«Tutto di te dice che mi desideri, April. Per quanto ancora pensi di resistere?» «Fino a quando non sarò più una sfida.» «Tu non sei una sfida, sei una fottuta voglia. Una voglia che ho bisogno di saziare per non impazzire.»
Jared Morris, gemello di Piper (Gioco d’amore), è il più piccolo dei fratelli Morris.
Sorrisetto da stronzo strafottente, faccia da schiaffi, sguardo provocante, rude, arrogante, possessivo e sicuro di sé. Il tormento dei sogni erotici di molte (e da ora anche il mio). Con una reputazione da sciupa femmine egoista. Nessuna storia seria che intralci il suo futuro, infatti per lui l’amore è solo una stupida complicazione. È il quarterback dei San Diego State Aztects. Il campione di football che tutte le squadre professionistiche si contendono. Il suo obiettivo è la NFL e diventare un giocatore professionista.
April O'Neill è dinamite pura, ribelle, sfacciata, spigliata, divertente e con una bocca insolente che non le manda a dire. La sua vita è però in realtà una prigione lussuosa senza finestre e vie di fuga. Obbligata a rispettare le volontà dei suoi genitori: avere il rispetto di chi conta, un posto preciso in società, un matrimonio combinato. Tutto quello che desidera, invece, è poter vivere senza catene. Libera di aprire le ali e vivere la sua vita. Come le ricorda ogni giorno il tatuaggio, un cuore nero circondato da catene e con due ali alle estremità, che ha sul polso destro: “ Nessuna catena potrà mai togliermi la libertà di essere me stessa.”
Jared e April sono due monete con la stessa faccia. Così uguali eppure così diversi.
Sono pelle che arde. Bocche che bramano. Sguardi che supplicano. Corpi che si cercano. Sono un fiume di passione e desiderio che brucia. Una continua guerra fatta di sguardi, sorrisi ammiccanti, attrazioni negate e provocazioni. Un sfidarsi anche senza dire alcuna parola. Giocano a stuzzicarsi in continuazione. Un attrazione viscerale che li manda fuori controllo. Un prendere e lasciare che non ammette tregue.
Il loro è uno scontro - incontro che crepita nell’aria, un’elettricità che quando sono nella stessa stanza diventa dirompente, non la vedi, ma la senti. Una tensione sessuale che buca le pagine e che manda a fuoco pure il lettore. Loro sono liberi, affamati e spregiudicati, sono dolore e piacere, senza alcun freno.
“ Le afferro il viso fra le mani e mi avvento sulla sua bocca. Un animale che sbrana la sua preda. È un bacio rabbioso, distruttivo. Un bacio in grado di fare terra bruciata intorno, ti stordisce, sa di frustrazione e vendetta. Aggancia il braccio alla mia vita e si impossessa della mia bocca con avidità. È un bacio accattivante, possessivo. Un tripudio di sensazioni scatenanti che sento in ogni fibra del mio essere. Mi inebriano i sensi e infiammano il mio corpo. Quando si stacca dalle mie labbra, riprendo a respirare. Il cuore mi è schizzato fuori dal petto e lo stomaco è precipitato a terra. “
Ancora una volta, Veronica, si conferma un’autrice che con il suo modo di scrivere, raccontare ed emozionare; ti travolge in pieno. Sono totalmente ipnotizzata dai fratelli Morris. La storia di Jared e April è un continuo sali e scendi dalle montagne russe, una storia la loro che mi è piaciuta tantissimo. Se proprio devo trovare una piccola “sbavatura” sono stati sicuramente gli ultimi capitoli del libro. April che perde tutta la sua grinta e il suo lato combattivo, anche se probabilmente ho capito il motivo di questo suo cambiamento, l’ho trovato incoerente rispetto al suo personaggio. Il finale (seppur bellissimo), inoltre, l’ho trovato troppo forzato rispetto allo sviluppo della loro storia.
«Ricordati che siamo in due a giocare, Morris.» «Lo so bene, O'Neill. Ma perdere, nel mio vocabolario, non è contemplato.»