Freddy Moore vive a New York, ha un QI sopra la media e ha sempre usato il suo intelletto per escogitare truffe, fino a quando non è stato reclutato dall’intelligence. In una giornata come le altre si sveglia imprigionato in un prisma trasparente e infrangibile. È un ambiente claustrofobico senza alcuna apertura, grande quanto la cameretta di un bambino. Freddy non sa da chi e perché sia stato rinchiuso lì dentro, ma scopre ben presto che chi lo ha fatto vuole comunicare con ogni faccia laterale del prisma è uno schermo sul quale, di tanto in tanto, viene proiettata una fase della vita di Freddy. L’unico modo per scoprire la verità, sei tu, lettore. Freddy ha solo te per capire chi lo ha chiuso lì dentro e perché.
“So che i miei pensieri tu li stai leggendo. Tu, mio caro lettore, sei il mio unico legame con il mondo fuori di qui. Io posso comunicare solo con te. Posso farlo grazie a uno spazio-ponte di dialogo che termina con un libro. Io non sono allineato al tuo tempo e questo è evidente. Tu hai davanti a te un testo scritto in carta stampata o in formato elettronico, poco importa, perché in ogni caso contiene la mia storia. La tua lettura servirà a me per allinearmi al tuo tempo e quindi tornare alla mia vita nel mio mondo e a te per allenarti all’impossibile.”
Elisa Averna nasce a Genova nel 1974. Laureata in Lettere e Filosofia e specializzata in Conservazione dei Beni Culturali, si occupa ora di progettazione museologica. Ha da sempre avuto una grande passione per la letteratura e la scrittura creativa. Ha pubblicato opere di saggistica per Aracne editrice. Prisma è il suo esordio nella narrativa.
Avete mai letto un libro che vi augura la buonanotte? Sicuramente da più piccoli tutti abbiamo avuto a che fare con libri interattivi, ma poi ce ne siamo dimenticati.
Con Prisma torniamo in quella dimensione, da un punto di vista più oscuro e sconvolgente: il lettore è parte integrante della storia, e ricopre un ruolo importante e gratificante al tempo stesso. Ecco perché questa lettura mi ha divertita, affascinata, preoccupata e sorpresa.
Non mi aspettavo un simile gioco, non mi aspettavo così tanta originalità e non mi aspettavo nemmeno una padronanza simile della storia: con esperimenti del genere, il rischio di incastrarsi in un labirinto è elevatissimo.
Invece tra queste pagine ho trovato una scrittura molto scorrevole, in grado di appassionare, e facilmente accessibile a tutti: anche a chi pensa che questa storia non sia il suo genere.
La mia coscienza ha imparato a giustificare ogni mia azione come se il mio bene dovesse necessariamente coincidere con il male dell'altro. Blue, ho perso il confine tra bene e male e, posso giurartelo, mi piacerebbe ritrovarlo.
L'ammissione delle proprie colpe va incoraggiata? O dev'essere una presa di coscienza spontanea? Erano questi i pensieri che mi frullavano in testa mentre leggevo questa piccola perla. Forse è vero, forse il prisma funge da "luogo di redenzione". Ma anche dovessi pentirti, Freddy, cosa cambierebbe? Il male non verrebbe cancellato, e in più rimarresti vittima del senso di colpa. È quella la mia fobia più grande. Te l'ho anche detta, quando me l'hai chiesta. Perché il senso di colpa non svanisce mai, devi conviverci tutta la vita.
Un libro interattivo, dove il lettore (Blue) accompagna il protagonista fino alla fine. Lo vede e sente soffrire, lamentarsi, gioire, sperare. Freddy parla con noi, e noi parliamo con Freddy. Un libro che rimane dentro, che non ti aspetti, che ti sorprende pagina dopo pagina. È una continua sorpresa, ed Elisa ha un'immaginazione invidiabile.