Proviamo solo a immaginare quali devono essere stati l’emozione e la gioia. Il giovanissimo orientalista Johann Ludwig Burckhardt, travestito da arabo, accompagnato da beduini diffidenti che lo ritengono un mago infedele, si avventura nel deserto giordano finché si imbatte in una gola angusta, quasi buia. Il silenzio è palpabile, il rischio assoluto. Ma, all’improvviso, dalle rocce e dall’oblio dei secoli, riemerge la ricca e raffinata città dei Nabatei, la favolosa Petra, che ormai si pensava essere solo un luogo della fantasia. Ecco, in questo volume che raccoglie le più belle storie intorno ai misteri dei tempi antichi di tutti i continenti, Francesco Bongiorni e Massimo Polidoro restituiscono l’irripetibile emozione della scoperta e la gioia incontenibile di una scommessa vinta quasi sempre contro ogni buon senso. Scoprendo così che a inseguire miraggi e leggende apparentemente inconsistenti si finisce spesso con il trovare testimonianze e tesori concretissimi, ma soprattutto la ricompensa a domande che ciascuno di noi porta dentro di sé e che costituiscono il nostro mistero più antico e insondabile.
Scrittore, giornalista e Segretario nazionale del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su "Focus" e numerose altre testate. È all'esordio con il suo primo thriller intitolato: "Il passato è una bestia feroce" (Piemme).
Ha il merito di avermi fatto conoscere qualche luogo particolare che non conoscevo, altri sono molto celebri. Le parti scritte sono troppo stringate: leggi wikipedia ed è la stessa cosa.
Qualche storia, cmq tutte abbastanza note, scritta in modo succinto e un paio di belle illustrazioni: tanta voglia di approfondimento e poca ciccia Meno male me lo hanno prestato
L’atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità: una vera chicca. Massimo Polidoro e Francesco Bongiorni ci propongono un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio, raccogliendo, dividendoli per continente, alcuni misteri che da sempre stuzzicano la curiosità e la fantasia dell’essere umano. Viaggiamo dall’Europa all’Asia, dall’Africa all’America, passando per l’Oceania. Andiamo indietro nel tempo, ripercorrendo i passi compiuti dall’uomo, osservando civiltà perdute, dimenticate, ricche fascino e avvolte nelle nebbie del mistero. I capitoli sono brevi e sicuramente non sono concepiti in modo tale da sviscerare a fondo ogni singolo mistero che si cela dietro i luoghi presentati ma sono veramente ben scritti e fungono da stimolo e innesco per la scintilla della curiosità che, una volta iniziato a leggere questo libro, fa decisamente fatica a spegnersi. Le illustrazioni di Francesco Bongiorni sono dei veri e propri scorci paesaggistici, evocativi al massimo, interessanti, ricchi di particolarità e dettagli, caratterizzate da forme nette e definite e da colori ricchi e vibranti. Inutile negare di aver passato parecchio tempo a rimirarle.
Questo atlante racchiude buona parte dei misteri archeologici più famosi del mondo: alcuni ammirabili ancora oggi, altri andati perduti, altri infine leggendari. Sapevate che Nerone aveva una reggia galleggiante che è andata distrutta nella seconda guerra mondiale? Come sono state tracciate le linee di Nazca? Come sono stati eretti i Mohai? Dov'è Atlantide? Le illustrazioni sono magnifiche e lasciano il giusto alone di mistero attorno ai reperti, ma le descrizioni sono così interessanti che spesso vi verrà voglia di cercare su internet i siti ancora esistenti per ammirarne le fotografie dal vivo.
Una raccolta di luoghi affascinanti e di aneddoti storici, raccontati con il gusto della scoperta e con belle illustrazioni tematiche. Si sente la mancanza di una bibliografia tematica, indispensabile in un lavoro di questo tipo.
Molto carino. Curiosità da tutto il mondo in poche pagine. Fa venire tanta voglia di viaggiare. Le illustrazioni sono molto belle (qualcuna in più non avrebbe guastato).
Più fumo che arrosto. Più una collezione di qualche (nota) curiosità che non un atlante. Qualche svarione qui e lì, ma è il problema minore di questo libro.