La vita di Libby è piena di “ma”: lavora in un supermercato, ma vorrebbe fare l’attrice; vive una vita tranquilla, ma vorrebbe avere sempre le farfalle nello stomaco; ama il suo fidanzato, ma forse non le basta più. E quando i suoi occhi incrociano per la prima volta quelli blu di Niko, suo collega di lavoro, Libby capisce che forse è arrivato il momento in cui tutti quei “vorrei” che affollano la sua vita comincino a diventare realtà.
Le sue certezze iniziano a sgretolarsi ed è proprio durante una crisi che Libby si imbatte per caso nel misterioso gruppo di sostegno su relazioni e sessualità organizzato dall’affascinante psicoterapeuta Marina Beaufort. In un modo o nell’altro, tutti i compagni del gruppo sono dipendenti dall’amore. C’è chi non riesce a fare a meno del brivido della conquista, chi è desideroso di usare l’amore o il sesso per capirsi e capire il mondo, chi lo usa per fuggire dai propri problemi. E poi c’è Libby, che ha sempre concepito l’amore in modo romantico, con il colpo di fulmine e tutto il resto, che misura i suoi sentimenti in base a quanto sangue perde il suo cuore, e che se non soffre si dice che allora no, non era un amore meritevole di essere vissuto.
I nostri giorni alla casa delle farfalle, il romanzo d’esordio di Shanti Winiger, è la storia dell’educazione sentimentale e sessuale di una ragazza alla ricerca di risposte su cosa davvero sia l’amore. Perché, forse, non tutte le persone sono fatte per amare nello stesso modo e non tutte le relazioni devono seguire le stesse regole.
Scritto e descritto frettolosamente, superficialmente e senza pensare alle conseguenze che un libro che descrive così il poliamore, nelle mani sbagliate, potrebbe creare.
Mi dispiace tantissimo ma per me è un grandissimo no sotto ogni punto di vista, seguo Shanti con piacere come influencer ma dopo questo "esordio" penso dovrebbe limitarsi al lavoro che svolge sui social senza dedicarsi alla scrittura!
La stellina, unica e sola che ho dato, è per alcune frasi che nella loro singolarità mi son piaciute.
Premessa: Shanti è un'amica quindi la mia opinione potrebbe essere influenzata da questo <3 Il racconto di Libby è la storia di una ragazza che scopre i confini sfumati dei rapporti esclusivi, della sessualità e dei rapporti sentimentali. Per lei, innamorarsi è una droga. E' dipendente dalla meravigliosa sensazione delle farfalle nello stomaco che ricerca costantemente, che trova, che persegue. La dinamica tra questa sua necessità ineluttabile e il suo legame con Adam, il suo ragazzo, è complessa e scopre alcune problematiche comuni a tantissime coppie ma che spesso non sono discusse. La monogamia è per tutti? Un rapporto di amore è necessariamente esclusivo? Lo fa grazie ad un gruppo di sostegno dove tutti i partecipanti hanno a che fare con problematiche in ambito sessuale e sentimentale, che danno vita ad una bellissima normalizzazione dell'amore, in ogni sua forma. E' un libro di esordio scorrevole e ben scritto, con la grazia e la sensibilità di Shanti e occasionali perle di saggezza, che consiglierei a chiunque cerchi una storia che parla di amore e rapporti in modo autentico e senza pregiudizi.
Ho deciso di leggere questa storia attratta dalla trama. La mia deformazione professionale mi trascina inevitabilmente verso tematiche di un certo tipo. Solo ad un certo punto della lettura sono andata a cercare qualcosa sull'autrice, ed in effetti ho scoperto che Shanti Winiger è una collega laureata in Psicologia, ma è anche una nota youtuber con un consistente seguito. I nostri giorni alla casa delle farfalle è la sua storia d'esordio, il coronamento di un sogno che racchiude al sua passione come storyteller. Il libro racconta dell'educazione sentimentale di Libby, una ragazza che potrebbe facilmente rappresentare ognuna di noi, in toto o in qualche piccola parte. Indecisa su cosa fare da grande, lavora in un supermercato e contemporaneamente tenta di fare l'attrice. Libby ha un fidanzato, Adam che ama molto e col quale ha una relazione a distanza. Eppure, se analizza la sua vita con una lente d'ingrandimento si rende conto di avere tanti dubbi. Forse fare l'attrice non la entusiasma più di tanto e la vita ordinata e tranquilla con Adam non le fa venire le farfalle allo stomaco. Quelle le sente arrivare ogni volta che al supermercato incrocia lo sguardo di Niko, suo collega per il quale sebra essersi preso una cotta. Ogni volta che lui le sorride sente attivarsi tutti gli arausal tipici dell'attrazione: tachicardia, nodo allo stomaco, rossore. Perchè non sente le stesse emozioni con il suo fidanzato? Perchè deve come disconnettere la mente, dissociarsi, quando fa l'amore con lui? Lei è sicura di amare Adam e non volere Niko se non fisicamente, ma deve cacciare via il dubbio che lui non sia abbastanza! Casualmente Libby incontra l'annuncio di un gruppo di autoaiuto guidato dalla psicoterapeuta Marina Beaufort, all'interno del quale farà una serie di conoscenze illuminati e inizierà a sistemare i tasselli di quello scombinato puzzle che è la sua vita sentimentale. Tra persone indecise sul proprio orientamento sessuale e personalità della chiara dipendenza affettiva e sessuale, Libby imparerà ad aprirsi e a ragionare su se stessa non tanto in termini psico-patologici, quanto di persona che deve venire a patti con se stessa. In realtà ho avuto come l'impressione che prima Libby abbia bisogno di scoprirsi, prendere coscienza delle proprie caratteristiche e peculiarità, solo a quel punto potrà maturare a livello sentimentale. Lei è stata sempre considerata un po' viziata, e sicuramente lo è in tanti frangenti. La sua insicurezza nasce dalla continua ricerca di approvazione da parte degli altri, cosa che le fa perdere lo scopo di quello che fa. Certo che a un certo punto è presa da atroci dubbi, perchè quando fai le cose per gli altri e non per se stessa, capire cosa vuoi diventa difficile. Anche parlare dei suoi dubbi al gruppo è un'impresa insidiosa, dal momento che Libby ha il tarlo continuo del senso di colpa. Come se ci fosse un gradiente delle condizioni problematiche e che il suo problema fosse meno rilevante rispetto a quello di altre persone. E allora non è giusto che proprio lei si lamenti. Invece ogni situazione problematica o che ci fa stare male è importante a suo modo, nella sua dimensione unica e peculiare. Trovare il coraggio di tirar fuori i suoi pensieri, mettersi a nudo di fronte a persone che ogni giorno divengono sempre più familiari è il primo passo per dare un nome all'inquietudine provata, a quel senso di insoddisfazione che deve placare per poi passare avanti. In nostri giorni alla casa delle farfalle, con una storia semplice ci parla di conquiste, quelle che si guadagnano affrontando i propri demoni personali, accettando che l'amore ha tante sfaccettature e la stagione della vita muta col trascorre degli anni. I bisogni non sono sempre gli stessi e non sono uguali per tutti gli individui. Non ho subito provato simpatia per il personaggio di Libby, ma è vero, reale, fallibile, imperfetto. L'approccio psicologico alla storia segnala tutta la competenza in materia dell'autrice. Non un concetto è buttato lì a caso, dalle nozioni di neurofisiologia a quelle più afferenti alla psicodinamica dei gruppi, sottoforma di una prosa scorrevole e godibile. Una lettura sull'amore, le relazioni e le aspettative che costruiamo attorno ad ogni storia, che sia d'amore o di vita. https://ariaswild.blogspot.com/2020/1...
Due stelle perché provo una profonda simpatia per l'autrice (bellissimi e interessantissimi video su YT e bellissime foto su IG) e perché alcune riflessioni mi sono piaciute e mi ci sono un po' rivista. Other than this, questo libro è un po' come leggere il riassunto del libro che sarebbe dovuto essere: le tematiche sono superficialmente affrontante, la scrittura è amatoriale adolescenziale, le metafore banali, i personaggi abbozzati, macchiette e cliché. Ti ritrovi alla fine dell'ultimo capitolo pensando di esserci arrivata troppo in fretta, la risoluzione del tutto che ti aspetta proprio dietro l'angolo: "sono poliamorosa? Sì? No? Oh, ok. Ho capito tutto su di me." Peccato, what a wasted opportunity.
Mi sento di ripetere ció che ho già letto in altre recensioni: questo libro non puó e non deve finire nelle mani sbagliate, la sua pericolosità sta nell'imprecisione e nel bypass di riflessioni che andrebbero integrate a dovere. Concordo con quella parte di comunità che vede la protagonista come una copia dell'autrice, al punto che determinati passaggi del libro potrebbero risultare incomprensibili e insensati per chi non conosce ShantiLives. Il trend dei libri scritti da youtuber permane anche qui: la lettura non risulta scorrevole, forse a causa dei pensieri sconnessi della protagonista, o forse a causa di una stesura poco curata e, sì traspare, sofferta.
Fortunatamente l'ho preso in prestito in biblioteca.
Purtroppo ho trovato questo libro una grandissima delusione; la cosa che mi è piaciuta meno è la caratterizzazione della protagonista, che a mio parere ha troppi riferimenti all'autrice e la fanno apparire come una brutta copia di Shanti, esageratamente petulante, viziata, odiosa. Seguendo i video di Shanti da tempo mi sarei aspettata un romanzo molto meno adolescenziale e meno superficialità sull'argomento trattato.
Ho trovato la lettura molto gradevole e interessante. Si nota molto, secondo me, che è una prima opera di questa scrittrice, nonostante questo il libro è scorrevole e scritto bene. Io personalmente seguendo Shanti da tanto tempo, ho riconosciuto parecchio di lei, mentre leggevo, specialmente nei dialoghi, da sua fan non mi è dispiaciuta affatto questa cosa, in alcuni momenti addirittura nella mia testa leggevo con la sua voce. Nonostante la lettura mi sia piaciuta molto, ho comunque riscontrato qualche problema, mi piace l'approccio verso la tematica e la protagonista, ma ho trovato il tutto poco approfondito, se ci fosse stata un'analisi più approfondita delle tematiche e di alcuni personaggi secondari, sarebbe stato ancora più bello. Tenendo conto di quanto già detto, mi sento comunque di consigliare questa lettura, soprattutto ai più giovani. Spero di leggere in futuro anche altri libri di Shanti!
Non è un brutto libro, ma è discutibile. Scorre e già questo non è scontato, però c'è qualcosa che stona di fondo e rovina la lettura nel complesso. Libby non è un personaggio che si fa amare, sembra come intrappolata nelle sue idee e piuttosto che fermarsi a riflettere si butta a capofitto nelle cose, sperando che le conseguenze non siano disastrose, anche se sul momento le conseguenze sono l'ultimo dei suoi pensieri. La sua decisione di intraprendere una relazione poliamorosa sembra più una soluzione casuale ad un problema di diversa natura, su cui non si vuole soffermare. Il problema è che facendo così in qualche modo banalizza le relazioni poliamorose, un tema già abbastanza complesso di per sé. È un peccato, perché come primo romanzo è scritto bene ed è piacevole. Poi ammetto che mi ha irritato l'uso di un sacco di nomi stranieri accostati e molti nomi italiani, così da non farti manco capire dove sei geograficamente. Insomma, Elizabeth Delacour (palese influenza di Harry Potter, ne sono convinta) che ha i nonni che si chiamano Agata e Arturo lavora per il signor Marchetti e intanto sta con un ragazzo di nome Adam e la sua migliore amica si chiama Anya. È una piccolezza, ma mi irrita da morire questa cosa.
Fino a ieri, quando ancora non avevo letto l'ultima parte del libro, avrei dato a questo romanzo una valutazione migliore di quanto prevedevo dopo aver letto alcune recensioni. La scrittura è scorrevole e non manca di dettagli, il tono forse è un po' young adult ma se fosse quello il target non ci sarebbero problemi. Mi accodo alle critiche sulla scansione poco chiara del tempo. Poi però ho letto l'ultima parte e da persona poliamorosa mi sono davvero innervosita non poco. La protagonista non problematizza la sua gelosia nè il suo atteggiamento dispotico - pare faccia lei il buono e il cattivo tempo col suo ragazzo.
SPOILER
Chiede al suddetto ragazzo di intraprendere un percorso di apertura e quando lui si trova finalmente a suo agio nella situazione, grazie anche alla connessione con un'altra persona (M.), lei si accorge che la gelosia la divora. Su due piedi gli lancia l'ultimatum, o la monogamia o la rottura della relazione. Non c'è nessuna messa in discussione della protagonista su questo fronte, eppure precedentemente lei dai lui l'aveva pretesa. Giusto chiedere una messa in discussione, iniquo pretendere che la cosa avvenga solo unilateralmente. Ma la parte peggiore è quando gli chiede di troncare con M. SENZA PAROLE. Impossibile non mettermi nei panni di una ragazza che si vede troncare una relazione importante da una terza persona. Addirittura la protagonista si mette in contatto con M., che dice su per giù "non potevo pretendere niente" (!!!!). Non mi esprimo nemmeno. Spero che chi legge non pensi mai, magari trovandosi allo stesso posto, che approcciare una persona impegnata in una relazione che si dice aperta pensi di non meritare come minimo onestà e rispetto della parola data. Che pensi sia giusto che il destino di una sua relazione dipenda da un sì od un no di una terza persona.
Che peccato davvero che si sia scelto di sviluppare la relazione tra i personaggi in questo modo. Il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca. Potrei dire tanto altro ma evito, sarebbe uno sfogo e basta. A chi vuole leggere qualcosa sul tema del poliamore non lo consiglio: cercate piuttosto su internet ché ci sono tante risorse interessanti.
Un libro giusto al momento giusto. Non è una storia complicata, ma è una storia vera. Libby è un personaggio che non tutti capiscono, e alcuni non riescono ad empatizzare con lei e la sua storia. Credo sia perché non capita a tutti di trovarsi nella sua situazione. Io ho trovato molto di me in lei. Molte sue difficoltà o le difficoltà degli altri personaggi mi hanno fatta sentire capita. E finalmente non sola. Come ho detto prima è un libro che arriva al momento giusto. Mi ha portato a riflettere su alcune questioni nella mia testa, a mi ha aiutato a far pace con alcuni demoni in me. Non è un libro perfetto, ma è un libro che può aiutare se sei in difficoltà.
“ (...) anche tu hai già nel tuo piccolo bozzolo tutto quello che ti serve. Prenditi il tempo di cui hai bisogno, distruggi quello che non funziona e ricostruiscilo migliore. “ ✨
mi dispiace dirlo, ma l'ho trovato davvero deludente. non che avessi alte aspettative, ma addirittura il mio primo pensiero a lettura conclusa è stato di pentimento per la perdita di tempo. la scrittura è, in una parola, sciatta: lo sviluppo della storia è talmente confusionario e raffazzonato che porta a dubitare ci sia stato un lavoro di editing; lo stile è onestamente brutto, sembra una traduzione alla bell'e meglio dall'inglese, con dialoghi macchinosi e poco credibili. il ritmo, già di suo lento perché l'intero libro è un lunghissimo flusso di coscienza della protagonista, è appesantito dell'infinità di metafore che volevano essere poetiche ma risultano solo imbarazzanti. sono solo 168 pagine ma sembrava davvero non finire più: è un susseguirsi di scene senza né capo né coda, noiose e ripetitive. la storia, poi, è davvero offensiva, anche se spero non fosse questo l'intento dell'autrice. poiché la protagonista è assolutamente odiosa nel suo irritante egoismo, e non compie nessuna evoluzione, il tema delle relazioni poli appare come un mero capriccio, una scusa per giustificare la sua mancanza di personalità. un libro che, più che inutile, è dannoso: io capisco che l'autrice sia inesperta, ma poiché non ha delle solide basi alle spalle, e il lavoro di editing è al più superficiale, dipinge un tema delicato in una luce completamente sbagliata.
Questa mattina ho concluso lui, una boccata d'aria fresca e leggerezza in un periodo particolarmente pesante causa lockdown! Premetto che anche io ho ritrovato alcuni dei "difetti" evidenziati nelle recensioni lette su Amazon o Goodreads: a questo romanzo mancano un buon centinaio di pagine, i personaggi secondari sono bidimensionali e in alcuni passi la poetica della descrizione a mio parere è un po' stucchevole. MA! Per quanto in molti lo hanno descritto come un romanzo adolescenziale, come se fosse una cosa negativa, penso che anzi questo sia un suo pregio! Credo infatti che in una fase della propria vita in cui si ha ancora poca esperienza nella gestione dei propri sentimenti, non possa che essere una manna dal cielo! Avrei voluto leggerlo a 17-18 anni, mi sarei sentita compresa, meno sola e aiutata!
Secondo me è un libro che va saputo leggere. Mi sembra che sia molto coerente con i temi che Shanti tratta sul suo canale: psicologia, sessualità ed emozioni. La protagonista in realtà mi è sembrata molto umana, con dubbi e incertezze e penso che tutto il libro la accompagni nella scoperta di sé stessa e dei suoi desideri. Penso che in realtà il libro si possa utilizzare come spunto di riflessione e crescita personale. Ha trattato temi che non spesso vengono trattati, come il poliamore o i temi lgbt. A me è piaciuto molto!
RECENSIONE A CURA DEL BLOG E PAGE INSTA FRANCELOVEBOOKS
Se mi chiedessero di descrivere questo libro con una parola avrei grossissime difficoltà, per il semplice fatto che…a distanza di giorni da quando l’ho finito non sono ancora riuscita a trarre una conclusione, ma facciamo qualche passo indietro. Seguo da molti anni la creator che ha scritto questo libro, ovvero Shanti Lives, ho sempre seguito i suoi video dove per molto tempo, ha sempre trattato temi molto importanti in modo molto leggero ma allo stesso tempo molto comprensibile anche a chi non ne conosceva il significato. Proprio per questo mi aspettavo tantissimo da lei, mi aspettavo una scrittura fluida (che sinceramente ho trovato) un modo delicato di raccontare le cose (presente anche questa caratteristica) ma ahimè la maturità delle azioni e dei personaggi è venuta a mancare. Ho trovato la storia per molti punti di vista una sorta di romanzo formativo se così vogliamo chiamarlo per una fascia di età più piccola della mia (dai 14 ai 16 anni più o meno) dove molto spesso i ragazzi si sentono smarriti, non sanno come classificare i loro sentimenti e sopratutto il motivo per cui devono farlo, per loro stessi? Per gli altri? Molte domande a cui tutti nella vita almeno una volta ci siamo posti.
Il grosso problema a parer mio del libro è stato il modo in cui ha preso piede la storia, azioni, decisioni e svolgimento generico sono andati sempre più a calare abbassando il mio interesse nella lettura stessa e nella storia. Un forte punto però e stata la lunghezza del libro, essendo molto piccolo sono riuscita a finirlo in un tempo abbastanza corto anche se, sembra quasi che l’autrice Shanti abbia avuto fretta nel finirlo, tante mie domande sono rimaste senza risposta e qualche personaggio è stato tagliato fuori non facendoci neanche un accenno nell’epilogo così da chiudere bene tutte le porte aperte ad inizio libro.
Sono rimasta delusa anche dalla poca maturità della protagonista, 28 anni e comportarsi così per me sfiora l’assurdo, alcune frasi e affermazioni che faceva più di altre mi hanno lasciata interdetta. Ma se da una parte sono rimasta completamente delusa da questo libro, dall’altra la lettura mi è anche piaciuta a tratti, per le tematiche che voleva portare l’autrice e trasmettere senso di empatia verso un lettore giovane. Nessuno dovrebbe sentirsi giudicato o additato perché non riesce a capire bene il suo orientamento sessuale, nessuno dovrebbe prendere in giro nessuno se si sceglie di andare a dei gruppi di terapia. Farsi delle domande e porsi dei quesiti nella vita è più che normale. L’autrice ci racconta questo viaggio alla ricerca di se stessa e di ciò che sta piano piano perdendo, capire se veramente fino a quel momento ha vissuto la sua vita al 50 percento invece che al 100 e se forse la decisione che ha preso le cambierà per sempre il modo di vivere o se semplicemente gli rovinerà tutto ciò che a cui e abituata e a tutto ciò che per lei è sempre stata casa. Ma ora non volendomi dilungare troppo su tutta la trama per non rischiare di fare spoiler, vorrei analizzare il finale.
Ecco il finale forse è stata la parte che più di tutto mi ha lasciata interdetta, sopratutto per la scelta (se cosi possiamo definirla) che ha fatto Libby, ovvero la protagonista nei confronti di Adam, ciò che gli ha regalato mi ha fatto esclamare ‘’ma cosa sto leggendo?’’ Ma andiamo avanti, non è la prima cosa che mi lascia un pò basita.
Eccoci arrivati alla conclusione, riassumendo tutto in poche parole posso dire che questo libro, seppur una lettura molto leggera e scorrevole, non mi ha soddisfatta. Arrivata alla fine pensavo che al libro mancassero almeno 100 pagine in cui il tutto venisse spiegato e svolto meglio, ma come sempre questi sono miei personali pareri, non sono qui per attaccare l’autrice o altro, semplicemente mi aspettavo moltissimo di più, per me è un 3 stelle, non me la sento proprio di dare di più, se ci fosse una sorta di sequel in cui si parla dei personaggi dopo diverso tempo e delle decisioni prese e nuove tematiche da affrontare credo lo leggerei per togliermi qualche sassolino dalla scarpa che mi è rimasto, se no eviterei.
Nel complesso vi consiglio di leggere questo romanzo se avete un età che si aggira intorno ai 14/16 anni, potrebbe avere vari spunti di pensieri e ‘’insegnarvi’’ qualcosa, ma se avete superato questa fascia di età e i vari drammi che l’affliggono, vi consiglio di prendere la lettura con un piede ed un pensiero diverso, immedesimarvi in quel età sarà sicuramente di aiuto. Senza dubbio una lettura fresca e scorrevole ma ahimè è un no su molte cose.
Questo libro insegna quanto i sentimenti siano importanti e che vale la pena rispettarli, sia per noi stessi sia quelli degli altri. Il bisogno di provare sentimenti e il forte desiderio di essere parte del mondo di qualcuno è qualcosa che conosco bene, e mi sono sentita molto vicina a Libby in questo frangente.
Elizabeth (Libby) è una ragazza che sogna la recitazione ma lavora in un supermarket per mantenersi in attesa di realizzare il suo sogno. Libby comincerà a provare diverse emozioni contrastanti: ha una relazione stabile, eppure sogna altre persone e desidera anche altre persone pur continuando ad amare il suo ragazzo. Si affida ad un gruppo di sostegno per comprendere meglio queste emozioni, e cercherà anche di buttarsi di pancia nelle situazioni per comprenderle a fondo e provare nuove situazioni.
Con le azioni che farà Libby, ci verrebbe da definirla egoista e viziata, perché non si accontenta e sembra non apprezzare ciò che già ha nella vita. Ma il livello di emotività che ti porta questo libro ti fa andare oltre: la verità è che le persone spesso provano troppe emozioni che si sovrastano, e non sempre possiamo domarle o saperle riconoscere tutte.
È un gomitolo di certezze e incertezze che continua a farsi e disfarsi. Sentirsi attratti da qualcuno, pensare di essere poliamorosi o no... È un cerchio infinito che pone tantissime domande anche a noi stessi mentre leggiamo.
Penso che la risposta corretta sia una frase detta nel libro: "Non devi decidere adesso per il resto della tua vita. Devi capire in ogni fase che cosa ti fa stare bene." E lo trovo così vero e giusto.
Ammetto di non esser riuscire ad amare la protagonista, ma non posso non ammettere che mi ha trasmesso tanto e mi ha lasciato pensare a tante cose. A volte i sentimenti ci travolgono, a volte ci serve solo guardarci dentro e magari parlarne con qualcuno per capirci meglio. A volte, l'unica cosa importante, e trovare quella sensazione piacevole di poter respirare leggeri.
"Come la falena [...] anche tu hai già nel tuo piccolo bozzolo tutto quello che ti serve. Prenditi il tempo di cui hai bisogno, distruggi quello che non funziona e ricostruiscilo migliore"
Un viaggio intenso nei pensieri di Libby, la protagonista. Una serie di avvenimenti che la porteranno a fare i conti con le parti più scomode di se stessa, toccarle con mano, aprirvi il cuore, rincorrere le emozioni come una fiamma che indica la strada. La fiamma delle farfalle l'avrà scottata oppure no? Libby cresce ponendosi sempre molte domande su di sé, caratteristica che personalmente ho trovato molto affine al mio modo di pensare, la brama di sapere che cosa fare per essere più felici, per accontentare ogni lato di sé. Ma si può davvero ottenere tutto senza perdere nulla in cambio? Libby con le sue vicissitudini ci insegna l'importanza delle cose, delle persone, anche quando non siamo più capaci di rendercene conto, queste restano lì, finché non le perdiamo e ci accorgiamo del loro infinito valore. E come fare per recuperarle? Coraggio, sofferenza, forza di volontà sono le parole chiave. Vi consiglio questo libro se state cercando una lettura leggera ma comunque emozionante perché nonostante la scorrevolezza spesso mi sono fermata per riflettere su quelle emozioni, su quelle azioni e domandarmi come avrei reagito io e cercare di comprendere perché un'altra persona avrebbe dovuto reagire in quel modo. Libby è un personaggio che compie scelte non convenzionali e questo porta inevitabilmente il lettore a mettersi di fronte, probabilmente, a scelte che non avrebbe mai preso. Ma è proprio questo il punto: apre la mente, fa prendere in considerazione possibilità a cui non avremmo mai pensato. La scrittura è molto fluida, piacevole e scorrevole. Finalmente un libro che mi invogliava ad andare avanti, cosa che non mi accadeva da tantissimo tempo. Ci sono molte metafore che Libby utilizza per esprimere i suoi sentimenti e nonostante vi fossero in grande quantità le ho apprezzate tutte, come se fossero tanti piccoli gioiellini sparsi tra le pagine.
La casa delle farfalle è il primo libro di una delle mie YouTuber preferite che seguono da almeno cinque anni che adoro perché oltre che parla di tematiche molto belle e delicate. Mi ha fatto conoscere le convescion e di questo la ringrazio perché è un mondo che non sapevo del esistenza e che ora adoro e sopratutto con i suoi video mi ha aiutato molto sul amare me stessa e sulla crescita personale. Il libro mi è piaciuto molto perché mi è proprio entrato nel anima, parla di tematiche delicate come il poli amore, transessuali e lesbiche ecc. in modo dolce e in alcune parti doloroso al tempo stesso. Penso che la protagonista Libby ha fatto bene a mettersi alla prova e aprire la coppia per esplorare cosa è più giusto per lei nel caso di Libby e Adam questo esplorazione ha reso la coppia più forte e piena di amore più di prima e mi ha anche fatto pensare che l’etichetta coppia è relativa ogni coppia è a se e deve sperimentare e capire cosa va meglio per loro. Tutti i personaggi sono scritti molto bene e interessati tutti ma forse quello che mi è piaciuto di più dopo Libby è Leo perché cerca sempre di aiutare tutti. È carino che il gruppo piano piano da sconosciuti diventano come una seconda famiglia. È moto interessante e particolare come è stato tratta la tematica delle farfalle mi è piaciuto molto. In sostanza potrei continuare a scrivere un sacco di cose ma per farla breve ho adorato e amato alla follia qualsiasi cosa che ho letto in questo libro e avrei volto altre mille pagine in più per non uscire più dal libro. Quindi lo consiglio a tutti perché secondo me dovrebbero leggerlo tutti per campire meglio tante tematiche.
!Ci sono spoiler! L'idea della storia è bella, non si trovano libri in Italia che trattino temi come il poliamore. Purtroppo però non mi è piaciuto lo stile di scrittura: il testo è intriso di similitudini, così tanto che a volte perdevo il filo di ciò che voleva spiegare; il libro mi è sembrato raccontato con fretta, sembravano bruciarsi i passaggi logici, non sono stati spiegati bene i pensieri e le riflessioni (forte delusione su Libby che pensa di essere poli ma poi decide comunque di chiudere la relazione nonostante Adam avesse accettato di renderla aperta). I personaggi mi sono risultati un po' piatti; anche se nel corso della storia evolvono e crescono, sono tuttu toccati in superficie (Sebastian e Adam avrei voluto vederli più attivi, partecipi, invece mi sono sembrati troppo personaggi di secondo piano. Adam totalmente in balia di Libby, prima è triste della relazione, poi all'improvviso si rivela più convinto di lei sulla relazione aperta, infine molla tutto e accetta di tornare alla relazione chiusa ???). La protagonista è già più un personaggio a tutto tondo, con le sue contraddizioni e paure, ma agisce sempre in modo così impulsivo e confuso che mi ha lasciata perplessa a livello di trama. Non mi ha convinta🤷♀️ Inoltre ci sono molte questioni lasciate in sospeso riguardo alla protagonista e a vari personaggi, il libro finisce senza avere risposte o aggiornamenti (che fine fa Niko? Libby avrà mai un provino? Perché all'improvviso scrive un libro? Perché Jasmine ricomincia a parlare? La terapia con Adam come va?) Ps. Seguo Shanti sui social da diversi anni e scovare i vari riferimenti alle sue passioni e gusti personali è stato molto carino
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Il romanzo è la prima opera di Shanti Winiger, la protagonista è una ragazza di 28 anni di nome Libby, con una vita piena di contraddizioni, sogna di fare l’attrice, ma lavora in un supermercato, è fidanzata con Adam, ma sembra non essere appagata dalla relazione. Il punto che dà la svolta al romanzo è rappresentato dall’incontro con il gruppo di sostegno per amore e sessualità a cui Libby partecipa, anche se inizialmente un po’ per caso. Qui fa la conoscenza di altri personaggi, ognuno con i propri dubbi e i propri problemi che lo hanno portato a partecipare e fa la conoscenza anche di Marina, la responsabile del gruppo. Il romanzo a mio parere è scritto con l’intento di andare oltre la storia d’amore dei film, vorrebbe portare il lettore a empatizzare con Libby e forse a porsi delle domande su di sé, è un romanzo che vuole essere coraggioso. Quasi ci riesce, dico quasi perché avrei volentieri gradito un approfondimento maggiore sulle vite e sulle storie degli altri partecipanti al gruppo di sostegno, per portare alla luce ancora diversi tipi di amore e di storia d’amore, per abbracciare più persone possibili, sarebbero state necessarie sicuramente più pagine. Chissà, forse ci aspetta un seguito… Dal punto di vista stilistico la scrittura è scorrevole, direi semplice il giusto, in grado di trasportarti ma senza farti distrarre dalla psicologia della protagonista, che risulta l’aspetto principale.
Ho comprato questo libro perché Shanti mi è sempre sembrata una persona molto intelligente ed ero sicura che non avrebbe scritto qualcosa di orrendo, l’ho però sopravvalutato. Certamente se paragonato ai libri degli altri content creator siamo ad un livello superiore, ma continua ad essere un livello troppo basso per accontentare i lettori italiani. Lo trovo adatto ai fan, ed intendo i veri fan, perché io stessa che seguo Shanti dagli albori della mia adolescenza non sono riuscita ad apprezzarlo nonostante l’affetto.
È un libro che sembra proprio una serie tv americana doppiata in italiano, con dei personaggi stereotipati e dei dialoghi falsissimi, del tipo “ei accidenti fratello chiudi quella boccaccia”. Perdonatemi tutti ma ho letto ogni dialogo pensando a questo. Il realismo è davvero molto carente e ho iniziato a smettere di cringiarmi solo alla fine, per un momento mi è importato di questa protagonista, ma la cosa è svanita subito.
Anche i nomi non sono approvati da parte mia; Libby, Lacy, Sunny, Leo, Seb, Niko…insomma questo libro mi sarebbe al massimo piaciuto in prima media, ma nemmeno perché sono presenti scene di sesso che sicuramente mi avrebbero sconvolta ai tempi. Quindi mi chiedo: perché un libro per un pubblico relativamente maturo è scritto in maniera così infantile?
Questo libro aveva sicuramente del potenziale, ma non so se Shanti abbia avuto poco tempo per scriverlo o che cos’altro sia andato storto.
È interessante leggere un libro su una ragazza che si approccia al poliamore, ma purtroppo sembra tutto un po’ abbozzato.
Una buona idea per la trama c’era, è lo stile di scrittura che purtroppo mi ha deluso di più. Sembra di ascoltare un video di YouTube più che leggere un libro. Le similitudini suonavano spesso strane e fuori contesto. I personaggi avrebbero potuto essere molto più approfonditi e mi sarebbe piaciuto che la protagonista non fosse l’alter ego dell’autrice, anche se la storia è chiaramente autobiografica.
Credo che Shanti avrebbe potuto esplorare meglio il tema creando dei personaggi e una trama ad hoc, invece che raccontando la propria storia, ma senza raccontarla veramente perché c’erano dei dettagli che non voleva o non poteva inserire.
Spero comunque che stia continuando a scrivere e che più avanti pubblichi un secondo libro, scritto con tutto il tempo e con tutte le riscritture necessarie.
Non darò voti a questo libro ma voglio segnare alcuni pensieri. Non consiglierei questo libro in quanto “libro bello”, perché, a parte alcune soluzioni carine, non è scritto in modo memorabile e la trama non è delle più originali. Ma non ho letto questo libro perché pensavo fosse bello, l’ho letto perché ammiro Shanti ed ero curiosa. E sono rimasta veramente sorpresa.
L’estetica delicata e le tematiche mi hanno fatta sentire proprio come quando guardo un video di Shanti, e così la lettura è stata accompagnata da questa sensazione di conforto; la storia mi ha coinvolta molto più di quanto mi aspettassi, perché con la protagonista non ho potuto fare a meno di provare una forte empatia, soprattutto perché nel corso di tutto il libro ho ritrovato un sacco di temi che io stessa ho affrontato in terapia. Non me l’aspettavo, ho pensato tanto e ho apprezzato le conclusioni consapevoli a cui l’autrice è giunta. Questo libro mi ha inaspettatamente lasciato molto. Sono contenta di averlo letto
La figura di Libby è strepitosamente umana e suscita empatia, ma quella buona. Ti fa sentire compresa e non sola come pensavi di essere. Adam è un punto interrogativo, Marina un punto fermo. Mi sarebbe piaciuto molto che alcune parti del romanzo fossero più approfondite, alcuni retroscena o personaggi indagati nel profondo. Nonostante questo, ho apprezzato davvero tanto il libro, il messaggio che passa e la positività. È giusto che determinati argomenti, ancora così tabù nonostante il 2020, vengano affrontati, e Shanti ha deciso di farlo nel modo più delicato possibile, rendendoli accessibili a tutti. Libro davvero consigliato, uno spunto di riflessione per persone dall’adolescenza in poi. Insegna ad essere migliori. Cinque stelle per il coraggio di Shanti, aspetto il prossimo (o la raccolta di poesie) ✨🦋
Per gran parte del libro sono stata indecisa su cosa ne pensassi, inizialmente lo stile di scrittura risulta un po' acerbo e amatoriale, andando avanti però si nota la cura nel voler esprimere il lato psicologico della storia ed è davvero interessante, purtroppo però il finale sembra un po' campato in aria, come se ci fosse stata l'esigenza di finire il libro in fretta,
Scrivere un libro non è mai facile. Soprattutto il primo. E si può notare come l'autrice sia "alle prime armi" ma ciò non toglie che sia stata in grado di mettere insieme una storia. Le parti che personalmente ho apprezzato di più sono quelle in cui la protagonista parla con il gruppo. In quei momenti si vedeva proprio che l'autrice sapeva di cosa parlava e cercava di renderlo semplice e comprensibile anche a chi non è del mestiere. Per altri versi però la storia si perde. Alcuni aspetti sono più superficiali ma sono certa che con il tempo e la pratica Shanti Winiger potrà scriverei dei romanzi molto più profondi.
Conosco Shanti e la seguo suoi suoi social da parecchi anni ed ero proprio curiosa di leggere il suo primo libro! È sicuramente un romanzo di formazione molto interessante e piacevole da leggere, la trama è leggera ma al tempo stesso affronta temi legati alla comunità LGBTQ con delicatezza. Libby, la protagonista, mi è piaciuta e mi ci sono un po' identificata perché penso che tutti abbiamo un periodo di vita un po' in crisi con l accettazione di noi stessi, dell'amore e dell'essere amati. Complimenti a Shanti ❤️
Libro che si legge tutto d’un fiato. Seguo Shanti da un po’ di anni ormai, quindi ero un po’ di parte ma, nonostante ciò, all’inizio la storia non mi convinceva; continuando nella lettura però ha finito con l’incuriosirmi. Ho visto molto di Shanti e Alberto nei protagonisti. Libro molto carino per quanto leggero.
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