Da napoletana ammetto con rammarico di aver dovuto più volte consultare un vocabolario per la totale comprensione dell'opera. Quelle adoperate da De Simone sono terminologie per me nuove, purtroppo oggi in disuso, solo distrattamente ancora pronunciate dalle "gnore vave". Ma a chi i nostri nonni lasceranno in eredità una tale conoscenza? Noi giovani irriconoscenti accettiamo succubi che le lingue del mondo ci strappino dal seno familiare, archetipico, melodico della nostra lingua madre. Allontanarsi da lei, significa allontanarsi dai noi stessi e dalla possibile comprensione del patrimonio genetico di cui inconsciamente ci facciamo carico. Stavolta - con il proposito di non averne bisogno in futuro - ho fatto affidamento sul Nuovo Vocabolario Dialettale di F. D'ascoli (1993), con sorpresa reperito tra gli scaffali polverosi di casa mia; e con entusiasmo mi sono impegnata nell'integrazione dei numerosi termini mancanti nel Dizionario online di Glosbe italiano-napoletano (di seguito il link), dimodoché il testo della Gatta Cenerentola - e così il napoletano - abbia la fruizione e l'accessibilità che merita.