Se c'è una cosa che l'horror di matrice asiatica ha sempre cercato di trasmettere ai suoi fruitori in Occidente (seppur questi ultimi non siano sempre così attenti a carpirne l'essenza), è che gli aneddoti spaventosi, le storie millenarie e tramandate di spettri, di fatti insoliti e sinistri, forse possiedono davvero una sorta di energia che si sprigiona anche solo nel narrarli, nell'atto vero e proprio di tramandarli. È giusto questo il dilemma che attanaglia la protagonista io narrante (probabilmente alter ego fatto e finito dell'autrice) de "La casa impura" di Fuyumi Ono.
Il romanzo, articolato in forma di indagine-documentario, vede di fatto una protagonista autrice di romanzi e racconti dell'orrore sempre pronta a trarre ispirazione, per i suoi libri, dalle miriadi di testimonianze che i suoi ammiratori non perdono occasione per farle recapitare. Sarà proprio una di queste testimonianze, tra le tante, a catturare la sua attenzione; un resoconto da parte di colei che sarà ribattezzata Kubo, per motivi di anonimato, riguardante un edificio in cui nel corso di circa duecento anni, si erano verificate una serie di efferatezze, fatti strani, insoliti, spesso anche crimini e azioni violente e suicide. Da questo momento il ritmo si farà incalzante, le rivelazioni macabre si dipaneranno come tessere di un mosaico, lentamente e con la giusta carica orrorifica, perché la nostra io narrante non è proprio disposta a svelare ogni singolo arcano di queste macabre e stranamente collegate vicende, fino all'ultimo dettaglio.
Con un respiro angosciante, un orrore non convenzionale bensì generato dalla continua sospensione tra realtà e immaginazione, mondo terreno e aldilà. Il paranormale è infatti inserito in un contesto reale, perché gli spiriti, o presunti tali, possono essere intesi sia come proiezioni della psiche sia come influenza di terzi per generare panico e incutere timore. Le vere apparizioni spiritiche, dopotutto, nel percorso narrativo sono soprattutto legate al passato, alla concezione di impurità del mondo shintoista (uno degli aspetti più accattivanti e da approfondire) che Ono lentamente svela con maestria nel corso del romanzo.
"La casa impura" non si cruccia però del paranormale come unica fonte per scatenare inquietudine, per diffondere paura, in quanto Ono riesce con maestria a generare l'orrore anche e soprattutto attraverso un indagine cruda e tagliente di aspetti controversi della società giapponese, quali la questione sempre attuale ed esasperante dei suicidi troppo frequenti; una vera e propria piaga che affligge la società nipponica non così perfetta come potrebbe apparire, visti anzitutto i ritmi frenetici e la quasi totale assenza di vita sociale a causa del ritmo di lavoro quotidiano (da qui anche l'interessante affresco che Ono propone in merito al fenomeno degli hikikomori).
Ono intride, inoltre, la sua opera orrorifica di uno dei topoi tanto cari al folklore nipponico, ossia il mito del rancore che uccide, del rancore che infesta e contagia i suoi malcapitati come, se non peggio, un virus letale; un virus ancestrale che forse non potrà mai essere debellato; un'infestazione così potente, contagiosa, legata ai luoghi da cui si è generata la prima volta e sempre pronta a mietere nuove vittime attraverso spirali di violenze, tragedie familiari, rabbia, per l'appunto. Fenomeno noto come "Ju-on", che ha tra l'altro generato serie televisive e saghe filmiche ben note in Giappone (basti pensare ai vari Ringu e Ju-on, appunto; poi resi ancora più noti dai remake statunitensi "The Ring" e "The Grudge."
"La casa impura" è un romanzo di genere ben architettato, che sa incutere timore e angoscia in una maniera del tutto peculiare, attingendo con cura e sapienza da plurimi elementi culturali, religiosi e sociali del Sol Levante; quegli elementi che in realtà non si conoscono poi così perfettamente e che necessitano di continue riletture, riscoperte, nuovi e accattivanti approfondimenti. Un romanzo sospeso tra realtà e misticismo, intento a scavare a fondo nelle radici delle paure ancestrali, delle loro idiosincrasie, e di tutti i modi in cui queste paure possono manifestarsi e colpire.