L’histoire rocambolesque et pourtant bien réelle d’un des plus grands scandales de la fin de l’Empire ottoman : l’évasion en 1906 de deux jeunes Ottomanes de bonne famille, lassées de leur vie cloîtrée, dans le cadre d’une supercherie littéraire dont Pierre Loti fit les frais. Une aventure haute en couleur à laquelle Alain Quella-Villéger a réussi à donner vie en puisant aux sources privées les plus inédites, et qui révèle la face cachée du best-seller de Pierre Loti, Les Désenchantées.
Costantinopoli, 1906. Zennur e Nuryé, figlie di un dignitario dell’Impero Ottomano, decidono di ribellarsi ad una vita di costrizioni che le porterebbe inevitabilmente ad un matrimonio combinato. Organizzano una fuga sull’Orient Express, dirette in Francia, dove le aspetta una vita migliore, da donne libere.
Questo fumetto ha catturato la mia attenzione appena l’ho notato durante alcune ricerche su testi illustrati riguardanti la storia Turca e non me lo sono fatto sfuggire.
Una storia tutta al femminile con un potenziale tremendo, che purtroppo ho trovato un po’ carente, non mi ha coinvolta come pensavo. I dialoghi sono risultati a tratti pesanti e dispersivi, a volte confusionari.
Quando si tratta di donne che cercano la libertà ad ogni costo mi sento subito attratta dall’argomento, dalle vicende, dai pericoli e dal rischio. Ma soprattutto dal coraggio che tante donne, come queste due sorelle, hanno avuto nel ribellarsi ad un padre ottuso.
I disegni hanno sicuramente voluto richiamare l’epoca in cui è ambientata la storia, ma non mi hanno del tutto soddisfatta, forse mancava quel qualcosa in più tale da farmi emozionare.
Il libro è tratto da una storia vera, che ha fatto scalpore ed è apparsa su numerose testate giornalistiche, inoltre ha ispirato la stesura del romanzo “Le disincantate” di Pierre Loti.
Des dessins épatants et le récit dune histoire vraie. Dans la Turquie du début du 20eme siecle, la place des femmes se situe dans un harem, cloîtrées. 3 femmes décident de s'échapper de cette vie sans liberté et de se réfugier en France, quittant famille et entachant leur réputation. Au final, le féminisme tel qu'existant en occident ne les impressionnera pas.. un goût de désenchantement leur restera.
Per essere libere bisogna lottare, perfino far del male, a volte. Ancora di più se si è donne.
Mi sono avvicinata a questa graphic novel grazie al consiglio della bibliotecaria, e devo dire che è stata una scoperta interessante. Non conoscevo la storia di queste due donne, Zennur e Nuryé, protagoniste di una fuga alla ricerca della libertà e della vita. Anche se breve, questa graphic novel copre un arco di tempo abbastanza vasto, dagli anni che precedono la fuga - attraverso vari flashback - fino al 1912, quando le due sorelle si ritrovano a convivere con le conseguenze della loro sofferta ma più che necessaria scelta. Ho apprezzato molto questo tipo di narrazione diluita; il rischio, quando si ha a che fare con storie vere dall'impatto così forte, è quello di concentrarsi eccessivamente sul momento più critico - in questo caso la fuga -, con il risultato di una metamorfosi della biografia in racconto epico. Qui, invece, il lettore ha modo di avere una visione il più completa possibile della vicenda, al cui centro stanno non due eroine bensì due donne: con i loro desideri, le loro sofferenze, le loro ambizioni, le loro scelte e le loro amarezze. Trovo bellissimo poi che nella narrazione sia stato lasciato spazio per far emergere i caratteri differenti delle due sorelle: una aggrappata alla sua determinazione, pronta a difendere la libertà anche contro le pretese della famiglia; l'altra divorata dal senso di colpa per aver tradito il proprio sangue. Differenze che poi si riscontrano anche nelle scelte che seguono la fuga. A questo proposito, ho apprezzato moltissimo le riflessioni di Zennur quando, di fronte alla lotta delle suffragette inglesi, si rende conto che la libertà richiede un prezzo troppo alto, in Occidente come in Oriente, e che questo prezzo è un doloroso disincanto. Non da ultimo sono i disegni, davvero particolari, con un tratto fumoso che dà alla storia un autentico sapore antico.
Buen tebeo que cuenta la historia de la fuga de tres jovenes turcas de clase alta de Estambul a Francia para reclamar su libertad y vivir sin velo. Está basada en una historia real y se ven las consecuencias de sus actos revolucionarios.
Epopée aux saveurs d'orient relatant la "fuite", l'échapppatoire, la recherche de la liberté individuelle de trois "fantômes noirs" inspirés de leur grands savoirs sur le monde occidental. Beaucoup de situations de révoltes en début de lecture s'ensuivant d'une grande désillusion, d'un relan de souvenirs passés, de vestiges d'un autre monde, de déceptions, etc. Il est dur de suivre les aventures de Zennour et de Nouryé principalement car il y a un nombre incalculable de noms d'artistes, de personnages et de diplomates énoncés... S'ajoutant à cela, le nom des différents lieux d'action, l'apparition des événements et des dates de façon non linéaires et enfin, les grands questionnements de la presse (en Turquie et à l'étranger) au sujet de la véracité des récits de vie... Tout cela nous entraîne dans un imbroglio très flou où la vérité qui n'a jamais été purement vérifiée en vient parfois à gâcher la trame de l'histoire jusqu'à sa fin. Malgré cela, une fois lue, l'oeuvre de Quella-Villéger donne envie de lire le livre de Loti, "les désenchantées".
Come sapete sono una grandissima fan delle graphic novel e degli storici, quindi quando ho visto quest'opera non ho potuto fare a meno di desiderare di leggerla. E che dire se non che ho fatto bene! La nostra storia narra di vicende realmente accadute. Zennur e Nuryé sono due figlie di un dignitario dell'impero Ottomano che non sopportano più la loro vita, fatta di privazioni e una non libertà che invece hanno le donne europee. Proprio per questo decidono, un giorno, di scappare da tutto per prendere in mano la loro vita e indipendenza. Nonostante il rischio che potrebbero correre se venissero scoperte e riportate a casa, decidono di salire ugualmente sull'Orient Express per lasciare la Turchia. La loro fuga però non passerà inosservata e in poco tempo la loro storia sarà sulle bocche di tutti.
" Prima vittoria. Avevo il terrore che ci trattenessero per qualche inghippo burocratico o che potessero identificarci, smascherarci e arrestarci. "
La storia è disegnata da Sara Colaone e sceneggiata da Alain Quella-Villéger e da Didier Quella-Guyot. Questa è stata una storia intensa da leggere, che mi ha fatto riflettere su come, purtroppo, in alcune parti del mondo sia ancora odierna per noi donne. Nessuno dovrebbe vivere una vita scelta da altri, nessuno dovrebbe essere costretto a non esternare i loro desideri, e privare una persona di questa libertà SOLO PERCHÉ DONNA è ancora più ingiusto. Avrei tante altre parole da usare ma meglio evitare. Ho adorato tantissimo questa novel, che consiglio assolutamente a tutti, specialmente se può aiutare a far riflettere.
Storia realmente accaduta ma devo dare un voto basso non per la trama ma per lo stile del disegno e per come hanno strutturato le pagine che, a volte, mi hanno reso difficile la lettura. Non è riuscito a coinvolgermi e penso che, più avanti, leggerò il romanzo da cui è stato tratto (Le disincantate di Pierre Loti).
3 gün önce başladım ama hala kitap hiç bir şekilde ilgimi çekmiyor. Çevirisinden mi konusundan mi yazım tarzından mi bilmiyorum ama bir şekilde sürüklemiyor.