Capolavoro della narrativa gotica, ''Il Monaco'', inventato da Matthew Gregory Lewis, ha attraversato come un brivido di terrore tutta la cultura europea, dal romanticismo al surrealismo. Il monaco è Ambrosio, severo, in odore di santità, ammirato da tutta Madrid per le sue trascinanti parole. A tentarlo è Matilde, la donna demoniaca travestita da novizio, splendida maga perversa e vera eroina romantica che - ha scritto Franco Fornari - mette in atto come Carmen il suo ''potere seduttivo attraverso incantamenti materni, nei quali l'uomo rimane imprigionato senza possibilità di scampo''. Negli anni trenta Antonin Artaud, il fondatore del teatro della crudeltà, fece del ''Monaco'' una sorta di ''copian francese'', consegnando alla coscienza contemporanea il capolavoro della grande paura. E' nella versione di Artaud, tradotta in italiano da Giorgio Agamben e Ginevra Bompiani, che riproponiamo un romanzo d'eccezione, ''un libro che dà la sensazione della vita profonda molto di più di tutti i sondaggi psicologici, filosofici e psicanalitici dell'inconscio''. Titolo originale: ''Le moine'' (1966).
French surrealist poet and playwright Antonin Artaud advocated a deliberately shocking and confrontational style of drama that he called "theater of cruelty."
People better knew Antoine Marie Joseph Artaud, an essayist, actor, and director.
Considered among the most influential figures in the evolution of modern theory, Antonin Artaud associated with artists and experimental groups in Paris during the 1920s.
Political differences then resulted in him breaking and founding the theatre Alfred Jarry with Roger Vitrac and Robert Aron. Together, they expected to create a forum for works to change radically. Artaud especially expressed disdain for west of the day, panned the ordered plot and scripted language that his contemporaries typically employed to convey ideas, and recorded his ideas in such works as Le Theatre de la cruaute and The Theatre and Its Double.
Artaud thought to represent reality and to affect the much possible audience and therefore used a mixture of strange and disturbing forms of lighting, sound, and other performance elements.
Artaud wanted that the "spectacle" that "engulfed and physically affected" this audience, put in the middle. He referred to this layout like a "vortex," a "trapped and powerless" constantly shifting shape.
Proviamo a pensare ad una normale giornata qualsiasi. Ci si alza, si fanno le solite routine quotidiane, si va a lavoro, a scuola, al bar, il centro a spendere e spandere e chissà cos'altro. Tutti in un modo o nell'altro, vaghiamo in questo mondo datoci dalla vita ed erriamo sempre e comunque con i due fatidici simboli del Bene e del Male, uno su ogni spalla. É un'immagine comune del libero arbitrio, del decidere cosa fare della propria vita e del rapporto che vorremmo tenere con gli altri esseri viventi sulla Terra. Nel periodo in cui é stato scritto questo romanzo, la fine del Settecento europeo, vigeva l'egida della Chiesa Cattolica, dove il pugno di ferro lo deteneva l'Inquisizione, si narrano le travagliate disavventure del monaco Ambrosio e di una schiera di altri personaggi che gli orbitano intorno.
Penso di aver trovato il romanzo gotico definitivo. Tempo fa lessi il capostipite di questo genere: Il castello d'Otranto di Walpole, ne rimasi pesantemente afflitto da una cocente delusione. Quindi il genere non faceva per me? Comunque tempo prima avevo letto e con grande apprezzamento, dei racconti di Edgar Allan Poe, poi i grandi classici come: Frankenstein, Dracula e Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde, opere indubbiamente straordinarie, sia per contenuti che per atmosfera e per scrittura quanto mai evocativa. Però mi mancava qualcosa ancora, nel senso, cercavo la chicca che si scostava da tutto, una specie di anarchico del genere, cioè quell'autore che prendesse il genere e lo riducesse in polvere, nel senso più letterario possibile. Lewis insieme ad Artaud, che lo ha riesumato e caricato di maggior enfasi (dovrei leggere l'opera originaria però, per dare un giudizio sensato al tutto), hanno creato un'opera che travalica il genere, come se fluttuandogli sopra e guardandolo come quasi schernedolo, lo avesse sezionato e poi servito così, nudo e crudo. Ecco, una definizione calzante di questo romanzo e proprio: nudo e crudo. Capolavoro assoluto!
Scritto nel 1796? Alla faccia! Non sono in grado di recensire un' opera del genere....vi basti sapere che È il gotico, c'è il mistero, la magia, lo stupro, l'incesto, il demonio e quel senso morboso per la morte. Ah e poi c'è la Chiesa, quella dove avvenivano le peggiori cose bene nascoste agli occhi della gente.
Antonin Artaud’s The Monk is to the original like the fossilized skeleton of Tyrannosaurus Rex is to the living, breathing, hunting animal that lived 65+ million years ago. If it’s the only source of information you have you can learn a great deal but you’ll still not understand the ecosystem the creature lived in – its fellow predators, its prey, the flora, the microbes and insects that worked together to create the environment. In the same way, this book is the original novel’s skeleton – the supporting framework without the organs that made it a living being.
Despite the blurbs in my edition, I don’t see where Artaud made this work “his own.” He edited it down, added chapter headers and ended it by tacking on a quotation from the New Testament (John 8:7) – but he did not make it his own.
Unless…Artaud’s interests were primarily in theater and cinema and he was interested in making a filmed version. If you read this like a first draft in that project – distilling what he thought most important to convey to theoretical movie-goers then I have greater sympathy for the project. Artaud may have made something interesting and truly “his” if he had had the opportunity and inspiration to rework this in another medium. As it stands, Artaud’s The Monk doesn’t add anything to Lewis’s vision, and you’re better off sticking with that one.
It’s more fun to read the overheated rhetoric of the two introductory essays. E.g.:
“The impact of Artaud’s language on the reader’s perception mirrors its own acceleration into unknown sensory ground – the textures of the sexual pleasure or elation experience by the reader are abruptly overturned into horror and infinite chaos. The reader of Artaud’s The Monk is simultaneously ensnared, gratified and sexually abused.” (p. 5)
Or,
“Artaud exacted a wholesale transformation – in effect, a radical anatomization – of Lewis’s original book…. In all, Artaud’s The Monk forms a vast ‘X’ of livid negation imprinted over the entire face and history of literature. It marks the invention of a language capable of scanning a unique sensory ground of burning sexual furore – a prescient language which now brings Artaud’s book directly into the contemporary moment.” (pp. 6, 7-8)
I also thought that the contempt the introductions’ authors have for Lewis was inappropriate. I do not defend Lewis as a “great author” but to dismiss him as a “homosexual dwarf who spent the remainder of his short life failing to live up to the brilliance of his first work” (p. 5) seems a bit harsh.
Discesa agli inferi (letteralmente) di un campione di virtù con finale incandescente che riscatta ampiamente alcune inutilità della parte centrale del romanzo. In una Madrid medievale ambigua e soffocante, il monaco Ambrosio si guadagna fama di spirito incorruttibile grazie a sermoni infuocati, un'oratoria ipnotica e un comportamento irreprensibile. Ma quanto vale la virtù quando non è mai messa alla prova? Quale il sacrificio se non si sta rinunciando a nulla che ci è caro? E poi, cos'è in fondo che ci rendere veramente virtuosi e degni di rispetto? Sono queste le tematiche che sottendono la vicende di questo romanzo, giustamente ritenuto il capostipite della letteratura gotica, in quanto racchiude in sé atmosfere e temi che hanno fatto la fortuna di un genere che ha enorme successo ancora oggi. A "Il monaco" non manca nulla: cavalieri dal cuore nobile e coraggioso, morti che non si danno pace, lugubri cimiteri in ancor più lugubri monasteri, castelli infestati di spiriti sanguinari, fanciulle sepolte vive, il male che si annida dove meno te lo aspetti. Certo alcuni passaggi della storia al lettore smaliziato di oggi fanno un po' sorridere soprattutto quando la narrazione si concentra sulle vicende delle due coppie di innamorati le cui vite si intersecano con quelle del monaco. Infatti se la penna di Lewis è magistrale nel descivere situazioni di tensione, non lo è altrettanto nel trattare le parti romantiche della storia. In questi casi lo stile adottato è quello del feuilleton tipico dell'epoca, con dichairazioni d'amore altisonanti lunghe tre pagine e minuziose descizioni degli occhi virtuosi delle fanciulle in questione. Un linguaggio, insomma, che potremmo definire da soap opera e che rende un po' stucchevoli certi passaggi su "l'onore delle fanciulla sacrificato all'ardore dell'impetuoso amante", inevitabili per l'epoca in cui il romanzo è stato scritto ma che altri grandi romanzieri hanno saputo trattare in modo meno artefatto. Ma tutto questo viene dimenticato quando lo sguardo si risposta su Ambrosio e sul suo precipitare nella corruzione, operazione neppure troppo difficle a dimostrazione che l'uomo già in origine non possedeva un animo così puro. Ambrosio pecca e, quando lo fa, pecca in modo molto più grave e irreparabile di quanto fatto da coloro che lui stesso aveva implacabilmente censurato, completamente stravolto e ottenebrato da quelle passioni di cui in realtà non ha mai avuto alcun controllo. Non dubito che il romanzo abbia suscitato parecchio scandalo ai tempi della sua pubblicazione, non tanto per la profusione di relazioni clandestine e incontri amorosi illeciti quanto per l'evidente denuncia dell ipocrisie di una società basata su un'apparente perbenismo che cela i vizi più meschini. Si toglie la maschera ai santi e ciò che rimane farebbe arrossire Lucifero in persona. Non è un caso che le azioni più turpi vengono compiute da coloro che si impongono come modelli di virtù. La meschinità di Ambrosio non sta tanto nel suo lasciarsi andare al piacere, quanto nel fatto che egli ha giudicato e condannato senza conoscere, in nome di una superiorità morale che si rivela solo vigliaccheria, paura del giudizio degli uomini e del castigo divino. Non c'è delitto che l'integerrimo Ambrosio non sia disposto a compiere a patto che il suo rispettabile status sociale non ne risenta. Lo stesso spirito guida la badessa del convento nell'amministrare alla novizia che è venuta meno ai suoi voti una punizione che non ha nulla di umano. Lo sguardo di Lewis è particolarmente lucido nel puntare il dito su ciò che sta dietro la facciata e particolarmente spietato nello svelare i cedimenti di un'anima tormentata, il cui perverso precipitare verso un destino beffardo è il vero elemento horror della storia.
Mi ha sorpreso in positivo. Nonostante sia un romanzo scritto nel XVIII secolo (anche se qui proposto in una revisione degli anni Trenta del '900) non è affatto pesante o difficile, è invece un libro che cattura e che ben emerge nel panorama del romanzo gotico. Non manca nulla: fantasmi, leggende, evocazioni demoniache, stregoneria, delitti, cripte, gallerie nascoste, atmosfere cupe...ideale per il periodo di Halloween! Forse un po' meno interessante la storia delle coppie, ma ciò non inficia sul mio giudizio finale. E parlando di finale, sorprendente pure la conclusione. Se amate il genere e non l'avete ancora letto, ve lo consiglio caldamente!
Tra stupri, invocazioni demoniache, incesti segreti, ecclesiasti dalla condotta tutt'altro che encomiabile, fantasmi, monache insanguinate, ambientato nella Spagna dell'inquisizione, Il Monaco è il romanzo gotico che forse meglio rappresenta il genere, col merito di aver alzato l'asticella del terrore molto più rispetto a quanto fecero Radcliffe e Walpole. Pubblicato nel 1794, non dovrebbe stupire sapere che fece scalpore a quei tempi, a tal punto da fare dell'autore una star ( oltre che fargli rischiare la poltrona in parlamento). Non bisogna aspettarsi chissà quale ricchezza psicologica tra le pieghe delle menti dei personaggi che costellano il Romanzo, del resto, siamo ancora lontani dalle forme più moderne della narrazione del romanzo vittoriano. Qui, piuttosto, Il focus è sulle azioni che i personaggi compiono, che rivelano tutta l'ipocrisia dell'ambiente ecclesiastico. Sono due i filoni principali, il primo segue Ambrosio, monaco di virtù eccelsa, che sotto il cappuccio nasconde pensieri impuri; Il secondo filone narra le vicende di Agnese, Raymond e Lorenzo e lascia spazio a due incursioni del folklore europeo con le storie della monaca insanguinata e dell'ebreo errante. La lettura è stata per lo più appassionante, specie quando si seguivano le vicende del monaco, decisamente meno nell'altro caso. Fino a poco prima della fine, benché le scene più terrificanti fossero riuscite a procurarmi qualche brivido di troppo, e le atmosfere dense e cupe accompagnassero bene la lettura, restava qualcosa di poco convincente. Poi c'è stato il finale, forse il più spiazzante e geniale finale mai letto. Tutto il libro ha assunto un altro significato e addirittura sono corso a rileggere delle parti per mettere insieme i pezzi. Consigliatissimo per il piacere della lettura e per capire meglio la letteratura gotica.
Nella Spagna ai tempi dell'inquisizione, ci sono i loschi piani di un monaco che è stato tentato dalla carne e che ora non riesce più a fermare la brama di fare sesso con bellissime giovani e la disumana cattiveria della badessa, tutto all'interno del convento di santa Chiara a Madrid che nasconde segreti in lunghi labirinti sotterranei. Il Monaco scritto nel 1796 da un giovanissimo autore inglese Matthew Gregory Lewis e ripreso dopo più di un secolo di distanza (1930) dall'artista surrealista francese Antonin Artaud, che lo ha riadattato alla moda del tempo e riscritto alcune scene gotiche, ma con un forte tono realista e non romantico come l'originale e impregnandovi un non tanto sottile humor. E' un lavoro così fatto bene che non si capisce dove finisce la mano di uno scrittore e comincia quella dell'altro. Sono rimasta incollata al libro e l'ho finito in due giorni. L'autore inglese ebbe problemi dopo l'uscita del libro poichè per la prima volta si parlava di religiosi come modelli di aberrazione umana. Il monaco e la suora sono pronti a commettere le azioni più atroci per mettere in pratica le loro convinzioni. Artaud aggiunse alcune scene come quella della Suora sanguinaria e dell'ebreo errante, che più che mettere paura, danno invece un 'idea di quanto forte fosse la superstizione che avvolgeva la mente della gente a quell'epoca. L'ultimo è quello originale ed è veramente bello. Di faustiana memoria, è cosi estremo e allo stesso tempo naive che fa sorridere, ma non riuscivo a staccarmene tanto è scritto bene, con un ritmo serrato e avvincente, fino ad arrivare a un finale di antigenesi biblica che è una chicca. Veramente consigliato
«Un autore, sia esso buono, cattivo o mediocre, è un animale che chiunque può permettersi di attaccare; perché sebbene non tutti siano capaci di scrivere libri, tutti si credono in grado di giudicarli». Ho cominciato questo volume perché, da appassionato della letteratura dell’orrore, volevo (ri)scoprirne le origini. L’approccio è stato quasi didattico, non avevo particolari aspettative, e per la prima parte del libro ho proseguito la lettura più per senso del dovere che per il piacere del farlo: la presentazione delle vicende amorose dei protagonisti e di qualche sventura molto “concreta” mi han fatto temere di esser davanti ad un libro dai toni dimessi. Invece, ad un certo punto la narrazione esplode: compare il mistero, la paura, il complotto, ed accanto a questi una critica molto forte verso la falsità di certi rappresentanti della fede. Si incontrano stupri, incesti, omicidi, evocazioni di entità meno inquietanti del cuore degli uomini che camminano per queste pagine. È stata una lettura avvincente, e nonostante la psicologia dei personaggi non sia particolarmente sviluppata, l’autore brillantemente ci fa interessare alle loro vicende, temere per la loro sorte. Una lettura consigliatissima quindi, che si sia o meno appassionati alle storie dell’orrore.
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Αδιαμφισβήτητη η συγγραφική μεγαλοφυία του Αρτώ, αλλά στο συγκεκριμένο έργο εμφανίζονται κάποιες εμμονές του που είναι δύσκολο για έναν μέσο αναγνώστη να υπομείνει. Προσωπικά, παράτησα το βιβλίο έχοντας διαβάσει τα 2/3 γιατί δεν άντεξα τη λεπτομερειακή διαστροφή του. Η γλώσσα του Αρτώ και ο έξυπνος χειρισμός της πλοκής, των ανατροπών, των μεταμφιέσεων και παρεξηγήσεων κρατάει τον αναγνώστη σε ένα μόνιμο ενδιαφέρον σε συνδυασμό με μια πολύ ζωντανή ατμόσφαιρα μιας άλλης εποχής. Κατά τα άλλα - και χωρίς να θέλω να θίξω έναν τόσο ταλαντούχο συγγραφέα - το έργο θυμίζει τσόντα εποχής για βιτσιόζους που γουστάρουν στολές καθολικών μοναχών... περί ορέξεως... αλλά όχι, ευχαριστώ, δεν θα πάρω.
*2.5 Ναι μεν με την αντισυμβατική ποιητική ματιά του Αρτώ απογυμνώνεται η θρησκολυπτική κοινωνία και της αφαιρείται κάθε είδος ιερότητας, ταυτόχρονα όμως καταφέρνει να υπερβάλει στο μέγεθος των αμαρτημάτων των κεντρικών ηρώων. Έτσι το έργο καταντάει να χάνει τον ρεαλισμό (με την εισαγωγή και τόσο υπερφυσικών στοιχείων), να κουράζει και να μην εντυπωσιάζει. Απογοητευτικό επίσης και το character arc του πρωταγωνιστή 'καλόγερου' που στιγμιαία μετατρέπεται από εκπρόσωπος του καλού και αγνού σε χειρότερος ενστερνιστής του κακού και της αμαρτίας.
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un trois étoiles très honnête, je mets pas plus parce que c’était pas renversant MAIS déjà super pour tous les amateurs de fantômes et de satan + la fin est vraiment vraiment crazy j’ai ADORÉ (d’ailleurs je regrette un peu ça m’aurait bien servi pour la morale mais anyway il faut avancer dans la vie) ; petit point négatif l’intrigue secondaire qui n’est finalement pas si secondaire que ça est assez franchement inutile on aurait pu économiser bien 150 pages et ça aurait été tout aussi bien, mais je conseille quoi qu’il en soit j’ai pas perdu mon temps
Beaucoup de mal à accrocher à ce livre. Je ne suis pas vraiment fan des romans gothiques et les histoires enchâssées m’ont plus perdue qu’autre chose. Je saisie l’immoralité proposée par l’auteur, et ayant comme un de mes livres préférés Faust j’aurais du aimer. Mais non. J’ai également trouvé que le livre était un peu long.
I decided to explore the gothic genre for the first time with this novel, and I have to say I don’t know if this is for me at all! Although it reads pretty quickly, I found it unnecessarily dark and graphic. While I always appreciate a detailed description of inner turmoils, I thought these lacked depth and nuance. That being said, I liked how Artaud (and Lewis) denounce the Church without rejecting faith and virtue. I simply wish this was done in a more subtle way.
Who is the mysterious figure of the hermaphrodite prophetess but Artaud himself speaking in third person? Was Ambrosio punished for his hubris? No. Rather, innocence itself constitutes an intolerable vice in the eye of God. Hence, God employs the service of Lucifer in order to tempt man to sin.
Artaud is typically visceral and keen. This book is just a phlegmatic iteration of the gothic novel collapsing under the weight of its antecedents. The concept that Artaud appropriated the text to mutilate and magnify its affronts interested me. Though I have not read the original novel this "re-creation" or attempt at dismemberment lacks the surgical lucidity of Artaud at his most articulate, at the apex of his divorce from coquetry of pathetic human wishes, the imagery of organs compounded, graphed, efflorescing other organs, the raw nature of the denaturalized and neutered trans-consciousness we find ourselves aborted by, born into. If the synopsis allures you I would recommend de Sade.
E' un capolavoro del suo tempo. Intrighi e misteri ambientati in un'epoca oscura e tetra, avvilita dall'Inquisizione, presa d'assedio dalla superstizione, dilaniata dalla violenza e dall'orrore. C'è davvero tutto in questo romanzo, non manca nulla. Nonostante la trama sia piena di intrecci, la lettura è scorrevole e gradevole. Per tutto il racconto l'occulto è presente ma non si vede, fino a quando non sfocia in tutta la sua potenza surreale e terrifica. Per gli amanti del romanzo "gotico" una lettura immancabile.
Romanzo gotico dagli esiti un po' tamarri e un po' realmente forti, critica alla morale cattolica ma anche una certa dose di kink non riconosciuto come tale misto a fascino dark, fantasmi, stregoneria, inquisizione, sesso nelle cripte, violenza, delitti, donne tentatrici, amori disperati ed evocazioni sataniche. Ce n'è per tutti i gusti.
L'exemple typique du roman gothique, avec tout ce qu'il y a de terrifiant (meurtres et labyrinthes) et surtout avec une intrigue horriblement compliquée : des entrelacs partout ! L'interprétation psychanalytique est la recherche par une jeune fille de sa sexualité à travers les multiples galeries (Antonia). La mauvaise image des couvents : il ne s'y passe guère que meurtres, séquestrations et autres faits peu recommandables. On s'est demandé à sa sortie si le livre était moral (certains passages sont assez « hard » pour l'époque). Très présente malgré tout, la religion n'est pas condamnée. de même l'innocence est jugée nécessaire. Enfin, l'amour dans tout ça ? Une jeune fille n'est pas faite pour en être privée, et surtout pas par un couvent (mais surtout pas avec un moine, que Diable !).
De Mathilde à Antonia, de la tentation à l’abîme, il s’incline, perdu… chaque regard le précipite un peu plus dans les gouffres du péché… Les cloîtres se transforment en prisons noires, les crucifix plient, et la Vierge détourne les yeux… Sous le vernis des sermons, c’est la chair qui parle, pétillante, assoiffée, pervertie…
Autour de lui, tout n’est que décomposition… foi suppliciée, cryptes mordues, pactes endiablés… le parfum du vice flotte comme un encens putréfié…
On se tord, on n’y contemple la beauté du désastre… Ambrosio, ange cramoisi, devient l’emblème de l’homme que la sainteté enivre et que la passion dévore… Il tombe… et dans sa chute, quelque chose sent encore… une splendeur impure, une grâce condamnée… une rose carbonisée… celle, peut-être, de l’humanité vivotante éclatée.
È quello che mi sono ripetuta, incredula, mentre lo leggevo. Si, c’è il gotico, c’è la stregoneria, il divino, il fantasmagorico, e sono tutti elementi godibili per chi ne é da sempre affascinato. Ma guardandolo da una prospettiva diversa, quello che ho trovato troppo, troppo attuale é la colpevolizzazione della donna vittima di violenza da parte di uomini orribili. I nostri tg sono ancora pieni di questo schifo, sono passati 300 anni e siamo ancora fermi lì.
L’ultimo capitolo ti fa pensare che Lucifero sia il vero eroe di questa storia.
Une fable morale comme une tragédie grecque revisitée par un sombre démon gothique au milieu de l'inquisition espagnole, des amours interdits, des tabous violés (et ils ne sont pas les seuls) et une lente descente aux enfers la main dans les griffes de Lucifer.
Une histoire de la corruptibilité de la recherche de la vertu pour elle-même.