Emilio Gentile, uno dei più autorevoli allievi di Renzo De Felice, mette in dubbio – sulla base di un'accurata esegesi delle testimonianze di tutti gli altri partecipanti alla seduta del Gran Consiglio e di documenti inediti provenienti dalle carte di Federzoni – le ricostruzioni di Grandi e dello stesso Mussolini su cosa avvenne il 25 luglio 1943.Paolo Mieli, "Corriere della Sera"
Un libro di storia puro e crudo è 25 luglio 1943 di Emilio Gentile che, anche grazie a nuovi documenti, ha dato la sua autorevole risposta a molti interrogativi ancora aperti su quella notte decisiva per l'Italia durante la quale si tenne la seduta del Gran Consiglio che provocò la caduta di Mussolini. La conclusione è ineccepibile e, se non interverrà nuova documentazione, definitiva.Giordano Bruno Guerri, "Il Giornale"
Un'accurata ricostruzione del 25 luglio, il libro più approfondito dedicato al tema.Raffaele Liucci, "Il Sole 24 Ore"
Ventiquattro ore di una vicenda rimasta finora avvolta in una selva di racconti mistificanti e di domande senza la fine del regime fascista.
Emilio Gentile (born 1946 in Bojano) is an Italian historian specializing in the ideology and culture of fascism. Gentile is considered one of Italy's foremost cultural historians of fascist ideology. He studied under Renzo De Felice and wrote a book about him.
Gentile is a professor at the Sapienza University of Rome. He considers fascism a form of political religion. He also applied the theory of political religion to the United States after the September 11 attacks.
Parole Ben più degne delle mie…. http://www.corriere.it/cultura/18_apr... A me Umile Lettore/Scribacchino potrebbe spettare giudicare lo stile, come sempre impeccabile di questo libro inchiesta/requisitoria del Prof. Gentile sull’evento che portò alla caduta del regime. Come Giustamente dicono sia Gentile che Mieli, nessuno dei fascisti credeva che il voto del G.C. potesse far cadere il regime mussoliniano. Fu l’astuzia del re, astuzia invero tutta sabauda a cogliere al volo una occasione d’oro per liquidare Mussolini e il suo regime cercando di salvare la dinastia. Peraltro, anche io mi esercito con il senno di poi, senza 8 Settembre e senza resistenza Vittorio Emanuele (nipote) sarebbe adesso Re ed Emanuele Filiberto non avrebbe necessità di esibirsi a Festival vari o di fare pubblicità a sottaceti et simili….
24 ore di silenzi, ambiguità, discussioni, tradimenti, complotti, manipolazioni. Ma anche insospettabili afflati ideali (Bottai). La politica in tutta la sua forza narrativa, romanzesca, in tutta la sua drammaticità. La storia di uomini che nonostante la loro inettitudine, la loro essenza criminale, sentono tuttavia il rintocco del destino, si decidono ad agire. Da lì le conseguenze inintenzionali, nemesi per eccellenza di ogni spirito totalitario, di ogni pianificazione. E poi un uomo finito, un genio della politica, un mostro del novecento aggrappato alla sua torre d’avorio, deciso infine a mollare la presa ed affrontare l’abisso sotto i suoi anfibi. Un “cadavere vivente”. Il suo contegno, i suoi vecchi trucchi da puparo, il teatro di un’ultima, lugubre riunione nel cuore della notte, nel cuore di una Roma lontana ed ostile, che aspetta con ingenua speranza il farsi di un nuovo corso. Una storia così è fiction di alto livello, è narrazione. C’è tutto sugli uomini, su quel che siamo stati, su quel che siamo e su quanto di peggio possiamo esprimere.
L'opera non tratta un tema nuovo. Se ne è detto molto, troppo. Tutti han detto la propria. Gentile fa una veloce disamina, un po' temporalmente sviluppantesi, ma anche un po' biografica. Utilizzando un paio di documenti del fondo Federzoni ancora inediti, l'Autore dà un senso a quella nottata, per quanto alla fine la confusione sia il risultato finale (non per colpa dello storico, ovviamente, ma per la miriade di contraddizioni documentarie). Questi documenti non sono, in realtà, fondamentali per la definizione del 24-25 luglio 1943, difatti compaiono di sfuggita, ma il lavoro di riepilogo (direi e spero finale, a meno che escan fuori altri testi) di Gentile è comunque apprezzabile.
Mette in ordine una giornata fondamentale nella storia d'Italia, o almeno ci prova, data la mancanza di verbale ufficiale della commissione e data la sovrabbondanza di dichiarazioni, contraddittorie, dei protagonisti, rilasciate nel corso dei decenni seguenti in varie forme. La figura di Mussolini ne esce certamente male, ma peggio ne escono quei gerarchi che l'hanno idolatrato per vent'anni e poi, dal 26 luglio in poi, hanno provato a costruirsi l'immagine di antifascisti.
Un‘analisi completa, profonda, dettagliata della seduta del Gran Consiglio del Fascismo che portò alla caduta di Mussolini. Attraverso i documenti di Grandi, di Bottai e di altri gerarchi del regime, Emilio Gentile racconta la genesi del 25 luglio 1943. Lettura molto interessante.