Mia madre racconta la storia di una donna, dall’infanzia fino all’età adulta, e lo sguardo di un figlio. Sullo sfondo della Cina immersa nel caos e nell’instabilità degli anni ’30 – tra i signori della guerra, l’invasione giapponese, le grandi potenze occidentali che ancora occupano le concessioni nelle grandi città, la lotta tra il Kuomintang nazionalista e il Partito comunista cinese, fino alla Lunga Marcia – Li Kunwu orchestra una narrazione ancora più personale delle precedenti, se possibile.
Attraverso il ritratto di sua madre, una bambina sballottata dal villaggio della famiglia materna alla casa in città del signore della guerra per cui lavora il padre, scopriamo la vita di tre generazioni, le relazioni coniugali e familiari dell’epoca, le scelte personali e sofferte di una vita affaticata dall’estrema povertà e dalle opportunità negate alle donne, limitate dalle loro stesse madri in un mondo che ancora non ne concepisce l’emancipazione.
Con il suo tratto distintivo, qui proposto con la tecnica dell’acquerello, Li Kunwu ci parla delle persone comuni, del loro modo di vivere, delle loro convinzioni, offrendo ancora una volta un documento raro e toccante sulla storia della Cina prima della presa del potere da parte di Mao, in quella che si può considerare l’opera della sua vita.
Una graphic novel intensa, dai tratti incisivi e dalla notevole carica emotiva. Una madre molto amata, una Cina lontana e in trasformazione. Qui tutta la riflessione: https://youtu.be/gD04i2J-nDs
Li Kunwu mi ha regalato un sentito e commosso ricordo per sua madre con questo graphic novel, mostrandomi la sua vita, dall'infanzia nell'estrema povertà all'età adulta, e facendomi conoscere nel frattempo un po' di storia cinese.
Il graphic novel si dipana infatti dagli anni '30, passando per il duro periodo della guerra e dell'invasione giapponese, della lotta civile e infine la Rivoluzione Culturale.
Il tratto dell'artista è acquarellato, in bianco e nero, con l'unico tocco di colore dato dalle rosee guance della madre, la carta stessa del volume è ingiallita, puntellata da macchie di colore ocra, che in qualche maniera evoca un'antica pergamena.
È un ritratto affettuoso e devoto, ricco di ammirazione per una bambina e poi donna cui la tradizione avrebbe voluto relegata agli angoli della società ma che apprende presto l'amore per lo studio e con risolutezza cerca di autodeterminarsi.
Ma quanto è bello leggere ogni tanto una graphic novel? Mi ha incuriosito questo titolo perché comincia con la prefazione di Giada Messetti, sinologa di cui adoro il suo modo di spiegare la Cina! Non mi hanno entusiasmato invece le immagini. Molto carina la storia, semplicemente il racconto della vita della madre dell'autore (da qui il titolo, Mia madre) dall'infanzia all'età adulta, passando per l'invasione da parte del Giappone fino alla salita al potere del Partito comunista cinese. Un approfondimento sulla storia e la cultura cinese, in un momento storico dove le famiglie dovevano fare scelte sofferte, come quella di allontanare i figli a causa della povertà e sulla situazione delle donne e delle bambine in un contesto dove l'emancipazione era ancora lontana.
Cette BD présente la vie de la maman de l'auteur, Li Kunwu dans une Chine des années 1930 jusqu'au année 50. Dans une Chine déchirée par les guerres, la misère et la famille, Xinzhen vit, parfois avec sa mère et son père, parfois avec sa mère et sa grand-mère à la campagne. C'était une lecture très sympathique, le point de vue tendre d'un enfant sur la vie de sa mère. J'ai aimé découvrir cette histoire, découvrir certaines choses sur la Chine (qui est un pays et une culture que je connais très peu). J'ai aussi apprécié le style de dessin.
Mia madre è una graphic novel dell'artista cinese Li Kunwu, ambientata tra gli anni '30 e gli anni '50 nella regione dello Yunnan, e basata sull'infanzia e adolescenza della madre e sulle vicende politiche e le trasformazioni culturali che hanno attraversato la Cina in quei decenni. Mi ha affascinata ossevare i dettagli delle case, dei mestieri e degli oggetti, verso la fine c'è un uomo che fuma un vistoso bong pieno di chissà cosa proprio in mezzo alla strada, e poi i vestiti, i cappelli e tutte le piccole cose che sono cambiate in questo secolo. Mi ha fatto pensare alle riflessioni di Terzani sulla Cina, e su quel meraviglioso mondo fatto di piccole cose che è stato spazzato via dalla modernità. Da una parte questo, ma Kunwu non ci risparmia la descrizione delle malattie, povertà, sopraffazione di quegli anni, di come le donne fossero considerate quasi al pari degli animali, costrette a un destino di maternità e obbedienza, e di come la madre abbia incontrato difficoltà per poter studiare, sebbene si fosse dimostrata da subito una bambina sveglia. Mi è piaciuto molto il tratto morbido a inchiostro, che ricorda la pittura tradizionale a china, nelle sfumature del nero, che tratteggia ed esalta i particolari delle città e i dettagli delle persone.
Incuriosita dal titolo, ho deciso di recuperare anch’io questa graphic novel di Li Kunwu (fumettista cinese del quale non avevo mai letto nulla, che è riuscito a dedicarsi esclusivamente al fumetto, nonostante la sua generazione! - è nato nel 1955).
“Mia madre” racconta la vita di una donna, dall’infanzia all’età adulta, attraverso gli occhi del figlio in una Cina degli anni Trenta caotica, complicata e ricca di lotte, invasioni e bombardamenti.
L’opera è acquerellata in bianco e nero, l’autore utilizza la china su pagine ingiallite. Il lettore, anche grazie a questi dettagli, è ancora più coinvolto nella lettura della vita di Xinzhen (che tradotto significa “cuore sincero”) e di coloro che, in misura differente, ne influenzano il corso.
Ho deciso di non valutare questo libro: non mi sento pronta (e probabilmente mai lo sarò) ad attribuire un voto ad una storia personale. Quello che posso dirvi è che è stata una lettura davvero interessate, che mi ha aiutata a capire meglio il contesto che fa da sfondo e ad avvicinarmi, almeno un minimo, alla cultura e tradizione cinese.
Sicuramente una lettura diversa dal solito che consiglio a tutti!🤍
Dopo aver raccontato e disegnato la sua autobiografia nella trilogia "Una vita cinese", Li Kunwu, fumettista cinese di fama internazionale, fa un passo indietro e ci porta a conoscere la vita di sua madre, aggiungendo un altro tassello alla storia della sua famiglia, attraverso cui, ancora una volta, ci racconta un altro pezzo importante di storia della Cina. Il ritratto che Li Kunwu fa di sua madre è molto intimo. Le pagine e i disegni, realizzati con la tecnica dell’acquerello, trasudano amore e tenerezza nei confronti di colei che gli ha dato la vita, ma anche ammirazione e rispetto per una donna che è riuscita a non soccombere di fronte a nulla. Non solo ha affrontato con forza e determinazione le avversità che le si sono presentate davanti in un’epoca di grandi privazioni e sofferenze, ma ha sovvertito le consuetudini del tempo, ritagliandosi un proprio spazio in una società in cui inizialmente il suo destino appariva come già scritto, anche per la sua stessa madre.
Si può dire che non mi è piaciuto nulla di questa osannatissima graphic novel? Conosco piuttosto bene la storia cinese e amo i romanzi che la approfondiscono (in cima a tutti: I Cigni Selvatici di Jung Chang). In questo fumetto purtroppo è tutto molto relegato sullo sfondo: la fame e la guerra nelle campagne, la storia cinese, le persecuzioni, le ammende, il ruolo della donna, ho trovato tutto molto vago e aspecifico. Qua e là c'è qualche tocco più significativo, ma sono veramente sparuti. Anche lo stile del disegno non è per me: molto acquerellato, i visi si intravedono soltanto, dando un effetto molto caotico.
"Mia madre" è innanzitutto la storia vera della madre dell'autore, ma anche un pezzo di storia della Cina. Il maggiore punto di forza è lo stile di disegno, quasi impressionista, che unisce la traduzione della pittura tradizionale (soprattutto quella paesaggistica) cinese al più moderno linguaggio fumettistico. Proprio il tratto conferisce una voce unica all'autore ed esprime al meglio sentimenti e atmosfere laddove non arriva la parola. I dialoghi e la struttura narrativa, in un certo senso, somigliano al tratto di Li Kunwu: abbozzano personaggi e tematiche in maniera rapida, essenziale, ma al tempo stesso espressiva.
Li Kunwu si è riconfermato un maestro nel raccontare con le immagini quello la vita delle persone. Dopo la trilogia autobiografico, "Mia madre" è un ritratto pieno di amore e di rispetto, un omaggio alla vita di una donna che al lettore sono risulta per niente comune, come viene invece affermato nelle prime pagine del fumetto. Sullo sfondo la prima metà del ventesimo secolo cinese, anni storicamente complessi e turbolenti, come l'autore fa capire a chi legge, senza però ammorbare, lasciando al desiderio del singolo la possibilità di approfondire in un'altra sede.
Un libro utile per migliorare la nostra conoscenza occidentale della Cina, attraverso uno dei fumettisti cinesi più noti. Con dei tratti solo all'apparenza confusi e abbozzati, si ripercorre la vita della madre dell'autore, che si sovrappone alle vicende sociali e politiche che hanno portato alla Cina attuale.
Molto toccante e tenero, meno crudele de “Una vita cinese”. La finta carta vecchia e le poche pennellate di colore contribuiscono ad addolcire la linea grafica di Li.
English below. L'histoire de la révolution culturelle racontée à travers cet hommage émouvant à la mère de l'auteur. L'art est fascinante : laid et beau en même temps. Je pense que ce livre pourrait être lu à plusieurs niveaux, comme l'histoire d'un enfant qui grandit dans un monde en mutation, qui est résilient, qui s'adapte et qui grandit à travers et autour de ces changements... Un peu comme A Tree grows in Brooklyn ( Un arbre qui pousse à Brooklyn ). Ou il pourrait être lu comme une introduction à l'histoire chinoise. Même si, comme moi, vous ne savez pas grand-chose de l'histoire chinoise, il est facile de voir la société changer à travers les dessins en même temps que les changements de pouvoir politique. La question est... La mère est-elle devenue infirmière ? J'ai de bons mais vagues souvenirs de la BD Pieds Bandées du même auteur/artiste. Un jour, je pourrais bien reprendre cela pour comparer...
History of the cultural revolution told through this touching tribute to the author's mother. The art is fascinating, ugly and beautiful at the same time. I think this book could be read at many levels, as a story of a child growing up in a changing world, being resilient, adapting and growing through and around these changes... A bit like a tree grows in Brooklyn. Or it could be read as a primer on Chinese history. Even if, like me you don't know much about Chinese history, it's easy to see society changing through the drawings along with the shifts in political power. The question is... Did the mom ever become a nurse?? I have fond, but vague memories of Pieds Bandées by the same author/artist. Might pick that up again to compare...