Il «grado zero del linguaggio» di agnelli travestiti da leoni (da tastiera) sottende una cultura maschilista della violenza che non ha radici nella distinzione di genere ma in un problema educativo strutturale e nell'organizzazione patriarcale della società. Si tratta di una cultura che non risparmia nessuno: né quelle donne che l'hanno interiorizzata e non la mettono in discussione, né gli uomini costretti a rispettare determinati canoni di mascolinità. La sociologa Graziella Priulla analizza la situazione attraverso dati, studi scientifici, fatti di cronaca e post sui social. Tutto questo dà la misura di quanto la situazione sia grave e quanto questa gravità spesso non sia percepita, sottolineando la conseguente difficoltà di esprimere opinioni ritenute minoritarie. Questo libro fa chiarezza sulla necessità di mettere in discussione «un intero sistema di significati e comunicazioni rintracciando e svelando gli equivoci su cui si fonda».
Ha studiato al Liceo classico Massimo D'Azeglio di Torino, dove ha conseguito il diploma nel 1963. Si è poi laureata, nel 1967, alla Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Torino. Ha collaborato con la RAI.
Graziella Priulla è una sociologa della comunicazione e della cultura, docente ordinaria di sociologia dei processi culturali e comunicativi all'Università di Catania. Svolge attività di formatrice sui temi della differenza di genere.
I suoi studi riguardano i mezzi di informazione, la sociologia dei consumi culturali, la comunicazione giornalistica sulla mafia, i linguaggi comunicativi della pubblicità e della politica, i modi di rappresentazione e costruzione della realtà attraverso il mezzo televisivo, i temi della comunicazione pubblica in Italia, il sessismo.
Di libri sulla violenza di genere ne ho letti diversi, soprattutto negli ultimi tempi, questo è senza dubbio quello dotato di maggior spessore, per utilizzo del linguaggio, aspetti presi in esame, capacità di analisi del problema da prospettive differenti. L'autrice indaga l'origine storica del dominio maschile sul femminile e gli effetti di questa violenza sulla vita delle donne oggi, attraverso un'odiosa cronaca di dichiarazioni di figure istituzionali e politiche, sentenze giudiziarie, articoli di giornali, reati rimasti impuniti. Si chiede infine come poter intervenire per cambiare un rapporto di potere che è privilegio, sopraffazione e costruzione dell'identità maschile. E la risposta è una sola: educazione e coinvolgimento dell'intera società sui danni inflitti, anche agli uomini, dalla struttura patriarcale. Saggio potente perchè esaustivo, completo, ricchissimo di spunti e riflessioni sulla violenza in tutte le sue declinazioni: mercato del lavoro, guerra, migrazioni, famiglia, politica, web, media.. Mi lascia perplessa solo la struttura slegata che pare incapace di creare connessioni tra argomenti differenti. A parte questo, lavoro importantissimo, da far leggere a chiunque, sebbene emotivamente molto duro.
saggio da leggere con dose di antiemetici se troppo sensibili e con ampia dose di gaviscon se troppo irascibili (me). è un “invisibili” italiano: Graziella Priulla discute cultura dello stupro e la contestualizza in Italia (vi lascio SOLO immaginare). uniche due pecche: non cita persone nonbinary nè considera nelle statistiche (forse x mancanza informazioni?) donne trans (sarebbe stato interessante aggiungere capitolo a parte trattando transfobia in italia, ulteriore esempio di quanto sia radicata la cultura dello stupro ancora oggi nel 2023) + non c’è bibliografia.
Saggio molto bello (uno dei migliori secondo me) anche se a volte un po' crudo quindi attenzione TW. È un mix accuratissimo tra testimonianze, articoli di giornale, sentenze e parte di informazione. Uno dei miei saggi preferiti!