49 a. C. Alla luce della luna, una donna dai lunghi capelli sciolti sulle spalle, il viso segnato dal tempo ma intatto nella sua bellezza, tiene tra le mani una lettera. La grafia è quella del suo amante di una vita, Gaio Giulio Cesare, e la voluttà con cui ha vergato il nome di lei, Servilia, è la stessa che a lungo li ha avvinti. Fuori, un vento gelido sferza Roma, vento di tempesta e, forse, presagio di sventura. Varcherà il confine sacro, questo le ha scritto Cesare, il fiume Rubicone che non è concesso oltrepassare armati. Vuol dire una sola cosa: sarà guerra civile, guerra di Romani contro Romani. E il condottiero invincibile, venerato dai suoi legionari, diventerà il primo nemico della Res publica. Servilia lo conosce come nessuno al mondo e sa bene che il ragazzo tutto ossa e sguardo di fuoco, che l'ha conquistata con la sua goffaggine quando era bambina, mai sazio di guerre e di vittorie, di nuovo cerca gloria per sé e grandezza per Roma. E per questo è disposta a seguirlo ancora, come un soldato fedele, mettendo da parte gli affetti familiari e persino la propria reputazione, nelle tappe finali del viaggio di Cesare verso il mito.
Por qué una mujer hermosa y joven acepta ser amante de alguien, a veces casada ella, a veces casado él, a veces los dos casados, y a veces los dos sin compromiso. Ella lo ama y él aparenta amarla también.
Es la historia de Servilia, la eterna amante de Julio César.
Antonella Prenner nos cuenta en este libro la historia de César, como fue ganando poder hasta convertirse en dictador, en emperador. El pueblo, ignorante en parte y comprado con dádivas por otra, permite que lo nombren y termina una tradición republicana que había durado siglos.
No el mejor libro sobre la historia de César que he leído, no me gusta la forma de escribir de la autora. Sin embargo, la historia de César brilla siempre que es contada; para mi gusto, junto con Alejandro Magno, uno de los mayores líderes en la antigüedad en occidente.
Leggiamo sempre la storia narrata dal punto di vista dei vincitori e soprattutto degli uomini. Ma cosa succede quando a parlare è una donna? E soprattutto una donna, una moglie, un'amante e una madre che è stata dimenticata ma non cancellata dalla storia. In questo romanzo l'autrice dà voce a Servilia, l'amante di Caio Giulio Cesare, madre di Marco Giunio Bruto. Ella fu una nobildonna romana che nacque nel 100 a. C. e morì nel 42 a. C. Cosa succede quando la storia viene raccontata dalla madre di colui che ucciderà il suo amante, il grande Giulio Cesare? Il libro è narrato in prima persona e ciò ci permette di immedesimarci nell'animo della donna che ha dato tutta se stessa al console sperando di restare nel suo cuore a vita. Servilia racconta tutti i suoi pensieri, sentimenti, emozioni ma anche la sua frustrazione e rabbia nel scegliere fra il suo amore e il sangue del suo sangue. Servilia ha passato tutta la propria vita a ubbidire agli uomini, a suo padre, a suo marito e anche al suo amante. E' impossibile per noi capire il suo stato d'animo se studiamo la Storia solo dal punto di vista degli uomini, dei soldati, dei consoli e imperatori. Le donne hanno avuto un ruolo fondamentale, sono loro le generatrici della prole e sono solo che durante le loro gravidanze speravano che nascesse un maschio per far felice il marito. Ma purtroppo non avevano una voce o meglio, la avevano ma non potevano usarla e l'autrice ha reso omaggio a una di loro, a Servilia Cepione, scrivendo in prima persona tutto il caos nel suo cuore e nella sua anima. Un romanzo diverso che ci mostra l'altro lato della storia, quello che è successo "dietro le quinte" dei successi e delle conquiste di Caio Giulio Cesare. Tutto ciò che è accaduto in privato e nei cuori di tante persone. Il linguaggio dell'autrice è molto soave ed elegante, ricco di termini arcaici capaci di trasportare il lettore in quel mondo antico che continuiamo a studiare e ammirare ancora oggi. Ho apprezzato molto la scelta dell'autrice di raccontare una storia dal punto di vista di una donna, di colei che non aveva voce all'epoca ma l'ha avuta in questo libro.
Una prosa straordinaria: curata ed elegante. Certe scene scorrono come fossero un film. La Storia vista dalla parte di Servilia, che lo amò tutta la vita: uno sguardo intimo e indulgente sull'uomo più amato e odiato di Roma. Straconsigliato.