Ringrazio di cuore Liz Chester Brown per avermi contattato e così permesso di conoscere il suo libro. "Io sono una famiglia" è un romanzo vivo e toccante che racconta la storia di Arianna e della sua famiglia. Partendo quasi dalla fine, l'autrice ci presenta una donna incredibilmente forte e coraggiosa, che è stata in grado di rompere le catene che la vincolavano e di tornare ad essere protagonista consapevole della sua vita. Poi si fa un balzo indietro nel tempo e risaliamo la china fino all'oggi mentre si dipana il racconto della storia di una famiglia all'apparenza perfetta, che nasconde, invece, pesantissime disfunzioni. Arianna è sicuramente la protagonista ma, insieme a lei, emergono potenti le figure del padre Francesco della madre Ada. La Brown dipinge un quadro doloroso di vita familiare, a tratti rischiarato dalla figura paterna e dal suo amore. Se Arianna l'ho amata incondizionatamente per la sua spontaneità, per il suo lento risveglio, per la sua perseveranza e purezza, più conflittuale è stato il mio rapporto con Francesco. Un uomo meravigliosamente buono, allegro, che diventa baluardo fra i figli e l'odio indiscriminato, ma anche incapace di imporre il suo pensiero, di far seguire al sentire le azione. Certo, era una società diversa dall'attuale, eppure io non sono riuscita a perdonarlo del tutto. Ada è stata una figura oscura, malvagia, manipolatrice. L'ho destesta profondamente, ma mi ha fatto anche una gran pena. Questo romanzo è un viaggio indietro nel tempo, nell'Italia degli anni sessanta e Settanta, quando ancora il concetto di abuso, di malattia mentale, erano equivoci e poco chiari. Quando l'emancipazione ed il divorzio erano parole ancora in parte astratte. È stato un percorso emozionante e coinvolgente alla scoperta della psiche di Arianna. Scritto con stile fluido e scorrevole, l'ho letto in una sola giornata e alla fine mi sono ritrovata con un pacato senso di gioia e una dolce sfumatura di malinconia, perché evolvere è meraviglioso ma vuol dire anche diventare consapevoli e, a volte, lasciare andare cose o persone, per poter andare avanti. Hugs&kisses
Vivere una situazione simile, per dei bambini, non è assolutamente semplice, ma per fortuna avranno Francesco, il loro papà, che farà un po’ da entrambi i genitori, attraverso molti sacrifici e nascondendo sempre la stanchezza e la fatica che la situazione gli causa. Sarà il loro appiglio di realtà, d’amore e di sogni e impareranno a vivere di questi, nell’attesa di poter diventare adulti ed essere finalmente se stessi.
Arianna, ormai adulta, attraverso i suoi sentimenti e anche attraverso le sue sedute di psicoterapia, farà comprendere al lettore quanto determinati eventi ci segnino e ci influenzino moltissimo, ma rendercene conto è molto difficile e in alcuni casi un supporto medico è fondamentale, perché consente di acquisire consapevolezza. Di Arianna ho amato come, da bambina, di sera, per rifugiarsi dal dolore che le avrebbe comportato pensare a tutta la situazione che viveva, preferiva rifugiarsi nei sogni a occhi aperti, immaginare nuovi mondi, una nuova mamma, una vita più normale. Paradossalmente il suo fuggire dalla realtà le ha consentito di preservarsi e poter essere una donna migliore, da adulta.
I pensieri che hanno vorticato nella mia testa, durante il corso della lettura, sono stati discordanti. Si scrive per raccontarsi, raccontare. Si scrive perché ci si sente soffocati dalla monotonia, da una vita quasi sempre uguale a se stessa, e non è bene tenersi tutto dentro. È a mio avviso un comportamento inutile, autodistruttivo e crudele verso noi stessi, la nostra anima che conta quasi sempre di confidarsi o aprirsi a qualcuno, specialmente se ciò che tieni saldamente celato è frutto di qualcosa che non hai il potere di cambiare. Ciò che sto cercando di dire, è una sottilissima allusione all’eruzione vulcanica della giovane Arianna - piccola e fragile anima costretta a vagare nel mondo come un anima in pena – che prenderà atto di ciò che gli ha riservato la vita non vedendo più quella cerchia di possibilità, certezze come unico mezzo di salvezza. Scialuppa di salvataggio in mezzo a un mare in tempesta, bensì sotto una nuova luce. Di cambiamenti, la vita, ce ne serva anche fin troppo. Col tempo il carattere può subire miglioramenti o peggioramenti, a seconda dei casi. I rapporti si spezzano o si incrementano, l’esperienze ci trasformano in uomini migliori o peggiori a seconda dei casi. Più calmi e felici, impulsivi e sprezzanti. La storia della giovane Arianna mi stette a cuore, sin dal primo momento in cui mi ci imbattei fra le sue pagine. La musica è quel frammento di vita che l’autrice ha estrapolato dalle stanze remote della memoria per comporre una melodia che parla di vita, un concerto sofisticato e un poì crudele che si è rivelato piacevole per il rapporto intrinseco che si cela fra uomo e natura, nel romanzo evidenziato come decisioni prese frettolosamente e in buona fede che si rivelano poi sbagliate. Quella di Io sono una famiglia è stata una delle esperienze letterarie che di certo un lettore attento e scupoloso dovrebbe serbare gelosamente nel cuore, interrotto soltanto dalle imposizioni della vita. La musica è motivo di grande orgoglio, atto simbolico che significa molte cose. È, prima di tutto, un alimento poetico per l’anima: arduo in certe occasioni, evocativa per altre, altri romanzi, altri autori. È la componente fondamentale che contraddistinguono queste pagine, segno di individualità la cui tonalità si è prefissata diversa a dispetto di quella imboccata da altri autori. Per far si che la realtà non ci soffochi, l’autrice ha sfornato una storia in cui non è bastato catturare il pensiero astratto, ma inghiottendo una buona dose di realtà, con una certa passione ha ritratto la storia della giovane Arianna come un qualcosa di sofisticato e bello, che lascia interdetti, e poi ti fa cadere a pezzi o si frantuma nell’aria, nel bel mezzo di una litigata con i genitori o un confronto con il suo psichiatra. Ho letto questo romanzo come se stessi indossando qualcosa di originale, qualcosa che inconsapevolmente ho bramato di possedere e leggere, in cui ho fatto risiedere la mia anima su un luogo situato in Liguria in mezzo a un immaginaria oasi o a un ghetto, isolandomi da tutto e da tutti, cibandomi esclusivamente di carte e parole come se fossero la linfa vitale che mi sostiene. In un mondo crudele e implacabile, dove non ci sono più sconosciuti che vagano lungo le strade senza trovare alcuna meta, dove non si giudica mai il prossimo ma semplicemnte si conosce, questo romanzo mi è balzato agli occhi con la promessa di instantanee affinità. Con il suo ricco bagaglio di ricordi, emozioni strapolate dinanzi agli occhi del mondo, che sconfina qualunque barriera, qualunque cosa ciascuno di noi avrebbe potuto immaginare, più importante delle nostre stesse anime, dei nostri corpi, così atemporale, atipica, che implora di essere tenuta in vita e risvegliata dal suo sonno dormiente. Un modo per mantenere un certo contatto con una strana alchimia che ha dato vita a una storia dolce,coinvolgente, in cui si riesce a guardarsi dentro con gli occhi di un altro al di là di qualsiasi condizione. Un orizzonte circolare come la terra, senza un inizio da cui partire, che si è sovrapposto a giornate fredde e monotone. Mi sono trovata in un posto dell’Italia che ancora non ho avuto piacere di visitare, c’ero arrivata per caso ed ero in compagnia di una donna indifesa, vulnerabile a qualunque emozione, entrata nel mio piccolo mondo, sebbene anche il suo piccolo mondo mi aveva chiesto di farla entrare, accoglerla, in modo che poi potessi tornarci quando mi pare e piace. Il tutto reso in maniera così sensibile, romantico, quasi seducente, con una finta motivazione che oltrepassa i limiti dell’impossibile. Iinconsapevolmente Arianna aveva posato le sue labbra vicino al mio orecchio. E dalla sua voce gentile e delicata, ho ascoltato una storia molto intensa, profonda, drammatica e veritiera che ha funto da balsamo per la mia anima giovane e romantica. Sospinta al largo, fra virgole di luce che trasmettono euforia e smarrimento, in una città da cui si è diffusa una melodia fluida, animata da volontà propria. Una sferzata di luce che ha illuminato l’oscurità come un fulmine, mescolando elementi, oltrepassando confini dello spazio e del tempo. Nella tempesta impetuosa della vita, Arianna e la sua storia hanno persistito con una certa malinconia. Un forte e insano senso di malessere, in quanto di lei e della sua storia non ho potuto non lasciarmi contagiare. Nutrita da un certo tipo di tristezza distorta, alla mancata libertà d’szione, ai gioni in cui ho avvertito intensamente il peso delle aspettative di qualcun altro che effettivamente non mi appartenevano. Rendendo però ai miei occhi questa lettura, un racconto di vita dolce e profondo, che mi ha soddisfatta come desideravo, un bel affresco sulla solitudine, sul desiderio di essere intregrati nel mondo degli altri. Proiettato in quella landa deserta che è la vita, sola e incompresa, che come un magico tramonto emana una luce intensa. Cattura il cuore in una stretta ferrea non lasciandolo più.
Ambientato in Liguria, "Io sono una famiglia" è un romanzo familiare che racconta storie di vite di diverse generazioni e caratteri l'uno opposto all'altro. L'autrice inizia a raccontare la vita di Arianna che sembra essere la nostra protagonista ma poi con grande maestria si collega a narrare la storia della sua famiglia fra gioie e dolori da una generazione all'altra e vediamo che ogni personaggio è fondamentale nell'intreccio creato dall'autrice. L'aspetto più bello di questo romanzo è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi che pian piano si aprono per farci conoscere gli aspetti più nascosti della propria psiche, della propria anima e cuore. Arianna è una ragazza timida e insicura e ha vissuto in una famiglia molto difficile a partire da sua madre Ada che è l'esatto opposto del padre di Arianna, Francesco. Essi provengono da due famiglie molto diverse: Ada è cresciuta in una famiglia conservatrice, molto all'antica, una tipica famiglia con il capo uomo e la moglie e figli ubbidienti. Francesco, invece, è cresciuto in una famiglia moderna, in un ambiente molto caloroso e pieno d'amore. La vita non è facile per nessuno e ognuno ha il suo destino che sembra difficile cambiare. Con una scrittura quotidiana e molto coinvolgente, l'autrice ci immerge nella storia di una famiglia ma di tante vite. Ogni personaggio non viene descritto direttamente ma si scopre pian piano e si fa conoscere tramite le proprie azioni e i propri pensieri ed è proprio la sfera psicologica dei personaggi il punto forte di questo romanzo meraviglioso.
Il libro si apre presentandoci la protagonista del romanzo, Arianna, che esce da una seduta terapeutica con il professor Bellone. Il perchè di queste sedute non ci viene spiegato subito dalla protagonista ma il racconto ci porta indietro di anni, quando Arianna non era ancora nata, per farci scoprire la storia dei genitori, del loro primo incontro e di come abbiano formato la loro famiglia. Ada e Francesco, così si chiamano i genitori di Arianna, con le loro azioni ci mostreranno che tipo di famiglia hanno, che tipo di famiglia creano e come si comportano con i figli.
Arianna infatti non avrà una vita facile. E’ sempre stata simile a suo padre, dolce e amorevole ma ben presto dovrà fare i conti con una madre anaffettiva, con una famiglia materna all’apparenza perfetta ma che cela molte disfunzioni dove l’affetto e l’amore non sono contemplati in contrapposizione con quella paterna, amorevole e piena di affetto.
Ada infatti è malata, è riverserà su suo marito e suoi suoi bambini tutte le frustrazioni, le insoddisfazioni che ha nella vita costringendo la famiglia a vivere una vita infernale. L’unica salvezza per Arianna e i suoi fratelli è il loro padre, Francesco, che cercherà di donargli tutto l’amore possibile, come ha sempre visto fare a casa sua, compensando le mancanze affettive di Ada, diffendendoli e protegendoli ma nonostante tutto questo, amando la donna che ha sposato.
“... Era vero: ma questo conferma che lui fosse consapevole della malattia di nostra madre, ma non solo. Mio padre aveva capito che noi non eravamo come nostra madre. Era conscio che sua moglie non aveva gli strumenti per uscirne fuori; noi si: lui, anche se in mezzo a tanti “bombardamenti”, dei fiori ce li aveva offerti. Potevamo farcela. Dipendeva da noi: scegliere se continuare la guerra o andare a vivere in un prato colorato”.
Arianna e i fratelli cresceranno con un ansia costante che li porterà spesso a odiare la madre. Grazie ad un incontro inaspettato Arianna riuscirà a prendere in mano la sua vita realizzando il suo più grande sogno e troncando le catene che la legano alla sua famiglia vivendo finalmente con l’amore nel cuore.
“Con il cuore a pezzi, consapevole di abbandonare suo padre a combattere da solo e di lasciare Ginevra ed Emanuele sperduti in un passaggio del labirinto, alla fine Arianna, in modo risoluto e senza voltarsi indietro, prese le sue tre creature e insieme si portarono in salvo.”
Una storia dolorosa quella che l’autrice ci racconta, che mi ha emozionata per tutta la narrazione. Con uno stile fluido e scorrevole la narrazione ci porta a riflettere sull’importanza che ha un genitore su un figlio, su quanto un insegnamento, giusto o sbagliato che sia, possa influire sulla crescita e lo sviluppo di una persona condizionandogli la vita.
Consiglio la lettura di questo bellissimo romanzo, per tutti gli insegnamenti che ha, come quello di non mollare mai, non abbassare la testa davanti a niente e nessuno e vivere la nostra vita come più ci piace senza condizionamenti e accondiscendenze, perchè è una sola e non va sprecata, e per tutte le riflessioni che comporta!
Io Sono Famiglia. Il Gabbiano, scritto da Liz Chester Brown, 240 pagine.
Questa è la storia di Arianna e della sua vita, del suo papà Francesco e la madre Ada, della sorella e del fratello, dei nonni materni e paterni, parla della Liguria e del suo mare, parla di musica, parla di Arianna prima e dopo la sua nascita sino all'eta adulta. Parla di tutto ciò che ha formato e creato Arianna nella sua vita e nella sua persona.
L' introduzione alla narrazione non è altro che uno spunto sul finale che però non toglie nulla alla suspense del testo nel complesso, anzi lo valorizza, perchè l'aver dato il via alla narrazione da uno scorcio di mare e da riflessioni personali del personaggio principale, Arianna, portano il lettore a catapultarsi nei luoghi descritti. Io leggendo ( e non conoscendo la Liguria ) mi sono ritrovata a scorrere le parole e immaginarmi le coste e il mare, le pietre e il gabbiano che vola libero sopra le acque. Da amante del mare è stato un catapultarmi all'interno del libro, mi sono persino vista passeggiare con Arianna e mi sono ritrovata a pensare come lei, mi ha infuso quella tranquillità che solo il mare nella realtà mi dona.
Dopo una dettagliata descrizione della località Ligure e di una seduta dallo psicologo narrata a sommi capi, la narrazione fa un salto temporale e torna indietro alla gioventù del padre di Arianna, Francesco, alla sua vita cresciuta spensieratamente con i genitori, genitori che non davano troppo valore ai soldi quanto invece tendevano a valorizzare le arti e le passioni loro e dei figli. Francesco ad un certo punto della vita si ritrova impelagato in una relazione nata in un nulla con Ada , seguita da un matrimonio quasi fulmineo, con dei suoceri ingombranti e con successivamente tre figli da crescere. Arianna ci racconta l'amore del padre e la durezza della madre, dei comportamenti subdoli dei nonni materni e dell'amore dei nonni e zii materni, ci narra le differenze sostanziali e materiali tra le due famiglie, gli racconta le angherie subite in giovane età e della felicità ritrovata per caso grazie a Claudio che le "riaprirà" la mente al mondo della musica, da lei tanto amato in giovane età e sopito a causa della vita subita.
Consiglio e mi complimento con la scrittrice per il linguaggio semplice ma azzeccato utilizzato, perchè ti entra dentro l'anima. Tratta un argomento difficile ma molto diffuso sopratutto negli anni citati, una malattia che veniva "confusa" e spesso non curata, tratta argomenti reali e sentimenti veri che possono scaturire tra genitori e figli.
Concludo riportando una frase che mi ha molto colpito :
Io credo che mio padre non fosse innamorato di mia madre: era innamorato dell' amore. È questo che gli ha dato la forza necessaria per sopportare tutto quello che mia madre gli faceva.
Un libro che ho letto ben volentieri grazie all'autrice stessa che mi ha inviato il suo romanzo in collaborazione e che ringrazio tanto. Un romanzo profondo, sensibile dove gli argomenti che tocca sono quelli che ormai riguardano il passato ma alcune famiglie le vivono tuttora, specie se si ritrovano dei genitori che impongono una rigida disciplina, obbedienza e niente amore come è successo ad Ada, la madre della protagonista di questo romanzo, Arianna. La trama è ambientata in Liguria ed Arianna è in cura da uno psicoterapeuta dove inizia a snocciolare poco alla volta la vita che ha passato assieme a sua madre, una vita senza affetto, dettata solo dal disprezzo, violenza verbale che fisica e indesiderata fin da quando era nata. Si viene così a conoscenza dell'intera esistenza che Arianna ha vissuto fino all'età adulta, moglie, mamma e con tanti sogni chiusi nel cassetto per colpa di sua madre che le ha sempre impedito di fare ciò che desiderava. Nonostante il suo quoziente intellettivo fosse superiore rispetto ai suoi coetanei, fosse ben educata e facesse la brava bambina, Ada non ha mai elogiato la secondogenita così come anche nei confronti di Ginevra, la primogenita e il tanto desiderato figlio maschio, Emmanuele. Tra alti e bassi, fin da piccola, Arianna riscontra amore, affetto, gioie solo ed unicamente grazie a suo padre Francesco, una figura importante per tutti e tre i figli e dalla famiglia Marsano stessa. Un uomo sempre allegro, burlone, paziente e comprensivo, sempre presente nella vita dei figli ma anche sapiente e amante della cultura, per poter colmare il vuoto che la moglie lasciava in loro con insulti e dispregiativi poco carini. Le descrizioni familiari di entrambe le famiglie Duella e Marsano sono molto differenti, perchè non si parla solo del passato di Arianna ma anche quella dei suoi genitori e di come fosse nata questa strana unione matrimoniale. Un romanzo che mi ha coinvolto molto grazie alla facilità con cui lo si legge, scorrevole, umano e intenso allo stesso tempo, dinamico e riflessivo dove la scrittrice cerca di far capire al lettore quanto sono importanti le influenze delle persone che ci circondano, perché è solo grazie a loro che si ha il coraggio di affrontare la realtà dei fatti e a proseguire per il sentiero giusto senza rimanere rinchiusi in gabbia con zero possibilità di spiccare il volo. Ritroverà se stessa e il coraggio di affrontare sua madre grazie al sostegno del medico, di Claudio che l'aiuta a ritornare nel mondo della musica e i suoi figli, dimostrando di essere migliore di Ada nell'essere una madre amorevole. Un romanzo che va assolutamente letto per chi cerca di capire soprattutto quanto una famiglia abbia un ruolo importante nella vita dei figli.
"… sempre in bilico tra il desiderio di volare che le porgeva il padre e il dover accettare la realtà della madre che la voleva inchiodata a terra." Immaginatevi spettatori di fronte all'immensità del mare. Un gabbiano vola libero e il suo planare vi ricorda quanto sia bella la vita lontana dalle costrizioni e dai preconcetti. Con le sue ali così imponenti sfreccia nell'aria e non par vero che possa farlo. Arianna, protagonista di "Io sono una famiglia-Il gabbiano", nelle pagine di questo suo resoconto di vita famigliare ripercorre tutte le difficoltà dell'infanzia con una madre distaccata, che la detesta e fa di tutto per farla sentire una nullità. Per fortuna, di contrasto, a darle tutto l'amore e la positività necessari c'è il padre, colonna portante della famiglia, che dispensa affetto incondizionatamente. Soltanto nell'età adulta, Arianna mediterà di prendere distanze dalla madre, dalla sua influenza negativa, e spiccare il volo proprio come un gabbiano. Non sarà un percorso semplice. Riaffiorerano diversi ricordi, il più delle volte pesanti da sopportare, ma da affrontare per liberarsi della zavorra. Una catarsi necessaria, resa forse in parte più gradevole dalla musica, grande passione divenuta con gli anni stimolo all'emancipazione. Diversi sono i personaggi che partecipano ai ricordi della protagonista, tutti ben caratterizzati sia fisicamente che caratterialmente. Viene quasi spontaneo schierarsi dalla parte di Arianna e di suo padre, venendo a detestare Ada, con le sue manie di persecuzione, la sua introversione e cattiveria di persona frustrata, falsa, ipocrita ed egocentrica. Un vero "Minotauro". Molto di quanto scritto nel romanzo si rifà ad elementi autobiografici dell'autrice, come l'ambientazione della storia in Liguria, terra che ha nel cuore, e la passione per la musica, divenuta un lavoro. Trovo lodevole il fatto che il 50% dei proventi nella vendita di questo romanzo sia destinato alla cooperativa AllegroModerato di Milano, che avvicina alla musica persone con disabilità . All'interno della narrazione l'autrice ha inserito anche un episodio avvenuto realmente nel 1944 a suo padre allora bambino, scosso per essersi trovato solo durante un bombardamento. Una guerra all'interno di un'altra guerra, meno sanguinosa ma che lascia segni. Consiglio la lettura di questo romanzo a chiunque ami la bella scrittura e le storie di riscatto al femminile.
Io sono una famiglia ha rappresentato per me una piacevole scoperta, è un genere questo che io non ho mai letto e devo dire che mi ha stupita.
In questo romanzo vediamo la storia di Arianna, dall’infanzia all’età matura e ci troviamo faccia a faccia a quella che è la sua situazione famigliare: una madre malata che rifiuta ogni cura ed impone ai suoi figli i suoi metodi educativi, ed un padre amorevole e premuroso che trasmetterà ai suoi figli la sua energia positiva. Il tutto è ambientato in Liguria.
Si tratta di un romanzo molto delicato, diviso in due parti. Nella prima parte conosciamo la storia dal punto di vista di Francesco, padre della protagonista, e soprattutto la storia tra lui e sua moglie Ada. Quest’ultima, infatti, è una donna malata e fin dai primi momenti si evince che non sarà un matrimonio facile, ma soprattutto non sarà felice e pieno di amore come Francesco sognava. Non sarà una madre affettuosa con i figli, e non mancherà di picchiarli e violentarli psicologicamente ad ogni occasione.
Nella seconda parte del libro, invece, il lettore si trova di fronte ad una Arianna adulta, madre di tre figli, incastrata dalla madre in un matrimonio con un uomo che non ama e dentro una vita che non la soddisfa. Sarà grazie al dottor Bellone ed all’amore ritrovato per il violino che riuscirà ad uscire dal labirinto del Minotauro, a lasciarsi alle spalle il suo passato, a cambiare il presente e ad andare via. Il linguaggio usato dalla scrittrice è semplice ma riesce a trasmettere molto bene le emozioni dei protagonisti, ma soprattutto riesce a dare un messaggio molto forte. Quanto le scelte dei genitori possono pesare sui figli? Quanto un genitore ha diritto di interferire nella vita della sua prole? Sono interrogativi che mi sono posta dall’inizio alla fine del libro, poiché Arianna è stata la vittima preferita di sua madre e ciò ha pesato sulla sua psiche fino all’età adulta. Un’altra tematica su cui la scrittrice ci fa riflettere è la società e le convenzioni che essa ci impone: una vita comoda ed agiata fa gola a tutti, ma quanto possiamo essere felici senza persone accanto che condividono le nostre passioni e che ci spronano a perseguire i nostri sogni? Consiglio caldamente questo romanzo, in quanto rappresenta una vera e propria lezione di vita ed un ottimo spunto di riflessione sulla famiglia, sull’importanza dei valori e sulla necessità di coltivare le nostre passioni. Il libro mi è stato omaggiato dall'autrice, che ringrazio!
Se ancora vi chiedete quanto il ruolo della famiglia sia importante e incide nella vita futura del bambino dovete leggere questo libro, dovete conoscere la storia di Arianna. L'autrice c'è la racconta ripercorrendo le tappe della sua vita dall'infanzia all'età matura, anzi ancor prima che lei nascesse quando i suoi genitori si conobbero. Una vita difficile quella di Arianna e dei suoi fratelli, segnata dal passato, dalla mancanza d'amore della madre, dalla sua incapacità di empatia, di affetto, d'amore. La madre Ada è una donna malata, cresciuta anche lei in una famiglia senza amore, dispotica, in costante conflitto. Ma qual è la differenza tra Ada e Arianna? Come mai lei da adulta sarà tanto diversa, l'esatto opposto della madre? La risposta è Francesco, il padre, quello che noi tutti vorremmo, un uomo dolce, amorevole, gentile, un sognatore dotato di grande cultura, ma anche un giocherellone, allegro, pieno di battute che cerca in ogni modo di sopperire alle mancanze della madre. Francesco l'unico raggio di sole in quella famiglia, che cerca in tutti i modi di tenerla unita. Con il passare degli anni la malattia della madre peggiora, urla e violenza sia fisica che psicologica sono all'ordine del giorno. Ada di trasforma in un despota crudele, un tiranno che non risparmia insulti. Per lei l'amore è debolezza e la sua frustrazione la manda in tilt. Schiaccia i suoi figli, non ammette loro sentimenti, desideri , volontà. Questo è un romanzo doloroso, di forte impatto emotivo, ti fa riflettere su certi aspetti. Pur nella sua tragicità non mancano però i sorrisi. Ma la storia di Arianna è anche un inno alla speranza, alla voglia di riprendere in mano la vita. Il romanzo ha suscitato in me una miriade di emozioni, toccato corde profonde,nonchè dato lezioni di vita. Una storia vera che porterò nel mio cuore.
“Tu sei innamorata della vita, piccina mia. Stai rifiorendo, come una rosa appassita alla quale nessuno dava più acqua: tu sei la mia piccola rosa, Arianna”.
Penso di non aver mai scritto una recensione con ancora le lacrime agli occhi ma anche scriverla ha fatto riemergere le sensazioni provate durante la lettura.
Io sono una famiglia. Il gabbiano è un romanzo di genere narrativa che, ambientato in Liguria, ci presenta Arianna e la sua vita. Una vita senza l’amore di una madre. Una vita con un padre che l’ha amata per entrambi e con la musica, suo porto sicuro, valvola di sfogo e unica via d’uscita da gesti, cure e attenzioni mancate, che non meritava. Da sensi di colpa perché si accusava di essere lei stessa il motivo dell’astio materno. Una malattia può cambiare così tanto una persona? Quanto le esperienze passate possono forgiare un animo?
Ogni tanto sento il bisogno di uscire dalla mia zona di comfort e buttarmi tra le pagine di questo genere e puntualmente mi ritrovo ad affrontare dei percorsi di crescita difficile come spettatrice inerme... sarei voluta intervenire tante volte per difendere Arianna e i suoi fratelli, sarei voluta intervenire tante volte per spingere Francesco ad andarsene ma poi gli stessi interrogativi dei diretti interessati mi portavano a pormi le stesse domande: sarebbe stato forse peggio?
Io ho un legame talmente potente con mia madre che penso possa essere inammissibile comportamenti simili, ma le storie (anche quelle di cronaca) che leggo di sovente mi dimostrano che non c’è mai fine al... peggio? È giusto dargli una denominazione?
Ecco quando un romanzo smuove tanti sentimenti e riflessioni, non mi resta che apprezzarlo e consigliarlo. La scrittura dell’autrice, nonostante qualche piccolo refuso, è chiara e comprensibile ed ho apprezzato come ha saputo destreggiarsi nel tempo, alternando sapientemente i ricordi al presente.
Questa è la storia di Arianna, seconda genita di una famiglia molto particolare. La madre, Ada, e il padre, Francesco, sono una coppia nata per caso che già all'inizio della loro storia matrimoniale hanno avuto vari problemi. Questi, poi, si intensificano quando nasce Ginevra, non voluta dalla madre che invece desiderava un maschietto. Quando nasce Arianna le cose si complicano ulteriormente, mandando Ada ancora più in "tilt", tanto che passa i suoi giorni a inveire contro il marito per vari motivi. Francesco, nonostante tutto, da' alle figlie tutto quello che può, cercando di renderle sempre felici e di non far mancare loro mai nulla. All'arrivo del tanto atteso maschietto, però, le cose non migliorano. La storia si concentrerà infine su come Arianna cercherà di superare il trauma avuto da piccola con l'aiuto di varie persone che le vogliono bene. Questo è un racconto da capire, se non si ha a cuore questo genere probabilmente potrebbe non piacere, ma a parer mio è sicuramente un libro da leggere. Premetto che non è esattamente il mio genere, ma leggerlo e analizzarlo mi ha fatto capire vari aspetti della vita non particolarmente felice che al giorno d'oggi, purtroppo, è "destinata" a varie persone. La cosa che più mi è piaciuta di questo libro è stata la figura del padre giocherelloso e divertente che si fa in quattro per far stare bene le figlie e non lascia la moglie, cosa che sinceramente mi sarei aspettata. Per descrivere questa storia penso non ci siano parole migliori di: drammatica e intensa. A parer mio uno dei libri da avere nella propria libreria.
Conosciamo la storia di Ada e Francesco, una coppia di sposi che, già dai primi giorni dell’unione, comincia ad avere dei problemi. Dal matrimonio nasce una primogenita femmina, Ginevra, che non viene accolta positivamente dalla madre, desiderosa di un maschietto. La nascita della secondogenita, Arianna, mette ancora più in crisi la donna. Quest’ultima inveisce tutti i giorni contro il marito, arrabbiandosi per qualsiasi cosa e accusandolo di non essere in grado di darle un maschietto. Provenendo da una famiglia ricca, inveisce contro di lui anche per il suo lavoro perchè, secondo la donna, l’uomo non si impegna abbastanza per avere una promozione e mantenere la famiglia. Ada è, inoltre, una madre violenta con le sue figlie e non perde occasione per denigrarle. Passato qualche anno, in cui non sono mancati schiaffi e urla, nasce finalmente un maschietto, Emanuele, e Francesco si convince che sia finalmente arrivata la soluzione alla pazzia di Ada ma, purtroppo, cosi non sarà. La storia si concentra poi, principalmente, sulla crescita di Arianna, che vedrà uno psicoterapeuta per superare il trauma della madre violenta, nervosa e sempre piena di paranoie.
Ho amato davvero tanto questa storia. Il personaggio di Ada è molto particolare. Lei è una ragazza cresciuta con due genitori severi e senza amore. Nonostante la severità, è comunque molto attaccata al padre e alla madre, tanto da non riuscire a separarsi da quest’ultima. Le due sono legatissime e vivono in simbiosi. Quando la ragazza si sposa con Francesco, esprime tutta la sua frustrazione sul marito e quest’ultimo è costretto ad allontanarsi dagli amici per stare solo con lei e a subire tutte le sue urla. L’uomo la ama e spera che lei, prima o poi, cambi, ma questo purtroppo non accade. Il personaggio di Francesco l’ho apprezzato veramente tanto. È un uomo che ama i suoi figli incondizionatamente e cerca sempre di farli stare bene. È un padre amorevole e giocherellone, quello che tutti vorrebbero. Questa storia è totalmente attuale, ci sono infatti temi che ritroviamo anche nei nostri anni. All’epoca purtroppo la “malattia” della mamma non viene riconosciuta. Nei giorni nostri sicuramente le cose sono cambiate per il meglio. In questo racconto i protagonisti non sono i personaggi ma la famiglia e l’amore; esso è la forza che muove il mondo ed è l’unico in grado di farci vivere.
Questo romanzo vi entrerà dentro, ve lo assicuro. È una lettura molto scorrevole e lineare. Voto ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️/5
Come si può ben intuire dalla trama questa è una storia diversa e particolare. Il libro è diviso in prima e seconda parte. Nella prima si parla per lo più dei genitori, quindi di Francesco e Ada, mentre nella seconda di Arianna, la figlia. Il romanzo risulta essere molto profondo, toccante e forte. Si sa che la mancanza di un genitore può causare delle reazioni nei figli. In questo caso abbiamo due parti opposte, bianco e nero. La madre è nero: severa, piena di negatività, il padre bianco, tutto l'opposto, cerca di dare alla figlia più amore e affetto possibile. Il tema risulta essere importante in quanto sappiamo tutti che se si presenta un episodio del genere, in seguito il figlio o la figlia, avrà a sua volta ''problemi'' a relazionarsi con i suoi di figli. Alla fine, si dice che i bambini sono come le spugne e che assorbono la qualsiasi cosa viene detta loro e viene vista che li porterà a cambiare o crescere in modo diverso, per questo l'impronta dei genitori è così importante. Il linguaggio è molto ricercato e la caratterizzazione dei personaggi è davvero ben sviluppata.
Il romanzo è caratterizzato da capitoli lunghi narrati al passato, in terza persona. Personalmente devo dire che mi aspettavo di apprezzarlo di più , ma ovviamente è soggettivo. Ve lo consiglio lo stesso perchè la storia è toccante e bella. 3.5/5 ⭐
Questo romanzo è stato emotivamente molto forte per me. Mi è stato difficile entrare in un ambiente familiare così ostile e a tratti anche malvaggio. Arianna l’ho capita da subito e la sua liberazione è stata da una parte un sollievo ma anche una conquista. Da ammirare è stata la forza che ha usato per mettere fine alla sua prigionia e rimprendere la sua vita in mano. La madre non voglio giudicarla essendo malata ma sicuramente non va giustificata. Il problema è che molto spesso noi donne siamo costrette a ricoprire il ruolo di “Donna” intesa come madre, casalinga e sottomessa all’uomo ma non è e non deve essere più così. Siamo persone e possiamo scegliere anche di non volerli i figli, io credo che Ada non li desiderasse. Mi dispiace la fragilità di questa donna, che avendo un marito accanto come Francesco non sia comunque riuscita a diventare una persona migliore dei suoi genitori. Invece Francesco è stato un grande padre e anche un grande marito. Sicuramente meritava molto di più dalla vita ma non è mai venuto meno alle sue scelte, c’è solo da ammirare. Davvero molto bello come libro e devo dire che fa molto riflettere! Lo consiglio perchè molto spesso non ci rendiamo conto che esistomo anche delle famiglie che hanno difficoltà ad esserlo realmente.
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È la storia di Arianna, rifiutata fin da piccola dalla madre e poi costretta in una vita che non desiderava. Non ha mai ricevuto amore materno, però ha goduto dell'amore del padre, amorevole e divertente. Ma è anche la storia dei suoi genitori: Francesco e Ada. La loro storia d'amore è iniziata per caso e il loro matrimonio è stato un disastro fin dall'inizio. Ma lui ha dimostrato una pazienza sconfinata, ha cresciuto nel migliore dei modi i tre figli, cercando di proteggerli dalla malattia della loro madre e portare gioia nelle loro vite. Ad un certo punto torna ad essere Arianna la protagonista e si narra di come stia lottando contro il passato, contro la madre e il marito: ad aiutarla sono Claudio, maestro e amico, e il dottor Bellone, che la ascolta e la aiuta ad esternare ciò che ha dentro. Alla fine Arianna è libera, può finalmente spiccare il volo. È una storia drammatica e intensa, ve la consiglio!
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Arianna nasce e cresce in Liguria, a Bogliasco, in una famiglia molto particolare: da una parte c’è il padre, Francesco, uomo dal cuore grande che vive per i sorrisi dei suoi figli, dall’altro c’è la madre, Ada, donna fortemente credente (anche se a modo suo), indifferente ed estremamente legata ai soldi e all’apparire. Arianna per tutta la vita sentirà il peso dato dalla mancanza dell’amore materno e allo stesso tempo non riuscirà a far tesoro dell’affetto del padre, poiché incapace di accettare il comportamento di Ada. E’ una storia famigliare che spezza il cuore ma Arianna è forte e prima o poi riuscirà a spiccare il volo, così come il gabbiano che troviamo su questa splendida copertina.
Ringrazio di cuore l’autrice per la copia del suo libro e per avermi dato la possibilità di scoprire una storia scomoda ma reale. Mi sono buttata a capofitto in questa lettura scorrevole e intesa, mi ha emozionata (parecchio!) e coinvolta totalmente. Racconta un dramma familiare da cui è difficile uscire, quasi impossibile. Ci porta a piccoli passi nella vita di questa famiglia, concentrandosi sulle sensazioni che prova Arianna, personaggio in cui mi rivedo per certi versi. Ho letteralmente divorato questo libro, non riuscivo a smettere di leggerlo. Il personaggio di Ada, odiato durante tutta la lettura, incarna una donna perfida, incapace di amare e di gioire delle piccole cose, trovandole spesso sciocche e futili. Mai un sorriso o un gesto d’affetto, è una donna da nulla che non merita di essere chiamata madre e moglie. Arianna è una ragazza intelligente, succube di una madre inesistente che non le permette di scegliere di testa propria e cerca di pilotare tutta la sua vita. Si rifugia nella musica, che l’aiuterà a rialzarsi e a credere nelle sue capacità. Mi complimento con l’autrice per la scrittura di questo libro e vi consiglio di leggerlo, non ve ne pentirete!
Non è mai semplice avventurarsi in scomode tematiche, specialmente andando a toccare tasti dolorosi come conflitti interiori, talvolta malati, che vanno a scardinare i legami che dovrebbero sorreggere un contesto familiare. L’autrice, con una scrittura che ricorda le confessioni al proprio diario, mette a nudo i protagonisti della vicenda, esponendoli al lettore e lasciandoli in balia delle considerazioni che ognuno può avere di loro. Un racconto crudo, senza fronzoli, a tratti ironico e straordinariamente mai pesante, capace di partire dalle mancanze di una madre, per far emergere prepotentemente i valori di una ragazza, Arianna, che ha solamente voglia di amore, accettando il proprio passato, spiccando il volo verso un futuro tanto sospirato.
Premetto subito che non sono molto generosa nelle valutazioni e che 3 stelle date da me sono un ottimo voto, detto questo ci tengo a complimentarmi con l'autrice per il lavoro svolto che oserei definire professionale. Raramente ho letto libri autopubblicati così ben curati nell'aspetto tecnico. Il libro racconta la storia di una famiglia come ne esistono tante (e io ne so qualcosa), e ho apprezzato la consapevolezza con cui viene raccontata la situazione che non scade mai nel dramma fine a stesso. Ad avermi lasciato un po' perplessa sono invece le prime pagine che credo non diano l'idea di quello che sarà poi il romanzo e potrebbero scoraggiare qualche lettore. Nell'insieme una lettura più che piacevole
La vita di Arianna dalla sua nascita ai giorni nostri.
Un percorso emotivo e psichico della sua esistenza.
La mancanza dell’affetto materno e le sue conseguenze all’età adulta.
Un libro non proprio leggero, e il tema trattato è stato abbastanza difficile da leggere, non ha giovato la descrizione troppo minuziosa della vita quotidiana della protagonista.
Uno scorcio della vita di una classica famiglia, i sogni irrealizzati di una bimba e il suo matrimonio imposto da una madre che è mancata in tanto.
Le difficoltà a relazionarsi e quel sogno accantonato.
Un percorso di tutto rispetto tra cuore e ricordi.
"Io sono una famiglia" è una saga familiare contemporanea, caratterizzata da un tormentato rapporto di una madre con il proprio marito e i propri figli.
La storia scorre bene e, anche se non ci sono colpi di scena, tiene viva la curiosità. Leggendo, risulta impossibile non empatizzare con la protagonista e i suoi fratelli. Anche la figura del padre mi ha fatto molta pena, anche se penso che avrebbe potuto fare molto di più per il bene suo e dei suoi figli (non aggiungo altro per non fare spoiler).
Del libro mi è piaciuta la rilevanza e l'attenzione che si dà ai problemi mentali, che spesso vengono sottovalutati, ma in realtà, se ignorati, possono portare problemi gravissimi e rovinare la vita di chi ne soffre e di chi gli sta vicino.
L'autrice ci porta a conoscere le problematiche della crescita insieme ad una madre con problemi psichiatrici non curati, ma allo stesso tempo ci fa vedere come l'amore di un padre riesca comunque, per quanto possibile, a garantire ai figli un'infanzia in parte felice, rinunciando alla propria felicità. Questa storia entra nel cuore, facendo scoprire i lati celati all'esterno di una famiglia come tante. Un romanzo molto coinvolgente, che porta il lettore ad immedesimarsi completamente nella protagonista Arianna e a far capire che farsi aiutare da un professionista non implica l'essere "pazzi".
Il libro è diviso in due parti, nella prima scopriamo l'infanzia di Arianna, un'infanzia triste e travagliata a causa di una madre fredda e cattiva, una madre malata. La storia di un padre che ha sopportato tanto e dato tanto ai figli cercando di proteggerli dalla madre e non litigandoci mai. Nella seconda parte del libro, invece, Arianna riscopre il suo amore per la musica, per la tanto amata musica che è stata l'unica costante nella sua vita. Un libro così crudo che mi ha spiazzata, una scrittura semplice e coinvolgente, una grandissima scoperta di libro.
RECENSIONE COMPLETA: https://leggimangiaviaggia.blogspot.c... VALUTAZIONE: 5 Piume su 5 Recensione Del Blog Leggi Mangia Viaggia a Cura Di Vale Ciao a tutte, oggi Vale ci parla di un romanzo che mi ha toccato l’anima e il cuore, sto parlando di “Io Sono Una Famiglia. Il Gabbiano”, scritto e pubblicato da Liz Chester Brown. Clicca per leggere la Recensione Completa Buona Lettura Vale
La famiglia di cui si parla è la vera ambientazione di questa storia, come esempio per tante altre famiglie che potrebbero vivere le stesse situazioni. Con un linguaggio semplice, dolce e familiare, viene spiegata l'importanza di trasmettere amore ai propri figli per insegnare loro ad amare. Commovente, consigliato!
Un libro che commuove perché racconta una storia vera. Perchè racconta una storia difficile di genitori e figli. Noi genitori abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei nostri figli, che va al di là dell'accudimento materiale. Il nostro dovere è quello di trasmettere amore, perché solo un essere amato può a sua volta amare. La storia di Arianna lo dimostra..
Ringrazio Liz Chester Brown per avermi dato la possibilità di leggere questo libro che considero un piccolo tesoro prezioso. 💙
Il romanzo narra le vicende di una famiglia di Bogliasco, composta da Ginevra, Arianna e Emanuele figli di Francesco e Ada, proprio quest’ultima purtroppo causerà problemi non indifferenti a tutti i membri della famiglia a causa della sua malattia. Le vittime di questa storia sono proprio Francesco e Arianna che dovranno subire forti pressioni psicologiche da parte di Ada, ma non tutto è perduto, soprattutto per Arianna la quale sarà circondata dall’amore paterno, dall’affetto della zia Lisetta e dal conforto del suo caro amico e maestro di musica Claudio. Arianna quindi non è sola ad affrontare la malattia della madre, ma a volte solo l’affetto delle persone non basta e così Arianna decide di consultare lo psichiatra Vincenzo Bellone per fare chiarezza all’interno della propria vita, e cosi inizia il suo percorso di cura. Le sedute dallo psichiatra aiutano Arianna a ritrovarsi, a riaccendere la sua forza di volontà e a riconoscere l’amore che c’è stato nella sua vita, riuscendo così a sentirsi libera come un gabbiano e di spiccare il volo verso la felicità.