Il successo di Johannes Buckler ha superato la "bolla" di Twitter per entrare nelle case degli italiani con la sua prima raccolta di storie per People, uscita nel gennaio 2020, intitolata Non esistono piccole storie. Perché a tutti piacciono le storie, le storie vere, a volte "piccole", ma dal significato enorme. Non esistono piccole donne è una sorta di Spoon River, composta da storie originali, in cui a prevalere sono le emozioni e i sentimenti. Storie dedicate al protagonismo delle donne, narrate come sempre in prima persona, quasi che Buckler assumesse la loro identità, raccontando. Eroine e vittime, spesso accantonate nella memoria comune per lasciar posto agli uomini. «Quante donne non hanno visto riconosciuto il proprio lavoro, o peggio, sono state dimenticate?» si domanda l'autore all'inizio del testo. «Sicuramente troppe» la risposta. Questo libro cerca di raccontarne alcune (tutte sarebbe impossibile), per dar voce a coloro che si sono affacciate nella Storia, lasciando un segno che neppure l'indifferenza altrui ha potuto scalfire.
Leggere questo libro è un po’ come ridare ricordo e valore ad ogni impresa, battaglia e atto eroico di donna, che una penna asservita all’altro sesso ha cancellato. La pelle d’oca ad ogni storia raccontata. Recuperatelo 🙏🏻
Una lettura meravigliosa. Scoprire quante donne si sono fatte valere nel campo della scienza, dello sport, che hanno combattuto contro il nazismo e il razzismo. Donne però che purtroppo sono state dimenticate, e che non esistono sui libri di scuola pur avendo fatto parte attivamente della storia del mondo. Da leggere, assolutamente.
L'idea è bella e alcune storie davvero molto affascinanti e ingiustamente sconosciute. Peccato solo che tutte le storie siano scritte con lo stesso stile e con un linguaggio contemporaneo che non si addice a tutte le figure raccontate. Sarebbe stato molto più interessante "sentire" le voci delle protagoniste, con uno stile personalizzato per ciascuna di loro, invece che percepire sempre la presenza dell'autore dietro ad ogni testo, per quanto in prima persona singolare.
Dopo, Non esistono piccole storie, di recente ho recuperato anche il secondo, Non esistono piccole donne, che si concentra più nello specifico su tutte quelle storie apparentemente minori di donne che hanno lasciato una traccia importante nella Storia, ma che molto spesso sono state messe da parte, in taluni casi dimenticate, per far prevalere gli uomini.
Anche in questo caso non sono rimasta delusa, anzi adoro particolarmente la capacità di Bückler di dar voce alle donne stesse, per poi lasciare qualche riflessione finale con lo scopo di far aprire gli occhi a chi legge, davanti ai soprusi, ai torti e alle violenze subite. Ma anche alla forza, alla determinazione, e al coraggio di certe donne, che nonostante tutto hanno realizzato i propri sogni, la propria arte o, in qualche modo, hanno contribuito al progresso nella scienza. Queste letture sono perfette non solo per conoscere personaggi dell’arte, della letteratura, della Storia, ma anche persone più “comuni” di cui si parla sempre troppo poco, per dar loro la possibilità di esprimersi, di aver voce. Una voce spesso negata, che brilla con forza in queste pagine.
Tante, piccole storie, che di piccolo in verità non hanno proprio nulla. Tante donne importanti, che non andrebbero mai dimenticate, ma anzi, è importante conoscere la loro vita, quel che hanno fatto, farle riemergere anche nei libri di scuola dove per troppo tempo sono state escluse a differenza dei loro “colleghi” uomini.
Ammetto la mia parzialità quando devo recensire i libri di Johannes Buckler. Le emozioni che I suoi racconti mi danno sono uniche. Attendo con ansia il terzo libro e nel frattempo leggo avidamente i suoi thread su Twitter. Buona lettura a chi vorrà leggere questo magnifico libro.
Una ricerca recente apparsa sul New Scientist ha questo titolo: "Scans prove there's no such thing as a 'male' or 'female' brain" (Jessica Hamzelou, 2015). Questo articolo segna definitivamente, ai giorni nostri, una svolta. Ma noi lo sapevamo già, anche Rita Levi-Montalcini lo diceva molti anni prima: il cervello degli uomini e quello delle donne sono uguali, il resto sono scemenze. Scemenze che venivano usate dalla NASA per escludere le scienziate dai progetti importanti, scemenze che altri usano per avvalorare le proprie tesi maschiliste e riportare la società al paleolitico, scemenze che fanno parte ancora oggi di pregiudizi, luoghi comuni e frasi fatte di cui siamo circondati. Uno dei modi per distruggere i pregiudizi e i luoghi comuni è quello di ascoltare chi le storie le sa raccontare, per renderci conto. Serve, ve lo assicuro.
- dalla prefazione di Gabriella Greison, fisica, scrittrice, autrice e performer teatrale.
Se non avete Twitter, o se lo avete ma non conoscete Johannes Bückler, questo libro è un buon modo per conoscere le meravigliose, dure e sconvolgenti storie che racconta. Non si conosce la sua identità, ma non importa: è la narrazione che conta, il suo modo delicato, vero e doloroso di raccontare storie poco conosciute, sempre scritte in prima persona. Non mentirò dicendo che è una lettura piacevole. Fa male, a volte malissimo. Fa venir voglia di urlare, a volte. E di piangere, spesso. Ma sono storie necessarie, per non dimenticare, per non lasciar correre. Perché è la memoria l'unica cosa che permette alla storia di non ripetersi uguale a se stessa.
Non posso dare un'insufficienza per via dell'argomento: brevi approfondimenti sulla vita di donne, più o meno dimenticate, che in qualche modo hanno cambiato la storia, ma la scrittura di questo libro è insopportabile, telegrafica all'esasperazione. Che finisce le frasi così. E le inizia con le congiunzioni. Ma metti una virgola. Al posto dei punti. Per l'amor del cielo. Ogni capitoletto ha la lunghezza e lo stesso schema ripetitivo di un temino delle medie: presentazione del personaggio, nota biografica, approfondimento, finale retorico.
Tre stelle solo perché alcune delle storie raccontate sono poco conosciute è molto interessanti. Purtroppo però lo stile di scrittura e la stessa composizione sintattica delle frasi ha molte pecche. Forse non c’è un impeccabile lavoro di editing alle spalle. Comunque sia è un libro che utilizzerò nelle mie classi il prossimo anno per prendere qualche spunto di riflessione e approfondimento su diverse tematiche quali: Shoah, razzismo, femminismo.
Bello ma per me Non Esistono Piccole Storie è più bello. In questa raccolta ci sono personaggi - come Florence Nightingale - tutt'altro che dimenticati. Altre donne vengono citate in contesti che riguardano anche gli uomini (come per i bimbi - che furono sia maschi che femmine - uccisi dalla mafia).
Lettura piacevole, interessante il fatto che ogni storia sia scritta in prima persona come se si dialogasse direttamente con la protagonista della storia. Apre le porte a tanti approfondimenti e riflessioni.
Piccoli racconti e brevi biografie di donne che hanno avuto una vita piena, controcorrente e ricca di inventiva, ma che il mondo ha dimenticato o voluto dimenticare.
Libro molto bello,apprezzato tantissimo. Mi ha fatto scoprire tantissime storie che non conoscevo,che ho approfondito,storie da brividi!! Recupererò gli altri libri del autore