e incoscienti in senso buono. Da adulti sicuramente ci pensereste bene prima di mangiare o bere strane pietanze. Anche se, probabilmente senza altre soluzioni ci provereste. Sicuramente se l’avessi letto da bambina, mi sarei comportata allo stesso modo se fossi stata all’interno della storia. Tutti da bambini siamo un po’ ingenui e incoscienti. E sicuramente avrei percepito la storia in un altro modo. Ma questo è un classico che può essere letto a tutte l’età. Anche in età adulta può insegnare molto e può essere un ottimo libro da leggere insieme ai più piccoli. Perché ti insegna a sfidare la realtà e a vedere oltre. Oltre quello che di solito sembra normale. Ti fa sognare e viaggiare con la fantasia. Una storia, un mondo in parte senza senso, ma il suo fascino è proprio questo. Un mondo che sfida le leggi della natura e della scienza. . Vi pongo un’altra domanda, voi entrereste mai dentro uno specchio? Se foste Alice, entrereste a scoprire il mondo oltre il nostro, ma dentro uno specchio? Sinceramente seguirei un bian coniglio parlante, ma molto probabilmente non entrerei in uno specchio. Non inteso come un mondo all’interno di esso, come un portale si, ma scoprire un mondo no. Avrei il terrore di restare bloccata all’interno e di non poter tornare nella mia dimensione. . Questo è il primo Drago della Mondadori/Oscar Mondadori Vault che leggo, e trovo l’impaginazione perfetta. Ben curata, con dettagli come i disegni al bordo pagina che rende il libro quasi antico. Accompagnato dalle illustrazioni originali della prima edizione uscita nel 1865. Ammetto che me ne aspettavo qualcuna in più, che per esempio ho adocchiato in altre edizioni. Ma questa è sicuramente un’edizione meravigliosa, contenente cinque romanzi, -tra cui i due di Alice-, davvero stupenda. Un ottimo regalo sia per grandi che per piccini. Immergetevi in queste strane e particolari favole, e lasciatevi avvolgere per qualche tempo dalla fantasia e magia.
Curiosità!
Tramite il diario di Lewis Carroll, possiamo apprendere che la storia di Alice nel paese delle meraviglie, è nato grazie alla richiesta delle figlie di un amico. Durante una gita in barca il 4 luglio del 1862, leggermente annoiate chiesero a Carroll di raccontare una storia mai sentita e un po’ senza senso. Così nacque la storia e solo dopo mesi iniziò a metterla per iscritto nero su bianco. Fù proprio una di loro a pregarlo di metterla per iscritto, così nacque la prima stesura, che oggi la si può trovare nella British Library. In seguitò fu revisionato, tra cui il titolo che era diverso inizialmente. La prima pubblicazione avvenne nel 1865, accompagnata dalle illustrazioni di John Tenniel.
Il nuovo Drago Oscar Mondadori racchiunde in ordine i romanzi: - Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll tradotto da Masolino d’Amico - Attraverso lo specchio – Lewis Carroll tradotto da Masolino d’Amico - Il meraviglioso mago di Oz – L. Frank Baum tradotto da Masolino d’Amico - Peter Pan nei Giardini di Kensington – J. M. Barrie tradotto da Alba Mantovani - Peter e Wendy – J. M. Barrie tradotto da Pina Ballario
Le traduzioni non sono inedite, quindi sono reperibili anche in altre edizioni Mondadori. Il pregio di questo volume sta sicuramente nell’introduzione di Massimo Scorsone Vite brevi di bambine immaginarie, nell’associazione tra il Drago e la graphic novel di Andy Weir e nella cura grafica. Esteriormente segue la linea grafica dei Draghi che contengono romanzi classifici nello stile, nei font utilizzati, nella scelta dei colori e nel modo particolare di combinare in un’unica grafica elementi significati di ogni storia rendendole facilmente riconoscibili. All’interno è ricco di illustrazioni dei romanzi e di decorazioni grafiche per ogni pagina.
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Review romanzi di Peter Pan La storia della nascita e della pubblicazione di Peter Pan nei Giardini di Kensington e Peter e Wendy è un po’ travagliata. Nonostante il primo sia stato pubblicato nel 1906 e il secondo nel 1911, Peter e Wendy non è un sequel, ma l’opera principale da dove comincia tutto. Anzi, il tutto ha origine nella piece teatrale Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere rappresentata per la prima volta nel 1904. Barrie ha rivisto la storia più volte e finalmente nel 1911 arriva in libreria Peter e Wendy che riporta una delle ultime versioni. Peter Pan nei Giardini di Kensington è quindi un prequel, un approfondimento delle origini del personaggio che accompagna l’opera principale.
Peter e Wendy Wendy è una ragazzina londinese dotata di grande fantasia e sempre più simile alla madre, Mrs. Darling. Una notte conosce Peter Pan alle prese con l’intento di riattaccarsi l’ombra che aveva perso durante una delle sue incursioni. Scoprendo che il ragazzo vive sull’Isola che non c’è insieme ad altri bambini perduti accetta la proposta di essere la loro madre. Wendy e i fratelli John e Michael imparano quindi a volare e raggiungono l’isola dove faranno nuove conoscenze – magiche e non – e si troveranno faccia a faccia con una ciurma di pirati capeggiata dal Capitano Hook.
E’ una verità universalmente riconosciuta che quella di Peter Pan sia una delle storie per bambini più famose. Tuttavia non è solo questo perché ha il potenziale di offrire diverse chiavi di lettura a seconda della prospettiva dalla quale si legge. Tornarci, quindi, a età diverse e in diversi momenti della vita è sempre una nuova avventura.
La storia è facile e la scrittura scorrevole sia perché è rivolta anche a un pubblico giovane, sia perché si basa su un’opera teatrale. Barrie quindi non si perde in sproloqui e descrizioni più di quanto non serva per inquadrare bene i luoghi e i personaggi. I temi che emergono sono numerosi, ma il principale penso che sia la paura di crescere. Sì, paura, perché dopo anni di amore per la storia sono arrivata alla conclusione che sia la paura dell’età adulta e di perdere la ricchezza che l’infanzia offre a spingere Wendy, John e Michael a partire. Anche Peter Pan ha paura. Magari non dell’essere adulto e delle responsabilità che ne consegue, ma di tornare in quel mondo che non ha fatto altro che ferirlo. Preferisce quindi rimanere in quell’età caratterizzata dalla spensieratezza e soprattutto dalla capacità di dimenticare facilmente, di distorcere i ricordi e ricostruirsi una realtà più bella.
I personaggi secondari sono memorabili: dalla fata Tinkerbell al temibile Capitan Uncino e il suo uncino che rimpiazza la mano perduta, da Giglio Tigrato al coccodrillo che non vede l’ora di banchettare col corpo del Capitano. Tuttavia nonostante l’impatto che hanno su chi conosce la storia di Peter Pan non subiscono una propria evoluzione. E in realtà non la subisce neanche Peter che rimane congelato dietro le mura che si è costruito intorno per proteggersi dal mondo esterno. Perché nonostante sia sempre alla ricerca di avventure e sempre disposto a mettere a repentaglio la propria vita apparendo coraggioso si rifiuta di affrontare la più grande avventura di tutte: crescere. L’evoluzione è quella di Wendy che inizia a chiedersi se la vita può essere fatta solo di giochi, favole e avventure o vale la pena scoprire che altro ci riserva.
Peter Pan nei Giardini di Kensington Prequel che vale la pena leggere dopo aver vissuto le avventure sull’Isola che non c’è. Ci ritroviamo a Londra. Scopriamo come Peter, trovando in quell’età nella quale i neonati sono ancora metà bambino e metà uccello, vola fuori dalla finestra che la madre ha lasciato aperta per sbaglio. Con una spensieratezza che lo caratterizzerà anche più avanti negli anni decide di non farvi ritorno subito e di godersi l’avventura. Quando lo fa, però, trova la finestra sbarrata e un altro bambini nel suo lettino.
In questo romanzo assistiamo alla nascita del personaggio leggendario e soprattutto alle sue prime delusioni. Una madre biologica che sembra averlo dimenticato. Dico sembra perché vediamo le cose soltanto dalla prospettiva di un bambino che si sente rimpiazzato, che non si sofferma a chiedersi il vero motivo di quelle sbarre alla finestra. Un primo amore, Maimie Mannering, prima compagna di avventure che però preferisce la propria famiglia a Peter come farà ogni futura bambina che incontrerà e che porterà sull’Isola che non c’è.
Peter Pan nei Giardini di Kensington ha sicuramente un forte impatto dal punto di vista emotivo. Lo stile, però, si discosta dall’altro romanzo. Alla prima lettura l’ho trovato confusionario, convinta che ogni cosa fosse una metafora di qualcosa che non riuscivo a capire. Anche anni dopo devo ammettere che non penso Barrie dia il meglio di se in questo libro. Si sente soprattutto l’assenza della vivacità che rende piacevole Peter e Wendy.
Consiglio sicuramente di leggerlo, ma di lasciarlo per ultimo. Prima di tutto perché Peter e Wendy è molto più riuscito e non vorrei che foste subito scoraggiati e non proseguiste con la sua lettura. Secondo perché la sua importanza è legata al fatto che sia una storia sulle origini. E se non conoscete prima il Peter di Wendy le sue origini non avranno alcuna importanza.
Alice Dorothy & Wendy è davvero la raccolta ideale per chiunque desideri leggere questi tre romanzi. Le protagoniste sono tre ragazzine che, in modi diversi, si sono ritrovate ad affrontare stupefacenti avventure fuori dall’ordinario. La prima di cui voglio parlarvi è Dorothy. Dorothy Gale trascorre una vita tranquilla e monotona nel Kansas, almeno fino a quando un tornado trasporterà lei e il fido cagnolino Toto nel magico mondo di Oz. Quello che mi ha sempre colpito di lei è l’imperturbabilità con cui affronta le sfide di Oz. Non si spaventa facilmente, è coraggiosa e non si lascia abbattere dalle avversità. A lei si aggiungono ben presto tre improbabili compagni di viaggio: uno spaventapasseri, un uomo di latta e un leone. Tutti loro desiderano qualcosa, cose che, a mio avviso, l’autore riteneva alla base dell’essere umano: cuore, cervello e coraggio. Un altro dei tanti messaggi di questo romanzo, a mio avviso, riguarda le apparenze, ricorderete tutti della Città di Smeraldo e di come Oz, grazie a degli occhiali e un po’ di effetti speciali, riuscì ad ingannare i suoi sudditi. Ma le apparenze, si sa, ingannano e Dorothy scoprirà chi si cela dietro alla maschera di Oz e dovrà venire a patti con la realtà. Il mago di Oz è una fiaba senza tempo che ha tutto quello che serve per appassionare i bambini di tutte le età: avventura, streghe malvagie, scimmie alate e un bel messaggio perché, alla fine, quello che il mago insegna a Dorothy è che quello che cerchiamo è già dentro di noi basta solo trovarlo.
Alice è la seconda protagonista di cui voglio parlarvi, ammetto che i due romanzi a lei dedicati sono quelli che ho apprezzato meno ma andiamo con ordine… Alice è una ragazzina che va alla ricerca della propria identità e del proprio posto nel mondo e che si ritrova nell’assurdo Paese delle Meraviglie. Che poi tanto meraviglioso non è. Alice vuole imparare, ma vuole anche dimostrare di essere intelligente finendo per risultare, a volte, saccente e anche un pochino antipatica. Nei due romanzi scritti da Carrol senso e non senso si fondono tra cappellai matti, gatti del Ceshire e regine di cuori.
Alice cominciava ad essere proprio stufa di starsene lì seduta sull’argine con sua sorella, senza far niente; un paio di volte aveva sbirciato il libro che sua sorella stava leggendo, ma non c’erano né figure né dialoghi
I romanzi dedicati a Peter Pan (tenendo conto che Wendy compare solo nel secondo, forse sarebbe stato più giusto chiamare la raccolta Alice, Dorothy e Peter) sono quelli che ho apprezzato di più, in particolare Peter Pan nei giardini di Kensington che narra la nascita del Peter Pan che tutti conosciamo. L’amore dell’autore per i giardini di Kensington traspare da ogni riga trasformandoli in un vero e proprio paradiso dei bambini, un luogo magico al pari di qualsiasi isola che non c’è. Ed è proprio verso i giardini di Kensington che, un bel giorno, Peter spicca il volo dalla sua cameretta. Peter era certo di poter volare e così si è lanciato nel vuoto con quella fiducia tipica dei bambini dando inizio alla sua avventura. Peter è un bambino come tutti gli altri con un grande amore per i Giardini e per le fate che, ogni notte, alla chiusura, vagano per i prati e i sentieri organizzando feste e banchetti. La loro unica occupazione è questa, di giorno, se a qualche bambino capita di vederle, le fate si immobilizzano e fingono di essere qualcos’altro. Benché non facciano nulla di utile, Peter ama passare il tempo con loro quasi dimentico del proprio passato, fino a quando la nostalgia di casa lo spinge a tornare alla propria finestra. Peter si siede accanto alla madre addormentata e, per molto tempo, è combattuto, da un lato vorrebbe solo svegliarla e farsi abbracciare da lei, consolarla ma, alla fine, a vincere nel cuore di Peter è l’amore per i Giardini, per l’avventura e anche quel pizzico di egoismo tipico dei bambini. In cuor suo, Peter si ripromette di tornare dalla madre quando sarà stanco dei Giardini ma, quando, alla fine si deciderà, sarà troppo tardi… Questa parte penso rappresenti un po’ lo spirito di Peter Pan. Peter ha scelto i Giardini, ha scelto di non crescere più e deve rinunciare a qualcosa. Non è chiaro quanto tempo sia trascorso dal primo volo di Peter ai Giardini ma ecco che, proprio quando decide di tornare a casa, trova la finestra chiusa e sua madre addormentata al fianco di un altro bambino. Vedendo la cosa dalla prospettiva di un adulto è ovvio che la donna non ha affatto scordato Peter, e sarebbe stata ben felice di riabbracciare il figlio, ma Peter si sente come se fosse stato rimpiazzato dal fratellino o sorellina ed è con il cuore spezzato che torna ai suoi amati giardini. Non vi nascondo che ho trovato questa parte parecchio triste anche se, nel complesso, Peter Pan ai giardini di Kensington ha una storia spensierata, piena di magia e meraviglia. Sarà proprio questo episodio a far nascere in Peter il desiderio di trovare una madre per i bimbi smarriti, ma questa è un’altra storia… Ho adorato l’avventura della piccola Maimie e il suo incontro con Peter. L’amore ingenuo e acerbo dei due bambini che viene in qualche modo vinto da quello che Maimie prova per sua madre. Maimie vorrebbe restare con Peter ma quando lui la avverte che sua madre potrebbe averla rimpiazzata con una nuova bambina, Maimie torna a casa e, per sua fortuna, la sua avventura si conclude felicemente.
L’amore materno è centrale nelle avventure di Peter Pan è quello più forte e importante che supera tutti gli altri. Maimie, tuttavia, non dimenticherà mai Peter e farà in modo di fargli avere lettere e regali. La figura di Peter Pan diventa ben presto conosciuta da coloro che visitano i Giardini di Kensington e lui stesso diventa una parte attiva dei Giardini occupandosi, ad esempio, di seppellire i bambini che vi perdono la vita, costruendo per loro anche delle piccole lapidi. Peter Pan è l’invisibile custode dei Giardini, impercettibile allo sguardo di chi vi passeggia ma vivo in ogni sentiero, in ogni albero, in ogni fiore. Mi è piaciuto davvero moltissimo come l’autore ha fatto fondere la sua creatura con un luogo realmente esistente. Peter Pan è lo spirito dei Giardini di Kensington che, da tempo immemore, veglia su coloro che li visitano.
Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si scompose in un milione di frammenti che rimbalzarono intorno. Le fate nacquero così.”
Peter & Wendy, il libro che chiude la raccolta, è quello da cui è stato tratto il celebre film d’animazione. Il Peter Pan che incontriamo in questo romanzo è diverso sia rispetto al primo libro, sia rispetto alla controparte animata. Peter Pan è un ragazzo incosciente, vive l’attimo e dimentica le cose con una velocità spaventosa come se quello che non riguarda il presente non avesse troppa importanza. Capiamo ben presto che questo dimenticare è nella sua natura di eterno bambino perché, mano mano che si accumulano i ricordi, si diventa adulti. Il problema del dimenticare è che Peter scorda anche la crudeltà e la slealtà di Uncino, ed è per questo che gli tende la mano anche se non dovrebbe fidarsi di lui. La stessa isola che non c’è non è così idilliaca tanto che, di notte, si trasforma in un luogo spaventoso. Pellerossa, pirati, sirene, fate, coccodrilli e i bimbi sperduti popolano l’isola e, ben presto, Wendy si ritroverà a fare da madre a un adorabile gruppo di bambini. Ho trovato molto interessante il personaggio di Uncino e lo scontrarsi, in lui, dell’odio che prova per Pan e della buona educazione che gli è stata inculcata. Alla fine, Peter Pan riuscirà a sconfiggere l’odiato nemico ma dovrà dire addio ai suoi compagni e amici. Tutti crescono, tranne Peter, per lui, non solo il tempo non scorre, fisicamente, ma non ne è proprio consapevole, per questo, quando, dopo tanti anni, torna a cercare Wendy non si aspetta di trovarla invecchiata. Peter Pan è un personaggio al tempo stesso felice e triste perché se, da un lato, non ha preoccupazioni e vive sempre nuove avventure, dall’altro è condannato a dimenticarsi delle persone e, a volte, persino di se stesso.
Peter Pan e Wendy si è rivelato un romanzo appassionante, coinvolgente e inaspettatamente amaro. Assolutamente consigliato.
Se questa recensione vi è piaciuta, se amate i libri e le serie tv seguiteci sul blog Le Tazzine di Yoko https://www.letazzinediyoko.it/
Aprile 2022 // letto Alice nel Paese delle Meraviglie e Alice attraverso lo Specchio ✯✯✯✯✯ Meravigliosi entrambi, non smetterò mai di dire come adoro leggere questi classici scritti con quel rango del secolo scorso, rendono l'atmosfera così magica ✧
Febbraio 2023 // lettura Peter Pan in corso Marzo 2023 // lettura Peter Pan nei giardini di Kensington in corso
?? // rilettura di Dorothy in programma dato che sono passati troppi anni dalla prima volta che l'ho letto e neanche mi ricordo che anno fosse :)
Alice, Dorothy & Wendy di Lewis Carroll, L. Frank Baum e James Matthew Barrie raccolta dei tre celeberrimi libri per ragazzi pubblicata da Mondadori il 17 novembre.
Non sono una di quelle che colleziona tutti i draghi di Mondadori, primo non posso permettermelo, secondo non saprei dove metterli perché ne escono veramente troppi. Ma appena ho visto questo è stato amore, un vero colpo di fulmine a cui non ho saputo resistere. Oltre al fatto che le tre storie raccolte siano intramontabili e che venga dato risalto alle tre protagoniste la copertina è talmente bella da essere sconvolgente, non vedo l’ora di avere il libro tar le mani per dedicargli un servizio fotografico.
Ora tutt* noi conosciamo a memoria Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Peter Pan e Il Mago di Oz e non posso star qui a dirvi granché, potrei perfino apparire pesante, cosa che non voglio essere mai, se possibile. Ma voglio scrivervi qualcosa sulle tre protagoniste facendo un salto qua e là tra trasposizioni cinematografiche e cartoni animati.
Alice Alice Alice, quante versioni di questa favola abbiamo visto più e più volte. L’abbiamo vista bambina, ma anche ragazza e ci sembra di conoscerla da sempre. La cosa incredibile è che ognuno ne ha dato una diversa caratterizzazione, l’abbiamo vista sia piccina che adolescente, l’abbiamo vista ingenua e curiosa, intelligente e avventata, scaltra e combattiva. Nei due libri di Lewis Carroll non ha ancora compiuto otto anni, ma il suo comportamento non rispecchia l’età anagrafica, sembra più adulta, e la versione adolescente che ha ideato Andy Weir in Cheshire Crossing è la mia preferita. Dimenticate la piccola e sperduta Alice tutta capelli biondi, occhi azzurri, vestitino lindo e grembiule immacolato, la Alice della graphic novel è sfrontata e irriverente, sempre pronta ad attaccar briga e arrabbiata col mondo per tutto ciò che le è successo e perché nessuno le crede.
Dorothy è la meno incisiva delle tre protagoniste, almeno a mio modo di vedere, visto che è colei a cui sono meno affezionata da sempre. Sarà che durante l’infanzia l’abbia conosciuta solo attraverso un film del ‘39 con protagonista Judy Garland, sarà che non mi sono mai identificata in lei, sta di fatto che rimane sempre sullo sfondo senza spiccare mai in modo particolare. Il meraviglioso mago di Oz è un libro per ragazzi meraviglioso, non sto muovendo nessuna critica ha ciò che L. Frank Baum ha creato nel 1900 ma se Dorothy non avesse affianco il cagnolino Toto, lo spaventapasseri, l’uomo di latta e il leone codardo non sarebbe altrettanto interessante. Trovo comunque molto interessante la sua evoluzione, all’inizio del romanzo è remissiva e timorosa, ma pian piano acquisisce fiducia in se stessa e diventa una ragazza forte che ce la mette tutta per tornare a casa e sconfiggere la perfida Strega cattiva.
Ho riletto Peter Pan perché non ricordavo alla perfezione le vicende e ho trovato Trilli davvero crudele e vendicativa, ok era gelosa di Peter, ma diamine addirittura cercare di far uccidere Wendy mi pare eccessivo. In pratica Trilli è la cattiva della storia, quella che per amore farebbe qualsiasi cosa, una vera bulla. Ho trovato la scelta di James Matthew Barrie molto particolare, chissà a chi si sarà ispirato per il personaggio di Campanellino, mi piacerebbe conoscere la risposta.
Wendy ha 12 anni, due genitori gentili e generosi, una tata di nome Nana che cura lei e i suoi fratelli. Wendy è molto matura per la sua età e ne darà prova quando approderà sull’Isola che non c’è, lei è dolce e materna e l’immagine che ne ha tratto la Disney credo la rappresenti alla perfezione. Come finisce la cara Wendy sull’Isola che non c’è? Semplice Peter Pan la sceglie per diventare la donna di casa per lui e i bambini smarriti, notando in lei questo suo aspetto così accogliente e amando in particolar modo le storie fantastiche cha ascolta ogni sera appostandosi fuori dalla finestra della camera di Wendy e dei suoi fratellini.
Ma avete letto la mia recensione di Cheshire crossing pubblicata ieri? Un crossover davvero irriverente che mette insieme proprio Alice, Dorothy & Wendy e ce le mostra come potrebbero essere da adolescenti dopo aver assimilato tutto ciò che hanno dovuto affrontare nelle loro avventure. Io vi consiglio di non lasciarvi sfuggire nessuno dei due volumi!!!
Ho deciso di parlarvi soltanto del romanzo di Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie – Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò.
Alice Pleasance Liddell è una bambina di sette anni, che trascorre molto tempo da sola. Talvolta finge fingere di essere due persone diverse e le capita persino di sgridarsi. È piuttosto loquace, altruista ed educata. La natura curiosa dell’animo umano, tipica dell’infanzia, la porta a fare e a farsi tante domande.
Alice incontra personaggi stravaganti nel Paese delle Meraviglie e nel mondo dello Specchio. Ne rimane affascinata e al contempo spaventata. Ad esempio, ci sono il Coniglio Bianco, che è sempre di fretta, il Bruco, che fuma il narghilè ed è intrattabile, oppure il Gatto del Cheshire, che sorride sempre. Per non parlare poi del Cappellaio, un tipo eccentrico che percepisce il tempo in modo differente rispetto ad Alice. Per lui sono sempre le sei, l’ora del tè. Si scambia di posto con la Lepre Marzolina e il Ghiro in un chiassoso disordine. I tre parlano in modo incomprensibile e non perdono l’occasione di schernire la bambina. Quest’ultima infatti non conosce le regole e gli usi di quel mondo surreale. Viene spesso criticata per l’aspetto esteriore in entrambe le storie e insultata perché fatica a capire gli adulti. Le capitano cose assurde, come ingrandirsi o rimpiccolirsi soltanto bevendo o mangiando. Una serie di fraintendimenti conducono Alice in un viaggio onirico, a tratti insensato, fino all’incontro con la Regina nel giardino di rose. Le creature del Paese delle Meraviglie hanno paura di lei e non riescono a ribellarsi alla sua tirannia. Pensa di risolvere qualsiasi problema urlando di decapitare tutti. Nonostante l’egoismo e l’insolenza della Regina, Alice conserva quella sua ingenuità da bambina.
Anche il mondo dello Specchio è pieno di personaggi dagli atteggiamenti illogici, come Tweedledum e Tweedledee, due fratelli robusti, che litigano per un sonaglio, Humpty Dumpty, che festeggia il non-compleanno, o il Cavaliere Bianco, che costruisce bizzarre invenzioni e che non sa cavalcare. Non mancano la Regina Rossa, vanitosa e autoritaria, e la Regina Bianca, più trasandata e buona della prima. Tutto è possibile in un luogo del genere: una bottega può trasformarsi in una barchetta oppure una persona deve correre veloce per restare nello stesso posto. La storia è strutturata come una partita di scacchi e Alice è una Pedina che vorrebbe diventare Regina.
In entrambi i mondi i personaggi appaiono e scompaiono senza logica.
Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie – Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò raccontano le incredibili peripezie che deve affrontare Alice, sola e spaesata. Non ha una figura adulta e consapevole accanto. Malgrado sia soltanto una bambina, è costretta a vedere anche la bruttura della vita e dell’animo umano in due luoghi fatti di paradossi, di imprecisioni e soprattutto di disordine. . Ognuno percepisce le cose in modo differente, è una questione di prospettiva. Non ci si dovrebbe sentire sbagliati per questo. Chi ha ragione: Alice o il Cappellaio? Entrambi, dal proprio punto di vista.
Ci sono giochi di parole e no-sense dovunque, difficili da cogliere a causa della traduzione: ciò che fa ridere in una lingua, potrebbe non far divertire in un’altra. Questo aspetto non è da imputare a nessuno.
È anche una critica alla borghesia e all’istruzione di quel periodo storico.
Lewis Carroll invita il lettore a guardare la realtà con gli occhi di un bambino, puri e spensierati, senza però dimenticare le crudeltà che contraddistinguono il nostro pianeta.
«Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.» «Come lo sai che sono matta?» disse Alice. «Per forza,» disse il Gatto «altrimenti non saresti venuta qui.»
In definitiva, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò sono divertenti per i bambini grazie alla fervida immaginazione dell’autore e profondi per gli adulti. I personaggi sono interessanti. L’eccessivo utilizzo delle parentesi e i dialogue tag rallentano la narrazione. I racconti di Alice vengono impreziositi dalle bellissime illustrazioni di John Tenniel.
Lo consiglio a chi vuole fuggire dalla realtà per un momento e immergersi in una lettura fantasiosa e senza troppi fronzoli.
Tappa: gli elementi magici e di fantasia nei libri
Chi da piccolo/a non ha mai sognato di volare su un tappeto magico o a cavallo di una scopa. oppure prendere un rametto e immaginare di usarlo come se fosse una bacchetta capace di trasformare le cose? Il mio primo ricordo della magia e o gli elementi di magia risale ai tempi della lettura delle favole come Cenerentola fino alla raccolta delle favole dei fratelli Grimm. E poi c’è un vivido pomeriggio trascorso a casa di mia nonna seduta sul divano a guardare il film Il ladro di Bagdad che mi ha aperto la visione del mondo magico. Perché la magia affascini tanto le persone, non si riuscirà mai a sapere con esaustive e complete motivazioni, di certo immaginare che con la fantasia si riesca a compiere gesti o pronunciare formule capaci di cambiare qualcosa davanti ai nostri occhi, è sempre qualcosa di incredibilmente bello. Ma qual è la magia che incuriosisce di più? E i suoi elementi essenziali? Ovviamente il tipo di magia più famosa è quella che ha origini del periodo della caccia alle streghe e che è stata introdotta nelle fiabe sotto forma di formule magiche, pozioni e amuleti. Per quanto riguarda gli elementi magici si può spaziare verso ogni direzione senza nessun limite. e per non essere lunga nei dettagli ne elenco alcune categorie: gli animali come lo Stregatto parlante e che diventa invisibile, la fenice dai poteri magici e che rinasce dalle sue ceneri, il drago che può anche comunicare con gli umani, oppure le sirene. qualsiasi oggetto può, con la fantasia, diventare magico: le scarpette rosse di Dorothy, una porta la cui serratura e pomello diventano il signor Serratura, anelli incantati, tappeti che volano, sfere di cristallo, o carte da gioco che diventano soldati. gli esseri mitologici, le fate, i maghi e le streghe, i folletti e i leprecauni, gli orchi e tanto altro ancora. L’elemento essenziale, e basilare, che serve nella magia è l’uso della fantasia, l’avere una mente libera, aperta e l’assenza della paura o il timore di osare. Perché come diceva Walt Disney “pensa, credi, sogna e osa“.
"Se in Cheshire Crossing avevamo Alice, Dorothy e Wendy in una versione tutta nuova, in questo volume assaporiamo il sapore delle storie di un tempo. Le prime storie su queste tre ragazze che hanno accompagnato intere generazioni. Il volume contiene, infatti, Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò, Il meraviglioso Mago di Oz, Peter e Wendy e Peter Pan e Wendy ai giardini di Kesington. Dato che parlarvi di tutti diventerebbe molto lungo, io vi parlerò solo dei due volumi legati a Peter Pan. Per gli altri romanzi potete seguire i blog che partecipano all’evento!"
"Devo confessarlo, rispetto alle raffigurazioni cinematografiche ho trovato un Peter Pan diverso. Un bambino che con il suo atteggiamento antipatico e pieno di sé si fa quasi odiare, ma l’ho capito. È un bambino che è rimasto ferito dal mondo, non ha ricevuto gesti gentili e amore quindi come può conoscerli? Durante la lettura, più volte, non l’ho sopportato però poi ho compreso il suo comportamento."
Non mi dilungherò sulla trama dei romanzi di Carrol, conosciamo tutti la storia della piccola Alice che si ritrova ad inseguire un Coniglio Bianco col panciotto nella sua tana e, dopo una lunga caduta, viene catapultata suo malgrado in un mondo irreale e senza alcun senso; quello che probabilmente si conosce meno è l’intento reale celato dietro al romanzo, non solo una piacevole storia di avventura e immaginazione, ma una forte critica alla società britannica della seconda metà del XIX secolo e all’epoca vittoriana.
Uno dei personaggi che ho da sempre amato è il Cappellaio Matto e la sua apparente follia, personificazione del detto inglese “mad as a hatter”, ossia matto come un cappellaio, fondato sui sintomi causati da intossicazione da mercurio nei cappellai, quali irritabilità, nervosismo e depressione.
La recensione completa come sempre sul blog Fenicefralepagine.home.blog
Alice, Dorothy & Wendy è il titolo che la Mondadori ha scelto per la raccolta delle storie di Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò; Il meraviglioso mago di Oz; Peter Pan nei giardini di Kensington e Peter Pan e Wendy. La raccolta è pubblicata nella collana Oscar Draghi ed è a cura di Massimo Scorsone.
Come lui stesso ci spiega nella prefazione del libro, sono molteplici i punti di contatto tra queste tre figure femminili (tanto nei tratti estetici, quanto nella simbologia delle avventure e nelle tematiche a esse collegate, nonché al background storico di riferimento) che hanno influenzato il panorama letterario, cinematografico e musicale dall’epoca vittoriana fino ai giorni nostri.
Partecipando al Review Party organizzato per l’uscita del libro, ho avuto il privilegio di leggere la raccolta in anteprima, e ho deciso di approfondire il racconto de Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò.
Per spiegare come le avventure della piccola Alice abbiano ottenuto fama mondiale, influenzando tutta la produzione culturale e creativa oggi esistente, bisogna fare un passo indietro e iniziare a capire il terreno in cui Alice è nata: l’età vittoriana.
Per epoca vittoriana si intende quel periodo della storia dell’Inghilterra compreso tra il 1837, anno dell’incoronazione della regina Vittoria, e il 1901, anno della sua morte. Fu un’era complessa e contradditoria: da una parte ricca di progresso, riforme sociali e stabilità politica, dall’altra caratterizzata dalla povertà, dall’ingiustizia e da disordini sociali. Questa contraddizione intrinseca si riflette nella letteratura dell’epoca. Due esempi su tutti sono proprio Lewis Carroll e Charles Dickens.
Il primo mette al centro della sua produzione artistica bambine dell’alta borghesia, ignorate dalle famiglie, cresciute dalle bambinaie e protette dagli agi imposti dalla loro classe sociale; mentre il secondo, all’opposto, concentra il suo lavoro sulla classe operaia per descriverne le abitudini, i vizi, il linguaggio quotidiano e soprattutto lo sfruttamento dei bambini, che Dickens, nelle sue storie, elegge a voce moralizzante del racconto.
Proprio la morale è uno degli aspetti più peculiari della società vittoriana, in cui l’alta borghesia propose un codice di valori che rifletteva la loro idea società, totalmente scollegata rispetto al mondo e ai problemi reali. Questo codice era incentrato in particolar modo sul concetto di “responsabilità”, che implicava il possesso delle buone maniere, una casa confortevole con la servitù e la frequentazione regolare della chiesa.
La famiglia era fortemente patriarcale, il marito/padre rappresentava l’autorità, mentre la moglie/madre si occupava dell’educazione dei figli e di supervisionare la gestione della casa e della servitù. La sessualità era fortemente repressa e vissuta con vergogna quando espressa; il vero valore di una donna era la sua virtù che andava esaltata da vestiti casti e modi scostanti.
Ciò che caratterizzò in particolar modo l’Inghilterra della regina Vittoria fu proprio il divario tra le classi sociali: mentre le più abbienti erano impegnate a rispettare il loro codice di valori, il resto della popolazione viveva in condizioni di grande povertà, in aree periferiche, caratterizzate da squallore, malattie e crimine.
È proprio in questo contesto che crebbe Charles Lutwidge Dodgson, ossia Lewis Carroll, un ragazzo molto timido, figlio di un pastore anglicano, che fece crescere i figli sotto la sua severa religiosità. Charles mostrò fin da subito un’innata predisposizione alla creatività mettendo su un teatro delle marionette, disegnando e scrivendo opere teatrali per il giornale di famiglia. Insegnò matematica alla Oxford Univeristy, ma non abbandonò mai la sua passione per la scrittura e col tempo si avvicinò anche alla fotografia.
Passione che gli causò non pochi problemi, considerando che i suoi scatti erano prevalentemente bambine in pose maliziose e vestite con abiti succinti, molto spesso accompagnati da lettere scritte di suo pugno. Tale situazione creò uno scandalo considerevole, nonostante nell’epoca vittoriana il rapporto con i minori fosse alquanto malsano: i bambini lavoravano come spazzacamini, le ragazzine era costrette in matrimoni con uomini molto più grandi di loro, e questo nel migliore dei casi. Carroll, dunque, venne accusato di pedofilia e l’accusa oscurò, in parte, la sua produzione letteraria.
Infatti, quando nel 1865 Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie vide la luce, fu accolto con molta perplessità dalla stampa inglese, perché il racconto venne tacciato d’essere il contenitore delle fantasie perverse di Carroll. O ancor peggio, come strumento creato dall’autore per sedurre la piccola Alice Pleasance Liddle, figlia della famiglia Liddle, con cui Carroll aveva stretto amicizia anni prima. Fu proprio durante una gita in barca con la famiglia che Lewis Carroll, per intrattenere le piccole di casa Liddle, diede vita alla trama principale di quelle che poi sarebbero diventate Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie. Nonostante il mancato endorsement della critica inglese, il libro destò grande successo di pubblico, così come successe al libro successivo Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò, pubblicato nel 1871.
Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie viene considerato un libro per bambini e ragazzi e sicuramente lo è, soprattutto considerando che Lewis Carroll lo scrisse proprio con l’intenzione di raccontare una storia per loro, creandogli un mondo ludico dove potessero sentirsi liberi di non rispettare le tantissime regole imposte dalla loro posizione sociale; ma la simbologia, la logica, la matematica e il nonsenso, nonché tutti i riferimenti ai valori e alle figure dell’età vittoriana (pare che la Regina di Cuori sia la rappresentazione di Carroll della regina Vittoria), lo rendono un libro fruibile e apprezzabile anche da un pubblico adulto.
Il racconto della piccola Alice è quello di un viaggio immaginario, in un mondo dominato dal nonsenso, dove tutto è il contrario di ciò che sembra. La rappresentazione di questo mondo regolato da dettami assurdi e da figure bizzarre e illogiche, simboleggia il modo di Carroll di vedere il mondo come un posto pericoloso per i bambini. Ciò diventa ancora più vero se si pensa che durante l’età vittoriana l’avvento dell’industrializzazione cominciò, lentamente, a far emergere nella coscienza sociale il problema dello sfruttamento minorile e dell’educazione dei bambini. Soprattutto, il tema del viaggio è legato alla precarietà dell’età infantile, destinata a terminare con il sopraggiungimento dell’età adulta.
Non a caso, i temi principali delle avventure di Alice, a un’analisi più profonda e complessa del testo, sono: l’inevitabile perdita dell’innocenza infantile, la vita come un puzzle insignificante da comporre, la morte come costante minaccia, il sogno, il viaggio come crescita e il nonsenso. Infatti, il viaggio dall’infanzia all’età adulta (o anche, volendo, dal sogno alla ragione, dall’assurdo alla realtà) porta Alice a interfacciarsi con nuove e sempre diverse situazioni, dove è necessario mostrare un certo grado di adattamento, perché ogni incontro ha le sue proprie regole. Proprio questa capacità progressivamente mostrata da Alice, man mano che la sua avventura prosegue, dimostra come diventi autonoma e indipendente.
La piccola Alice e tutti i personaggi assurdi che incontra durante il suo viaggio (il Bian Coniglio, Il Cappellaio matto, Il Brucaliffo, la Regina di Cuori, lo Stregatto… solo per citarne alcuni) hanno influenzato in un modo senza precedenti la produzione culturale e artistica fino ai giorni nostri. L’influenza di Alice passa per il cinema, la tv, il teatro, la fotografia, la letteratura, i fumetti, i videogiochi e la musica. Il nonsenso, le regole illogiche e assurde che regolano il paese delle meraviglie, le strane avventure, i bizzarri personaggi, i funghi o i biscotti che Alice si ritrova a mangiare o le boccettine che beve per cambiare taglia, sono uno spunto più che sufficiente per alimentare così tanto la produzione artistica mondiale, che ha avuto il merito, secondo me, di ampliare ulteriormente il range di significati sottostanti il paese delle meraviglie.
Fare riferimento a tutta l’opera artistica relativa al libro di Carroll è un lavoro che potrebbe lasciar fuori qualche produzione a discapito di un’altra, per tale ragione mi soffermerò su quelle che maggiormente hanno avuto impatto sulla mia conoscenza (e amore smisurato) di Alice.
È lungo l’elenco dei cantanti che si sono lasciati ispirare dalle tematiche e dalle scenografie di Alice, tanto nel panorama anglofono quanto in quello italiano. Mi voglio soffermare, però, su un gruppo in particolare, ossia i Jefferson Airplane, autori di White Rabbit.
La canzone è un riferimento esplicito al viaggio “allucinante” di Alice, e muove i suoi passi a partire da una delle tante critiche mosse nei confronti dell’opera di Carroll, circa il personaggio del Brucaliffo, che pare essere sotto l’effetto di droghe, e dei cibi ingeriti da Alice per cambiare taglia. La canzone è una provocazione e/o una giustificazione all’utilizzo delle droghe stupefacenti e allucinogene, come LSD, quale strumento di alienazione da un mondo pieno di regole che li opprime.
Anche in questo caso, è il contesto storico che ci viene in soccorso. Senza dilungarmi troppo, è importante sapere che i Jefferson Airplane sono stati un gruppo rock di San Francisco, nato nel 1965, pionieri della musica psichedelica e i primi a esibirsi in “concerti dance”. Dunque, la loro vita, così come la loro musica, fu fortemente influenzata dai movimenti del ’68 e da tutti quegli ideali di pace, amore e libertà che si portavano dietro. Difatti il loro LP Surrealistic Pillow (contenente la traccia White Rabbit) viene considerato uno degli album chiave della “Summer of Love”. Inoltre, il gruppo suonò ai tre principali festival rock degli anni ’60: Monterey, Woodstock, Altamont; e furono presenti ai primi due festival dell’Isola di Wight.
Per quanto riguarda il comparto visivo, sono stati tantissimi gli adattamenti cinematografici e televisivi delle avventure di Alice. C’è da fare una precisazione però, molti dei film dedicati ad Alice sono l’insieme di entrambi i libri di Lewis Carroll (Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò). La prima trasposizione cinematografica risale al 1903 ed era un cortometraggio inglese, muto in bianco e nero.
Per la prima trasposizione a colori dobbiamo aspettare il 1951 (e nel frattempo, sono stati molti gli approcci del cinema in bianco e nero all’opera di Carroll) quando la Walt Disney realizza il film d’animazione intitolato Alice nel paese delle meraviglie, segnando così il 13°classico targato Disney. Personalmente sono molto affezionata a questo cartone, che resta indiscusso il mio cartone preferito. È il 1999 quando Nick Willing produce il film per la televisione Alice nel paese delle meraviglie (che vede Whoopi Godlberg nel ruolo dello Stregatto), e questo resta per me, il più bel film su Alice che abbia visto.
Nel 2010 è Tim Burton (sempre per Walt Diseny) con il suo Alice in Wonderland a riportare in auge, per il mondo cinematografico, la figura di Alice e nel 2016 è James Bobin a continuare l’opera con il seguito del film Alice through the Looking Glass. Non ho apprezzato queste due versioni dalla storia di Carroll perché, a mio avviso, si è perso l’incantesimo del mondo magico di Alice in favore di una caricatura eccessiva e un po’ grottesca che ha poco a che vedere con l’immaginario onirico a cui Carroll fa riferimento.
Infine, nel 2013 è stata creata dall’ABC una serie televisiva dal titolo Once upon a time in Wonderland (spin-off della serie Once upon a time), dove le avventure di Alice vengono narrate nel presente, con una serie di eventi inediti rispetto le precedenti narrazioni.
Naturalmente, anche per il mondo della letteratura sono tantissimi gli esempi narrativi in cui vengono ripresi i personaggi dell’opera di Carroll o le ambientazioni. Ma il libro su cui voglio soffermarmi si intitola Sono stata Alice di Melanie Benjamin (edito in Italia per Fazi Editore) ed è una biografia romanzata di Alice Pleasance Liddle, la bambina musa ispiratrice di Lewis Carroll. La stessa autrice racconta di come durante una mostra a Chicago, dedicata a Carroll, si imbatté nelle sue fotografie di ragazzine e tra queste trovò quella in cui era ritratta Alice, a soli 7 anni.
Diversi anni dopo, su suggerimento di un’amica e dopo numerose ricerche, decise di scrivere un libro che raccontasse della vita di Alice, sia negli anni di amicizia del reverendo Dodgson (Carroll) con la famiglia Liddle, sia di quelli successivi, quando improvvisamente, i rapporti si ruppero per sempre. All’epoca delle gite in barca, delle foto e delle storie inventate da Carroll e della corrispondenza con Alice, la piccola aveva circa 11 anni e lui 31. Successivamente, la madre di Alice bruciò tutte le lettere intercorse tra i due, e per molti anni non parlarono più in pubblico di cosa accadde con il reverendo, fino a quando Alice, adulta, non fu costretta a vendere il manoscritto originale delle avventure di Alice, che Carroll le aveva regalato molto tempo prima.
Il libro è molto interessante perché, sebbene romanzato, ricostruisce a partire da testimonianze concrete la vita di Alice e del suo profondo legame con la bambina che tutto il mondo ha conosciuto, grazie alla penna di Carroll. Nel libro sono presenti anche due delle fotografie che il reverendo scattò alla piccola Alice.
Questi sono solo alcuni esempi dell’influenza innegabile che Alice ha avuto nel mondo dell’arte e quello che mi preme sottolineare è come tale influenza non si sia declinata esclusivamente come mero riadattamento del complesso mondo che Carroll ha creato, ma come i personaggi del paese delle meraviglie siano stati integrati in altri contesti creativi, come abbiano ispirato la creazione di ulteriori personaggi a sé stanti, creando un citazionismo (in senso assolutamente positivo) internazionale e interculturale dell’opera di Lewis Carroll.
Grazie all'occasione offertami dall'uscita di questo nuovo (affascinante) #drago Mondadori ho potuto rileggere una storia che ho ascoltato e letto spesso durante l'infanzia. Oltretutto, ammetto che non avevo mai approcciato il seguito di "Alice nel paese delle meraviglie", ovvero "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò", per cui con un colpo solo ho recuperato entrambi i testi (altro motivo per apprezzare questo nuovo #drago). Perciò oggi vi parlerò dei romanzi dedicati proprio a lei, ALICE.
La prima cosa che ho notato tornando ad immergermi nel romanzo di Lewis Carroll è che la mia immaginazione è stata negli anni così influenzata dal celebre cartone Disney, che avevo rimosso del tutto le parti non adattate e così mi sono sorpresa a trovare intere scene e personaggi di cui proprio non avevo ricordo. Come noto, la storia prende l'avvio dalla curiosità di una bimba (circa sette anni) che, anziché rimanere accanto alla sorella maggiore, decide di inseguire un coniglio bianco dentro la sua tana. E quando cade dentro, continua a cadere sino ad arrivare sostanzialmente agli Antipodi, in una nuova dimensione popolata da creature bizzarre e non sempre buone. Alice intraprende perciò un viaggio all'interno di questo Paese delle meraviglie, incontrando personaggi che si sono ritagliati una figura di tutto rispetto nella letteratura occidentale, a partire dal Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina, sino al Bruco fumatore e allo Stregatto, e poi ancora la Duchessa e il suo bebè porcellino, l'esercito di carte da gioco, il Re e la Regina e i partecipanti ai loro tornei giocati con ricci e fenicotteri rosa.
Nel frattempo, Alice si ritrova superare varie prove, a bere e a mangiare cibi incantati, a giocare con i reali, bere il tè, a piangere di frustrazione, ad arrabbiarsi e a portare lo scompiglio in un processo contro il povero Fante di Cuori.
E se alla fine, i bambini possono tirare un sospiro di sollievo, convincendosi che fosse tutto un sogno, poi Alice ci ricasca e finisce di nuovo nella stessa dimensione fantastico-onirica, passando stavolta attraverso lo specchio. Sono passati sei mesi, ma i personaggi già conosciuti non sembrano essersene accorti. La bambina viene coinvolta in una partita a scacchi e messa alla prova (ancora) per poter diventare regina, sfidando il ruolo della Regina Rossa e di quella Bianca, sino a risvegliarsi (ma quanto dorme, la nostra protagonista!).
Se il primo volume mi ha divertito, il secondo è molto più surreale e non proprio divertente; in realtà ho scoperto che l'autore ha riempito il testo di giochi di parole, allusioni alla cultura inglese o comunque a passatempi che forse potevano piacere soltanto ai fanciulli dell'epoca. Certi passaggi risultano criptici (so che tutti esaltano il "nonsense" voluto, però è un fatto che un bambino, ma anche un adulto, dopo un po' corre il rischio di scoraggiarsi a cercare di comprendere tutto).
Perciò l'unica chiave di lettura può essere solo quella di abbandonarsi alla fantasia, di non cercare di trovare sempre una regola univoca e un significato per tutto, ma di godersi la grande creatività e originalità di Lewis, con situazioni e personaggi che sono all'origine di tantissime versioni, derivazioni, ispirazioni successive (solo a me, ad esempio, i gemelli bizzarri e inquietanti hanno ricordato le altrettanto inquietanti gemelline di Shining?). Certamente è uno di quei classici che non si possono non leggere almeno una volta nella vita.
La mia recensione oggi si baserà sulla storia di Peter Pan. Quando ero piccola come tutti d’altronde, grazie alla Walt Disney, ho potuto in parte vedere come nasce la leggenda di questo strabiliante personaggio. Non mi aspettavo però di ritrovare nella lettura una chiave apparentemente molto più cupa. Inizialmente, mentre leggevo Peter Pan nei giardini di Kensington, mi sentivo alquanto spaesata nel modo di approcciarsi di Barrie al lettore, nonostante fosse un romanzo pubblicato nel 1906 da una parte ho riscontrato una venatura contemporanea nel suo modo di esprimersi, dall’altra mi ha dato l’idea di una narrazione inizialmente lenta, come se volesse in qualche modo farci abituare alle sue parole. Leggendo, il tutto risuona come se fosse una poesia, seguendo un certo ritmo e poco a poco scaturisce nella mente di chi legge un attaccamento alla storia. Come vi ho detto poc’anzi, ero abituata a un altro tipo di Peter Pan; quel bambino spensierato che pensava solamente a volare e a divertirsi. Da un lato sì, ma la figura di Peter non è proprio così gioviale come pensavo in precedenza.
Il Peter Pan che ho riscontrato nella lettura, è un ragazzo che vuole primeggiare su tutti, pavoneggiandosi delle sue avventure e considerandosi il migliore in qualsiasi campo. Ma veniamo al vero fulcro della recensione.
Tutti noi, conosciamo il mito di Peter Pan, ma da dove nasce questo personaggio?
Si narra che il piccolo Peter qualche giorno dopo la sua nascita, si librò in aria per dirigersi verso i giardini di Kensington, dove oltre agli altri animali, vivono le fate. Ed è li che Peter farà la conoscenza di Trilli; la fatina che lo accompagnerà nelle sue imprese. La planimetria dei giardini, è descritta in ogni minuzia dall’autore, che proprio nel primo capitolo ci fa capire dove è posta ogni singola cosa: dalle fontane agli alberi, fino alla descrizione di ogni singolo passante che si destreggia in quel piccolo angolo magico. Fino poi ad approdare all’isola che non c’è. Tutte le madri, conoscono la leggenda di quel bambino che non vuole crescere, e con il passare del tempo, la storia cambia, aggiungendo o togliendo determinati particolari. Ed è qui che entrano in ballo i Darling.
Il Signore e la Signora Darling non si aspettavano l’arrivo di un bambino, e quando scoprirono di aspettarne uno, George il marito, impiegato presso una banca, non esitò a fare dei conti per le spese future, non riuscendo a mantenere la mente ben lucida. Era solo un impiegato, ed era preoccupato per le future spese che riguardavano loro e il piccolo. Nove mesi dopo, nacque una bambina, e la chiamarono Wendy Moira Angela Darling. Non molto tardi arrivarono anche gli altri due figli: John e Michael. Visto le condizioni precarie, non poterono permettersi una bambinaia, così il Signor Darling, decise di prendere come un cane di terranova e la chiamarono Nana. Nana si dimostrò fin da subito una bambinaia attenta e scrupolosa, ma l’antipatia di George verso quel tenero animale cresceva sempre di più con gli anni. I tre bambini invece l’adoravano, e quando uscivano da scuola, la trovavano lì seduta ad aspettarli, per poi ricondurli sani e salvi a casa. La Signora Darling a differenza del marito, era una madre amorevole e dolce, ed ogni sera raccontava ai suoi piccoli angeli, una favola della buonanotte, così da farli dormire sereni. Una sera come le altre, la Signora si ritrovò un bambino in casa, che fuggendo perse la sua ombra. Spaventata per l’accaduto, e per la paura che potesse accadere qualcosa di brutto ai suoi figli, chiuse tutte le finestre, ma questo non scoraggiò per nulla il ragazzo con quel vestiario bizzarro.
“Risalì nella stanza dei bambini e trovò Nana con qualcosa in bocca. Il qualcosa doveva essere l’ombra del ragazzo. Nel momento in cui lui balzava alla finestra, Nana l’aveva chiusa di colpo, troppo tardi per prenderlo in trappola, ma in tempo per non permettere alla sua ombra di sgattaiolare fuori. I vetri, sbattendo con violenza, l’avevano strappata via. La signora Darling esaminò l’ombra con grande cura e trovò che non aveva niente di straordinario. Nana non ebbe dubbi su quanto occorresse fare a proposito di quell’ombra e la appese fuori dalla finestra, accennando alla signora che il ragazzino sarebbe ritornato a prenderla. “Mettiamola dove può trovarla facilmente senza disturbare i bambini, padrona.”
Una sera, i Signori Darling vennero invitati a una festa, ma avevano il terrore di lasciare i loro bambini da soli, dopo quello che era successo. Ma interagire con gli altri impiegati e superiori, era un modo per loro di garantire un buon futuro ai loro figli. A malincuore, si diressero verso la loro destinazione sperando di ritrovarli poi nei loro letti.
Ma Peter intento a riprendersi la sua ombra, si intrufola nella stanza dei ragazzi, mettendo in soqquadro tutta la stanza, e quando riesce a scovare l’ombra, cerca di attaccarla con una misera saponetta. Svegliata dal pianto del ragazzo, Wendy gli chiede il perché stesse piangendo, e risolto il problema “ombra”, i due si misero a parlare dell’isola che non c’è. Svegliarono John e Michael e tutti e quattro si diressero verso quel luogo affascinante.
I giorni passano, e finalmente quando arrivano a destinazione, saranno protagonisti di numerose vicende, Tra Sirene, Pirati, Pellerossa e animali.
“Avanti, avanti, camminate! Sull’asse fate le passeggiate che vi porteranno, con un bel volo, dritti fra le braccia del diavolo!”
Mi piaceva già la storia di Peter Pan, ma questa lettura mi ha permesso di vedere ogni personaggio con una maturazione e una chiave, totalmente diversa. Peter ha un modo di comportarsi che ad oggi definirei bislacco, e molto spesso mette in difficoltà chi gli sta in torno. Gli stessi bambini sperduti, pur di non essere sbeffeggiati dal loro capo, lo assecondano in ogni sua stranezza. Tutto deve ruotare intorno a lui e guai a parlare di madri. L’argomento per Peter è molto spinoso, e non sopporta che i suoi sottoposti si mettano a frignare per donne che secondo lui li hanno abbandonati. Barrie spiega all’inizio del libro che Peter aveva un ruolo che oggigiorno definiremmo come “Angelo custode”, perché accompagnava i bimbi durante il loro viaggio all’isola che non c’è, e anche quei bambini che purtroppo non ce l’avevano fatta. In questa parte mi sono commossa, non mi aspettavo che il suo mito fosse ricollegato alla tematica della morte, ed è per questo motivo che all’inizio ho specificato il fatto che possedesse una venatura cupa il romanzo. Un altro personaggio che ho trovato interessante è Giacomo Uncino, e la sua ciurma. Il primo in modo assai particolare. Dalle sue battute, si capisce che inizialmente quest’opera fosse stata concepita come un’opera teatrale. Uncino parla in modo pomposo e scenico, quando mi cimentavo nelle sue parti, mi sembrava di essere in un teatro immersa a guardare l’attore di turno che preso dalla sua recitazione, si rivolge al pubblico con un tono di voce alto accompagnato da movimenti veloci e rudi. La parte che ho adorato di più di tutte, è stato sicuramente il finale. Mi ha fatta tornare bambina, come se per tutto il racconto la voce narratrice fosse quella di mia madre che mi stava raccontando la favola della buonanotte prima di rimboccarmi le coperte. Facendo riemergere quella parte sognante che ogni bambino possiede, che pensiamo di aver perso, ma in realtà è ben nascosta in un piccolo cassetto che ogni tanto riapriamo e ci fa viaggiare verso la nostra isola che non c’è.
Questo per me è assolutamente il drago più bello della Mondadori! All'interno vi sono le storie di alcune delle protagoniste più amate dalla letteratura: Alice, Dorothy e Wendy! Ho amato i disegni originali, le rifiniture floreali ai lati delle pagine e naturalmente la storia, in particolare quella di Alice: la protagonista, una bambina furba e coraggiosa, si ritrova ad incontrare personaggi strambi e esoterici, pazzi e intelligenti, che le fanno conoscere il meraviglioso Paese delle Meraviglie, un luogo in cui ciò che è normale appare strano e le stranezze appaiono normali. Alice deve mettere da parte tutte le sue convinzioni, anche riguardo la sua persona e la sua personalità, per poter riuscire a capire il mondo delle Meraviglie. Per leggere la recensione intera andate sul blog www.libriandlego.blogspot.com
Questo libro bellissimo racchiude tre delle mie fiabe preferite e quindi non potevo lasciarlo passare sotto silenzio! L'edizione è bellissima, con una copertina che comprende elementi di tutte e tre le storie, ossia Alice nel paese delle meraviglie, Peter Pan e Il mago di Oz. Un'edizione perfetta per chi come me non disdegna il tornare bambina ogni tanto, è disponibile in libreria dal 17 di novembre e se anche voi non potete fare a meno di collezionare questi fantastici draghi Mondadori, non fatevelo scappare. Per facilitare la lettura e anche le recensioni ci siamo suddivise le letture in modo da portare uno solo dei tre libri sul blog. Io ho scelto il mago di Oz perchè ogni tanto è bello poter passeggiare per le strade verdi della Città di Smeraldo e atterrare con la casa sulle streghe cattive. Il mago di Oz è uno dei classici per bambini più famoso, tutti conosciamo la storia che vede protagonista una bambina che vuole ritornare nel Kansas, dello spaventapasseri senza cervello, del boscaiolo di latta senza cuore e del leone senza coraggio. E' un classico godibile a qualsiasi età, una lettura veloce e piacevole capace di intrattenere menti dei più piccoli ma anche degli adulti nostalgici che vogliono ritornare sul sentiero di mattoni gialli per un po'. La struttura del libro è piuttosto semplice, la protagonista si ritrova per colpa di un evento improbabile a compiere un viaggio verso un mondo nuovo e fantastico, qui incontrerà nuovi amici ma anche situazioni di pericolo. La giovane Dorothy colpisce subito per il suo carattere semplice e la mente aperta, non esita a stringere amicizie con personaggi particolari che diventeranno i suoi compagni di viaggio. Tutti e quattro i nostri eroi decidono di unire le forze per compiere un viaggio spettacolare ma pieno di insidie per giungere poi alla favolosa città di Smeraldo dove intendono chiedere al grande mago di Oz di esaudire i propri desideri. Abbiamo quindi l'elemento tipico della cerca degli eroi e del viaggio fantastico, compiuto per portare a termine una missione: richiedere aiuto. Dorothy vorrebbe sapere come poter tornare alla sua vita grigia nel Kansas perchè, per quanto triste e monotona, ha lasciato i suoi zii senza una parola e vorrebbe porre rimedio alla situazione. Lo spaventapasseri vorrebbe un cervello per poter pensare, il taglialegna vorrebbe un cuore per poter essere buono e gentile con tutti, e infine il leone vorrebbe avere il coraggio perchè nasconde la sua codardia dietro il suo ruggito. Sarà solo quando arriveranno alla Città di Smeraldo che incapperanno in quello che è uno dei colpi di scena più spettacolari della letteratura. Quello che si presentava come un grande e potente mago, altri non è che una persona normale, ritrovatosi per caso in questo regno magico. Grazie alle sue illusione e ai trucchetti di prestigio riesce a farsi passare per un mago vero e proprio, diventando addirittura re. Questo è il momento più buio della storia, perchè sembra che per i protagonisti non ci sia un finale positivo e vedono crollare tutte le loro speranze. La storia non poteva però concludersi così, senza un insegnamento che potesse formare le giovani menti, per questo Oz viene usato da catalizzatore per far capire agli eroi e a noi lettori, che spesso ciò che cerchiamo è proprio dentro di noi. Con un piccolo colpo di scena che è più una rivelazione, si capisce che lo spaventapasseri ha sempre idee brillanti anche con la testa piena di paglia, che il taglialegna è buono e generoso con tutte le creature e che il leone è coraggioso non perchè non abbia paura ma perchè riesce a vincerla sempre. E la nostra Dorothy? Dorothy riceve dalla strega buona del Nord un piccolo aiutino, ma il lettore riceve la consapevolezza che le forze che ci servono per raggiungere i nostri obiettivi sono in noi e questa è la cosa più importante. In conclusione posso dire che la lettura de Il mago di Oz è sempre consigliata, è un libro semplice e veloce cn un bel messaggio e una trama ricca di colpi di scena. Per certi versi mi ricorda un po' Alice nel paese delle meraviglie, perchè il regno di Oz è particolare e abitato da strane creature, ma Dorothy è una protagonista molto diversa. E' una bambina intelligente e attaccata alla sua famiglia, stringe amicizia facilmente e si vede che è una cosa a cui tiene molto perchè spesso si trova ad aiutare lo spaventapasseri a rimettersi in piedi e il taglialegna a oliarsi le giunture piene di ruggine. Insomma, una protagonista dolce e semplice che tutti ricordano con piacere, una fiaba piena di maghi e streghe e missioni da portare a termine, cos'altro si può volere? Io mi sono concentrata sul mago di Oz ma l'edizione è molto bella perché contiene entrambi i libri di Alice e di Peter e devo dire che io avevo letto solo la fiaba classica di quest'ultimo. Quindi è stata molto bello trovare anche l'altro libro e chiudere il cerchio, non fatevela scappare!
ebbene è finalmente giunto il momento di parlare di questa raccolta bellissima con cui, ancora una volta, la Oscar Mondadori ha deciso di deliziarci. Credo che fra i tanti usciti quest'anno, quello di Alice, Wendy e Dorothy sia stato il drago più atteso di tutti poichè contiene alcune fra le opere classiche per bambini più amate di tutti i tempi, chi non conosce anche per sentito dire i pazzi personaggi del Paese delle Meraviglie, o non ha desiderato indossare le bellissime scarpette d'argento o volare verso l'Isola che non c'è? Indubbiamente queste storie sono fra quelle che ci hanno fatto sognare di più, e ritrovarle tutte insieme in questa veste a dir poco stupenda, con una traduzione resa molto più fresca e scorrevole, ci fa lappare.
Grazie alla Mondadori che ci ha fornito il file per un'anteprima di lettura, posso dirvi che questa volta si sono superati anche all'interno. Le pagine e gli inizi dei capitoli sono tutti decorati in maniera diversa per ognuna delle storie, ed inoltre sono ricche di illustrazioni originali delle prime edizioni che sono un corredo davvero molto bello, indubbiamente penso che questo diventerà il mio drago preferito in termini estetici.
Ma passiamo a dare un'occhiata a quello che vi troveremo all'interno: apre le danze Alice con Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie e subito a seguire Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò. E' poi la volta di Dorothy con Il meraviglioso mago di OZ , per poi continuare con Peter Pan nei giardini di Kensington e terminare con la più conosciuta e acclamata Peter e Wendy. Per un totale di ben cinque libri in uno!
Oggi nello specifico andremo ad analizzare insieme Il meraviglioso mago di Oz, ma se seguirete tutte le tappe del nostro evento, potrete trovare anche altri interessanti articoli in merito agli altri libri contenuti in questa raccolta:
Baum è sempre stato un uomo ricchissimo d'inventiva e molto fantasioso, scrisse questa e molte altre favole per intrattenere i suoi figli, ed ebbero quasi tutte un discreto successo, ma sicuramente le avventure di Dorothy le surclassarono tutte, fino a diventare prima un musical (da lui stesso finanziato) e successivamente un famosissimo film la cui protagonista è stata Judy Garland che con la sua magistrale interpretazione lo ha fissato definitivamente nell'immaginario collettivo.
Il meraviglioso Mago di Oz ha la struttura di una classica favola, ed il contenuto è davvero fra i più originali mai visti, e benchè Baum affermava che una favola non debba necessariamente essere legata ad una morale ma che può anche solo servire da intrattenimento, è riuscito ad arricchire il viaggio di Dorothy con un sacco di tematiche interessanti e di valori che ogni bambino dovrebbe imparare a conoscere fin dalla più tenera età. Il viaggio che affronta la nostra eroina le tempra il carattere, la rende più furba e più coraggiosa, le insegna ad aiutare il prossimo e ad avere l'umiltà farsi aiutare quando le difficoltà incalzano. Oltre al viaggio in sè, è importante avere anche dei compagni che sappiano essere modelli positivi, come nel nostro caso, lo sono stati l'uomo di latta con il suo cuore gentile e generoso, lo spaventapasseri con la sua arguta intelligenza e la sua umiltà ed il leone con il suo impavido coraggio, e che siano disposti ad aiutare, consolare, e gioire all'occorrenza. Ogni viaggio, anche il più difficile, può essere più sereno se ci si contorna di persone positive, con le quali poter affrontare le difficoltà che la vita presenta.
Infine, ma non di certo per importanza, è davvero bello vedere con quanta semplicità Baum cerca di far comprendere l'antica faida tra cuore e cervello, indubbiamente per quanto mi riguarda questo è stato uno degli argomenti di cui mi è piaciuto di più leggere, perchè per quanto sia una questione etica davvero molto profonda, il discernimento tra i due diversi modi di agire, è spiegato con una semplicità disarmante.
«Malgrado tutto» disse lo Spaventapasseri «io chiederò il cervello invece del cuore, perché uno sciocco non saprebbe cosa farsene del cuore anche se lo avesse.»
«Io voglio avere il cuore» ribatté il Boscaiolo di Latta «perché il cer- vello non ti rende felice, e la felicità è la cosa migliore del mondo.»
Dorothy non disse niente, perché non avrebbe saputo a quale dei suoi due amici dare ragione,
Ma è il finale a rendere questa storia davvero innovativa, tradizione vuole, infatti, che alla fine del suo viaggio l'eroe trovi ciò che desidera magari a seguito di una battaglia sanguinaria, o gentilmente offertogli su un cuscino. In questo caso, no. E' stato proprio il viaggio ad aver reso i nostri amici ciò che desideravano di più, perchè tutto ciò di cui abbiamo realmente bisogno lo possiamo trovare solo in noi stessi.
Il libro di cui ho il piacere di parlarvi oggi è "Alice, Dorothy & Wendy", una nuova uscita targata Oscar Vault. Come avrete già intuito dal titolo, il romanzo racchiude "Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio", "Il meraviglioso mago di Oz", "Peter Pan nei giardini di Kensington" e "Peter e Wendy", rispettivamente le fiabe di Lewis Carroll, L. Frank Baum e James Matthew Barrie, arricchite da preziose illustrazioni.
Ma cosa avranno mai in comune queste tre storie? Prima di passare alla mia tappa del Review Party, mi piacerebbe discutere con voi delle varie somiglianze tra le letture. Ciò che mi preme specificare è che in tutte e tre le storie possiamo leggere di persone coraggiose e tenaci che affrontano la sorte con determinazione. Queste figure speciali non sono altro che piccole donne, bambine che danno il via a sfide e avventure mozzafiato, che si gettano a capofitto in un nuovo mondo, quasi perfetto ai loro occhi, senza preoccuparsi delle conseguenze, ma decise a ritrovare la via di casa.
Un'altra delle affinità più importanti, inoltre, è, senza dubbi, l'avere a che fare con storie senza tempo e senza età, adatte a qualsiasi pubblico e dalle quali poter apprendere qualcosa, in continuazione.
Tra le fiabe che più ho adorato da bambina e che adoro ancora oggi c'è sicuramente "Il meraviglioso mago di Oz" di L. Frank Baum. Dorothy, per chi non la conoscesse, è un'orfana che vive nel Kansas, nella fattoria dei suoi zii e il cane Toto. Un giorno come gli altri, Dorothy e il suo cagnolino si ritrovano trasportati in volo da un ciclone improvviso insieme alla umile casa, e quando, dopo un giorno e una notte, quest'ultima atterra, si accorgono di essere giunti in paese popolato da bizzarri personaggi, i Munchkin.
Senza perdersi d'animo, Dorothy inizia subito a conquistare la loro fiducia e la loro gratitudine: sembra proprio che, durante la caduta, la casa abbia schiacciato la malvagia strega dell' Est. Ben presto, però, la bambina scopre che, a malincuore, nessuno, a parte il temibile mago di Oz, può aiutarla a tornare a casa. È così che ha inizio, non facile e privo di ostacoli, il lungo viaggio di Dorothy in compagnia di simpatici amici pronti a darle man forte in qualsiasi situazione e desiderosi di chiedere anche loro qualcosa al mago.
Chi, da piccolo, non ha mai battuto i tacchi delle scarpe per tre volte? "Il meraviglioso mago di Oz" è un classico intramontabile della letteratura per ragazzi. La bellezza di questa storia sta proprio nella sua semplicità: apparentemente è una fiaba pensata per i più piccini ma se ci facciamo spazio tra le parole, se scaviamo tra esse, i messaggi che contengono sono evidenti. E, si sa, i libri per bambini nascondono sempre delle perle.
All'interno della sua opera, Frank Baum racchiude luoghi e personaggi che hanno un'anima, la si può percepire nitidamente: i loro pensieri, le loro scelte e le loro preoccupazioni appaiono reali, restiamo sopresi dalla loro consistenza perché potremmo tranquillamente farle nostre.
Più che un percorso tra la fantasia, il cammino intrapreso da Dorothy e i suoi amici è un vero e proprio viaggio interiore, fatto di moralità e lezioni di vita. Il messaggio di Baum è chiaro: le esperienze e le difficoltà aiutano a crescere, ed è solo avendo fiducia in sé stessi che si riesce a trovare il coraggio e la forza per superarle. Bisogna saper dare il giusto valore alle cose, anche se il posto in cui viviamo ci appare grigio e brutto; "casa" è dove sono le persone che amiamo, non importa se il mondo di fuori è molto più colorato. Ci basta essere felici.
Penso che "Il meraviglioso mondo di Oz" sia una lettura perfetta per dei lettori in tenera età, ma una rilettura a distanza di tempo aiuterebbe sicuramente a cogliere pienamente l'essenza di questa storia e le sue mille sfumature.
Per quanto sia imbarazzante, io sapevo poco o nulla de Il Mago di Oz. Si, eresia. Sapevo giusto che la protagonista si chiama Dorothy e che nella storia sono in qualche modo coinvolte una strada lastricata di mattoni gialli, una città di smeraldo e una malvagia strega verde (questo ultimo particolare lo so solo causa Once Upon A Time in realtà ahah). Dunque quale migliore occasione per recuperare?
Mi aspettavo una storia per bambini abbastanza semplice e sono rimasta piacevolmente sorpresa da quello che invece vi ho trovato. Questa è una fiaba senza tempo e senza dubbio non devo pubblicizzarla io, ma ci tengo a sottolineare qualche chicca che probabilmente non conoscete!
In primis, il gruppo di amici che accoglie Dorothy - o meglio che viene soccorso da Dorothy lungo la strada - è meraviglioso e scalda il cuore per quanto sia puro e innocente. Abbiamo lo Spaventapasseri, timido, insicuro e desideroso di andare dal Mago di Oz per avere un po’ di cervello perchè si sente inferiore a tutti credendosi stupido, l’uomo di Latta con il perenne problema della ruggine e desideroso di ottenere un cuore per tornare dalla propria amata, e il Leone pavido, che si spaventa per ogni cosa e disperatamente alla ricerca del suo coraggio. Questo gruppo di amici è da subito molto coeso e pieno di risorse e penso per un bambino sia estremamente facile immedesimarsi in Dorothy e creare mille avventure immaginarie con questi personaggi. Io bambina non sono più da un bel po’, ma ciò nonostante mi sono fatta accompagnare da loro attraverso Oz molto volentieri.
Una delle cose più belle di questa storia è la delicatezza con cui l’autore offre al lettore degli spunti di riflessione come quello che avete appena letto. Sarò io che vedo morali ovunque, ma più di una volta mi sono ritrovata a sorridere di fronte ai personaggi del libro e alla loro innocenza mentre esclamano che avere un cuore è meglio di avere un cervello, perché quest’ultimo non può condurre alla felicità.
Allo stesso tempo, però, sono anche stata mooooooolto sorpresa dalla crudeltà di alcune scene. I personaggi sono particolarmente cinici, inflessibili e talvolta persino troppo freddi. Da un lato gli amici di Dorothy sono molto uniti, dall’altro di fronte alla minima difficoltà sono disposti ad abbandonarsi l’un l’altro con un semplice “Peccato!”. Penso di aver proprio esclamato ad alta voce ‘MA COME?!’ in più punti visto che è una fiaba e in teoria dovrebbe dare una specie di messaggio positivo… … Che però in realtà c’è! Da un lato dunque ci sono delle battute di una crudezza incredibile, dall’altro il messaggio che il libro vuole lanciare è chiaro: il vero cervello, il vero cuore e il vero coraggio sono già in realtà dentro di noi, bisogna semplicemente trovarli, senza bisogno di affidarsi a delle ‘guide superiori’. Volere è potere, insomma!
Il punto fondamentale è dunque proprio questo: questa storia è molto meno idilliaca e fiabesca di quanto sembri all’inizio. Nasconde infatti grande violenza, ricatti e maledizioni e tratta senza particolari filtri omicidi e sporchi imbroglioni e quindi nasconde un lato dedicato ai lettori più maturi, con mia somma gioia e giubilo.
In generale Il Mago di Oz è una bella storia spesso sottovalutata che può essere letta e apprezzata da tutti. I più piccoli ne vedranno solo gli elementi fiabeschi e fantastici e ne coglieranno i messaggi positivi di amicizia e ricerca di sè e si affezioneranno immediatamente ai personaggi con i quali è molto facile empatizzare. I più grandi, invece, saranno portati a riflettere sull’innata crudeltà di Oz e sulla morale ambigua dei suoi abitanti.
Ne sono quindi rimasta positivamente sorpresa e consiglio la lettura a tutti!
oggi sono qui per recensirvi “Alice nel paese delle meraviglie” in collaborazione con Eynys Paolini Books e La libreria di Yely. Ringrazio Mondadori per averci dato l’opportunità di leggere questa stupenda edizione drago con Alice nel paese delle meraviglie, Il mago di Oz e Peter Pan. Non avevo mai letto questo romanzo, ero stata affascinata così tanto dai film da avere delle aspettative molto alte. La prima edizione scritta da Lewis Carroll è uscita nel 1865, quindi lo stile di scrittura non è molto semplice, seppure in seguito siano uscite numerose edizioni e traduzioni. Alice nel paese delle meraviglie può essere visto come una fiaba, ma dove nulla ha un senso logico. La protagonista, Alice appunto, è una ragazzina molto giovane, a tratti ingenua, ma molto perspicace e curiosa. Non sa tenere a freno la lingua.
E’ proprio la sua curiosità che la porta a scendere nella tana del Bianconiglio e ad affrontare le fantasticherie a cui si ritrova. Questa avventura la farà crescere e maturare, in quanto, in base al contesto in cui si ritrova, è costretta ad ambientarsi e ad accettare le regole imposte dalla situazione. Più di una volta viene chiesto ad Alice “chi sei?” e ogni volta la risposta è “non lo so!”. Imparerà pian piano, durante tutta la storia, a capire chi è, chi vuole essere e il suo posto nel mondo. Numerosi sono i personaggi che incontra:
-Il Bianconiglio: sempre di fretta, ansioso e super agitato da non avere nemmeno il tempo di ascoltare la protagonista;
-Il Cappellaio Matto: un uomo dedito alla sua abitudinarietà, per lui, infatti, è sempre l’ora del tè che prende assieme alla Lepre Marzolina e al Ghiro;
-Il Brucaliffo: un piccolo bruco blu che fuma un narghilè su un fungo. Sarà lui che gli consegnerà il fungo con la quale Alice ingigantisce o rimpicciolisce;
-La Falsa Tartaruga e il Grifone che raccontano ad Alice la loro storia e ballano insieme la Quadriglia delle Aragoste;
-Il Gatto del Cheshire: noto anche come Stregatto, guida Alice con i suoi consigli ed è talvolta rappresentato con il suo enorme sorriso;
-Il Re e la Regina di Cuori: seppure la Regina sia considerata una antagonista, in realtà è solo una dei bizzarri personaggi che Alice incontra. Quel che fa paura di lei è la minaccia di tagliare la testa a qualsiasi persona non stia ai suoi ordini. Al Re, invece, quale suo consorte, tocca sistemare i casini che fa la moglie.
L’ambientazione è appunto Il paese delle meraviglie: un luogo immaginario e bizzarro quanto le persone che lo abitano, dove le regole dettate dal nostro mondo qui non trovano posto.
Spesso l’autore ci imbecca dei piccoli spunti che ci fanno intendere essere delle critiche alla società vittoriana. Non a caso la Regina Rossa viene rappresentata in modo molto similare alla Regina Vittoria.
Non a caso Alice cita alcune delle poesie che deve imparare a scuola, ma non le ricorda e scambia tutte le parole. Probabilmente lette in italiano rendono meno.
Alice nel paese delle meraviglie è il primo dei tre libri che contiene questa stupenda edizione Drago. Gli altri due romanzi che troverete sono: Peter Pan e Il mondo di Oz. Le illustrazioni sono stupende e la foglia d’oro incornicia l’opera. Un perfetto “regalo-sotto-l’albero”.
Alzi la mano chi non ha letto almeno una volta nella propria vita Alice nel Paese delle Meraviglie, Il meraviglioso mago di Oz e Peter Pan... non lo avete mai fatto? Grazie a questa bellissima raccolta uscita proprio oggi per la Oscar Vault potrete finalmente scoprire questi mondi fantastici.
Alice nel paese delle Meraviglie è la storia di questa bambina, per l'appunto Alice, che a causa della sua curiosità e imprudenza, per inseguire un bizzarro coniglio bianco dentro ad un buco, si è ritrovata catapultata in un mondo fantastico in cui, basta inghiottire un pezzo di fungo o bere una bibita con su scritto drink me, che la bambina potrà alzarsi o ristringersi a piacimento. Ovviamente questa non sarà l'unica stranezza del Paese delle meraviglie, perchè tra un cappellaio matto, un gatto invisibile e inquietante e una Regina dispotica, la nostra Alice avrà proprio un bel da farsi per mantenere salda la testa. Ma se alla fine tutto si rivelasse solo un sogno?
Dorothy invece è una dolce bambina del Kansas che a causa di un tornado si è ritrovata scaraventata, insieme alla sua casa e al cane Totò, nell'incantevole Regno di Oz. Il suo arrivo però ha provocato l'uccisione della strega dell'Est e la sorella, la malvagia strega dell'Ovest, imbestialità, farà di tutto per imprigionare la bambina e impossessarsi delle scarpette magiche della sorella, diventate ormai di Dorothy. Per ritornare nella sua dimensione però Dorothy ha bisogno dell'aiuto di un potente mago, il mago di Oz, capace, a quanto pare, di risolvere qualsiasi problema. Proprio per questo, insieme alla ragazza, si metteranno in viaggio anche uno Spaventapasseri in cerca di intelligenza, un Uomo di Latta, con la voglia di sentire nuovamente un cuore battere in petto e un Leone, incapace di essere forte e coraggioso come un vero e proprio Re della foresta. Dorothy e i suoi nuovi amici si metteranno così in cerca del potentissimo mago di Oz ma se alla fine scoprissero che in realtà il grande Mago è un piccolo uomo insignificante?
Per finire, grazie a Wendy, avrete la possibilità di fare un salto a Neverland, ribattezzata poi dalla Disney l'Isola che non c'è, in compagnia di Peter Pan, un eterno bambino in grado di volare, di Trilly un'incantevole fatina dai poteri magici, dei bambini sperduti e di pirati feroci. Wendy e i due fratellini, John e Michael, insieme a Peter Pan vivranno tante di quelle incredibili avventure che sarà difficile decidere di ritornare a casa... ma se infondo crescere è il destino di ogni essere umano?
Non vi nascondo che la mia storia preferita rimarrà sempre Alice nel Paese delle Meraviglie e non perchè mi sia simpatica lei, che trovo una bambina molto svampita e per alcuni versi abbastanza arrogante, ma perché amo tutti quei personaggi magnifici che Lewis Carroll, attraverso la sua penna, ha dato vita. In conclusione non mi resta che invitarvi ad acquistare il libro perché credetemi per gli amanti della letteratura per ragazzi, questo è un piccolo gioiello da collezione.
Buongiorno lettori! Chi non conosce Alice, Dorothy e Wendy? “Alice nel paese delle meraviglie”, “Il meraviglioso mago di Oz” e “Peter Pan e Wendy” sono tre romanzi ormai così famosi che è impossibile non conoscere i loro protagonisti e la trama a grandi linee grazie alle trasposizioni cinematografiche dei romanzi e ai rimandi nella letteratura e non solo. Ma avete mai letto i romanzi originali? Io non l’avevo ancora fatto nonostante la curiosità e questa è stata l’occasione giusta per recuperarli!
“Alice, Dorothy & Wendy” di Lewis Carroll, L. K. Frank Baum e James Matthew Barrie è il nuovo Drago pubblicato dalla casa editrice Mondadori, un’edizione illustrata contenente ben cinque romanzi:
- Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll - Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò di Lewis Carroll - Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum - Peter Pan nei giardini di Kensington di James Matthew Barrie - Peter e Wendy di James Matthew Barrie
La mia tappa per questo Review Party è incentrata sui due romanzi che hanno per protagonista Alice, una bambina che all'inizio del romanzo è molto ingenua, ma che pian piano crescerà e comprenderà sempre di più sè stessa e il mondo che la circonda. Ciò che ho amato di più in Alice sono la sua curiosità, il suo continuo desiderio di scoprire sempre cose nuove e imparare, la sua capacità di meravigliarsi e il suo coraggio. Nonostante le difficoltà sarà sempre in grado di andare avanti e rimarrà sé stessa nonostante i numerosi cambiamenti.
Il Paese delle Meraviglie è un luogo sorprendente in grado di suscitare la curiosità di Alice e la nostra, ci porta a farci domande e a ricercare risposte che però non esistono. Il mondo ideato da Lewis Carroll è infatti un intreccio di nonsensi, indovinelli senza capo né coda, animali parlanti che amano raccontare storie, ma che sono anche molto suscettibili, giochi di parole che purtroppo nella traduzione italiana non rendono allo stesso modo (se però conoscete l’inglese riuscirete ad intuirli), giochi matematici, filastrocche. I personaggi sono uno più strano dell’altro, imprevedibili e divertenti.
Per quanto entrambi i romanzi siano spesso classificati come “per bambini” io credo che siano molto più di questo. Sono libri per farci tornare a quell’età e riscoprire quella meraviglia che nasceva in noi ogni volta che scoprivamo qualcosa di nuovo e sorprendente. Gli adulti sono un po’ come la sorella di Alice che, seduta sul prato accanto a lei, sta leggendo un libro. Se Alice è in grado di immaginare e sognare quelle avventure, viverle in prima persona, la sorella è in grado di farlo attraverso i libri e le parole della sorellina.
Sul mio blog trovate la recensione completa sui due meravigliosi romanzi che hanno Alice come protagonista https://www.1001nottidinchiostro.it/a... e i link per leggere le recensioni degli altri romanzi.
«Forse tutti noi saremmo in grado di volare se fossimo assolutamente certi della nostra capacità di farlo come l’ebbe, quella sera, il coraggioso Peter.»
Chi ha sognato almeno un la volta nella vita di volare verso L’isola che non c’è alzi la mano!
Con “Peter Pan e Wendy” ho ritrovato il mio spirito bambino che agita le braccia per poter volare e raggiungere tutti i Bambini Sperduti. Seguire le fantastiche avventure provando a non essere presa dai pirati e lasciarmi completamente ad un mondo quasi privo di preoccupazioni.
I Bambini hanno avuto la mia completa attenzione. Quando Peter non c’è possono essere loro stessi, tirando un sospiro di sollievo, ma quando “papà” torna tutto è concentrato sul suo volere e i bambini possono anche sopportare ore in preda alla fame se Peter non vuole mangiare ma solo divertirsi. Con l’arrivo di Wendy, però, gli ingranaggi iniziano a muoversi. Gioiosi di avere finalmente una mamma che li accudisca, i bambini iniziano ad essere più civili e ad imparare cose nuove. Conseguenza ovvia è quella di voler tornare tutti alla “realtà” e il voler diventare adulti non sembra più terribile come un tempo.
C’è solo una persona che non cambia idea, Peter. Eterno bambino, non vuole assolutamente crescere, come se crescendo tutti i colori sparissero e una sorta di oscurità prendesse piede nell’animo delle persone. Lui resterà sempre così, a giocare con Trilly ( o chi ne prenderà il posto ) e alla ricerca di una nuova mamma.
Mamma… parola importante per Peter e piena di dolore. La ricerca di una madre che non lo abbandoni. Si scoprirà in “Peter nei gisrdini di Kensington” il suo passato. Quando Peter era un po’ umano e un po’ uccello, poteva restare di notte nei giardini e portava allegria alle fate e agli uccellini.
Da un desiderio iniziale di voler tornare da sua madre, alla crudele scoperta che la finestra di casa sua è stata chiusa. Il tradimento brucia nel cuore di Peter, che dopo tutto questo tempo non dimentica che “alle mamme basta chiedere un nuovo uccellino” e quello vecchio è rimpiazzato. Uccellini che diventano bambini, ecco svelato il mistero della nascita.
Anche qui avremo un personaggio femminile che sarà importante per Peter: Maimie Mannering, una bambina che si è persa nei Giardini di cui Peter si invaghisce tanto da chiederle di sposarla. Anche qui la bambina decide di non restare con Peter – costanza triste nella sua vita? – e di tornare da sua madre.
Ho apprezzato molto più questo secondo libro (prequel di Peter e Wendy) per le sensazioni oniriche che i giardini, soprattutto di notte, hanno saputo dare. Entrambi mi hanno fatto appassionare alla famosissima fiaba di Peter Pan (anche se lui… non è di certo il mio preferito).
Una nuova uscita oscar draghi è giunta in tutte le librerie e store online, di cosa sto parlando? Bhe,esattamente il 17 novembre, racchiusi in unico volume troviamo le storie di Alice nel paese delle meraviglie, Peter Pan, e il meraviglio mondo di Oz. Un edizione ben curata, ricca d'illustrazioni e dettagli, l'ideale per chi vuol rispolverare questi grandi classici per ragazzi o magari semplicemente è la volta giusta per leggerli. . Io ho avuto modo di scoprire "Il meraviglioso mondo di OZ", una trama che tutti conosciamo indipendentemente dalla lettura del romanzo. Un classico che è si è visto sotto forma di film, cartone animato o semplicemente una favoletta che sentivamo raccontata a voce dai nostri genitori quando eravamo più piccoli. Una "favola" che cela dietro una grossa morale: la fiducia verso se stessi, il coraggio di superare le proprie paure, e la consapevolezza che già dentro di noi vi è tutto il necessario per essere felici. . “𝑰𝒍 𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒓𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒇𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒆𝒓𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒉𝒂 𝒑𝒂𝒖𝒓𝒂.” . Dorothy vive nel Kansas, ma un giorno un ciclone sradica la sua casa e la trasporta in un mondo completamente nuovo a lei, insieme al suo cagnolino Toto approda nella terra dei Munchkin e da lì ha inizio la sua avventura. Un lungo sentiero dorato ricco d'insidie,come: fiori mortali, scimmie volanti, streghe e maghi. Ma sarà proprio lungo il sentiero per la città di Smeraldo che incontrerà dei nuovi amici e insieme troveranno la chiave per i proprio desideri. . “𝑰𝒐 𝒗𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒖𝒏 𝒄𝒖𝒐𝒓𝒆, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒊𝒍 𝒄𝒆𝒓𝒗𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒃𝒂𝒔𝒕𝒂 𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒕𝒊 𝒇𝒆𝒍𝒊𝒄𝒆, 𝒆 𝒍𝒂 𝒇𝒆𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆̀ 𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒑𝒊𝒖́ 𝒃𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒂𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐.” . Una storia veramente bellissima, una scrittura semplice e lineare,una trama che sia da bambini o da adulti intrattiene piacevolmente. Il mio giudizio è di 5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐, sia per per questa trama carica di significato e sia per l'edizione che è veramente splendita.
Alice nel paese delle meraviglie: Il mio amore per questa storia non è che aumentato. Mi piace molto il modo particolare in cui è scritto, con uno stile di scrittura che rispecchia molto la storia.
Alice attraverso lo specchio: Questo devo dire che mi ha lasciato un pò confusa. È un racconto visionario, fuori di testa, molto onirico. Mi è piaciuto molto!!!
Peter Pan: Non pensavo di apprezzare così questa storia.
Peter Pan nei giardini di Kensington: Questo racconto mi è piaciuto molto, spiega le origini di Peter e come si costruisce il suo carattere, dando quindi spessore al personaggio, cosa che nelle fiabe spesso non accade.
Il mago di Oz: questa storia non mi è dispiaciuta, anche se è quella che mi ha entusiasmato meno. È una storia carina e semplice.
A mio parere la storia di Peter Pan se ci si riflette bene è quella più triste. Infatti nessuno nelle storie è stato disposto ad amarlo abbastanza da abbandonare la propria famiglia per scegliere lui. Questa cosa mi ha davvero colpito, infatti quando si vede il cartone non ci si sofferma molto su questo aspetto.
Alice nel Paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio lo consiglio molto a chi vuole un libro leggero, avventuroso e spensierato. Peter Pan lo consiglio perché fa riflettere molto. E anche perché è una bella storia ovviamente.
Il primo motivo che ho voluto citare è il fatto che questi tre romanzi sono un CLASSICO. Essi sono quei libri che bisogna assolutamente leggere nella vita. Ogni ragazzino conosce la storia perchè sono i racconti che generalmente si leggono per far addormentare i bambini (almeno, nella mia epoca...). Ognuno conosce la storia a grandi linee, ma almeno una volta nella vita bisognerebbe leggere queste storie perchè sono molto di più di quanto sappiamo.
Il secondo motivo è per i personaggi iconici che ormai tutti abbiamo imparato ad amare come il cappellaio Matto, Peter Pan, Uomo di Latta, Leone e Spaventapasseri. Non mi dilungo troppo su questo punto, perché potete trovare un post di approfondimento sul blog di The Mad Otter venerdì 20 novembre.
Tre classici meravigliosi❤️. Uno più bello dell'altro. Tre eroine che viaggiano alla scoperta di mondi immaginari attraverso gli occhi dell'infanzia. Tre bambine che riescono a introdurre messaggi significativi con le loro azioni. I miei preferiti sono stati Alice e Peter pan, che mi hanno emozionata tantissimo😭. La storia di Dorothy non l'ha conoscevo, ma ho potuto apprezzarla per la sua innocenza come tutte e tre le protagoniste. Mi hanno permesso di staccare la spina per immergermi nell'immaginazione e nella fantasia, credere fino in fondo alla speranza e ai sogni e ad apprezzare anche le cose più insignificanti rendendo la storia entusiasmante e fiabesca.
Sui tre classici c'è poco da dire: capisaldi della letteratura "per ragazzi" ma adattissimi ad ogni età, i capolavori di Carroll, Baum e Barrie tornano in questa nuova veste che li vede riuniti in Sui tre classici c'è poco da dire: capisaldi della letteratura "per ragazzi" ma adattissimi ad ogni età, i capolavori di Carroll, Baum e Barrie tornano in questa nuova veste che li vede riuniti in un solo volume, bellissimo, arricchito da illustrazioni d'epoca. Davvero un libro che non si può far a meno di avere.
Tre ragazze, tre mondi incantati, tre viaggi straordinari: Alice, Wendy e Dorothy. Ognuna di loro ha vissuto avventure che vanno oltre il semplice racconto fantastico, offrendo spunti di riflessione e significati nascosti che continuano a parlare a lettori di ogni età.