Quanti errori, quante scelte sbagliate vorremmo cancellare? Quante parole, quante sciocchezze vorremmo non aver detto? E se fosse possibile tornare indietro? E se potessimo cambiare il passato e prendere in mano, finalmente, il nostro futuro? Avventura, fantascienza, viaggi nel tempo e realtà alternative in un profondo e appassionante romanzo di formazione.
Lo trovarono il mattino seguente, poco dopo l'alba, in un buco tra le rocce sulla scogliera chiamato "La Grotta Hostile", a pochi metri dal Faro di Paon. Era rimasto intrappolato dall'alta marea ed era annegato. Cercava di dimostrare che era coraggioso. Invece, in un'afosa giornata di luglio, aveva trovato la morte.
Quando si comincia ad affacciarsi sul mondo, il futuro è una promessa che temiamo di non mantenere. Ogni errore sembra irreparabile, ogni scelta definitiva. A volte questa convinzione può portare, di fronte a uno sbaglio, a perdersi e darsi per vinti, quando la vita invece offre sempre nuove possibilità. Questa delicata fase della vita è raccontata in un'avventura fantascientifica che ha al suo centro un viaggio del tempo. Jaques e Claire, da ragazzi segnati da una scelta sbagliata che ne ha condizionato l'esistenza, si rincontrano cinquant'anni dopo. Claire ora è un'importante scienziata e ha scoperto un fenomeno misterioso, un passaggio temporale, un'anomalia.Una porta verso l'ignoto per scoprire che si può sempre scegliere, e tutti hanno una seconda possibilità. Età di lettura: da 13 anni.
Anomalya di Guido Sgardoli si basa su una domanda che forse tutti noi ci siamo posti. Una domanda che è stata sfruttata per produrre diversi libri e anche diversi film.
E se...?
E se avessimo fatto quella scelta, piuttosto che quell’altra, come sarebbero andate le cose? Come sarebbe andata la nostra vita? Come sarebbe il nostro presente?
Se potessimo tornare indietro, rifaremmo tutto così come abbiamo fatto nel passato, o cambieremmo qualcosa? Ci sono errori a cui vogliamo rimediare? Ci sono frasi che non vorremmo ripetere?
Anomalya è indubbiamente un romanzo per ragazzi. Da adulta posso dire che l’ho apprezzato, ma se l’avessi letto da ragazzina probabilmente l’avrei amato. Sia perché mi sono chiesta fin da giovane come sarebbero andate le cose se avessi fatto una scelta piuttosto che un’altra; sia perché è un romanzo di formazione che ha portato a riflettere la me di oggi, figuriamoci la me di ieri; sia perché i viaggi nel tempo mi hanno sempre affascinata, e non mi sarebbe dispiaciuto (e non mi dispiacerebbe tuttora) viverne qualcuno.
Ho iniziato questo romanzo a scatola chiusa e ne sono rimasta davvero molto soddisfatta perché nella sua semplicità colpisce e incuriosisce fin da subito il lettore. Lo consiglio soprattutto alle lettrici più giovani e a chi ha amato la serie tv OUTER BANKS perché il libro mi ha dato un po’ le vibes avventurose che trovate lì. Anomalya ha uno stile che slitta un po’ al di fuori dei singoli generi: è sicuramente uno YA a tutto tondo, con protagonisti adolescenti alle prese con le amicizie, la prime cotte, il rapporto difficile con i genitori e la voglia di seguire i propri sogni, ma i vibes di un contemporary qualsiasi si fondono con una scia di scifi data dal viaggio nel tempo e ad elementi di trama di un testo d’avventura di una banda di ragazzi con una missione.
Il romanzo segue due POV e due filoni temporali: quello del “presente” dei personaggi ossia il 2070 e quello del loro passato, ossia il 2020. Siamo nel 2070: Claire è un importante fisica che lavora per un progetto segreto e ha scoperto un passaggio temporale sotto la Torre Eiffel. In una serata qualsiasi rincontra Jaques, oggi tassista, un uomo che ha avuto una vita molto più vuota e sfortunata di quanto aveva immaginato da ragazzo; il povero e ribelle Jaki riconosce Claire fin da subito come la ragazza ricca che passava le vacanze sulla sua isola di Brèhat, la biondina che aveva sempre ammirato da lontano, con la vita segnata dalla volontà del padre. Dopo un caffè e una chiacchierata carica di sentimenti, la fisica mostra all’uomo l’Anomolya scoperta a Parigi ed è così che Jacques si getta nella voragine, ritrovandosi trasportato a luglio 2020 nel suo corpo da ragazzo, pronto a rivivere i momenti salienti di quell’estate che ha cambiato la sua vita. Claire non sa che fare, ma alla fine decide di tornare indietro nel tempo per recuperare il protagonista. Quello che non potevano immaginare è che dopo un’iniziale confusione, i loro ricordi del futuro pian piano perdono intensità e i due si ritrovano a rivivere quell’estate, ma questa volta con una coscienza più matura, lei più coraggiosa e determinata a seguire la sua passione per la scrittura, lui con un nuovo senso di responsabilità. La vita di due giovani che a malapena si conoscevano e ora sono legati per sempre, uniti anche da un sentimento d'amore.
Durante la lettura mi ero fatta molte idee su un possibile finale, ma allo stesso tempo non ero sicura di come si sarebbe chiusa la vicenda. Sono molto soddisfatta anche dei piccoli colpi di scena, anche se forse avrei voluto sapere un qualcosa di più sulla pare scifi, ma è un romanzo molto consigliato. È perfetto da leggere per chi cerca una storia da divorare, una trama che sa di vita quotidiana, ma con una grande morale al suo interno. L’autore riflette, infatti, sulla possibilità di cambiare le proprie scelte, sulla forza del riscatto e delle nuove occasioni, sul guardare oltre le apparenza e su come un piccolo cambio nel mondo possa fare una fare una grande differenza.
Abbiamo due protagonisti molti diversi fra loro. Li conosciamo quando sono giovanissimi. Jaki ha sui 17 anni, abita da tutta la vita sull'isola di Bréhat ed è un "ragazzaccio". Irascibile, testardo, il classico atteggiamento da "so tutto io", sempre pronto a fare a botte e poca percezione dei reali rischi. Si sente in trappola. Il suo sogno è andar per mare nonostante la sua famiglia abbia una fattoria e spingano tutti per fargli intraprendere quella strada, che detesta con ogni fibra del suo essere.
Conosceremo anche Claire. Una ragazza poco più giovane, ricca e di famiglia nobile con un padre padrone che pretende dalle figlie ubbidienza assoluta affinché facciano ogni passo della propria vita come lui ha deciso. Infatti vuole che lei diventi una scienziata, come lui e le sue sorelle più grandi. Niente vacanze, nonostante vadano ogni anno alla loro casa a Bréhat per staccare. Solo studio, studio e studio. Lei però sogna di scrivere. Ma non ha la forza di opporsi a quel genitore così "imponente".
Entrambi si ritroveranno cinquant'anni dopo quell'estate del 2020 per puro caso, ma qualcosa darà loro una sorta di seconda possibilità. Infatti sotto la Torre Eiffel è nato uno strano fenomeno che ancora non sanno spiegare. Lei ipotizza una sorta di condotto spazio temporale. Ma anche fosse così, per dove? Futuro? Passato? E di quanti anni si parla?!
Un mistero che però porta Jaki ad avvicinarsi troppo e a sparire. La sua vita era uno schifo e vede tutto quello come una sorta di opportunità. Anche se trovasse solo la morte, non gli importa davvero. La cosa assurda è che si risveglia nel suo corpo di diciassettenne. Quella stessa estate del 2020, poco prima che tutto cambiasse. Una mente di adulto nel corpo di un ragazzino, che ci mostrerà come le cose possono esser viste in modi totalmente diversi a seconda delle età.
Ma il Jaki diciassettenne è davvero scomparso del tutto o preme per tornare a galla? Ed il passato si ripeterà oppure c'è davvero la possibilità di modificare le cose?
Un romanzo estremamente scorrevole e piacevole da leggere. Per chi è già adulto (anche se non si sente ancora così) è familiare e destabilizzante rendersi conto di esserci passati. Di come l'adolescenza possa esser così insopportabile da voler crescere e lasciarla alle spalle il prima possibile. L'odio, le pressioni (che siano dai familiari, o dagli amici), il non sentirsi (quasi) mai al proprio posto. Certo, non per tutti è così, ma per quanto mi riguarda non tornerei indietro mai e poi mai.
Vediamo come sia tutto estremamente diverso quando il Jaki del 2070 torna indietro e rivede tutto con un occhio distante nel tempo. La nostalgia, il non capire come mai avesse avuto certi comportamenti, la mancanza della sua famiglia. Credo che questa parte potrebbe non esser ben capita al 100% dai ragazzini, il target a cui si riferisce il libro, perché (almeno parlo per me) se ne deve uscire per capire bene certe cose.
Affronta tematiche che riguardano molto quell'età. Dalla pressione sociale che mettono i propri amici (che vedremo con Jaki ed il suo gruppo di teppisti), a ciò che la famiglia vuole per il tuo futuro spesso neanche ascoltando ciò che uno desidera fare (qualcosa di assolutamente sbagliato: se c'è passione per qualcosa, quella strada va assecondata perché potrebbe portare ad una vita bella da vivere).
Amicizia, affetto, famiglia, responsabilità. Tutte cose che lentamente prendono posizioni differenti di importanza durante la crescita. Ma è giusto così, si deve capire il proprio posto e a volte si deve "sbagliare" per capire cosa sia giusto. Anche dar retta a chi ti consiglia là strada migliore e non quella più facile.
L'ho divorato in poche orette e non mi è dispiaciuto. Di fantascientifico ha pochissimo, solo il viaggio nel tempo che è l'espediente per mostrarci la doppia visione delle cose (ragazzo/adulto) e di come le cose possono esser cambiate, credendo in noi stessi. Però, come sempre, metto le mani avanti. Non leggo romanzi per ragazzi come abitudine e quindi magari per loro quel poco basta per avvicinarsi di più a questo genere, ahimè, di nicchia in modo molto soft.
Direte: se non li leggi, perché farlo ora?! No (visto che la polemica è sempre all'erta) non è per la copia omaggio. Come per altri romanzi che mi è capitato di leggere fuori dalla mia comfort zone, perché limitarsi e darsi dei paletti? A volte le storie non fanno per noi, ma spesso si scopre qualcosa di bello che non avremmo potuto leggere se intestarditi. Poi, ovvio, prima si legge almeno la trama per capire se provarci o meglio evitare.
La storia sembrava molto particolare ed interessante, dell'autore ho avuto fortuna di legger altro di suo e so che fra penna e idee è molto vario ed interessante... Quindi, perché no?!
Un romanzo per ogni età? Possibile. Certo, non pretendete chissà cosa se siete grandicelli e con una passione per fantascienza e ciò che può ruotarle intorno. Tenete presente per chi è stato scritto. Potrebbe piacervi però. Una lettura leggera e molto scorrevole, che regala uno stacco e porta a riflettere sul proprio passato. Se invece siete giovani, può esser un ottimo modo per avvicinarvi ad un genere "ostico" anche per moltissimi adulti. Qui trattato in modo molto "soft", ma può farvi capire se ne potete esser curiosi e voler approfondire questo vasto mondo, oppure cercare romanzi differenti che facciano di più al caso vostro.
Ringrazio ancora l'autore per avermi coinvolto in un'altra lettura di un suo nuovo romanzo (e per la dedica in prima pagina, molto gentile), ed alla CE per la copia cartacea.
Sono venuta a conoscenza di questo libro per caso, grazie a bookstagram. Forse, mi aveva incuriosita la copertina, forse un po' la trama, che come è scritta non è nemmeno tanto chiara, non lo so… però, qualcosa mi ha ispirata a concedere una possibilità a questo libro, sebbene non avessi alcuna aspettativa in merito. Sono veramente felice di averlo fatto.
La storia si apre raccontando di questi due ragazzini di sedici anni, Jacques e Claire, che vivono la loro normalissima adolescenza nel 2020. Jacques è il classico ragazzino che si mette nei guai, con i grilli per la testa, menefreghista e ribelle. Invece, Claire è una ragazzina con il sogno di fare la scrittrice, ma costretta a divenire fisico a causa della mano ferma e severa del padre. Dopo questa introduzione, la storia fa un salto temporale di circa quarant'anni, dove troviamo un Jacques che è praticamente un fallito, ed ex carcerato, e una Claire completamente felice per essere stata costretta a essere diventata un fisico. I due protagonisti si rincontrano dopo decenni una sera, in cui si raccontano bene l'un l'altra cosa ne è stata della loro vita, finché Claire non invita Jacques a seguirlo sotto la Tour Eiffel, dove gli svela di aver scoperto una sorta di buco nero temporale che porterà entrambi nel loro passato.
Più che altro questa storia gira intorno al concetto "cosa accadrebbe se ritornassi indietro nel tempo?". E mi è piaciuto un sacco vedere cosa accade a questi due personaggi che da un momento all'altro ritornano due adolescenti con l'opportunità di rivivere la loro vita da un momento cruciale in cui poi sarebbe cambiata.
Di questo romanzo, ho amato praticamente tutto. Ho amato anche molto l'inventiva che ha utilizzato l'autore nell'immaginarsi un futuro in ambito tecnologico nel 2070.
Mi è piaciuto talmente tanto che l'ho divorato. Più che leggerlo, mi è sembrato davvero di star guardando un film, e questo non è un effetto che suscita ogni libro. In questo caso, non mi sono sentita una lettrice, ma una spettatrice.
Molto avvincente e interessante dal punto di vista dei salti spazio-temporali, ho apprezzato da subito il libro di Sgardoli (non avevo dubbi). La storia parallela e sbalzata nel passato fa riflettere sulle possibilità scartate che potrebbero rivelarsi fatali e importanti. Da leggere.