Pazzia raccoglie tante storie disturbanti, forse un po' troppo per me. Ho apprezzato il coraggio dell'autore di parlarne, riuscire a raccontarle, e di certo adoro il suo stile: i suoi disegni sono davvero, davvero belli. Resta comunque una graphic novel che secondo me va letta. Bisogna solo stare attenti a scegliere il momento giusto e a non rimanere intrappolati in questo vortice di malessere. Tutto il brutto che può esserci in una persona, il male, lo si può trovare tra queste pagine.
recensione che vale per entrambi i fumetti di jioke che ho letto perché sono pigra etc etc.
autore scoperto assolutamente per caso (grazie webopac, cosa sarei senza di te?) perché la copertina di "abisso" mi ispirava molto. anche se mi è sembrato che in "pazzia" i racconti fossero tendenzialmente più lunghi, mi sento più o meno di poter dire le stesse cose per entrambi i volumi. è chiaro che jioke sia una mente disturbata (e questo per me non è assolutamente un difetto) perché non credo sia esattamente da tutti decidere di incentrare integralmente due intere opere su storie di stupri, morti, con protagonisti assassini o pedofili. sono sicuramente raccolte horrorifiche nel senso più profondo del termine, e per essere una persona che solitamente non riesce a impressionarsi nel leggerle, questa volta ho girato le pagine sentendo davvero un forte senso di disagio. non credo che tutte le storie siano riuscite allo stesso modo di altre, e per quelle che sono riuscite mi domando quale fosse lo scopo. non ho avuto l'impressione di star leggendo della violenza gratuita, che poi è il rischio più grande in questi casi, ma mi sono anche chiesta più volte perché disegnare o scrivere di qualcosa del genere, e mi chiedo perché farne più volumi o addirittura perché dovrei volerne leggere così tante (pura violenza pornografica? forse sì, e magari va anche bene così).
Di Giovanni Dell’Oro avevo apprezzato così tanto “La casa dei pulcini” da spingermi a cercare e leggere anche questo, che, tuttavia, non ha incontrato il mio gusto allo stesso modo. Già fatico a digerire, rispetto a un romanzo, una raccolta di racconti, ma nel genere delle graphic novels, che richiedono forse ancora maggior tempo per essere assorbite, questa mia fatica si amplifica. “Pazzia” è una raccolta di storielle insalubri e malsane che trasudano violenza e pazzia e disturbano con la forza del loro tratto…ma la maggioranza, ahimè, sono troppo brevi anche solo per afferrarle, capirle, farle proprie e riflettere. Temi come l’abuso, la violenza domestica, il bullismo, sono troppo importanti per essere abbozzati in una storia di solo qualche pagina…in bocca resta l’amaro dell’incompiuto, di qualcosa che sfugge e che si sente l’esigenza di capire maggiormente e di approfondire. Peccato.
Mi sento leggermente destabilizzata. Signori e signore, cosa possiamo dire di questo capolavoro? Perché converrete con me che qualcosa del genere merita di essere preso, incoronato con una tiara di lapislazzuli, portato in un tempio dorico e onorato con sacrifici di avocado e pomodorini pachini mentre un fascio di luce divina lo inonda e i fedeli si prostrano ai suoi piedi. Davvero non ho parole per descrivere tutto quello che questo autore mi fa provare. Le sue storie, seppur brevi, sono pregne di significato, lasciano ad ogni finale l'amaro in bocca e la maggior parte ti porta a crisi di riflessione ed esistenziali non poco importanti. Storie di depravazione, di morte, di paura che lasciano un profondo senso di disagio e turbamento, sentimento avvalorato dal tratto deciso e incisivo, uno stile estremamente unico e personale, disturbante tanto quanto le storie a cui da vita. Penso che, se siete interessati al genere, questa lettura potrebbe essere una vera e propria perla, immancabile nella vostra libreria. P.s. l'ultima storia è un qualcosa di assurdo e rimanda fortemente alla tragedia di Junko Furuta, solo a ruoli inversi. Nel leggerla ho provato le stesse sensazione dello scorso anno, quando ascoltai per la prima volta quell'orribile storia.
Pazzia di Jioke è un fumetto di brevi storie imbevute di follia e violenza. Pezzi di incubi come frammenti di vecchie pellicole horror che si tramutano in un trip infernale. Storie di violenza domestica, abusi, bullismo. Storie che non indagano a fondo sulle atrocità della mente umana ma rimangono a galleggiare nel limbo come quadri d’orrore affilati, spigolosi, pungenti. C’è la voglia di colpire, colpire e colpire. Adolescenze frantumate, violate e violente. Adolescenti che non hanno il tempo di comprendere e di elaborare le proprie tragedie, isolati, dove la figura degli adulti fa la sua comparsa come un mostro oppure è relegata sullo sfondo. La pazzia vista dal risvolto negativo, dal lato oscuro.
È la forza del tratto di Jioke che colpisce duro. Quegli sguardi allucinati, spiritati, spenti dei personaggi, quel tratto graffiato e nervoso, un misto tra Robert Crumb e Junij Ito. Un tratto scheggiato che aderisce alla pelle dei protagonisti. Una raccolta che più che paura e sgomento mi ha lasciato un senso di disagio e di smarrimento. E non è roba da poco.
Proto-Junji Ito senza la maestria o il surrealismo imperante dell'autore asiatico, le storie sono molto brevi e ripetono sempre il medesimo schema: presentazione del tema shock, breve ricamo sullo stesso seguito da un colpo di scena abbondantemente derivativo con il quale la storia si conclude. Lo shock è unicamente derivante dal 'tema' posto in essere ma non c'è mai un'evoluzione o una anche solo minima riflessione sullo stesso come per esempio propone uno Shintaro Kago. Nell'affollatissimo panorama di prodotti horror non riesco purtroppo a trarne nulla di interessante
Che dire? Mi aspettavo qualcosa di più onestamente, i colpi di scena delle varie storie sono super scontati e ispirati / ripresi da altre storie migliori, forse leggerlo subito dopo Junji ito e altri maestri non ha aiutato, ma secondo me non è nulla di eclatante. C’è di molto meglio in giro, non mi sentirei nemmeno di consigliarlo ai malati del genere, soldi buttati.
Un insieme di racconti tremendamente disturbanti, ma mi sono innamorata dello stile dell’autore e del suo modo di trasmettere sensazioni come ansia, paura e disagio quasi come se ti entrassero sotto pelle.
Uno dei migliori fumetti horror italiani che abbia mai letto, non adatto a persone sensibili. JiokE ha la capacità di trattare temi scottanti e ignorati della società con intelligenza ed empatia. Seguirò con piacere i suoi lavori.
Metto questo finché non comparirà l'opzione per inserire l'ultimo uscito di Jioke "voglio il tuo cuore". Un po' sottotono rispetto alla precedente storia lunga ma ugualmente di impatto e nel suo stile macabro carico d'ansia!
Un'insieme di racconti a cui bisogna essere ben preparati: crudi, forti e spiazzanti. L'orrore che si nasconde dietro i disturbi e un'apparente normalità viene trasmesso dall'autore con disarmante maestria. Jioke ci insegna che c'è molto di cui aver paura.
Il primo libro di Jioke è una raccolta antologica di storie brevi o brevissime. Il suo tratto e il modo in cui racconta mi piacciono troppo, non vedo l'ora di vedere cosa farà in futuro.
Adoro JiokE, tuttavia, ritengo "Pazzia" la sua opera meno riuscita. Troppo frammentata e slegata, sebbene lo stile e le scelte artistiche rimangano granitiche e vincenti.