Londra, 1818Giunta nella capitale per la sua prima Stagione, lady Edith Courtenay finisce nel mirino di un pretendente dalle poco limpide intenzioni. A offrirle aiuto, con una proposta di matrimonio del tutto inattesa, è il Duca di Richmond. Una unione che, seppure nata con l’unico scopo di mettere al sicuro Edith, è destinata a sfociare in una profonda intesa. Tuttavia, proprio quando giunge a un punto di svolta, il rapporto tra i coniugi sarà messo a dura prova da un’amante dai capelli rossi e oscuri personaggi del passato che metteranno in pericolo la vita di Edith e costringeranno il Duca a una folle corsa contro il tempo.
Anita Sessa torna con un romanzo storico ben scritto con un pizzico di suspense e mistero che rende la vicenda ancora più coinvolgente. La storia si svolge tra l’Inghilterra e la Scozia nel periodo regency e ha come protagonisti due personaggi che nella prima parte più lenta fanno la loro conoscenza e nella seconda parte dimostrano di avere coraggio e determinazione anche di fronte al pericolo. Edith ci vede mostrata come una protagonista forte che non accetta le imposizioni, le regole le stanno troppo strette e non è intenzionata a prendere in considerazione il matrimonio a meno che i suoi sentimenti non vengano corrisposti. Per una protagonista impavida c’è bisogno di un altrettanto protagonista maschile indomabile. Archibald Lennox è un duca scozzese molto rispettato, l’ho adorato per il suo non essere ligio alle regole della società, per la sua determinazione, per il suo coraggio di affrontare il pericolo anche a costo della vita. Quando i due protagonisti sono insieme vediamo come scorre l’elettricità tra loro, come un semplice tocco può incendiarli, come due anime così affini e al tempo stesso differenti riescano a creare un fuoco che brucia. L’autrice ci offre una descrizione accurata della psicologia di Edith, la descrive perfettamente delineando ogni sua sfumatura. E proprio per questa caratteristica ho apprezzato molto questo romanzo insieme anche alla seconda parte della storia dove si vive il pericolo, dove c’è suspense e mistero ed Edith e Archibald dimostrano di essere coraggiosi di fronte alle insidie. Non c’è stato un momento che ho staccato gli occhi dal libro, sono rimasta incantata dall’inizio fino alla fine. La prima parte sicuramente è più lenta ma ci inoltra nella storia, ci presenta i due protagonisti, come nasce la loro storia, come vivono le loro vite e come queste ultime si intersecano. La seconda parte invece sono sicura che l’amerete proprio perché c’è quel pizzico di suspense che rende la vicenda più avvincente e intrigante. Arrivata alla fine della storia mi sono resa conto di volerne di più, che volevo ancora conoscere i due personaggi ed entrare nelle loro vite. Un complimento speciale va all’autrice che ha saputo evidenziare la figura di Edith elevando l’audacia della donna, la determinazione, la forza di saper affrontare ogni cosa, anche la più difficile e pericolosa ribaltando anche i canoni della figura femminile di quei tempi. Mi sono innamorata anche di Archibald e se all’inizio sembra non avere carattere, nella seconda parte acquista forza e dimostra di ottenere ciò che vuole. Due personaggi così simili che ci fanno innamorare del romanzo dalla prima fino all’ultima pagina. Le descrizioni delle ambientazioni ci fanno entrare in sintonia sin dall’inizio, l’autrice riesce a descrivere così bene gli ambienti e i paesaggi tanto da rimanere incantati da questi scenari, dalla bellezza di quei tempi, dagli abiti di pizzi e merletti...
⭐⭐⭐⭐,5 Premetto che questa è stata una piacevole rilettura di un libro già pubblicato precedentemente e che mi aveva già trasmesso le stesse gradevoli sensazioni avvertite anche in questa nuova edizione in cui spicca una stupenda copertina il cui colore ricorda il verde intenso e rigoglioso delle lande scozzesi ove in parte è ambientato. Edith è stata istruita a dovere per diventare una moglie perfetta, ruolo che ogni giovane nobile donna inglese deve ricoprire dal debutto in società. Per quanto la nobile e sfavillante vita che l' attende a Londra possa attrarla, in cuor suo si sente però soffocare perché sposarsi significa perdere ogni ulteriore briciola di libertà. Diventare come una di quelle donne del ton severamente rigide all' etichetta è in netta contrapposizione al suo spirito indomito e anticonformista. Quando vede per la prima volta Archibald, duca di Richmond, resta colpita dai suoi tratti spigolosi e ruvidi, dal sorriso enigmatico ed affascinante ma soprattutto dalla sua pacatezza perchè proprio come lei, preferisce il silenzio e la riflessione piuttosto che le chiacchiere inutili e sterili. Nonostante tutto affronta il viaggio verso Londra consapevole che sarebbe stato il punto di partenza del proprio futuro ubbidendo al destino comune ad ogni fanciulla che la vuole sposa e madre incatenata alle convinzioni sociali. Per Archibald, Edith, rappresenta una novità che la contraddistingue, seppur ferendo il suo ego di uomo, resta affascinato dalla sua bellezza e dalla sua mente arguta, dai suoi discorsi pratici e ben lontani dalle frivolezze che accomuna le altre donne nessuna delle quali lo ha mai apprezzato, come Edith, per pregi diversi dal suo bell' aspetto. Spinto dalle regole sociali che prevedono una moglie a garantire la propria discendenza, spinto dalla forte attrazione che prova nei suoi riguardi salverà ben volentieri Edith dalle grinfie di un corteggiatore pericoloso sposandola egli stesso. Il matrimonio sarà basato sul reciproco rispetto ma avrà risvolti rocamboleschi, riserverà molte sorprese e colpi di scena. Il rapporto fra i due diventerà acceso rivelando il carattere forte di Edith e un lato del duca inaspettato. Arriverà l'amore o fra loro sarà un matrimonio solo di apparenza? La penna talentuosa di Anita Sessa ci regala un regency ambientato tra la fredda Inghilterra e la suggestiva Scozia di cui ne ho ammirato le descrizioni. Una storia che parte lenta in cui si descrivono i tratti caratteristici dei personaggi e si evince lo stile di vita dell' epoca legato a ferree regole sociali ben distinte. Edith è l' emblema della donna che vuole evolversi e non essere relegata solo ad uno stereotipo frivolo e sciocco. Dopo il matrimonio la storia diventa più animata ed interessante grazie all' introduzione di azione e una giusta dose di mistero catturando maggiormente l' interesse anche con colpi di scena e battibecchi fra i protagonisti che stentano a dichiararsi i reali reciproci sentimenti che stanno maturando nei loro cuori. Saranno coinvolti in alcuni intrighi inquietanti che minacciano gravemente la stabilità della famiglia e seppur tolgono spazio all' evolversi del loro amore danno alla trama un risvolto dinamico e avventuroso che ho apprezzato molto. Lo stile narrativo dell'autrice è scorrevole, strutturato in modo semplice e lineare ma armonioso nella lettura dimostrando un' ottima versatilità nonostante a le sia più congeniale il romance contemporaneo. Un regency con il quale trascorrere piacevoli ore di lettura emozionante in compagnia di una protagonista dall' indole impavida e dalle idee ben chiare riguardo il ruolo della donna precorrendo con intelligenza e tenacia quei tempi austeri.
Anita Sessa si cimenta con un classico romance Regency e devo dire con risultati veramente apprezzabili.
Una simpatica storia che si snoda a cavallo tra l’Inghilterra e la verde Scozia, con due protagonisti nobili e ricchi che uniscono le loro vite apparentemente solo per interesse. Un interesse che, in realtà, nasconde qualcosa di più profondo, oltre che una sana e istintiva attrazione fisica.
Al di là della vicenda, che non offre particolari spunti di originalità, ho trovato la psicologia della protagonista molto ben analizzata grazie alla capacità della scrittrice di presentarci tutte le sfumature e le caratteristiche più profonde di Edith: mi ha colpito particolarmente lo spirito della giovane protagonista, insofferente alla piatta vita che le è riservata, alla ricerca di una realizzazione personale al di là del ruolo di moglie/madre/perfetta padrona di casa. Un animo così non poteva che unirsi con uno altrettanto allergico alle convenzioni sociali, ma particolarmente tormentato dai doveri che il casato gli impone, come Archibald.
A unire le loro vite non sarà un colpo di testa, ma un apparente calcolo di entrambe le parti. Perciò, nella prima parte del romanzo assisteremo all’evoluzione del loro rapporto e dei sentimenti di entrambi; la seconda parte del romanzo sarà invece quella più avventurosa e l’intrigo che ne deriverà ci permetterà di assistere a un cambiamento nella giovane Edith, che si trasformerà in una coraggiosa pistolera quando vedrà il proprio matrimonio e i propri cari minacciati da oscuri nemici. .
“… Devo riacquistare un minimo di credibilità in questa casa. Ho saputo che avete indossato i miei pantaloni, Vostra Grazia.” “Non avevo più indumenti puliti,” ribatté lei. “E che avete fatto il bagno mezza nuda nelle acque gelide del Moray Firth.” “Avevo caldo.” “Promettimi che non smetterai di fare queste cose, Edith. Dimmi che finalmente hai lasciato perdere tutte le convinzioni da ricca moglie inglese e ti sei convertita agli usi e costumi della Scozia” la provocò lui, stringendola forte tra le braccia. Edith rise di cuore, abbandonandosi contro la sua spalla…” . Emanuela - per RFS
Un libro per sognare, uno di quelli che si aprono in cerca di conforto, belle storie (con un pizzico di rocambolesco che non fa mai male) e grandi amori. Gli do 5 stelle perché è proprio come piace a me, scritto meravigliosamente bene e perché quando sono arrivata alla fine l’ho chiuso con un sospiro soddisfatto e felice
Mi trovo a scrivere questa recensione con animo contrastante. Mi spiego meglio, il romanzo è corto, forse troppo corto per alcuni degli argomenti che l’autrice ha voluto trattare e che avrebbero meritato più spazio. Ma allo stesso è tempo è una lettura piacevole, che scorre bene. Il ritmo narrativo non è sempre stato costante ma non è un fattore che disturba più di tanto. I protagonisti sono Edith, figlia di un Marchese, e Archibald Duca di Lennox. Due personaggi atipici e fuori dagli schemi, che incarnano quella che è la propria terra. Inghilterra e Scozia, in lotta ma eternamente unite. Ora, Edith è un personaggio che si evolve, in modo diverso da quello che ci si aspetterebbe da un Regency, ma per questo non meno interessante. Perché tutte possiamo capire la ricerca del “sentirsi libera e senza costrizioni”. Il Duca d’altra parte è un dongiovanni con un cuore, che inizia subito a battere per la protagonista, ma che non lo rende meno affascinante o meno eroe scintillante. Un bel personaggio, con una testa sua e quasi un vero rivoluzionario nelle idee. Come gentiluomo aiuta la protagonista in un momento di bisogno, da cui si evolverà il loro rapporto, fatto anche di deliziosi battibecchi.
Edith e Archibald sono una coppia fuori dagli schemi, perché Archibald non vuole sottomettere Edith, anzi, vuole renderla libera e selvaggia proprio come la Scozia, terra che rivede nei profondi occhi di questa ragazza schiava di tutte le sovrastrutture della società del tempo. Avrei preferito leggere di più su alcuni aspetti del libro, che non dico per evitare spoiler, ma sicuramente un libro piacevole, con uno stile di scrittura fluido e scorrevole. I pov sono alternati all’interno del capitolo, in modo da comprendere di più la psiche dei protagonisti. Alla fine Edith si dimostrerà una donna, come la maggior parte delle volte accade, più in gamba del suo tempo.
Un romanzo che mi ha veramente colpita. Molto buono lo stile narrativo e soprattutto degno di nota il fatto che non è presente il solito cliché: lui povero e lei ricca o viceversa. È vero sì che il matrimonio tra Lord Archibald Lennox e Lady Edith Courtenay è un accordo, almeno all’inizio, ma un accordo stipulato da entrambe le parti e non imposto dai genitori come succedeva all’epoca. Il romanzo si svolge tra il 1817-1818 a cavallo tra il Devonshire, Londra e la Scozia. I personaggi, i paesaggi, sono descritti minuziosamente ma senza mai diventare ridondanti e noiosi. C’è l’amore, il ton, i castelli, le sontuose dimore, ma c’è anche tanta suspense e in più il ruolo della donna finalmente è al centro della vicenda, e non relegato solamente a balli, ton inglese, chiacchierate davanti ad un te. Edith in questo romanzo è libera e indomita, dimostrando a tutti il suo carattere fortissimo e riuscendo a tenere testa anche agli uomini.
[“Io e voi, Edith, siamo esattamente come la Scozia e l’Inghilterra“ - le ringhiò tra i capelli. “Agiamo in modo differente, ma siamo profondamente simili. Legati indissolubilmente, eppure sempre in guerra. L’Inghilterra non può fare a meno della Scozia. E la Scozia, in fondo, ama l’Inghilterra.”]
Il Natale del 1817, vede la residenza di Courtenay House in fermento. All’aria resa frizzante per i preparativi della vigilia, si aggiungono i pensieri legati al debutto in società delle giovani Lady della famiglia. Il marchese Lord Courtenay e il visconte Rutley sono ormai pronti a preparare quella “dote” atta al conseguimento del matrimonio delle loro figlie. “Lady Margareth, alta e bionda, era sicuramente la più spigliata delle tre. Lady Charlotte, mingherlina e dai capelli castani (…) . E poi c’era Lady Edith, diversa dalla sorella e dalla cugina” L’entusiasmo delle Lady madri è alle stelle, risultando quell’occasione quasi una prova generale. Ma quell’atmosfera sembra non contagiare tutte le donne, alla stessa maniera. La più reticente è anche la più anticonvenzionale delle tre giovani: Edith. La sua aspirazione maggiore è quella di viaggiare, ma ciò non si confà ad una signorina del suo rango. Ma, pensandoci bene, la Stagione le permetterebbe di lasciare per un po’ la tranquillità del Devonshire per perdersi nell’andirivieni delle carrozze della City… “…si chiese cosa ci fosse di tanto speciale in un ordinario susseguirsi di alberi ricoperti da un lieve stato di neve. Qualcosa doveva pur esserci, perché gli occhi verdi di lady Edith erano accesi di una luce diversa, affascinante e malinconica allo stesso tempo, tormentati da qualcosa di indefinibile” Pensieri che si susseguono in quella giovane testolina, che si mescolano a quello più grande: la speranza di non trovare un pretendente. Guadagnare un’altra stagione significherebbe godere di un ulteriore anno di libertà, lontano da quelle restrizioni sociali che le metterebbero un laccio al collo con la scritta Matrimonio, che non è altro che un contratto di convenienza tra due parti… un genitore ricco e un aspirante marito altrettanto ricco! Intanto a Northam, due figure appartenenti alla stessa famiglia, si stanno avvicinando dopo un viaggio lungo un anno. Lady Lisbet Lennox, forte di un’antica amicizia, torna a far visita insieme a suo nipote Archibald, ai marchesi di Courtenay. Il giovane duca di Richmond non passa di certo inosservato, vista la sua signorile bellezza, e dotato di quel sorriso così enigmatico. Gli apprezzamenti delle signorine sono inevitabili, solo Edith riesce a cogliere quel lato taciturno, passando oltre… Anche il Duca non sembra troppo incuriosito a soffermarsi tra le grazie femminili, il suo unico interesse è volto al suo patrimonio e al bene di quegli affari che troppo presto sono gravati sulle sue giovani spalle. Ma i conti non portano di fronte ad eventi inaspettati… “Lord John Cecil, Marchese di Exeter. (…) E’ un vero piacere fare la vostra conoscenza, Lady Courtenay. La fama della vostra bellezza vi precede” Ciò che Edith tanto sperava, viene spazzato via da uno sguardo e due sorrisi. In fondo, dovendo per forza maritarsi, Cecil rappresenta il male minore… E quel corteggiamento pressante e sfacciato, presto si rivelerà corrisposto, creando e fomentando sentimenti contrastanti in Archibald… che gli faranno drizzare le antenne, pronto a captare anche il più sordido inganno. Un susseguirsi di eventi del tutto inaspettati si verranno a creare sospinti dalla forza della gelosia e da quell’istinto di protezione che solo la vicinanza di Edith gli riesce a tirar fuori. Allora?? Non dicevamo che la dote era già pronta da un po’?… Un sentimento consapevole contro uno nascente! Quella forte attrazione che anticipa e che confermerà quel legame indissolubile che giorno dopo giorno, insieme, stanno costruendo. Tutto potrebbe essere perfetto se un problema, non estirpato alla radice in un passato troppo lontano, tornerà alla luce con effetti catastrofici… portandosi anche una cascata rossa di… Presagi di morte, odore di sangue e sete di vendetta… si mescoleranno a quelle lacrime che ormai sembrano aver spento ogni barlume di speranza…. “Due giovani dal cuore puro, belli e perfetti l’uno per l’altra. Prima o poi, con tutta probabilità, se ne sarebbero resi conto anche loro.” Ma se una giustizia divina esiste, ma soprattutto se l’amore può tutto… Non vi resta che prendere la prima carrozza diretta in Scozia e verificare con i vostri occhi. Ormai credo sia chiaro di quanto il romanzo storico, il regency nello specifico, sia diventato per me “il genere” in assoluto. Ogni volta è come assaporare quel cioccolatino dall’aspetto invitante, senza sapere di cosa è farcito. E’ poi mi stupisco perché ognuno è diverso dall’altro, esteriormente e interiormente. E diverse sono le “reazioni” che può generare, le percezioni son diverse per ogni soggetto che l’“assapora”… Ma quel che conta, è il piacere di immergersi in un’epoca che non mi appartiene e fingere di esserci stata. La bravura sta nel narratore, in base a quanto e come racconta, all’entità dei battiti che riesce a far scatenare al lettore, eclissandolo sulla scena. Di cuore, mi vien da dire, che in questo genere non sono mai rimasta delusa ed ho trovato sempre le giuste competenze. Cambia la “dialettica”, lo stile tra un’autrice e l’altra, ma già ascoltare “Vostra Signoria”… Eccomi, sono partita per quel viaggio, che con voi ora voglio approfondire. Non è la prima volta che la Dri Editore, punta su un’autrice già affermata, è le porge il guanto di sfida. Di quale sfida parlo? Cimentarsi con un regency quando questo non è proprio un cavallo di battaglia. Anita Sessa, non solo ha accettato quel guanto, ma se l’è infilato e l’ha calzato alla perfezione, uscendone a pieni voti. Come solitamente accade, la narrazione è affidata a chi ne sa un po’ di più. Ve lo ricordate il mio “narratore so tutto io”? (Non pensate che onniscente sia un po’ démodé?) . A qualcuno è sembrato che in questo romanzo abbia preso troppo il sopravvento, lasciando poco spazio ai discorsi dei personaggi. Per me, che adoro perdermi nel racconto, è proprio tutto quel chiacchiericcio che mi fa spaziare con la fantasia creandomi un mondo parallelo… ho trovato il tutto semplicemente sublime. La scrittura è priva di quei fronzoli che potrebbero rallentarne la lettura e proprio per questo è impossibile spostare gli occhi e distrarsi anche solo un momento. La mia ragione – quelle poche volte che funziona – mi ha fatto spegnere la luce a tre passi dalla fine, che tradotti in tempo, mi avrebbero fatto stare con gli occhi chiusi a lavoro…. Un’ora che rimandata al pomeriggio successivo, mi ha ripagata di quel tempo in stand-by, dandomi un finale desiderato dai risvolti impensati. Il romanzo non mostra segni di cedimento e titubanza. L’autrice sembra sentirsi a suo agio in quel tempo a lei sconosciuto. Forte di quella ricerca che sicuramente l’ha aiutata a muovere i giusti passi, ci presenta tutti i suoi personaggi coerentemente con il periodo regency. Partendo dal vestiario, alla dialettica… a quelle tanto “sofferte” convenzioni sociali. Quella voglia di libertà che ben caratterizza Edith, si sposa alla perfezione con l’indole e la cultura del suo sposo Archibald. Spesso viene messa in risalto l’eterna rivalità tra inglesi e scozzesi, avvalendosi di un registro più informale e soprattutto più ironico. “Io e voi non potremmo essere più diversi. Sono inglese fin nel midollo. E voi siete uno scozzese” “Dimmi che finalmente hai lasciato perdere tutte le tue convinzioni da ricca moglie inglese e ti sei convertita agli usi e costumi della Scozia” Ecco che con esempi elementari, scopriamo come altri punti fondamentali per un regency vengono rispettati alla perfezione. Ma poi vogliamo parlare di quelle emozioni infinite, che si respirano ogni istante e in maniera più convincente andando avanti con la lettura? Il loro primo bacio e le sensazioni sulla pelle, mai si potranno cancellare. Mi rendo conto, come sempre, che non vi ho raccontato abbastanza. Tutto ciò per non togliervi il gusto della lettura e di godere appieno proprio di quelle emozioni che vi susciterà. Non è solo una storia appassionata, delicata, a tratti “avventurosa” e ricca di pathos. Edith e Archi (scusate l’eccessiva confidenzan !), ci insegnano che bisogna lottare per le proprie idee, non bisogna infrangere i propri sogni e il proprio credo. Ma soprattutto ci ricorda che per amore, anche contro ogni ragione, spesso potremmo essere disposti a tutto… anche rischiando la nostra vita!
E’ ciò che ci viene narrato in questa delicata e scorrevolissima storia dalla penna di Anita Sessa, che con un’attenzione ai particolari ed ai paesaggi inglesi e scozzesi, ci aiuta ad immergerci nelle vite di Archibald ed Edith, due protagonisti veramente interessanti. La delicatezza di cui parlavo prima è una caratteristica che si ritrova sempre nella penna della Sessa: la scelta narrativa adottata è decisamente di specchio austeniano, e ammetto di averlo trovato esclusivamente in questa autrice (no, non scherzo. Nei romanzi sin’ora letti non c’era questo stile, ma se magari ne conoscete altri fatemi sapere!), cimentatasi al suo primo romanzo di epoca regency. Sebbene sia una vicenda intricata, dai numerosi risvolti, dai colpi di scena che appassionano il lettore, il romanzo scorre che è una meraviglia, senza necessità di rimarcare certi aspetti “tecnici del romanzo”: sei lì, sei in Inghilterra, poi sei in Scozia, e ne assapori profumi, colori e realtà. Senza bisogno di eccessivi sforzi, senza la necessità di aver visto in precedenza quei luoghi.
Non è la prima volta che leggo questa autrice, la quale sinora si era sempre rapportata con dei contemporanei e posso dire che in questo regency puro, nella sua struttura e nelle descrizioni, è stata fenomenale. Le descrizioni sono giuste e mai eccessivi, i due personaggi principali caratterizzati bene, gli ambienti e i dialoghi perfettamente attinenti al periodo storico. L'incipit iniziale che in genere risulta lento in questo tipo di storie è invece accattivante e divertente. Durante la lettura riuscirete a sorridere spesso grazie allo scambio di opinione e ai pensieri di Edith ed Archibald, consigliato, cero, preparatevi a immergervi in questo favoloso racconto della nostra Anita. Una nota di pregio va sicuramente alla arzilla nonnina... vi ho incuriosito? Allora andate a leggerlo.
La sposa inglese è stata una compagnia piacevole e inaspettata. Letto, anzi divorato in una manciata di ore, sin dalla prima pagina ho perso la cognizione del tempo e ho sentito un richiamo irresistibile verso l'ambientazione e la situazione: una volta dentro è stato inevitabile venire travolta dal fascino dei due protagonisti che rubano la scena a tutti. Non credo sia una coincidenza se le protagoniste scelte da questo editore siano tutte donne in cerca di emancipazione e del posto che spetta loro in società. Ho apprezzato moltissimo la caratterizzazione di Lady Edith, quel suo sentirsi fuori posto in mezzo al ton e i suoi pettegolezzi, quel disagio dovuto al suo vedere oltre le etichette e i merletti, la ricerca inconscia di affermare i suoi diritti e la sua dignità, senza tralasciare l'ingombrante acume e intelligenza malvisti da molti. Edith non accetta di diventare l'ombra di un futuro marito, sente che può essere molto di più, se solo troverà l'uomo giusto, quello in grado di capire i suoi desideri e le sue aspirazioni e lasciarle lo spazio che cerca. Il destino le viene in aiuto quando per salvarsi da una situazione non congeniale, accetta l'aiuto e la mano del Duca di Richmond, nipote di una vecchia amica di famiglia del nonno. Da questo momento la narrazione acquista crescente pathos e pagina dopo pagina il lettore si trova rapito dai dialoghi spesso sagaci e provocatori, frutto della spiccata intelligenza e ribellione di Edith in contrapposizione con il fascino e l'apertura mentale dell'uomo che sarà suo marito. Un plauso all'autrice per aver tratteggiato un personaggio maschile davvero impeccabile, mai sopra le righe, mai stereotipato, e il plauso diviene scrosciante per non aver letto di stivali lucidi e calzoni aderenti, di mascelle volitive e mani strette a pugno a ogni capoverso. Adoro leggere di uomini semplici ma dal fascino che li precede con semplicità e senza produzione eccessiva di testosterone, perché basta anche una risposta ad effetto per rendere un uomo irresistibile agli occhi delle lettrici. Anita Sessa scrive un historical romance davvero intenso e ammaliante, capace di emozionare e tenere in apnea per un solo scambio di battute. Mi sono ritrovata a leggere più volte certi dialoghi e passaggi perchè troppo piacevoli per il mio palato esigente e la mia fervida immaginazione. Non pensate neanche per un momento che la storia di Edith e Archibald sia una passeggiata perché il loro rapporto sarà messo alla prova sin da subito dagli eventi. Un matrimonio di convenienza per entrambi... Ma se scoprissero che l'amore sembra vederci più lontano delle etichette? Consigliato a chi cerca una lettura avvolgente ed emozionante, che tiene sulle spine dalla prima all'ultima pagina e che non "consumerà" se non quasi alla fine. Apprezzo oltremodo quando un'autore non ha bisogno di giungere subito al sodo per tenere desta l'attenzione e l'attrazione del lettore.
[...] La questione femminile, dunque, torna prepotente all’interno di una società che vorrebbe relegare le donne al solo ruolo di belle statuine. Non si può fare a meno, dunque, di ritornare con la mente a Jane Austen e alle sue eroine, in una complessità di romanzi e narrativa che troppo spesso viene banalizzata e ricondotta alla semplice storia d’amore narrata all’interno del testo, qui come altrove. La giovane protagonista, infatti, comprende perfettamente di essere ben diversa dalle sue coetanee e di avere sogni differenti da tutte le altre. Allo stesso tempo, però, è fatalmente conscia del ruolo sociale ricoperto da lei e dal suo casato, sentendo sulle proprie spalle il macigno indelebile costituito dalle aspettative della sua famiglia e delle dicerie che potrebbero diffondersi su tutte le persone che più ama al mondo.
Il testo proposto, però, non è semplicemente un Regency ben fatto (e già solo per questo meriterebbe un elogio). Improvvisamente, infatti, la trama si infittisce e il mistero si impadronisce del romanzo rendendo il tutto ancora più interessante. Per fuggire a un matrimonio indesiderato, infatti, vi è bisogno di un accordo tra gentiluomini, o quasi.
Una nota che bisogna apprezzare è sicuramente la profondità dei sentimenti della nostra protagonista e degli altri attori principali. Edith si ritrova spesso a snocciolare la propria sfera emotiva innanzi a un mondo che sembrerebbe poggiare le proprie basi su patti e contratti, non dando il minimo peso ai sentimenti umani. Tutto, infatti, ruoterebbe, almeno così appare, sulla convenienza che un rapporto può o non può apportare e ciò vale soprattutto per i contratti matrimoniali. [...]
Giunta nella capitale per la sua prima stagione, Lady Edith Courtenay, figlia di un ricco marchese, finisce nel mirino di un pretendente dalle poco nobili intenzioni. A trarla in salvo, con la proposta di un matrimonio di convenienza, è Archibald Lennox, Duca di Richmond e figlio di un vecchio amico di famiglia. L’unione, nata per essere solo una finzione e mettere al sicuro Edith nonché le rispettive proprietà degli sposi, sfocia ben presto in una profonda attrazione. Ma proprio quando lo strano rapporto tra i coniugi arriva ad un punto di svolta, tutto è destinato a mutare. Sullo sfondo dei paesaggi selvaggi della Scozia, terra d’origine del Duca, appariranno dal nulla un’amante dai capelli rossi e oscuri personaggi del passato, che metteranno in pericolo la vita di Archibald. Sarà costretto a partire alla volta del Devonshire per cercare di salvare una persona cara, mentre Edith si ritroverà faccia a faccia con la morte.
Il romanzo in questione è un romance regency molto coinvolgente. Una storia appassionante che spazia tra l’Inghilterra e la Scozia con due protagonisti che inizialmente uniscono le loro vite per convenienza, ma chi lo sa se da questa unione possa nascere qualcosa di più profondo?
Lady Edith Courtenay, insieme alla sorella più giovane Charlotte e alla cugina Margareth, si preparano a fare il loro ingresso in società.
Il primo ballo si terrà a Gardenrose Abbey, nella residenza londinese dei Richmond.
Lady Edith, a differenza delle altre ragazze che non vedono l'ora di trovare un marito, vuole solo vedere Londra.
Il suo sogno è quello di essere libera da tutte quelle imposizioni che richiede la sua posizione, cresciuta per essere una moglie e dama perfetta, non desidera altro che fare ciò che vuole, ed è proprio questo aspetto ad affascinare Archibald il Duca di Richmond.
Lady Edith è una donna misteriosa ed affascinante, una bellezza singolare, impossibile da ignorare e pericolosa per la salute mentale di Archibald, ma il Duca anche se pressato dalla nonna Lady Lisbet a cercare moglie spingendolo verso Edith, che da sempre è stata la sua preferita, non ha intenzione di assecondare la sua richiesta nell'immediato futuro.
Archibald Duca di Richmond è un uomo taciturno, misterioso e indecifrabile, nonostante ciò Lady Edith sente di potersi fidare di lui, e quando si ritrova nel mirino di un pretendente dalle intenzioni poco limpide non riesce a rifiutare la sua proposta di un matrimonio per convenienza, che la conduce nella terra del Duca, la Scozia.
«Non vi farò del male, Edith. Vi proteggerò e farò in modo che voi siate al sicuro. Non vi costringerò a essere davvero mia moglie fino a quando non sarete voi a volerlo. Perdonatemi se ogni ho oltrepassato il limite, non capiterà più.»
Quello che inizia come un semplice accordo sfocia ben presto in una profonda attrazione, tra i due è un continuo battibeccare, che servirà per farli maturare e prendere coscienza dei loro sentimenti, ma proprio quando ciò avviene entrano in scena nuovi personaggi e situazioni scomode che metteranno i nostri protagonisti a dura prova. Edith conoscerà la gelosia a causa di una donna misteriosa e Archibald sarà costretto a lasciare l'amata moglie per salvare una persona a lei cara.
«Voi siete libera. È selvaggia anche. Siete come la Scozia, Edith. Solo che, come la Scozia, non sapete di esserlo.»
Col suo carattere indomito e ribelle Edith, tiene testa al marito che dal canto suo non fa che aumentare il desiderio che prova per quella donna, desiderando domare quel fuoco che le brucia dentro quando è arrabbiata. La loro sarà una corsa contro il tempo che li vedrà impegnati a proteggersi pur di non lasciarsi sfuggire la felicità tanto agognata.
Avevo conosciuto l'autrice Anita Sessa su una piattaforma online e avevo amato il suo modo di scrivere, l'avevo seguita per un po', ma poi ne avevo perso le tracce, solo da poco ho appreso che ha pubblicato e che questo era uno dei suoi libri, perciò non ci ho pensato nemmeno un secondo prima di decidere di intraprendere questa lettura.
Il suo stile è semplice, fluido e scorrevole tanto da indurti a leggere senza fermarti un attimo. Una storia molto intricata, dai numerosi colpi di scena che non fanno che appassionare di più il lettore.
Ho apprezzato le descrizioni dei luoghi, mi sono sentita parte integrante dei posti narrati, ho assaporati i profumi e i colori della bellissima Scozia senza per forza averli visti di persona.
Avremo uno stralcio della prossima storia, quella tra lady Margareth Rutley, che dopo una dolorosa esperienza si rifugia in Scozia dalla cugina Edith, e il contabile della tenuta del Duca di Richmond, Ezra Caddy. Sono molto curiosa di conoscere l'evolversi della loro storia.
Regency ambientato tra Inghilterra e Scozia del 1818. Nelle migliori favole arriva sempre un principe a salvare la fanciulla in difficiltà: questa volta, per lady Edith Courtenay arriva un affascinante duca. La giovane Edith, figlia di un marchese, è diversa dalle altre ragazze, taciturna e sfuggente, non desidera sposarsi, tuttavia sa di non poterne fare a meno. La sua bellezza e il carattere riservato intrigano un duca scozzese, ma il patrimonio di famiglia fa gola a un marchese soverchiato dai debiti. Il duca giunge in suo soccorso quando più Edith ne ha bisogno, proponendole un accordo che potrebbe rivelarsi proficuo per entrambi. Non vi svelo di più, perché si tratta di un romanzo breve e dovete scoprirlo un po’ alla volta. Come ogni romanzo d’epoca che si rispetti non mancano balli sontuosi in cui la nobiltà sfoggia abiti di lusso e si diletta in chiacchiere, debuttanti piene di sogni in cerca di un buon matrimonio e approfittatori senza scrupoli. La lettura scorre con velocità, ho apprezzato le descrizioni riguardo le ambientazioni, precise ma mai pesanti, e il linguaggio pudico che, secondo me, si adatta alla perfezione ai romanzi regency. Le vicissitudini dei personaggi secondari arricchiscono la storia e suscitano curiosità, e l’epilogo invoglia alla lettura del secondo volume.
Ho dato tre stelle a questo romance in cornice storica soprattutto per le scelte stilistiche che l'autrice ha operato nello scriverlo. Dal punto di vista della storia, benché la trama non risulti particolarmente originale a chi è appassionato del genere, gli elementi ci sono tutti: una coppia di protagonisti che funziona, una serie di personaggi secondari interessanti e ambientazioni suggestive. Tuttavia, il romanzo è in terza persona con un narratore esterno e fa un largo uso del "tell", cioè del raccontato anziché del mostrato, come è più consueto tra le opere moderne. Molto probabilmente si è trattato di una scelta stilistica deliberata dell'autrice, per richiamare il modo in cui venivano scritti i romanzi dell'epoca, ma avrei preferito poter entrare di più nel punto di vista dei personaggi, anziché osservarli per lo più dall'esterno. La trama e i personaggi sono stati sufficientemente interessanti da farmi leggere l'intero romanzo, ma non sono sicura che leggerò il titolo seguente della serie.
Romanzo carino, ma non eccezionale. Ci sono dei bei personaggi, ma la trama avrebbe potuto offrire di più, è poco approfondita e troppo sbrigativa in punti importanti. Lo stile è semplice, forse troppo rispetto agli altri libri che ho letto di questa collana, con un'ambientazione molto approssimativa e scarsa, inoltre la storia d'amore diventa un po' ripetitiva a un certo punto e annoia quindi per me è un nì. Voto 2.5 stelline.
Un regency leggero e spassionato. Una lettura che ci farà danzare a ritmo di valzer nei grandi palazzi d' Inghilterra nel 1817. Un matrimonio combinato che si trasforma in amore pian piano, giorno dopo giorno, ma che diventa reale solo di fronte ad una situazione di pericolo. Se avete voglia di una storia leggera che vi faccia sorridere e sognare, leggete La sposa inglese.
Parafrasando la presentazione di Rebecca Quasi, Archibald non è reale, ricordiamocelo. Archibald è un bellissimo personaggio, un bravo giovane, affascinante, onorevole. E non può essere da meno Lady Edith, la sua anima gemella. La consapevolezza di questa affinità sarà una conquista graduale, genialmente integrata in una trama avvincente, dal ritmo sostenuto, con personaggi secondari intriganti e ben delineati. La lettura è piacevole e scorrevolissima, si divora tutto il romanzo in un attimo. Ottimo lavoro.
Quando la Scozia e l'Inghilterra si uniscono in un matrimonio non è detto che sia una buona idea, oppure sì? La storia romantica fra Edith e il Duca di Richmond, che si sviluppa tra pizzi, merletti, balli e grandi palazzi. Un amore che fa fatica a venire a galla, ma che è già profondo nelle loro vene.
Se i matrimoni nati per interesse tramutassero poi in amori veri ed appassionanti? E’ ciò che ci viene narrato in questa delicata e scorrevolissima storia dalla penna di Anita Sessa, che con un’attenzione ai particolari ed ai paesaggi inglesi e scozzesi, ci aiuta ad immergerci nelle vite di Archibald ed Edith, due protagonisti veramente interessanti. Se da una parte troviamo un sagace duca scozzese intento a trovar moglie per volere della zia, dall’altra la giovane Edith, al suo debutto in società, si vede attorniata da centinaia di pretendenti che però non destano la sua attenzione. Tutti tranne il Duca di Richmond, Archibald, amico di vecchia data della sua famiglia ed in cerca di moglie.
Il loro destino è infatti segnato dalla prontezza di riflessi del Duca di strappare la piccola marchesa dalle grinfie di un fastidioso (ed infingardo) pretendente, prendendola come sposa e conducendola nella sua amata terra di Scozia.
Il rapporto fra Edith ed Archibald è un continuo battibeccare e discutere, che in realtà fa maturare entrambi e li fa finalmente conoscere fra di loro, abbattendo quei pregiudizi e quei pensieri nati prima del matrimonio. Entrambi parlano di tutto, si confidano e si rispettano in modo invidiabile, tant’è che il loro matrimonio – come dice la stessa scrittrice – veniva ben visto o mal sopportato dalla nobiltà. Dal rispetto, dal desiderio, nasce un amore sincero e puro, che sfocerà anche in fervide scenate di gelosia di Edith nei confronti del vispo maritino, che però non avrà occhi che per lei. Purtroppo però un evento sconvolgerà la vita di entrambi, ripercuotendosi sugli affetti familiari. Edith ne resterà ferita, ma Archibald farà di tutto per salvare la famiglia della sua amata.
La delicatezza di cui parlavo prima è una caratteristica che si ritrova sempre nella penna della Sessa: la scelta narrativa adottata è decisamente di specchio austeniano, e ammetto di averlo trovato esclusivamente in questa autrice (no, non scherzo. Nei romanzi sin’ora letti non c’era questo stile, ma se magari ne conoscete altri fatemi sapere!), cimentatasi al suo primo romanzo di epoca regency. Sebbene sia una vicenda intricata, dai numerosi risvolti, dai colpi di scena che appassionano il lettore, il romanzo scorre che è una meraviglia, senza necessità di rimarcare certi aspetti “tecnici del romanzo”: sei lì, sei in Inghilterra, poi sei in Scozia, e ne assapori profumi, colori e realtà. Senza bisogno di eccessivi sforzi, senza la necessità di aver visto in precedenza quei luoghi.
So che l’autrice è in procinto di leggere il sequel, dove i protagonisti saranno ancora più complessi e introspettivi. Le auguro, con tutto il cuore, di entrare ancora una volta in quello dei suoi lettori. Anche se non ho alcun dubbio.
Troppi libri si vantano di avere tematiche e ambientazioni Regency, poi invece sono solo love story spinte in abiti d'epoca. Me lo aveva consigliato un'amica e si è rivelato un ottimo suggerimento, iniziato quasi per caso ieri sera e finito stamattina (dopo una notte a rigirarmi perché avevo fatto male a posare il libro sul comodino, avrei dovuto fare notte e andare avanti e sapere di piu). Le basi non sono quelle da romanzo rosa, ci si trova immersi nella storicità, poi certo arriva l'amore e la passione, ma non è solo quello che porta avanti la lettura. I personaggi sono costruiti in modo tale che in pochi capitoli il lettore ne sia succube e sia costretto a leggere di più, a sapere, non c'è pace se non dopo la parola fine. Insomma un libro che si divora con piacere. Una storia che non ha bisogno di orpelli che la rendano uguale a molte altre. Un romanzo che ha il sapore di un classico romantico. Ideale per chi cerca un vero Duca e non l'ennesimo nobile bravo solo nelle scene a letto.