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La mort moderne

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Translation of Carl Henning Wijkmark's debate on euthanasia in the form of a symposium

172 pages, Paperback

First published January 1, 1978

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About the author

Carl-Henning Wijkmark

38 books9 followers

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for "Robert Ekberg".
1,265 reviews11 followers
August 15, 2024
Man förstår direkt att vi har att göra med en rasande satir när första meningen är “Hej, jag heter Bert Persson, och jag hälsar er hjärtligt välkomna till det här symposiet kring temat Människans slutskede” (s. 5). Eller så har vi inte det. Det spelar ingen roll.

Ja, om man inte är frilansande kulturskribent på GP, då. Där ligger pannorna ständigt i veck djupa som fårorna i Ágota Kristófs potatisåkrar. Allt i en air av vetgirighet som den bortskämdas sista skälvande hugsvala. Men det spelar ingen roll, raring.
47 reviews3 followers
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April 24, 2009
While I'm not a big fan of dystopian literature and am generally inclined to dismiss some of the more pessimistic forecasts in literature, this was chilling because it was actually believable.
Profile Image for Marina.
899 reviews185 followers
December 30, 2023
È difficile per me parlare di questo libro. Perché all’inizio mi è piaciuto, e poi andando avanti non sono più riuscita a sopportarlo. È agghiacciante, crudele fino all’inverosimile, più horror di un horror (non lo è, è “solo” una distopia).

La storia è questa: siamo a un simposio in Svezia, dove elementi del governo, della Chiesa eccetera si sono riuniti per parlare della morte. Siamo nel 1978, c’è la crisi economica, i vecchi e i malati pesano sulle casse dello Stato. Allora, quale soluzione più ovvia che eliminare la fonte di tanti problemi? Ma questi cittadini svedesi ligi alla legge non sono nuovi nazisti, tutt’altro, loro aborrono Hitler, sebbene non neghino che qualcosa di buono l’ha pur fatto. La loro idea non è certo – Dio ce ne scampi! siamo in una democrazia – quella di sterminare vecchi e malati, ma piuttosto di convincere gli anziani che la loro morte sarebbe positiva per la società, il sacrificio di pochi (si fa per dire) per il bene di molti. Quindi i vecchi dovrebbero consegnarsi spontaneamente alle autorità, che porrebbero dunque fine alla loro vita a un’età predeterminata in partenza. Per quanto riguarda i malati, per esempio i bambini down, basterebbe non fornire loro i vaccini, consegnandoli a una morte certa. Ma l’idea del governo non si ferma qui; intanto bisognerebbe impedire ai vecchi e ai malati di lasciare il paese con tutti i mezzi possibili, poi non avrebbe senso sprecare risorse preziose: i vecchi possono comunque fornire ancora un servizio alla società, una volta morti, se dai loro cadaveri si ricavano materie prime utilizzabili nell’industria.

Mi sembra di aver detto tutto, capirete dunque perché il libro è agghiacciante e finanche ripugnante. Tanto più che (non conosco la storia dell’autore, ma) sembra scaturire da un’idea del tutto distorta dei valori della laicità, mi sembra insomma un libro scaturito dai peggiori incubi di un fondamentalista pro life – non per niente parla anche dell’aborto come un primo e già accettato mezzo di controllo della vita (controllo delle nascite, come la “morte moderna” dovrebbe essere il controllo delle morti), utilizzato perché le madri possano continuare ad andare al lavoro e quindi a produrre.

Insomma, per quanto mi riguarda non ci siamo proprio, avevo grosse aspettative, ma non mi aspettavo un libro così cruento, grondante ipocrisia e sangue da tutti i pori. Mi stavo quasi sentendo male nel leggerlo.
Profile Image for Jan-Jaap van Peperstraten.
78 reviews68 followers
April 28, 2013
Sinister but possibly prescient verbatim of a shady Committee discussing possible 'solutions' to the demographic crisis of the Swedish state. Couched in soft-spoken bureaucratic terms the final solution is proffered: mandatory euthanasia for the old and crippled. But of course, it can`t happen here. Or can it?
Profile Image for GiuseppeB.
130 reviews23 followers
January 21, 2018
Interessante. Punti di vista sulla fine vita scambiati da esperti in un simposio a porte chiuse. All'inizio si cerca un modo di convincere i vecchi a morire (o farsi aiutare a farlo) per il bene della società: minori costi per l'assistenza e la sanità, risparmio di pensioni ecc. Alla fine ci si potrebbe accontentare di utilizzare i cadaveri come materia prima per svariati utilizzi nell'idustria farmaceutica e per la ricerca.Il problema è convincere l'opinione pubblica ad accettare tali cambiamenti. Trattare la morte in maniera razionale è di fatto troppo difficile. Comunque troviamo degli interessanti spunti di riflessione. Considerando che il libro è stato scritto nel 1978 si deve dare atto all'autore che ha precorso i tempi.
Profile Image for Astrid.
73 reviews
September 13, 2024
i’m currently working on a script that’s about a similar topic (people having to die once they reach a certain age) and i realized i’m not thinking cruelly enough omg that last part of the book made me feel sick to my stomach
Profile Image for a.g.e. montagner.
244 reviews42 followers
October 29, 2011
Deliziosa e tremenda opera teatrale che mostra il lato oscuro e distopico dell'invidiato welfare state svedese.

Ad una conferenza a porte chiuse vari 'esperti' studiano un modo per rendere socialmente ed eticamente accettabile l'eutanasia di stato, attraverso la ricerca del consenso tipica della politica svedese.
(l'espediente della conferenza è peraltro l'unica pecca dell'opera: pur trattandosi teoricamente di teatro non 'succede' mai nulla ed i personaggi si limitano a discutere tra loro; un po' limitato per un attore sul palco, no? Mi pare più efficace come 'teatro da leggere').
Le argomentazioni si susseguono, nella loro logica implacabile ed agghiacciante, allontanandosi rapidamente da quanto può essere considerato eticamente accettabile. O forse no? Non sono rari i casi in cui situazioni ipotetiche ed assolutamente scandalose, preannunciate come provocazioni artistiche dalla satira o dalla fantascienza, vengono riproposte in tutta serietà qualche decennio più tardi dal politico di turno.

E tuttavia, se accettiamo la finzione letteraria di una conferenza a cui si accede solo per invito e rigorosamente off-limit per i media, noi lettori ci troviamo risucchiati nostro malgrado in questa situazione: se possiamo assistervi è perché siamo stati invitati a nostra volta. Anche noi sediamo nella platea, con gli altri personaggi. E qui sta forse il messaggio più profondo dell'autore: a teatro siamo spettatori, ma nella vita sta a noi prendere la parola, alzarci e far sentire la nostra opinione, difendere i valori in cui crediamo. Fare in modo che gli obbrobri siano, ancora una volta, inaccettabili.

Un'opera brillante, di grande valore e molto ben scritta, anche una volta venuto meno lo shock iniziale.
Pubblicata in origine nel 1978 e tradotta dopo trent'anni di assenza (!) dalla benemerita Iperborea, che se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

L'angolo dei suggerimenti letterari
A chi fosse interessato ad altre opere teatrali sull'eutanasia (un connubio insolito) consiglio caldamente Love-Lies-Bleeding di Don DeLillo.

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Postscriptum
dopo Ausmerzen di Marco Paolini, 26 gennaio 2011

"Non è il nazismo a partorire queste idee. È da queste idee che nasce il nazismo".
Il momento in cui lo stato sociale diventa nazionalsocialismo.
Non mi ero reso conto che la citazione implicita del nazismo fosse così puntuale. Guardando lo spettacolo di Paolini, specialmente i brani iniziali in cui viene illustrata la logica dell'eutanasia di stato, avevo continui flashbacks di La morte moderna... Wijkmark è un genio.
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