Se avesse una copertina e un titolo diverso e più accattivante (che so, "Spunti per una pacifica convivenza" o "Sperare nell'esperanto"... due titoli pensati ora su due piedi) credo che verrebbe voglia di leggerlo a molti. Se però, incuriositi comunque, provate a leggerlo, vi assicuro che sarà una scoperta piacevole e molto istruttiva: si parla di pionieri ed entusiasti dell'esperanto, di attualità politica e sociale, di progetti per il futuro, di origini dell'uomo e di comunicazione. Tante suggestioni intriganti, che aprono nuove possibilità e approfondimenti.
Un libro che mi piace consigliare, sia perché realizzato da una piccola e innovativa casa editrice, sia perché racconta un ambito della linguistica ancora riservato a pochi, ma lo fa con accoglienza e disponibilità, senza inutile accademismo.
Da controllare meglio i refusi di stampa, ma davvero un buon libro.