Partito nel 1861 per il Far West, insieme al fratello nominato Segretario del Territorio del Nevada, Twain vive un’avventura che racconterà in questo libro. Insieme un’Iliade e un’Odissea tra paesaggi stupefacenti, pistoleri, Mormoni, pony express, diligenze, fuorilegge, Indiani e resti di carovane, truffatori e marmaglia, tutti affetti dalla febbre dell’argento. Mark Twain cercatore solitario, illuso, milionario per una settimana, per fame inizia a scrivere per qualche giornale in quelle terre di frontiera. 79 capitoli, ciascuno dei quali è una sorta di romanzo, una parti-ta alla roulette, una chiacchierata intorno al fuoco – e la somma di queste chiacchiere un vero romanzo epico e un’epopea in mezzo agli orrori e allo splendore del West. Un libro sull’America dall’aroma pungente e selvatico.
| Se esiste un genere di vita più felice di quello che conducemmo nelle successive due o tre settimane nel nostro ranch fra i boschi, beh, io non ne ho mai letto in nessun libro né l’ho mai sperimentato di persona. Eravamo circondati da una foresta fitta e fredda, il cielo sopra di noi sereno e assolato. Una vista che non cessava mai d’affascinarci, d’ammaliarci, d’incantarci. | M. T.
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Samuel Langhorne Clemens, known by the pen name Mark Twain, was an American writer, humorist and essayist. He was praised as the "greatest humorist the United States has produced," with William Faulkner calling him "the father of American literature." His novels include The Adventures of Tom Sawyer (1876) and its sequel, Adventures of Huckleberry Finn (1884), with the latter often called the "Great American Novel." Twain also wrote A Connecticut Yankee in King Arthur's Court (1889) and Pudd'nhead Wilson (1894), and co-wrote The Gilded Age: A Tale of Today (1873) with Charles Dudley Warner.
“Se esiste un genere di vita più felice di quello che conducemmo nelle successive due o tre settimane nel nostro ranch fra i boschi, beh, io non ne ho mai letto in nessun libro né l’ho mai sperimentato di persona. Eravamo circondati da una foresta fitta e fredda, il cielo sopra di noi sereno e assolato. Una vista che non cessava mai d’affascinarci, d’ammaliarci, d’incantarci.”