Fëdor Dostoevskij è uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Le sue opere sono annoverate tra i capolavori della letteratura di ogni epoca e luogo e, ancora oggi, nutrono lettori di tutto il mondo. Sono romanzi totali, monumenti letterari che contengono un sapere universale e manifestano la complessità della nostra esistenza travalicando confini e generazioni. Così le Lettere che Dostoevskij ha affidato alle mani dei suoi familiari, dei suoi amori, dei suoi sodali costituiscono, come scrive Alice Farina nell’introduzione, «il romanzo di una vita», «un’opera letteraria parallela all’opera, ma anche sorgente viva per l’opera stessa». E difatti sembrano traboccare di materiale romanzesco: l’arresto per aver frequentato un circolo di socialisti utopici, la condanna a morte, la grazia ottenuta pochi minuti prima di salire al patibolo; il confino in Siberia e la persecuzione della malattia; la continua e strenua battaglia per migliorare la propria condizione economica senza sacrificare nulla della propria arte. Ma questo materiale è qui innestato all’interno di una vita, la quale non può che diventare a sua volta sorgente creativa, in un continuo gioco di vasi comunicanti.
Per buona parte inedite in Italia, queste pagine testimoniano poi gli scatti e le evoluzioni del pensiero di Dostoevskij, permettendoci di osservarne da vicino i movimenti interiori, come quando nel 1839, a soli diciotto anni, dichiara con orgoglio al fratello di voler dedicare la propria vita a svelare il mistero dell’essere umano. Le Lettere qui raccolte – ora interamente ritradotte, a comporre l’epistolario di Dostoevskij più completo mai pubblicato in Italia – raccontano questa missione; tracciano le linee di un’autobiografia intima e coinvolgente e rivelano una personalità infuocata, dedita alla letteratura fino allo stremo delle forze; offrono un nuovo sguardo sul suo percorso intellettuale e sulla genesi di opere che hanno cambiato per sempre la letteratura, sollevando interrogativi che ancora reclamano risposte. Sono la lente d’ingrandimento sulla vita di uno scrittore che ha esplorato gli abissi della condizione umana e ne è uscito più vivo che mai.
Works, such as the novels Crime and Punishment (1866), The Idiot (1869), and The Brothers Karamazov (1880), of Russian writer Feodor Mikhailovich Dostoyevsky or Dostoevski combine religious mysticism with profound psychological insight.
Fyodor Mikhailovich Dostoevsky composed short stories, essays, and journals. His literature explores humans in the troubled political, social, and spiritual atmospheres of 19th-century and engages with a variety of philosophies and themes. People most acclaimed his Demons(1872) .
Many literary critics rate him among the greatest authors of world literature and consider multiple books written by him to be highly influential masterpieces. They consider his Notes from Underground of the first existentialist literature. He is also well regarded as a philosopher and theologian.
Primo libro dell'anno e un volume immenso. Un Dostoevskij inedito, padre affettuoso e marito devoto. Pieno di dubbi sia di fede che umani. Da leggere per entrare ancora di più in sintonia con un gigante della letteratura russa
in queste lettere a far da protagonisti sono la letteratura la famiglia i lutti l'esilio la povertà l'amore l'epilessia la ludopatia il socialismo il reazionarismo l'antisemitismo di particolare interesse le lettere alla seconda moglie anna: durante l'esilio in europa per sfuggire ai creditori dostoevskij riesce un paio di volte a convincerla di poter tornare in russia evitando la prigione per debiti attraverso una vincita al gioco così parte da solo inviando giornalmente una lettera alla moglie e pregandola di volta in volta di fare altrettanto, perde inevitabilmente tutto le chiede i soldi per tornare (indebitandosi ulteriormente) ma si gioca anche quelli la cosa accade più di una volta – la moglie d'altronde si era innamorata di lui sebbene avesse vent'anni di meno facendo da stenografa durante la scrittura de il giocatore. non manca però una nota tragica data dal fatto che durante una di queste fughe ludopatiche anna fosse incinta e il primo nascituro morirà mesi dopo anche a causa delle cattive condizioni in cui versava la coppia al tempo (il giocatore a confronto di questa quindicina di pagine è un'operetta) anche le lettere a pavel il figlio di primo letto della prima moglie di dostoevskij – le cui lettere ad ella indirizzate sono purtroppo state distrutte da anna la quale ha anche cancellato tutte le righe di natura sessuale contenute nelle lettere che dostoevskij le indirizzava (ad anna intendo) durante la sua assenza da casa il che è un po' un peccato - dicevo anche le lettere a pavel sono interessanti: dostoevskij si ritrova infatti alla morte della prima moglie marija a prometterle che si prenderà cura di lui ossia di pavel ma quest'ultimo col patrigno ha ben poco in comune e il loro rapporto epistolare sarà fatto di recriminazioni reciproche facendo da sfondo al rapporto tra arkadij e versilov ne l'adolescente le lettere durante la composizione dei karamazov testimoniano infine dell'enorme rilevanza che il romanzo ebbe sin da subito in russia e degli inevitabili elogi che la patria riservò ad un dostoevskij che, non mancando di una certa falsa modestia, ha visto – negli ultimi anni di vita, piagati da un enfisema polmonare che lo porterà alla morte agli inizi del 1881 – esauditi i suoi sogni di gloria così come espressi nelle lettere al fratello maggiore michail durante la sua adolescenza quest'anno dovrei rileggere i karamazov, li lessi che di anni ne avevo 20 e al tempo mi diede una svegliata – negli ultimi due anni l'ulisse prima e musil poi mi hanno buttato faccia a terra e dfw mi ha preso a calci, dovrei necessariamente rialzarmi
Premetto che non ho mai letto una biografia dello scrittore e non mi ero mai soffermata su chi fosse veramente. In queste pagine ho conosciuto un uomo fatto di sogni e tormenti, non solo di letteratura. Decisamente una raccolta complessa per cui fatico a immaginare il lavoro svolto dietro.