Quante volte si cerca di piegare ad altro destino ciò che per sua natura è immutabile?Sono i primi anni Duemila, quelli dell’affermazione mondiale della Cina, delle Olimpiadi di Pechino e dell’emersionedella società civile. Zeng Jinyan frequenta l’università del Popolo e lavora come volontaria con gli orfani dell’HIV-AIDS.Nelle aree rurali, la malattia ha ucciso migliaia di persone che per poter campare hanno venduto il proprio sangue inambulatori mobili gestiti dalle autorità. Quando incontra Hu Jia, un attivista per l’ambiente e i diritti civili, la lotta perla democrazia di lui diventa la lotta di lei per proteggere quanto ha di più caro. Hu Jia è sotto continuo controllo dellapolizia segreta cinese, scompare per giorni, viene maltrattato, picchiato brutalmente, sbattuto in carcere. Zeng Jinyan lodifende, lo cerca, lo aspetta. Anche dopo essere diventata madre di una bambina che conoscerà il padre solo attraversoun vetro divisorio. Una storia di lotta e di amore.Ma dove è il limite tra l’amore incondizionato e la propria libertà? Una narrazione che attraversa la repressione cineseche porta ai Giochi del 2008, le proteste degli anni successivi e le vicende di altri Gao Zhisheng, ChenGuangcheng e il premio Nobel per la pace, Liu Xiaobo. Tutte persone che desiderano cambiare il Paese in cui sononate. La Cina invece cambierà loro. Il romanzo è tratto da una storia vera.
Gabriele Barbati ripercorre la vita di due attivisti cinesi, che lottano contro il Partito comunista in difesa dei diritti umani e civili. Ricordavo di aver letto una decina di anni fa articoli che parlavano di Hu Jia, della detenzione e della successiva liberazione dell’attivista cinese impegnato nella difesa dei diritti umani e civili, in prima linea in campagne per l’ambiente, i malati di AIDS, la democrazia e la libertà di espressione. Ma leggere la sua storia e quella di sua moglie Zeng Jinyan in questo romanzo di Gabriele Barbati è profondamente diverso rispetto alla lettura di poche righe di una cronaca giornalistica. Gabriele Barbati, attraverso la storia di Zeng Jinyan e Hu Jia, tiene il lettore incollato alle pagine, tracciando un quadro sconcertante della realtà cinese e facendo capire non solo cosa significhi tentare di opporsi al Partito comunista cinese, ma anche i risvolti intimi, le rinunce e le sofferenze di chi si impegna per cambiare le cose. In questo romanzo ci sono pagine dure, descrizioni terrificanti, sofferenze atroci e, leggendole, è inevitabile soffermarsi a riflettere su cosa ci sia dietro il successo economico raggiunto dalla Cina, diventata nel giro di pochi decenni la seconda economia mondiale e interrogarsi su quale prezzo sia costato e continui a costare.