Non siamo persone razziste, sessiste o omofobe, eppure ci piace tanto la nostra collega Margherita perché «è una donna con le palle», al contrario di Carlo che «al computer è un po' handicappato» e siamo frustrati perché «lavoriamo come n…» ma possiamo permetterci solo «cineserie». Insomma, forse a parole non siamo discriminatori, ma con le parole? Senza rendercene conto, siamo immersi in dinamiche linguistiche e comportamentali che rafforzano pregiudizi, stereotipi e discriminazioni. Luoghi comuni, modi di dire, comportamenti automatici hanno un duplice da una parte rischiano di compromettere la nostra percezione e dunque comprensione della realtà, influenzando i nostri giudizi e le nostre scelte, dall'altra ci portano a inserire gli altri in schemi precostituiti, che restituiscono un'immagine spesso deformata, banalizzata, inadeguata, e possono innescare meccanismi escludenti. Basandosi sugli studi di psicologia comportamentale più recenti, Francesca Vecchioni smaschera, con tono ironico e dissacrante, tutte le volte in cui senza volerlo cadiamo nella trappola degli stereotipi e ci aiuta a capire le nostre dinamiche cognitive, per individuare gli errori più frequenti in cui possiamo incorrere e quindi modificare il nostro sguardo sul mondo. Perché la mente spesso ci inganna. Ogni ragionamento è un percorso e visto che il nostro cervello tende a fare economia, ossia a ottenere la massima resa con il minimo sforzo, quei percorsi sono vere e proprie scorciatoie. Per esempio, la mente ci illude di avere capacità statistiche, è convinta di saper calcolare la probabilità che qualcosa si avveri, ma lo fa sulla base di dati che desume, seleziona e ricorda in maniera assolutamente arbitraria. E se per noi le persone anziane sono lente, le donne non sanno guidare, gli stranieri sono pericolosi e i gay sono sensibili, lo penseremo di ogni singolo membro di quella categoria, malgrado i dati ci dicano che la nostra percezione è scorretta o sovrastimata. Essere consapevoli di questi meccanismi mentali, nonché conoscere gli errori a cui ci conducono, è il primo passo per comprendere meglio la realtà e le altre persone. E per rendere il mondo più inclusivo.
Un libro per la consapevolezza. L’autrice, con un tono ironico e dissacrante, ci regala un’analisi lucida e attenta di diverse chiavi di lettura per prendere coscienza di come tutti possiamo alimentare o combattere i pregiudizi. Quante realtà siamo in grado di vedere? La soggettività dell’interpretazione del mondo e’ praticamente impossibile da evitare. Dentro ognuno di noi ci sono due piloti racconta l’autrice, uno assomiglia ad Homer Simpson che e’ abituato a processare le informazioni con automatismi che velocizzano il processo, l’altro al dottor Spock e cerca di analizzare gli elementi, ma ahimè e’ molto più lento. “La nostra idea di mondo prevedibile che riteniamo quindi più probabile ci fa sentire più al sicuro. La nostra mente e’ pigra e cerca delle scorciatoie e l’inganno dello stereotipo trasforma in assoluto ciò che riteniamo probabile.” “La nostra mente è la più grande illusionista di tutti i tempi.” “Noi non siamo le nostre convinzioni, ma la nostra conoscenza.” Alimentiamo il dubbio socratico
Tante tematiche però poco approfondite, tutto sommato però è stata una lettura interessante che consiglio a chi magari non è molto avvezzo ai saggi ma vorrebbe provare, essendo breve e scorrevole può essere un buon punto di partenza.
Un saggio semplice, ma molto interessante sul meccanismo che ci porta, spesso inconsapevolmente, ad avere dei pregiudizi anche se non ce lo aspetteremmo.
Un libro estremamente interessante quanto breve sulla funzione dei nostri bias cognitivi e su come essi influenzano le nostre scelte, pensieri e ragioni portando appunto ai pregiudizi che tanto affollano le nostre vite. Il libro è risultato molto leggero nella comprensione ed ho apprezzato molto il glossario di fine lettura, una sorta di recap su tutto ciò che si è approfondito. Ed è proprio l'approfondimento ciò a cui avrei dato più valore, perché gli argomenti - seppur estremamente interessanti e ben narrati tramite sprazzi di vita dell'autrice a dare forma e contesto della teoria - non son trattati in grande profondità, il che lascia una sorta di sensazione bittersweet, della serie "Sì okay, ma voglio sapere di più!". Sarebbe stato davvero interessante approfondire di più questi argomenti, ma forse ciò avrebbe portato ad un appesantimento in forte contrasto e poco sostenibile con la narrativa leggera - e punto di forza - dell'autrice, quindi posso comprendere la scelta. Spero in un ipotetico capitolo II.
Per me questo libro merita 5 stelle perché le tematiche trattate sono molto importanti e potrebbero essere spiegati in mille modi che le rendono complesse e noiose. Invece qui sono trattate in un modo accessibile a tutti, e per me è questo lo scopo della cultura. Poi per carità si possono approfondire ma ci saranno sicuramente trattati a parte per questo. Se possibile ascoltate l’audio libro, letto dall’autrice. Sarà che sono emiliana ma mi sembrava una chiacchiera con un’amica. Letto benissimo!
I luoghi comuni sono abitudini della mente, che creano assuefazione, si finisce per dipenderne. Droghe mentali che ci portano a vivere in maniera più semplice, ma superficiale, la realtà. Cit
La nostra mente è la più grande illusionista di tutti i tempi. Cit
Le cose in cui crediamo, le nostre convinzioni, costruiscono la nostra identità, ma la nostra forza sta proprio nella capacità di metterle in discussione. Perché noi non siamo le nostre convinzioni, noi siamo la nostra conoscenza, che cresce e deve potersi muovere per farlo. Il dubbio socratico, il so di non sapere, è quella consapevolezza. Lo dobbiamo usare chiedendoci perché facciamo alcune scelte, da dove derivano, e magari mettendo in dubbio proprio le nostre convinzioni. Cit
"Le cose in cui crediamo,le nostre convinzioni, costruiscono la nostra identità, ma la nostra forza sta proprio nella capacità di metterle in discussione. Perché noi non siamo le nostre convinzioni, noi siamo la nostra conoscenza, che cresce e deve potersi muovere per farlo. Il so di non sapere, il dubbio è quella consapevolezza. Lo dobbiamo usare chiedendoci perché facciamo alcune scelte, da dove derivano, e magari mettendo in dubbio proprio le nostre convinzioni. Riuscirci, tornare indietro e cercare di capire, non significa essere insicuri o deboli bensì più forti delle nostre paure." Consigliatissimo, apre la mente.
"Pregiudizi inconsapevoli" di Francesca Vecchioni è un'opera che affronta con coraggio i bias, i pregiudizi e le fallacie logiche che influenzano la nostra vita quotidiana. Vecchioni offre una panoramica chiara e accessibile su come questi meccanismi mentali si manifestano, utilizzando numerosi esempi pratici che permettono al lettore di riconoscere questi fenomeni nella propria esperienza personale.
Tuttavia, la prosa dell'autrice risulta a tratti troppo "alla mano" e "spensierata", rischiando di banalizzare la complessità del tema trattato. Questo tono leggero e colloquiale può apparire in contrasto con la serietà dei contenuti, compromettendo la percezione della loro importanza.
Una introduzione mlto divulgativa che spiega come funzionano alcuni meccanismi automatici cognitivi. Ciascuno di noi ha dei pregiudizi, come e perchè si creano, quanto è influenza esterna, quanto è reale convincimento, quanto è pigrizia e pilota automatico. Un punto di partenza accessibile a tutti se si vuole poi approfondire l'argomento in modo più tecnico-scientifico. Alcune parti un po' ripetitive e non strepitosa la qualità di lettura dell'audiolibro (ma spesso accade con gli autori).
Bel libro: interessante, coinvolgente e scritto bene. analizza alcuni tra più frequenti modi che ha la mente di ingannare se stessa. L’ho trovato particolarmente utile per la scrittura della mia tesi perché ho iniziato a chiedermi se le conclusioni a cui stavo giungendo erano reali e frutto di una corretta analisi di tutti i dati o se invece mi stavo in qualche modo auto convincendo di alcune cose.
Una buona introduzione sui vari Bias Cognitivi. Si parte con un racconto semplice e molto "friendly" per concludere con un elenco semplice quanto efficace sui principali Bias psicologici , tra definizione ed esempi pratici. Risulterà godibile per chi già conosce l'argomento, apprezzabile e formativo per i neofiti di questi aspetti psicologici. Non male comunque come primo passo verso la scoperta di essi.
Contenuti molto interessanti ma esposti nella maniera sbagliata. L'autrice ripete decine di volte gli stessi concetti e talvolta riempie le pagine con panegirici narrativi di nessun valore aggiunto, e purtroppo la vera analisi dei bias più comuni è relegata alla fine, sbrigativamente, in poche righe. Poteva essere pensato meglio.
Niente di fantascientifico, però secondo me molto utile per rispolverare i concetti di bias e pregiudizi con i quali affrontiamo il mondo. Se si è letto Kahneman (thinking fast & slow) sono tutte nozioni abbastanza note, ma l’ironia e gli esempi più moderni riportati dall’autrice sono on point e scorrevoli
Libro breve ma molto molto interessante per i neofiti... la lettura è scorrevole, correlata anche di esempi di vita quotidiana. Vengono citati più volte gli studi di determinati psicologhi come Kaneman che sicuramente andrò a ripescare. Mi è piaciuta molto la riflessione iniziale legata anche al femminismo
Ottima lettura, da integrare (o integrativa, vedete voi) di Pensieri Lenti e Veloci di Daniel Kahneman.
Parla di bias e pregiudizi vari che si hanno in determinate situazioni e riguardanti determinate categorie, spesso anche inconsapevoli e interiorizzate che possono risiedere in chiunque, anche in chi pensa di esserne completamente privə
Il libro risulta interessante per iniziare ad addentrarsi nel mondo dei pregiudizi e delle possibili vie per evitarli. Visto il contenuto mi sarei aspettata un linguaggio più attento o l’utilizzo di note per spiegare la scelta di usare termini come ne*ro o zing*ra che possono risultare offensivi
Molto interessante, utile per riflettere. Non mi è piaciuto il modo di scrivere dell'autrice in alcuni pezzi ma nel complesso è un libro che mi ha dato nuove consapevolezze.
Molto interessante. Offre una buona analisi di come funziona il cervello, rendendoci consapevoli di come il pensiero sia condizionato da stereotipi e pregiudizi.