Jump to ratings and reviews
Rate this book

Eretici

Rate this book
La scienza, l'arte, la politica, i diritti civili, la disobbedienza, la pittura, persino la Chiesa: un principio di eresia è presente in tutto ciò che coinvolge l'essere umano. Gli eretici possono essere uomini o donne, assassini o santi, pazzi o estremamente lucidi. E allora come riconoscerli? Gli eretici sono quelli che nei secoli sono stati additati come diversi, quelli che si sono distinti, quelli messi da parte per le loro idee, quelli che hanno infiammato pulpiti e quelli che hanno vissuto nascosti, quelli che hanno pagato con la vita per difendere un'idea e quelli che hanno pagato il loro conto con la giustizia per mantenere viva la propria disobbedienza; gli eretici sono quelli che hanno volontariamente rinunciato alla vita e quelli che la vita l'hanno difesa in tutte le sue forme e manifestazioni; gli eretici sono i non allineati, le presenze scomode, le voci di una coscienza collettiva spesso afona. Gli eretici sono quelle donne e uomini che - attraverso le epoche - non si sono piegati al pensiero unico, sono quelli che ci hanno lasciato l'eredità più importante: il coraggio di scegliere la libertà, il coraggio di scegliere ciascuno la propria strada da percorrere.

228 pages, Kindle Edition

Published November 12, 2020

1 person is currently reading
21 people want to read

About the author

Tomaso Montanari

53 books37 followers
Sono nato nel 1971 a Firenze, dove vivo. Studio l’arte dell’età barocca e la storia del patrimonio culturale.

Mi sono formato alla Normale di Pisa, ho insegnato a lungo alla Federico II di Napoli e ora sono professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena.

Sono convinto che gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro.

Penso anche che l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato (o peggio un’evasione, o un modo per non pensare), ma pubblico e ‘politico’. L’articolo 9 della Costituzione ha, infatti, mutato irreversibilmente il ruolo del patrimonio storico e artistico italiano, facendone un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale, perché ciascuno di noi (povero o ricco, uomo o donna, cattolico o musulmano, colto o incolto) ne è egualmente proprietario.

Ma tutto questo è assai difficile da capire, perché oggi la storia dell’arte non è più un sapere critico, ma un’industria dell’intrattenimento ‘culturale’ (e dunque fattore di alienazione, di regressione intellettuale e di programmatico ottundimento del senso critico). Strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata dai media e sfruttata dall’università, la storia dell’arte è ormai una escort di lusso della vita culturale.

È per questo che oggi non basta fare ricerca e insegnare, ed è per questo che ho scritto A cosa serve Michelangelo? (Einaudi 2011), La madre dei Caravaggio è sempre incinta (Skira 2012), Le pietre e il popolo (minimum fax 2013), Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (minimum fax 2014), Privati del patrimonio (Einaudi 2015), e (con Vincenzo Trione), Contro le mostre (Einaudi 2017).

Tra i miei libri di ricerca recenti: La libertà di Bernini (Einaudi 2016) e Costituzione italiana. Articolo 9 (Carocci 2018).

Ho ideato e condotto due serie televisive dedicate a Bernini e a Caravaggio per Rai 5 e la serie Favole, forme figure per Loft, la tv del Fatto Quotidiano.

Scrivo sul Fatto Quotidiano, per il quale ogni lunedì tengo la rubrica Le pietre e il popolo. Ho anche una rubrica sul Venerdì di Repubblica: Ora d’arte.

Ho provato (direi inutilmente) a rimettere in piedi una sinistra in Italia, e sono presidente dell’associazione di cultura politica Libertà e Giustizia. Ho dedicato un piccolo libro all’impegno civile degli intellettuali: Cassandra muta (Gruppo Abele 2017).

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
4 (30%)
4 stars
5 (38%)
3 stars
3 (23%)
2 stars
1 (7%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Comparsa.
111 reviews1 follower
September 25, 2024
Io preferirei di no. Chi non lo ricorda? Il senso di questo volume sta tutto qua: nel dire di no, nell’andare contro al senso imperante, alle leggi, ai regimi, alle religioni. Avanti con la propria dignità e fermezza contro il lento e maleodorante fiume delle consuetudini e delle ingiustizie. Un elenco di vite ostinate e decise nella propria caparbietà e volontà, ognuna nel proprio campo, ma che sono esempi per tutti noi e che rappresentano non delle personalità famose, ma il coraggio e la convinzione delle proprie idee e della volontà di essere contro. Illuminanti alcune porzioni di testo, come questa, a proposito di Camus:
«L’inizio de L’uomo in rivolta – da questo punto di vista – è illuminante: Che cos’è un uomo in
rivolta? Un uomo che dice no. Questa rivendicazione del diritto a opporsi, come lo scrivano Bartleby, di Melville “preferirei di no”. Sappiamo quanto ancora oggi, in tante circostanze della vita politica, o della vita pubblica, degli intellettuali, dire di no a un referendum, dire di no a una proposta di candidatura, dire di no a un direttore di giornale che ti potrebbe censurare, dire di no sia una forma di resistenza, sia una forma di dignità, sia una forma di rivolta».

Pagine da custodire, da gustare a piccoli sorsi, ogni giorno. Per rimanere vivi, per restare contro.
Displaying 1 of 1 review

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.