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Un giardino veneziano (ANUNNAKI - Narrativa Vol. 136)

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Giuditta, unica della famiglia sfuggita all’Olocausto, ritorna a Venezia e trascorre gli ultimi anni della sua vita in una casa con un grande giardino.  In questo raro spazio verde della città lagunare si intrecciano le vicende di persone diverse fra loro per età, provenienza ed estrazione sociale, a volte con un passato di grande sofferenza, come Tom, un ex partigiano, e Rosetta, un’orfana cresciuta alle Zitelle. 

I personaggi di questo romanzo sono legati dal loro talento Giuditta disegna, i suoi cugini americani sono musicisti, Tom è pittore, Carlo mastro vetraio, Polo crea oggetti d’arte. 

Una festa in maschera trasformerà, in una serata d’estate, il giardino in un teatro dove si incontreranno i più famosi personaggi veneziani. 

I tanti protagonisti non sono legati fra loro dalla sola arte, ma anche dal bisogno ancestrale, come sostiene Platone nel Simposio, di trovare “l’altra metà” con la quale completarsi e condividere l’esistenza. 

Questo bisogno, nonostante le diverse occasioni che si presenteranno a Venezia, Napoli e Londra, non sempre verrà soddisfatto. 

Con stile fluido, incisivo, l’autrice illustra con sensibilità narrativa e acuta sintesi sia una Venezia suggestiva, sia la psicologia di personaggi ben caratterizzati. 

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155 pages, Kindle Edition

Published November 2, 2020

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Marisa Gianotti

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Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Roberta.
80 reviews3 followers
January 2, 2021
Carlo è il personaggio centrale di questo bel testo, lavora inizialmente in una vetreria ma col tempo diventa maestro vetraio.
Era felicemente legato a Fiamma, una bella ragazza di cui era innamorato, troppo innamorato , nel modo sbagliato.
Dopo esser stato lasciato, Carlo cerca altro alloggio, sempre a Venezia ma in altra zona, ed ecco che approda nella palazzina con vista giardino, che credo possa esser riconducibile alla zona Sant' Elena ( amo Venezia ).
Per chi non conosce Venezia, essendo una città galleggiante è assai difficile trovare dei giardini ma Carlo dopo una breve ricerca e grazie a Polo, proprietario di un negozio bislacco ( che non so per quale motivo ho ricollegato alla libreria acqua alta che esiste realmente ) riuscirà a trovare questo bell'appartamento con vista giardino.
Carli fa vita ritirata, casa lavoro / lavoro casa ma un giorno incontra Tom un pittore che si rivelerà desideroso di vedere il giardino visibile dalla finestra di casa di Carlo.
A seguito delle lezioni filosofiche che inizia nel negozio di Polo, conosce Silla, la frequenta ma non scatta la scintilla anzi, lo porterà a ripercorrere il suo amore per Fiamma e analizzare il motivo per cui venne lasciato.
Grazie a Tom, Carlo si apre, frequanta con più animo ik bar sotto casa nel quale conosce Rosetta, domestica nel suo stesso palazzo che lavora per la signora Giuditta e Berto che anch'esso lavora per la stessa signora ma come giardiniere.
Sia Tom che Carlo fremono per conoscere la signora Giuditta, donna seria,vedova e poco espansiva che conduce una vita assai ritirata.
Grazie a Rosetta, Tom e Carlo riescono ad avere un incontro con la signora Giuditta che si affeziona a loro e inizia a frequentarli.
A seguito di queste nuove conoscenze Giuditta ripercorre la sua storia da bambina ebrea in periodo nazista a moglie di Giorgio.
Giuditta poco tempo dopo muore e lascia il suo appartamente ad un nipote americano Aaron che si presenta a Venezia con i suoi amici che grazie Rosetta come tramite conosceranno Tom e Carlo.
L' amicizia tra veneziani e americani si consolida e spesso trascorrono giornate e tour della città insieme.
Ad un certo punto riappare Fiamma che si trova a Londra da una cugina dove inizia a lavorare prima in un bar poi a dare ripetizioni di italiano ad una famiglia amica della cugina.
In tutto questo tempo Carlo non smette di pensare a Fiamma del quale però non sa più nulla.
Mi fermo qui, per non svelare troppo.
Aggiungo soltanto una nota positiva e una negativa.
Positiva, il linguaggio, linguaggio molto pudico, mai sgarbato o maleducato questo mi ha fatto enormemente piacere perchè oramai è difficile mantenere un linguaggio simile.
Negativo, ma non troppo, in alcuni punti troppo prolisso, si dilunga più del dovuto.
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