Questo libro indubbiamente racconta la guerra nell’ex Jugoslavia, ma, nel mio modesto parere, riesce a coprire innumerevoli argomenti snodandosi da quello principale: a differenza di altri libri, che trattano lo stesso argomento, questo non è infossato nel passato: è poliedrico, riesce a saltare tra il passato e il presente in modo molto chiaro, facendo notare come una guerra ormai passata influenzi ancora lo stato delle cose e delle persone. Nonostante l’argomento principale di questo libro sia la guerra, credo che ruoti tutto (indicativamente) intorno ad una parola: umanità. Non solo l’umanità di alcuni soldati, più forte delle differenze religiose, ma anche l’umanità che permette di superare l’odio e le difficoltà, non solo quelle del passato, ma anche quelle del presente.
Come ho scritto prima, questo libro ha molti altri temi ricollegati a quello principale della guerra: innanzitutto il perdono, ma anche l’amicizia, l’amore, le discriminazioni, la tristezza e la crudeltà. Quando ho iniziato questo libro non pensavo che mi potesse piacere, ma mi sbagliavo di grosso: credo che sia uno dei libri più illuminanti che abbia mai letto, riesce a trattare un argomento lontano e pesante come la guerra in modo abbastanza leggero, facendotelo sentire vicino sia nel tempo che nello spazio, ma senza mai dare nulla per scontato.
Questo libro ti coinvolge in un modo accattivante, riuscendo a farti mettere nei panni di tutti i protagonisti, senza però essere invadente o superficiale: una volta entrata in questo modo, ho riso e pianto con i protagonisti, trattenendo il fiato a (quasi) ogni pagina
4,5⭐️/5