L'avventurosa storia d'amore di Ascanio e Margherita è il filo romanzesco di una vicenda più ampia: la disperata difesa sostenuta dai valdesi contro i soldati del duca di Savoia Vittorio Amedeo II e del re di Francia, la loro ritirata in Svizzera e alla fine il «glorioso ritorno» e l'inizio di una nuova vita. In Margherita, valdese, gli impulsi del cuore debbono misurarsi con la severa legge di appartenenza e col rigore morale della sua gente perseguitata, mentre il giovane nobile Ascanio è, per dir così, slegato dalla Storia e può seguire liberamente il suo estro attraverso luoghi e ambienti cui la scrittrice affida la funzione di rapide e suggestive scenografie storico-pittoriche di sfondo. Su tutto domina la guerra dei due sovrani contro i «ribelli» valdesi, ribelli perché seguaci di una fede antica che non si riconosce nella religione dominante: e qui il contrasto è tra fede e ragion di Stato, tra una capricciosa e crudele volubilità politica e una resistenza inflessibile nell'interiorità delle coscienze come nella lotta armata. Un romanzo storico, dunque, che si colloca nella lunga discendenza dello schema manzoniano: un «componimento misto di storia e d'invenzione» che attraverso le peripezie dei due protagonisti e di altri personaggi minori consente all'autrice di ricostruire un grandioso, tragico, affollato quadro d'epoca, e di interrogarlo nelle sue ragioni profonde. Una impresa di respiro, e coraggiosa non solo letterariamente, condotta con la tranquilla determinazione di una naturale vocazione al narrare e sostenuta dalla coscienza di chi nelle vicende di una minoranza religiosa decimata e dispersa cerca la conferma di valori che non appartengono soltanto al passato
Marina Jarre è stata una scrittrice, drammaturga e insegnante italiana.
Nata in Lettonia, da padre ebreo lettone, Samuel Gersoni, e madre valdese italiana, trascorre l'infanzia nella capitale del paese fino al 1935, quando, dopo la separazione dei genitori, si trasferisce con la sorella Annalisa a Torre Pellice, paese piemontese dove vive la nonna materna: essendo di lingua madre tedesca, da quel momento apprenderà la lingua italiana.
Nel 1941 il padre viene ucciso dai nazisti insieme agli altri ebrei che appartenevano al ghetto della città di Riga.
A diciotto anni approda a Torino per frequentare l'Università di Torino e, dopo la laurea in letteratura cristiana antica ottenuta nel 1948, per oltre venticinque anni si dedica all'insegnamento del francese nelle scuole pubbliche del capoluogo. Nel 1949 sposa l'ingegnere Giovanni Jarre, da cui ha quattro figli.
Nel 2004 vince il Premio Grinzane Cavour con il romanzo "Ritorno in Lettonia", edito da Einaudi.