Si apre una nuova partita a latrunculi, l’antesignano degli scacchi dei romani. La partita di Zarich con il riformista riprende, cruda e spietata. Azia Medea e la sua coorte VI percorreranno strade mai calcate e ne pagheranno lo scotto; Gautighot e compagni, sempre pronti, risponderanno all’appello finale per porre fine alla guerra civile, alla rivolta dei riformisti che nel frattempo è scoppiata. Le avventure della Legio M Ultima, in difesa dell’ultimo baluardo di civiltà rappresentato da Roma e Diocleziano, saranno ancora una volta le contromosse di un giocatore astuto che troverà in Azia Medea, la sapiente più fredda della Specula, un’alleata preziosa.
L’impero reagisce può essere considerato come il secondo volume della saga della Legio M Vltima, ma gli autori tengono a precisare che i due volumi pubblicati finora possono essere letti anche in modo a sé stante. Effettivamente ogni volume è autoconclusivo, ma per seguire al meglio le vicende e la trama suggerisco di leggere entrambi i romanzi (se vi siete persi la recensione del romanzo precedente, Sfida all’impero, potete cliccare qui).
Ne L’impero reagisce continueremo a leggere avventure e tradimenti con protagonisti alcuni dei personaggi già incontrati in Sfida all’impero, ma faremo anche la conoscenza di nuove entrate, tutti molto interessanti per le loro personalità peculiari.
Fin da subito ho notato un netto miglioramento rispetto al primo volume: l’intreccio resta complicato, ma tutti i passaggi sono spiegati molto meglio; sono state aggiunte diverse date utili per la collocazione spazio-temporale, e sicuramente se ogni storia viene letta come se fosse un racconto la lettura risulta molto più semplice e piacevole. Bisogna infatti considerare che passano anche molti anni da una storia e l’altra e che certi avvenimenti rimangono nell’ombra, sottintesi, ma si capisce lo stesso cos’è accaduto grazie ad alcune frasi lasciate qua e là per arrivare poi al finale che mette assieme tutti i pezzi.
I due autori hanno sicuramente dimostrato più maestria nella capacità di esposizione e narrativa rispetto al primo volume rendendo facile alla comprensione un testo ben sviluppato, ricco di scene d’azione, di battaglie, di avventure, di tradimenti e intrighi.
Ogni storia continua ad essere intervallata da una o più partite a latruncoli che non rappresentano solo le cornici di ogni racconto, ma ne sono il fondamento su cui è basata l’intera vicenda.
Un altro aspetto che ho apprezzato particolarmente de L’impero reagisce è il lato magico e fantasy che spicca molto di più rispetto al primo volume, ed essendo questi libri dei fantasy ad ambientazione storica direi che la scelta è più che azzeccata.
Intrighi, una rivolta da sedare e poche persone di cui fidarsi perché chiunque potrebbe rivelarsi un traditore, chiunque potrebbe essere il Riformista. Una bella lettura con tanta azione, ottimi personaggi e un piano decisamente intricato per stanare il nemico e farlo finire in trappola.
Un gioco politico senza eguali sta per essere scatenato. Infatti anche in questo capitolo verrà ripreso il famoso gioco a latruncoli, una specie di gioco a scacchi. Un misterioso personaggio sta giocando con l'impero romano. Si tratta di un romanzo in cui le vicende politiche non sono molto evidenti, ma si svolgono in secondo piano, infatti ho fatto fatica a seguire le vicende e i colpi di scena. Ma alla fine del romanzo tutto verrà svelato e un gladio verrà conficcato nel cuore del impero domano. Bhe, sì, forse, se non ci fosse stata Azia XD Le vicende sono ben narrate, anche se ho avuto un po' di difficoltà a seguire i salti temporali. I combattimenti sono epici, soprattutto quando si scatenano le battaglie che sono descritte in modo cinematografico permettendo al lettore di immergersi a fondo. Di crudeltà ed emozioni ce ne sono molti. Ma soprattutto a prevalere in tutto il romanzo è l'intelligenza di Azia Medea. Per chi ama il romanzo storico con sfumature fantasy questo romanzo è ottimo.
Se possibile questo secondo libro dei demiurghi è anche meglio del primo. Partono dal presupposto che al lettore sia ben chiaro il fatto che il loro non è un romanzo storico, bensì un fantasy con ambientazione storica. E su questo la componente fantastica è nettamente superiore al primo libro, dando una continuità alla storia e chiarendo perché d'ora in avanti il mondo della specula e della legio sarà un mondo molto più magico di quanto non lo sia in realtà. Ho apprezzato molto la spiegazione, anche se aveva tutta l'aria dello spiegone, era perfetta calata dall'alto dalle parole del saggio Mizar a raccontare cosa fosse successo ai mortali che si sono ritrovati... "dall'altra parte". Il perché si siano trovati lì mi ha fatto sorridere: manco i draghi marini, che hanno libero accesso al piano divino, sono infallibili... XD Tutto in questo volume è "più". Più chiaro, più avventuroso, più assurdo, più magico, più intricato. Anche in questo non mancano sottili citazioni a opere che chiaramente hanno segnato il passo in questo duo di autori; sempre un po' scarno a descrizioni ma quelle essenziali non mancano di dettagli talvolta irrilevanti, ma nel complesso funzionali a dare corpo e tridimensionalità alla trama. Non sono un'amante delle descrizioni alla Tolkien, in cui mi si vada a dire il grado di verde di ogni singolo stelo d'erba, ma qualche accenno a inutili dettagli riempiono l'aria di atmosfera. Aborro come gli editor moderni - e sui social ci sono anche troppi autori self a dar loro manforte - abbiano un'unica direzione: tagliare QUALUNQUE superfluo. Il personaggio di Azia ancora una volta appare centrale, ma lei è solo una delle pedine di questa partita a latrunculi tra Zarich, consigliere dell'imperatore, e il riformista. Una pedina che alla lunga si stufa di essere manipolata per i giochi altrui e... diventa lei Fato di se stessa. E dell'impero. Un personaggio che ha una crescita poco credibile rispetto al primo libro, se non si sa leggere. Sì, perché questa è comunque una raccolta di racconti, di eventi che avvengono anche ad anni di distanza e gli autori lasciano intendere che in quegli anni succede di tutto. Come anche la possibilità che Azia cambi così radicalmente. Dialoghi fluidi, spigliati, divertenti o toccanti. Le morti non sono state lesinate, la vita un pegno da pagare ai veri atti eroici che passeranno - ovunque e in qualunque epoca - sotto silenzio. Ebbene sì, i demiurghi sono riusciti con questo libro a divertirmi, a farmi incazzare, a lasciarmi a bocca aperta, a emozionarmi nelle scoperte e sì, anche a commuovere questo pezzo di ghiaccio di lettore ipercritico.