«Perché alcune storie di fantasia, ambientate in luoghi e tempi lontani dai nostri, vissute da personaggi a noi estranei – oltre che del tutto inesistenti – ci commuovono e ci turbano e possono cambiare le nostre esistenze, quando certi fatti orribili o struggenti, ma comunque reali, ci lasciano alle volte senza reazioni?» questo l’interrogativo da cui prende avvio il viaggio di Marco Franzoso attorno agli arcani della scrittura: scrutando tra classici e opere amate con la curiosità del pioniere e la chiarezza del cartografo, in queste pagine Franzoso accompagna il lettore attraverso una distesa di parole allo stesso tempo nota e ignota, capace di sorprendere e di smarrire, di ammaliare e paralizzare. Il suo è un insolito manuale che passo dopo passo – pro- cedendo dalla progettazione di una storia alla strutturazione di un soggetto, dall’ideazione di un motore narrativo alla costruzione di una trama, dalla stesura di un incipit alla scultura di un personaggio, dalla messa in scena di un’ambientazione allo sviluppo di un dialogo – ci fa scoprire dove nasce il fascino dei nostri romanzi preferiti e come possiamo avvicinarci alla scrittura con la stessa consapevolezza di un grande autore. Un cammino ricco di consigli tecnici e traboccante di passione, che ci porta a incrociare e rincrociare le strade di Fëdor Dostoevskij e Virginia Woolf, Leopold Bloom ed Elizabeth Bennet, Carlo Emilio Gadda e Daniele Del Giudice, aiutandoci a guardare ai loro passi da una prospettiva completamente nuova. Il grande libro della scrittura è un’opera che mentre ci offre una mappa per muoverci nelle nostre esplorazioni private ci parla del mistero della letteratura. Un invito a guardarci dentro, e a chiederci se sulla famosa isola deserta vorremmo davvero avere con noi il libro della nostra vita o piuttosto quello che potrebbe aiutarci a scriverlo.
Marco Franzoso è nato nel 1965 in provincia di Venezia, dove attualmente vive. Nel 1998 ha pubblicato il romanzo Westwood dee-jay (Baldini & Castoldi), da cui è stato tratto uno spettacolo teatrale, e con Marsilio i romanzi Edisol- M. Water Solubile (2002) e Tu non sai cos'è l'amore (2006, Premio Castiglioncello), anch'esso diventato uno spettacolo teatrale. Nel 2012 Einaudi ha pubblicato Il bambino indaco. Nel 2014, sempre per Einaudi, è uscito il romanzo breve Gli invincibili. Seguono nel 2016 Mi piace camminare sui tetti (Rizzoli) e nel 2018 L'innocente (Mondadori).
Premessa doverosa: io non voglio scrivere e quindi non compro questo genere di manuali per imparare a fare una cosa ma solo per capire se questa cosa, lo scrivere, si possa insegnare e come. Bene, il come di questo libro per me è noiosissimo. Pagine di metodi, di liste, di come approcciarsi che io trovo del tutto personali e del tutto arbitrarie (per carità, il libro lo hanno commissionato a lui, quindi lui dà il suo punto di vista, mica il mio) ma che, soprattutto, trovo confondano. Mi spiego. Io ho un'altra idea della scrittura, del romanzo, dei personaggi, degli intrecci ma mi rendo conto benissimo essere solo mia e se qualcuno cercasse ispirazione in me potrei confonderlo.
Poi Franzoso è molto bravo nel prendere esempi da libri capolavoro e citarne pagine intere e spezzattarle e tenere il punto, e questa è la parte interessante del manuale. Le tue letture fatte con occhi diversi, per dire, quello che lui ci ha visto in Anna Karenina io proprio mai, l'ho letto decisamente con altri occhi. Perché Franzoso è uno che scrive bene, alcuni dei suoi romanzi sono proprio belli.
Quindi il mio giudizio, che figurati se è un giudizio quando mai, intendo dire le mie stellette puntano solo a questo, al fatto che la praticità sia del tutto non condivisibile anche se io no scrivo. E si vede, visto che temo di non essermi spiegata per bene.
Birretta, senza impegno, che ne ha richiesto troppo il manuale.
Non ho mai letto un libro come questo. Sono stata entusiasta di questo autore, credo unico nel suo genere, che non si è risparmiato e ci ha donato tanti spunti, modi di scrivere, consigli, e tratti letterari di grandi autori del passato, da Flaubert alla letteratura americana, passando per i russi, Dostoevskij, Tolstoj. Libro prezioso per aspiranti scrittori. Grazie all autore.
"Perché i libri sono sempre stati il mio salvagente nei confronti della vita, e se anche la confusione regna sovrana, le parole e i testi che amo fanno fiorire quella cosa che mi viene vivo attraverso il racconto: la memoria. L'unica possibilità per trovare un po'di chiarezza e costruirsi un'identità nella quale riconoscersi."
Questo è un manuale dall'utilità indubbia e di sicuro non può che essere d'aiuto per chiunque si cimenti con la scrittura, sia per chi è alle prime armi, sia per chi si destreggia già da tempo con la stesura racconti e storie.
Quindi si, molto utile, molto illuminante. Però in molti punti risultava inutilmente prolisso... E fin qui...alla fine si tratta di un manuale, ci può stare. Però la parte più "negativa" dal mio punto di vista è la voce un po'saccente dell'autore che attribuisce alla scrittura e a chi si affaccia a questo mondo un tono melodrammatico, di sacrificio e rinuncia.
E prima dice che le ore di sonno saranno un lusso, e poi dice di scrivere SENZA UN MINIMO DI DISTRAZIONE, e poi che lo scrittore vive di frustrazione, e poi che i grandi autori non sono mai stati soddisfatti dei loro romanzi quindi solo i più scarsi lo sono dei propri.
Voglio dire: con una visione simile chi scriverebbe mai...?
Tolto queste considerazioni il manuale è adatto anche per consultazioni lampo, ma a mio avviso bisogna prima dargli una lettura generale per sapere cosa andare a cercare nel momento del bisogno.
Non parlerei propriamente di manuale. Ci sono sì elementi "tecnici" qua e la, ma non sono tutti trattati in maniera approfondita. Resta comunque un libro che merita una lettura. Lo si può leggere in due momenti, a mio avviso. O all'inizio di un percorso di studio della scrittura o al termine di una apprendimento teorico della stessa, ma quando si è cominciati a "fare sul serio", dunque si hanno già in testa un po' di nozioni fondamentali di stile e narratologia. Ritengo che però il secondo sia il momento più fruttuoso, perchè questo testo è carico di suggestioni e sfumature che forse, non avendo ancora bene in testa i fondamenti, finirebbero per sfuggire al lettore e sarebbe un peccato, perchè sono queste ultime il vero valore aggiunto. Preparatevi però a leggere un testo strabordante. L'autore si concede parecche ridondanze, annacquando il succo della questione. Ci sono però molti esempio letterari, che chiarificano certe posizioni, con riferimenti diretti ai testi citati. Più che di manuale, parleri di un vero e proprio discorso sulla scrittura, frutto dell'esperienza dell'autore che è anche scrittore evidentemente. Se mi sento di consigliarlo? Sí, ma dopo che si è già un po' piu consapevoli cosa significhi la scrittura narrativa.
Molto bello e anche interessante, ma non sono riuscita a finire di leggerlo tutto per bene. Troppo prolisso, come un manuale da studiare. Può essere utile da consultare di tanto in tanto in base alle esigenze.
non scrivo, se non per motivi professionali, ma mi piace leggere libri sulla scrittura per capire i meccanismi ed apprezzare meglio i libri che leggo. questo libro fa realmente capire il lavoro di cesello che sta dietro un bel libro, illustrando nel dettaglio i meccanismi e le tecniche. si tratta di un libro cui atttingere molti riferimenti che richiede tempo per essere assimilato.