Non è una biografia, è LA biografia di Wilde. È recentissima e completa e non penso possa temere rivali tra tutte le precedenti. La combinazione di un argomento estremamente coinvolgente di per sé e la maestria dell'autore dà un risultato stupefacente. Wilde attira parecchio l'attenzione e la curiosità senza bisogno di preamboli, almeno secondo la mia esperienza, ma cercherò comunque di mettere in rilievo ulteriori motivi di interesse nella sua vita:
•È un "figlio delle stelle", nato a Dublino da uno dei più importanti chirurghi d'Irlanda, William Wilde, uomo dagli eclettici interessi culturali, e da Jane Francesca Elgee, una donna di notevolissime capacità intellettuali, poetessa, patriota e dotta. Oscar assorbe dalla sua serena e amorevole cerchia familiare straordinari stimoli culturali, frequenta sin da piccolo scienziati, politici, uomini di lettere; si abitua a discutere e smontare le idee; mutua dalla sua terra un carattere solare, un'ironia rilassata, una mentalità gioviale e "pagana", lontana dal superficiale snobismo inglese e dalla pruderie vittoriana.
•Tra gli scrittori dell'Ottocento è uno dei più eminenti, originali e brillanti classicisti; a dispetto dell'immagine posteriore di fatuo esteta ha avuto una mente geniale, coltissima, straordinariamente dotata, unita a spiccate doti sociali e relazionali e alla finezza caratteriale. È stato davvero un pensatore incisivo ed eloquente. Tutti i più importanti personaggi che l'hanno conosciuto, spesso brillanti a loro volta, sono rimasti stupiti dal suo talento. La forza di una autentica cultura ha posto le basi del suo successo e gli ha aperto le prime porte, facendolo spiccare nel panorama intellettuale inglese e non solo.
•Ha avuto un rapporto con il pubblico e la fama particolarmente complesso e dal sapore eccezionalmente contemporaneo. Fu uno dei primi casi di "famous for being famous"; la sua esposizione mediatica è iniziata con grande anticipo rispetto alla maturità artistica, cosa che gli ha valso la diffidenza, il biasimo e il rancore di molti, così come un'attenzione più o meno costante e la possibilità di una vita mondana in ascesa. È stato entusiasmante per me seguire le sue pericolose e sfacciate acrobazie: la rivendicazione arbitraria del ruolo di capofila dell'Estetismo basata su chiacchiere furbe, il riciclo continuo di idee anche altrui incessantemente potenziate e raffinate, lo sfruttamento a suo vantaggio dell'acre satira dei giornali borghesi contro gli esteti, l'energica attività di critica artistica e letteraria, lo sfiancante giro annuale di conferenze in tutti gli Stati Uniti (non sarebbe fuori posto oggi in una TED Talk) e poi la lenta affermazione come poeta e scrittore. Wilde ha camminato sempre sul labile confine tra sensazionalismo e autenticità del genio, sia a suo vantaggio che a suo detrimento.
•L'importanza da lui rivestita nel mondo omosessuale e nella sua storia; la persecuzione da parte del marchese di Queensberry e la sua successiva incarcerazione hanno segnato la sua immagine e hanno suscitato un clamore eccezionale, portando alla luce l'ipocrisia e la crudeltà della morale vittoriana; nonostante le contraddizioni e le complessità del caso la fermezza di Wilde nell'affrontare lo scandalo e la condanna è stata ammirevole, ha ispirato coraggio e, a mio avviso, segna l'apice della sua forza morale. La sua sfida aperta contro le convenzioni ha esposto un mondo in fermento, che veniva tollerato a patto che fosse nascosto e soffocato; il rifiuto del compromesso denota una lucida fedeltà a se stessi, base di tutte le rivendicazioni.
•È lo scrittore che più di tutti accosta volutamente Arte e Vita, in parte per presa di posizione teorica, ma da questa biografia ho capito quanto ci sia di vero e autentico in questo accostamento. L'amore dell'arte, della gioia, del piacere, unito a un carattere ingombrante e affamato di protagonismo non gli hanno permesso inizialmente di separarsi dalla sua vita concreta, dagli stimoli e dai contatti sociali e questo dà in parte ragione del ruolo preponderante della vita nella sua teoria artistica e nella sua attenzione. Ma è vero, almeno per lui, che la "Vita imita l'Arte": il suo intelletto e le sue creazioni teoriche hanno sempre preceduto il suo coraggio di mettere in pratica i principii, ma sotto la frivolezza e il paradosso è sempre emersa in lui l'urgenza di vivere secondo le sue idee e le sue inclinazioni, cosa che gli è costata tremendamente tanto. Persino la doppiezza delle sue opere e dei suoi personaggi ha tanto del suo animo. Il cantore della falsità e dell'ipocrisia è stato paradossalmente uno degli artisti più sinceri del suo tempo; dietro la caricatura dell'incoerente e cinico dandy si cela un personaggio dotato di opinioni e convinzioni forti e personali su tutto, che dice la verità fingendo, posando ed esagerando. Per giunta c'è davvero, per ironia della sorte, un certo fascino estetico, non meramente tragico, negli eventi della sua storia e nella loro distribuzione e simmetria.
•È stato un uomo e artista generoso, divertentissimo, terribilmente contorto, a tratti crudele. La sua scrittura ha uno stile inconfondibile e porta la sua firma in ogni minimo dettaglio; la sua audace intelligenza, l'ironia, il rovesciamento delle convenzioni, il paradosso e l'uso raffinato del linguaggio hanno avuto un'influenza grandiosa su tutta la cultura del suo tempo: ovviamente sulla letteratura, ma anche sull'arte figurativa, sull'abbigliamento, sull'arredamento, sulla vita sociale, sulla morale. Frasi e aneddoti di Wilde circolano ancora a bizzeffe.
Per quanto riguarda Sturgis ho apprezzato la sua grande obiettività: nasconde la sua voce il più possibile sotto una mole di documenti che vengono sia citati direttamente nel testo, tra virgolette, fusi con naturalezza alla narrazione, che riportati con approfondimenti nelle migliaia di note. Le fonti sono principalmente la corposa corrispondenza epistolare di Wilde, quella della cerchia dei suoi conoscenti sia con lui che quando fanno semplicemente riferimento a lui, biglietti, testimonianze orali, conti, articoli di giornale, atti processuali; in misura minore le sue opere e quelle che lo citano o si occupano di lui. L'uso della produzione letteraria di Wilde è limitato, si impone l'ottica dello storico, che procede con ordine e predilige i fatti e gli eventi, sui quali si innestano i discorsi e le parole, vitali per ricostruire il percorso di Wilde; Sturgis si preoccupa anche di espungere i numerosissimi miti e i falsi aneddoti. La sua intelligenza si vede anche nella capacità di far aderire la scrittura alle varie fasi: nella prima parte i capitoli sono più lunghi e il tono è più neutro e oggettivo, anche perché la documentazione è più limitata; dopo l'esordio letterario di Wilde il racconto si fa più critico e acuto, pur restando posato e schietto. Sturgis non gioca a fare lo psicologo, resta empatico e comprensivo in tutte le circostanze, ma non cade nell'elogio vuoto; dà solo piccole e particolari sfumature interpretative agli eventi, sempre supportate dalle fonti, sa sottolineare sia i meriti che gli errori e le meschinità di Wilde senza calcare la mano, riconosce ironizzando quando egli inganna, esagera, finge o è ingiusto; il commento diretto è ridotto all'osso e riguarda perlopiù dei particolari. Tutti i rapporti interpersonali di Wilde sono descritti e precisati in modo molto approfondito e chiaro; la quantità enorme di schermaglie verbali divertenti con i suoi contemporanei è riportata e commentata nel dettaglio e contribuisce a rendere allegra e spassosa la lettura. Non è sicuramente stata una facile impresa, nei dettagli più oscuri la tentazione di censurare e mistificare è sempre stata forte, persino negli ultimi decenni, e in ogni caso certi aspetti risultano conturbanti anche per il lettore contemporaneo. Pare che un altro merito sia stata la sua capacità di ridimensionare lo schema interpretativo banalizzante di ascesa-punizione-rovina, in gran voga sin dai primi anni dopo la morte di Wilde; l'autore corregge gli eccessi di tale visione e pur delineando nel dettaglio il percorso inesorabilmente rovinoso dello scrittore evidenzia gli elementi di continuità tra le varie fasi della sua vita: più che distrutto e in preda al rimorso e alla rovina, Wilde appare un uomo piegato e infine tristemente e ingiustamente isolato, ma sempre presente a sé stesso e determinato nelle sue convinzioni. Lo stile è lineare e scorrevolissimo. Assolutamente consigliato per gli appassionati.