Linda frequenta l’Istituto Fermi ed è pronta ad affrontare la maturità con il suo spiccato animo sovversivo, quando entra nella sua vita Ale, la nuova docente di chimica. Un colpo di fulmine in piena regola, un amore che gli amici reputano platonico e adolescenziale, oltre che irrealizzabile per via dei quasi trent’anni che le dividono. Linda però si è accorta delle attenzioni che Ale le dedica e non ha affatto voglia di rinunciare a lei.
In uno sfondo femminista e queer, tra docenti fuori dagli schemi, studenti ribelli, proteste e dipendenze, si innesca la rivoluzione personale di due anime tanto diverse quanto affini, due anime in lotta contro la convenzionalità.
Una lettura che definirei con una parola: avvolgente.
È stato un tuffo nel passato immergersi in queste righe. L'autrice ha catturato a mio parere alla perfezione l'atmosfera di una vita liceale, con amicizie, dissapori e passioni. Questa storia mi ha toccata da vicino in modo anche personale, quindi forse il mio giudizio non può essere per questo del tutto imparziale. In Linda ho rivisto me stessa e in Ale qualcuno per cui anche io ho provato sentimenti molto forti tra i banchi di scuola. Ho amato la caratterizzazione di Ale, la sua personalità ha tante sfaccettature e noi insieme a Linda impariamo a conoscerla e amarla.
Lo stile è semplice, scorre benissimo e si legge che è una meraviglia. Le emozioni contrastanti e "impetuose" di Linda arrivano tutte in una volta, destabilizzando anche il lettore, ma alla fine gli adolescenti sono questi: un tornado di pensieri e sentimenti.
Sullo sfondo sono state affrontate tematiche importanti, quelle della dipendenza dalla droga di Samantha e della relazione tossica di Irene. Se nel primo caso sono rimasta molto coinvolta, ed è stato bellissimo vederla tornare da tutti loro gli ultimi giorni di scuola, forse nel caso di Irene mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa di più.
Una cosa che ho apprezzato tanto è stato il modo dell'autrice di mostrarci stralci di una vita adolescenziale fatta anche di abbandono all'alcool e all'erba, a piaceri immediati e un po' stupidi. Alcune scene erano molto realistiche, ben descritte, hanno richiamato alla memoria esperienze che ho realmente vissuto.
La differenza d'età per me non è stato un peso, potevo benissimo immaginare Ale come una donna giovane dentro, forte e determinata. Gli anni sono solo un numero, l'importante è il peso che dai loro. E Ale ha dimostrato, a dispetto degli iniziali pregiudizi miei e di Linda, anche una certa impulsività tutta giovanile. Ad esempio mi ha piacevolmente sorpresa l'ammissione del motivo per cui ha divorziato: l'ho trovato un motivo sincero, molto vero.
Nel complesso però questa lettura è stata fresca, dolce e allo stesso tempo, in alcuni punti, destabilizzante.
Oggi vi parlo di un libro di un genere a me quasi sconosciuto ovvero gli FF o female to female, avevo letto davvero poco del genere, ma, purtroppo questa non è stata una lettura piacevole per me.
Allora, iniziamo da come è strutturato il romanzo: soprattutto all’inizio è formato da capitoli piuttosto brevi, che io non amo particolarmente perché credo che diano al testo un ritmo spezzato che non gioca a favore della scorrevolezza della lettura, anche perché alcuni capitoli descrivevano sempre la stessa situazione o quanto meno situazioni che si svolgono nello stesso arco temporale, per il resto tranne qualche piccolo refuso (ma so che è una copia anteprima quindi è normale), la struttura non è male.
Al di là di questa sulla quale avrei potuto chiudere un occhio, non ho apprezzato neanche la trama in se.
Sicuramente quando ho letto la sinossi ufficiale sono stata attirata dalla storia, seppur mi sembrasse un gap age davvero molto grande, ma ho sempre avuto una forte curiosità e quindi non potevo lasciarmi sfuggire un’occasione così particolare, il problema è che leggendo mi sono trovata davanti una realtà raccontata dall’autrice che quasi rasentava la “fantascienza”, passatemi il termine ma non so che altro dire, un po’ surreale, cercherò di spiegarmi meglio e spero di riuscire a farvi capire il mio punto di vista.
Sono abbastanza giovane (ho 22anni) da avere ben chiare le dinamiche che sono alla base delle giornate dei liceali e ricordo anche benissimo che gli ormoni a palla sono un amico/nemico di questo periodo, che viene influenzato ed, anzi, proprio diretto da quest’ultimi, ma qui tutto mi è sembrato esagerato.
Scene, situazioni, comportamenti tutti spinti all’estremo, talmente tanto da risultare non solo finti, ma proprio impossibili e quasi “ridicoli”.
Mi è sembrata una visione grottesca e caricaturale degli adolescenti, perché se alcune cose sono effettivamente possibili altre sono, per mia esperienza, davvero poco credibili.
Ci sono tuttavia anche delle esagerazioni in positivo, non so voi ma io mi sognerei una classe di 18enni che supporta una compagna rispondendo in malo modo alla professoressa di turno, oppure un insieme di persone sempre della stessa classe che sono tutte lgbt, tutto questo mi sembra, come minimo, utopistico e non perché realmente non possano esserci, ma perché nella società davvero arretrata in cui viviamo oggi è quasi impensabile che siano tutti dichiarati, comunque magari l’idea dell’autrice era rappresentare qualcosa di bello e positivo e quindi in fondo posso anche capire la motivazione dietro questa particolare esagerazione, solo di questa, il resto continua a sembrarmi a dir poco fuori luogo.
A livello di spessore stilistico, i dialoghi mi sono sembrati molto semplici e quasi banali, ma sono una diretta conseguenza del modo in cui vengono rappresentati i ragazzi e le ragazze nella storia, quindi nell’insieme almeno seguono lo stesso “stile”.
Anche la relazione tra le due protagoniste anche se molto dolce, non mi ha convinta del tutto e purtroppo non è riuscita a farmi arrivare quasi nulla a livello di sensazioni ed emozioni, cosa che, visto che si parla spesso di chimica dei sentimenti (serotonina ecc ecc) avrebbe dovuto essere il punto focale, invece devo dire che non sono entrata in sintonia/empatia con nessuna delle due.
Il gap age c’è ed davvero molto pesante visto anche il rapporto extra romantico tra le due, però si “annulla”, perché anche “l’adulta” all’interno del rapporto si comporta come un adolescente, quindi se non fosse sempre in primo piano e ripetuto molte volte non ci avrei fatto neanche caso.
Come potete capire purtroppo (e lo dico davvero) questa lettura non è proprio riuscita a conquistarmi, anzi, ho avuto difficoltà a finirla, tant’è che vero il 60% ho sospeso per capire se ero io a non essere nel mood giusto, così ho deciso di rileggere un libro proprio per essere certa di non avere uno dei miei blocchi di lettura in cui non riesco a leggere nulla e purtroppo quello pur essendo una lettura è riuscito a trasmettermi molto di più.
Per cui vi dico che questa non è una lettura che consiglierei, ma, come sempre, è il mio personalissimo parere è sono disposta a parlarne con chi non la pensa come me e quindi vi invito, se siete interessati alla trama, a dargli una possibilità.
Dany - per RFS . Care Fenici, Be my serotonin significa letteralmente Sii la mia serotonina (personalmente, però, reputo più adeguata la traduzione Sei la mia serotonina), definita culturalmente la molecola della felicità, è un romanzo d’amore ma anche di crescita personale. Devo avvertirvi fin da subito che sono presenti scene d’amore e sessuali tra due donne. Generalmente, è più facile trovare libri che parlano di due uomini ed è un peccato, quindi ho apprezzato molto questo cambiamento. L’autrice, per sua ammissione, ha detto di aver iniziato a stendere il romanzo durante gli anni delle superiori e in effetti dallo stile lo si nota, ma è proprio questo a tenerti incatenato alle pagine. Io non ho un bel ricordo della mia adolescenza, perciò non la rimembro con piacere, ma leggendo Be my serotonin avrebbe fatto voglia anche a me di avere amiche come Tripla B e Linda, e magari professoresse come Alessandra. Il linguaggio utilizzato è volto a carpire l’attenzione dei più o meno giovani, quindi semplice, a tratti volgare e incisivo.
La storia inizia con un nuovo acquisto nel corpo docenti dell’istituto Fermi a Torino. La protagonista principale che ci racconta la vicenda è Linda, studentessa maggiorenne della 5^A, che vede il suo mondo cambiare con l’entrata in scena della nuova professoressa di chimica che lei chiama, nella sua mente, Ale. Ale è molto bella, intelligente, arguta e per quanto sia giustamente severa e intransigente prende spesso le difese dei suoi studenti, dimostrando di averli a cuore. Il che non è cosi scontato da trovare in un insegnante. Da subito Linda si avvicina ad Ale diventando la sua studentessa preferita e la migliore della classe, spesso funge da mediatore tra le due ma, anche se da fuori potrebbe sembrare una normale relazione, in verità sta sbocciando l’amore, nonostante all’inizio sembri la classica cotta provata da uno studente per il suo professore. La cosa potrebbe risultare non esattamente etica, malgrado entrambe siano adulte. Chi non si è mai innamorato del proprio insegnante alzi la mano! Il bello è che anche Ale è innamorata di Linda, tuttavia a dividerle non c’è solo la delicata situazione lavorativa ma anche la differenza d’età: circa 29 anni di differenza. Detta così rabbrividisco pure io, ma tra le due è Linda che prende sempre l’iniziativa e incalza incessantemente la sua amata. Ale, dapprima restia ad affrontare i sentimenti che la legano alla sua studentessa, dopo qualche tempo non può che cedere e buttarsi in questa strana ma bellissima relazione. Nel mezzo di questo amore proibito viviamo le gioie, i dolori e gli atti di ribellione degli adolescenti di oggi, che non sono tanto diversi da come eravamo noi. Tra questioni di droga, di amicizia e di cuore non si può fare altro che essere trascinati dai ragazzi dell’istituto. Ma non tutto può essere sempre bello, soprattutto a 18 anni. Quando le cose si metteranno male, sarà proprio la relazione tra Ale e Linda a farne le spese… riusciranno a mantenere intatto il loro amore? Lo scoprirete leggendo il libro. Da parte mia posso dire di ritenermi più che soddisfatta anche del finale. Buona lettura!
Abbandonato a meno della metà. La me adolescente innamorata della propria prof di lettere da un lato capisce il senso di questa storia, la me attuale no. Scrittura mediocre (davvero, il POV in prima persona è un maledetto incubo) e chiaramente prodotto in età post adolescenziale senza aver chiaro il prodotto editoriale (l’autrice lo vende come YA, ma non ha niente a che vedere con il genere). Una cosa che mi ha fatta arrabbiare più di tutto è stato il titolo e io non voglio credere che in casa editrice nessuno abbia pensato che fosse una pessima idea. Una persona non può essere “la serotonina” di qualcun altro. Lo so che è un modo di dire, ma oltre a essere offensivo per chi soffre di depressione (e per quella serotonina deve prendere dei farmaci), anche solo senza leggere la trama veicola l’aberrante messaggio che la presenza di un altro ci completi come persona. E già solo questo, per citare la professoressa del libro, mi fa partire da otto e non da dieci. Peccato, perché di FF ce ne sono pochissimi e con un editing degno di questo nome (inclusa una riduzione del gap tra le protagoniste perché è davvero troppo) avrebbe potuto essere un buon libro.
"Be my serotonin" di Carenza, è un F/F che ho trovato davvero carino e che ha saputo farmi tornare indietro ai tempi della scuola. Leggevo e in pratica rivedevo la mia. Il Fermi era il mio liceo, e mi vedevo tra i corridoi a perdere tempo o a fumare nel bagno, cercando di non farci sgamare dalla bidella (XD e i nostri erano molto più terra terra di quelli del libro XD). La differenza è stata che per me non esistevano ancora i registri elettronici né tantomeno ci concedevano i dieci minuti di pausa-sigaretta. Ma avevamo anche noi gli odiati, gli amati, i bordelli per fare occupazione e manifestazione, il preside idiota (OH! ED ERA IGNORANTE COME QUELLA DEL LIBRO!!! UGUALE!!!). Si percepisce tutta l'ingenuità di Linda e il suo punto di vista è perfettamente quello di una ragazza del liceo, con drammi piccoli e grandi, e quel modo di fare che ingigantisce tutto, è impulsiva e a volte melodrammatica. A lei si contrappone la maturità di Ale e la sua voglia di resistere all’attrazione che prova per Linda.
Incredibile, ma vero, mi è piaciuto come l'autrice abbia usato la prima persona. L'ho sempre trovata la più difficile e quella che si sbagliata più facilmente. Invece la lettura è scivolata liscia ed ero invogliata a ogni capitolo a voler scoprire cosa sarebbe accaduto dopo. Interessanti anche le side stories, e mi sarebbe piaciuto che fossero un pochino più approfondite, soprattutto la storia di Irene e Youssef (e di tematiche interessanti ne sono state toccate varie, ovviamente non c'era modo di soffermarsi troppo su tutte). La Cacciacozza deve morire male e comunque, raga, le basi: in gita si porta la VALIGIA DI ALCOLICI XDDD Quella che tutti contribuiscono a riempire, ma che 'non è di nessuno' quando succedono guai XD (gita del quinto anno docet). Credevo che l’age gap mi avrebbe creato qualche difficoltà (perché credo sia la prima volta che lo affronto a livello narrativo), ma considerando che nella vita reale non è per me una cosa nuova (anche a livello scolastico!), non ho avuto alcun problema. E comunque la Cacciacozza deve morì. Ah, l’ho già detto? Ops.
Lo consiglio: certo! Se avete voglia di tornare ai tempi del liceo e respirare un po’ di quell’aria, questo libro fa proprio al caso vostro!
Be my Serotonin è tornare giovani, amare e soffrire. È cospirare contro un professore o amarne in segreto un altro. Ma è anche libertà, libertà di amare come e chi si vuole, nel rispetto delle istituzioni, tra il giogo di regole e chiusure mentali, senza paura dell’età.
Linda è una studentessa all’ultimo anno di liceo. Alessandra è la nuova insegnante di chimica, materia nella quale Linda eccelle. Per Linda è amore a prima vista e ogni pretesto è buono per passare del tempo con la sua insegnante preferita, conoscerla e amarla. Per Alessandra tutto questo è più complicato, c’è un rapporto di professore-studente prima di tutto. Ma quando anche lei inizierà a captare qualche segnale d’interesse nei confronti di Linda, allora tutto si farà più complicato.
C’è una dolcezza quasi commovente nell’amore di queste due protagoniste che ci fa sperare e tirare il fiato fino in fondo. Ci sono le amiche di Linda, anche loro in perenne crescita con i propri problemi di accettazione, droga, stalking... E c’è la Cacciacozza. Nome omen, di lei non ve ne libererete fino alla fine. Lei è l’incarnazione del professore che più odiavate a scuola.
Be my Serotonin è come fare un tuffo nel passato (per i più grandi) con la mente rivolta a un futuro in una società sempre più queer.
Voto: 3.5 RECENSIONE A CURA DI TFPEEL Grazie a PubMe abbiamo possibilità di conoscere una nuova autrice con il suo primo lavoro, un genere che non si trova spesso, qui ad avere una relazione sono due donne, ovvero una ragazza e una donna. Linda è una ragazza all’ultimo anno del liceo e non è molto felice di scoprire che ha un nuovo professore di chimica, almeno fino a quando non arriva Alessandra, detta Ale, da quel momento per Linda cambia tutto. Inizia ad osservarla, cerca di instaurare un legame, quella donna quasi cinquantenne le piace molto e vuole conoscerla meglio. Lentamente e con le dovute cautele anche Ale dimostra di apprezzare la compagnia e la presenza di Linda, se non fosse che la loro reciproca simpatia sarebbe proibita tra una professoressa e un’alunna seppure maggiorenne. Continua sul nostro blog!
Ecco una di quelle recensione che mi lascia un po’ in bilico, perché da una parte sono convinta dalle mie idee, e dall’altra ho sempre paura di risultare sbagliata proprio in questo... quindi ho scelto di rileggere l’opera per confermare o smentire il mio pensiero iniziale e purtroppo è rimasto tale. Cercherò di spiegare il mio pensiero senza urtare la sensibilità di coloro che hanno lavorato sull’opera, sperando nel buon giudizio degli stessi. Allora... . “Be my serotonin” è una storia ambientata in un liceo, ricreando quello che ognuno di noi ha vissuto almeno una volta nella vita: avere una cotta stratosferica per un prof. Fin qui niente di male, anzi sono la prima che si è ritrovata invaghita di un professore molto più grande di me che, con il tempo, si è trasformato in concreta stima personale più che affettiva/amoreggiante. Perché si cresce e si vedono le cose con prospettive diverse. Proprio per l’empatia nei confronti della protagonista Linda, mi sono sentita fin da subito immersa nella sua vita, anche se la storia in sé racconta il rapporto tra studentessa e professoressa. Credo che l’amore è universale quindi non ci focalizziamo o fossilizziamo sulle cose banale, ok? È pur sempre un libro dal genere FF, detto anche female to female, dove il rapporto tra le parti femminili è visibile, intenso e passionale. . Proprio per la scelta di questo genere e il tema ricorrente del gap generazionale che rimarca perennemente il divario tra le due protagoniste, mi sono approcciata alla lettura. Sia perché letture FF sono più rare e di nicchi (ancora oggi non capisco il perché) ma soprattutto mi piace comprendere l’approccio delle persone alla differenza di età e il rapportarsi con le persone. Siccome viviamo in un paese purtroppo ancora bigotto, sapere cosa prova una persona che si sente in “minoranza” aiuta ad avere più rispetto, comprensione ed empatia. Detta così sembra un ragionamento strano... ehhhh bravissimi, è strano perché dovrebbe essere la normalità: esprimere la propria sessualità e non doversi nascondere, dovrebbe essere la normalità. Ecco perché mi fa ancora strano la poca presenza di libri del genere. Ma andiamo avanti... . Come anticipato dal titolo (ne parleremo meglio dopo), la storia si concentra proprio su due mondi tanto diversi quanto paralleli: da una parte Linda, una giovane liceale dagli ormoni a pacchi, ribelle e sempre pronta a spaccare il mondo, si contrappone alla pacata Ale docente di chimica, descritta come una donna a tratti timida, ligia al dovere e desiderosa di comprendere la ribellione interiore dei suoi allievi, senza soffermarsi al mero dialogo didattico. Proprio questo suo aspetto umano, sarà la miccia che entrerà a contatto tra gli sguardi delle due. C’è chimica, nel vero senso della parola, ma vincolata dai due ruoli che non dovrebbero legarsi mai tra di loro. . Non essendo un chimico, spiegherò a parole mie questa formula chimica, matrice della storia. La serotonina viene associata all’ormone del buonumore, regalandoci quel senso di benessere ed euforia. Proprio per la scossa di “felicità”, Linda associa il suo rapporto con Ale come una specie di “dipendenza”: più rimane a contatto con lei, più e felice. Come la dipendenza da qualsiasi sostanza, ci insegna, si finisce per diventare succubi di tale elemento, finendo in un tunnel dove non sarà più possibile comprendere in maniera lucida il tutto. Che sia una bibita, un gioco, ecc finiamo per recidere il giudizio dalla sopravvivenza, diventando sempre più voraci e accaniti. All’inizio non avevo compreso la direzione della storia, ma più andavo avanti, più sentivo che non fosse giusto, tra l’insistenza di Linda e la negazione di Ale, si avverte quanto questo rapporto nasca su pilastri sbagliati. Non bisogna essere dipenderti dalle cose perché se ci vengono sottratte è la fine. Questo senso di esagerazione, nelle parole e nei gesti, mi ha escluso dalla storia e dallo sviluppo dello stesso. Piano piano, vedevo in maniera ancora più distante il rapporto tra le due donne, senza più riuscire a legarmi a loro. Credo che il mio problema sia stato proprio questo: l’utilizzo di questo “simbolo chimico” rimarcato in diversi punti, ha lasciato una chiave di lettura sbagliata in me. Avendo vissuto una vera storia tossica, mi sono sentita attraversata da vibes negative, finendo la lettura per dovere più che per piacere. . Questa cosa mi dispiace molto, perché leggendo le altre recensione, ho notato una nota positiva nei confronti dell’opera, e sentirsi la pecora nega non è mai piacevole. Però nascondere il pensiero è controproducente e se queste sensazioni possono dare spunto di riflessione all’autrice, ben venga. Spero di non aver offeso nessuno, e confido in prossime opere. Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.
In Italia sono ancora troppo pochi i romanzi F/F e mi auguro che le autrici non si perdano d’animo e continuino a scriverli.
Detto questo, Be My Serotonin, è un romanzo apparentemente semplice e piuttosto veloce da leggere.
Il tema è alquanto provocatorio: una storia d’amore tra un’insegnante di chimica e una studentessa, con una differenza d’età di quasi 30 anni.
Parte di me cercava di dimenticare il fatto che erano un’insegnante e una studentessa, per via di tutte le implicazioni morali che la società ci ha sempre insegnato, e parte di me si è lasciata trasportare dalla nozione che l’amore non guarda in faccia a nessuno e che non si può decidere la persona di cui ci si innamora.
Linda è una ragazzina ribelle, una femminista e vegana convinta, mentre Alessandra è una donna disillusa dalla vita e dall’amore. È forse questo ciò che le lega o forse è il fatto di poter rendere una persona felice? A volte la felicità degli altri è come una droga. Una volta che si inizia a far sorridere qualcuno che ne ha davvero bisogno, non se ne può più fare a meno.
Le battute con formule chimiche mi hanno fatto sorridere e la descrizione dei compagni di classe e degli insegnanti (soprattutto la Cacciacozza) mi hanno riportato indietro di 20 anni. Eh sì, anch’io sono vecchia come Ale. Meno male non ho mai avuto un’insegnante carismatica e di bell'aspetto. Da noi erano tutte e tutti prossimi alla pensione o ad un passo dalla fossa, come spesso si dice.
La narrazione è scorrevole e per un romanzo YA si trattano anche tematiche profonde, come la droga, lo stalking e le molestie sessuali.
Mi chiedo se alcune scene abbiano davvero un riscontro nella vita odierna. Forse sono di una generazione passata, ma gli studenti e gli insegnanti di oggi sono davvero così? A parte le solite occupazioni e gli screzi tra compagni, alcune reazioni sono estreme, specie quelle della preside e della Cacciacozza (si sarebbe presa di certo una querela per abuso di potere) e Meloni? Oddio, che squallore.
La storia d’amore tra Linda e Alessandra è dolce, ma non so se possa avere un HEA nella realtà. Avrei voluto leggere più pagine, con salti temporali di anni. Riguardo al POV, non mi ha dato fastidio che fosse solo quello di Linda. Ale è una delle più deboli Ice Queen che abbia mai letto; ho sorriso mentre leggevo “ghiacciolina”.
Be My Serotonin è stato piacevole da leggere, come un tuffo nel passato. Una gita di classe con vecchi ricordi.
“«𝐹𝑎𝑡𝑒 𝑏𝑒𝑛𝑒. 𝑄𝑢𝑎𝑙𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑠𝑖𝑎 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑎, 𝑚𝑎 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑖𝑛 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑜 è 𝑢𝑛 𝑏𝑒𝑛𝑒. 𝑁𝑒 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑔𝑖à 𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑖 𝑑𝑖 𝑧𝑜𝑚𝑏𝑖𝑒 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡à. 𝑆𝑚𝑢𝑜𝑣𝑒𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎, 𝑟𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑖, 𝑠𝑚𝑢𝑜𝑣𝑒𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑜 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑧𝑜𝑚𝑏𝑖𝑒!»” • 🎓 trค๓ค🎓 Linda frequenta l’ultimo anno all’Istituto Fermi quando conosce Ale, la sua nuova insegnante di chimica. Linda si innamora subito e pensa che le attenzioni che Ale le dedica significhino qualcosa. • Non ho la più pallida idea di cosa dire di questo libro. Ho iniziato a leggerlo perché si trattava di una storia queer e sinceramente non ho letto la trama prima di scaricare il kindle. Non so se la cosa che mi disturbi di più sia l’age gap così grande (29 anni) o che una delle due é la prof dell’altra. E non mi scandalizza perché sono due donne, se ci fosse stata una storia con due uomini o un uomo e una donna con le stesse caratteristiche sarebbe stato lo stesso. Forse perché sono uscita da poco da scuola e il rapporto con i miei professori era di tutt’altra portata. Per contro la storia d’amore in se’ é molto carina, le tematiche interessanti (la lotta per i propri diritti). Non sono una persona che riesce a continuare a leggere se la trama non rispecchia molto le mie ideologie ma non riuscivo a staccarmi dalle pagine, volevo proprio sapere come si poteva evolvere la storia. ⭐️✨/5
'Be my Serotonin' è stata una lettura scorrevole, senza intoppi, in cui non solo la storia d'amore tra Ale e Linda trova spazio, ma ciò di cui l'autrice ci parla è molto molto di più. Ho trovato la storia della crescita si diversi ragazzi, ad esempio Ambra, Irene, Samantha, che tra lezioni, professori un po' matti, gite scolastiche, dipendenze, amore violenti e tanto altro, devono imparare a crescere e, soprattutto, a conoscere se stessi. Pensare con la propria testa non sempre è facile. E poi, ovviamente, c'è Linda che parla in prima persona e ci fa entrare direttamente nella sua testa con similitudini, emozioni, sentimenti che la mandano fuori di testa. La Serotonina però diventerà la sua supereroina 😍
La lettura di Be my Serotonin mi ha portato indietro nel tempo, facendomi rivivere le esperienze scolastiche, i primi amori e i drammi adolescenziali, e nel panorama YA del momento, un romanzo così fresco e al tempo stesso delicato mancava davvero. Non solo, il romanzo di Carenza è un romanzo coraggioso sotto molti punti di vista: parlare di un amore "non etico" non è facile, soprattutto in un ambiente particolare come quello scolastico; parlare di dipendenze, di bisessualità, di queerfobia e dei diritti LGBT+ bisogna saperlo fare, o si rischia di essere scontati. Lo stile, poi, così scorrevole e fresco, ha fatto sì che la lettura si consumasse in poche ore.