Il Peccato è un breve romanzo di Giovanni Boine , poeta e scrittore italiano dei primi anni del Novecento. Fu uno degli intellettuali più eminenti – ma anche atipici – del gruppo "vociano", cioè di coloro che gravitavano intorno alla redazione della rivista La Voce . Boine è sempre stato, infatti, alla ricerca di un’espressione che andasse oltre il frammento lirico, un'arte che fosse insieme filosofia e religione, una sorta di “autobiografia risolta oggettivamente” (Treccani, Istituto della Enciclopedia Italiana). Il Peccato rappresenta proprio questo tentativo, al cui centro vi è la sua tormentata e peccaminosa relazione clandestina con una suora di nome Maria, conosciuta nel 1910, che andò avanti fino a quando non venne trasferita in una località ignota, probabilmente anche a causa di possibili pettegolezzi in città; di lei, da allora, non si seppe più nulla.
Giovanni Bòine (Finale Marina, 12 September 1887 – Porto Maurizio, 16 May 1917) was an italian poet, writer and critic.
Giovanni Boine born in Liguria studied in Milan and Paris. In Milan he came in touch with the modernist and avant-garde scene of the era, and this experience had a huge influence on his production.
He often collaborated with numerous and important literary journals and wrote philosophical and religious essays in which emerges his existential thought based on libertarian anarchism and catholicism.
In 1910 he began to show the symptoms of tysis. In 1913 he published his only novel, Il peccato (Sin) in which he recounted about his love for a nun. He died in 1917 at 29.
In 1918 his friends published his only book of poems Frantumi, seguiti da plausi e botte, unusual poetry inspired by Dino Campana and the futurist movement of Filippo Tommaso Marinetti.
He is considered one of the pioneers of the stream-of-consciousness tecnique and of prose poetry.
Bizzarro romanzo di un interessante scrittore oggi troppo poco ricordato. Visto l'inusualità dello stile e della scrittura quest'opera ha tutte le carte in regola per potersi definire avanguardismo. Stiamo parlando di un libro che seppur ha un minimo di "trama" concreta (la vera vicenda dell'amore di Boine per una suora e le conseguenti dicerie) è quasi interamente scritto in quello che oggi potremmo definire stream-of-consciousness. Un lungo monologo interiore - in cui narratore e autore si confondono - che parla del protagonista (Boine stesso) in terza persona ma al protagonista in seconda persona. I lunghi pensieri, spesso apparentemente sconnessi, rieccheggiano e spesso anticipano scrittori di avanguardia più noti a venire, snocciolano il conflitto interiore del protagonista mischiando realtà e finzione, realtà e speranza in maniera inestricabile. Assai complesso, ma da leggere e riscoprire. Consigliatissima questa edizione molto curata.
Innovatore concettuale e formale (Montale lo aveva definito uno scrittore d’avanguardia), Boine ci offre un romanzo che ha molto di autobiografico a partire dall’ambientazione provinciale ligure, suo scenario d’elezione, fino all’io narratore che spodesta l’autore super partes. La narrazione si snoda appunto lungo un conflitto interiore tra l’assolutezza della spiritualità e la conflagrazione della vita, in un romanzo psicologico degno di essere accostato a quelli di James Joyce, Luigi Pirandello e Italo Svevo.