Stati Uniti, fine anni '80. Il paese sta per esplodere. Mentre i politici aizzano il popolo per rovesciare l'ordine costituito, il governo risponde con il pugno di ferro. Bryan, un giovane attivista, ha una scelta: opporsi a questa spirale di violenza, o diventare il protagonista del collasso di ogni cosa. Vent'anni dopo, l'epidemia ha già travolto il paese. Sara, una ragazzina, è costretta a un lungo viaggio di redenzione in ciò che rimane del mondo. È un percorso lastricato di morte, dolore, disperazione. Ma non ha scelta. O le voci continueranno a sussurrare.
Il mio voto è più vicino alle 2.5 stelle, ma ho deciso di metterne solo 2 perché seppure come lettura non mi sia dispiaciuta ho trovato che vi fossero troppi difetti, che mi hanno impedito di apprezzare appieno il libro.
La storia si struttura su due linee temporali. La prima, quella di Bryan, è ambientata alla fine degli anni '80 e si concentra molto sull'aspetto ucronistico-politico degli Stati Uniti, composti da stati divisi e assoggettati al controllo della Cina. La seconda, quella di Sara, avviene una ventina d'anni dopo, in un'America devastata e post-apocalittica, dopo lo scoppio di un'epidemia che ha portato alla nascita degli Schizzati. Le due linee tuttavia non finiscono per intrecciarsi nel vero senso della parola: c'è semplicemente un punto in cui la storia di Bryan finisce e Sara , ma oltre a questo rimangono separate. Ciò trovo sia anche dovuto al fatto che non c'è un world building, che è anche il maggior problema che ho trovato nel libro. Carne sprecata è contemporaneamente un distopico, un'ucronia e un post-apocalittico e per come si struttura la sua storia si dimostra fondamentale un world building complesso e ben sondato, sia per quanto riguarda la parte di Bryan, ma soprattutto per quella di Sara. Tutto quel che noi sappiamo, invece, è questo: Hitler è morto nel '32, la Cina è una superpotenza che supporta gli Stati Uniti e che dopo l'epidemia il paese oltre a essere devastato è ancora diviso fra varie fazioni, le cui principali sono i Federali e i Cardinali, che si fanno la guerra ancora dopo decenni. Il problema è che non ci vengono date spiegazioni a riguardo. Noi non sappiamo come la Cina sia diventata una superpotenza, come gli Stati Uniti siano diventati così fragili, quanto è diversa la disposizione del mondo rispetto alla nostra realtà, con la morte di Hitler nel '32 come si sia svolta la seconda guerra mondiale o se addirittura sia avvenuta né cosa sia accaduto effettivamente dopo l'epidemia e chi forma le fazioni/come queste funzionano. Per quanto riguarda gli Schizzati, invece, sono rimasta abbastanza delusa.
Avevo aspettative troppo alte. Già solo per i frequenti errori grammaticali e di consecutio temporum mi è risultata difficile la lettura. Le scene scorrono abbastanza, ma vengono persi molti dettagli per strada che poi non vengono approfonditi... un gran peccato. E il finale non rivela nessun dettaglio, colorisce solo un po' quanto già accaduto. Bel tentativo, ma si dovrebbe lavorare un po' sulla costruzione del soggetto, un libro non è un pezzo teatrale. E per favore, ci si faccia correggere le bozze da qualcuno che sa coordinare i tempi verbali.
Premettendo che 5 stelle non le si da solo in casi di perfezione, oscillavo tra 4 e 5 ma sono stata davvero tanto sorpresa . Dico anche che non me lo sono voluta divorare, ma ho consapevolmente scelto di non leggere più di un paio di capitoli al giorno. Ma veniamo a noi . Sappiamo in tanti che Gio sa parlare ed esprimere pensieri con grande criterio, nonostante ciò ero molto titubante perché scrivere è un’altra cosa.... un’altra cosa che sa gestire bene. La trama è indubbiamente interessante e mi sembra più che giusto cavalcare il tema odierno della pandemia.
Ho apprezzato particolarmente il personaggio di Sara, le cui riflessioni non sono scontate .. un po’ come quando ti perdi nei tuoi pensieri che consideri estremamente complessi e tenti di buttarli su carta.. inutilmente, ecco con lei riesce al punto che sembrano davvero i tuoi. (Parlo di opinioni mie probabile siano stronzate xD) Inizialmente il testo mi è sembrato quasi semplice .. frasi brevi , molto dialogo.. mi sarei aspettata una scrittura più cervellotica , ma mi rendo conto che non sarebbe risultata piacevole a chiunque. Mi sarei aspettata anche qualcosa di più “sporco” passatemi il termine.. ma credo che il capitolo “ganesh” sia bastato a rifarmi la vita , in modo che apprezzo sempre tanto. Andando sempre a caso , mi è piaciuto molto il rapporto tra Bryan e Jim perché credo che chiunque di noi abbia avuto una relazione malata e perfettamente consapevole di cercare L approvazione di qualcuno che sappiamo non tiene tanto a noi.. anche se a tratti sembra tanto tanto vero. Anche le piccole ossessioni di Bryan le ho trovate molto ben scritte, al punto che a tratti mi sono trovata a ridere da sola domandandomi quanto il dettaglio di certi pensieri sia frutto di informazione dettagliata o vita vera . (Gio anche tu senti di dover equilibrare la pressione degli oggetti nello spazio o rapportata a destra e sinistra del corpo? 🧐) Mi rendo conto di parlare molto dei personaggi e poco della trama, indubbiamente ben costruita ma quello che più mi rimarrà saranno loro.. ps Bruce inizialmente del Maine, passano dalla contea di Salem, 4 case una chiesa .. ecc ecc qua c’è puzza di King . E mi piaccia!
Forse un po’ maligno ma arrivo ora alle piccole cose che non ho amato.. Non ho compreso la divisione in capitoli lettere/numeri.. L avrei evitata , opinione personale. E.. nonostante aprendo e chiudendo il libro sapessi benissimo di leggere qualcosa scritto da qualcuno che già “””conosco””” mi trovavo piacevolmente a dimenticarmene .. in senso positivo, non sembravano storie narrate ma vicende di persone. TRANNE quando leggevo parole tipiche sue, tipo “maledetto animale “ o il classicissimo “bastardone” , mi spezzavano tutto .. e tornavo a Gio Pizzi. No offence giuro 😂ma mi trasportavano fuori dal libro. Per quanto riguarda quei 3 refusi.. boh ma chissenefrega regaz, io L ho letto bene lo stesso!
Ora devo andare quindi smetto, ma davvero se stai leggendo : Mecojoni, continua!!:)
Non penso che questo libro arriverà mai in mano a qualcuno che non conosce già l’autore Giovanni Pizzigoni, in arte Giopizzi, per i suoi video su YouTube. Video che io stesso guardo con interesse e stima, e che sono il motivo per cui i miei amici hanno ben pensato di regalarmi una copia di questo romanzo d’esordio. Ero molto curioso di sapere se la stessa spigliatezza e sagacia che dimostra nel parlare in pubblico sarebbero riuscite a tradursi nel formato scritto, specialmente in un romanzo, ma soprattutto ero in dubbio sul fatto che il libro potesse essere in grado di andare oltre Giopizzi, oltre il personaggio già costruito, e quindi diventare a tutti gli effetti un prodotto valido a sè stante. Per questa ragione avevo deciso di approcciarmi alla lettura separando il Giopizzi YouTuber dal Pizzigoni scrittore, per poter giudicare oggettivamente “Carne sprecata” come romanzo e non come misero prodotto di fanservice.
Questo, signori miei, è un libro capace di dirigere il respiro del lettore a proprio piacimento. È un libro che spinge a girare pagina, ancora e ancora, col timore che la prossima sarà quella che ci darà il colpo di grazia. Non sarà necessario per lei decretare la parola fine. Le basterà sbalzarci qua e là tra vuoto e pienezza, come in un respiro, solo che non saremo noi a governarlo. Ci faremo trascinare, sorreggere, guidare da queste pagine. Pagine in cui qualche singhiozzo inaspettato, fatto di errori o sviste, ogni tanto si farà sentire, ma durerà ben poco. La fiumana travolgente di caratteri ci avvolgerà ben presto facendoci nuovamente scordare il gesto più scontato e naturale che possediamo: il respiro appunto. E il nostro battito lo seguirà a braccetto, non si affrancherà di certo. Certo noi non saremo più noi stessi, immersi in queste pagine, mentre ci appassioniamo a questo mondo fatto di personaggi squisitamente umani e per questo degni di tutto il nostro disprezzo e ammirazione. Questo è un libro che parla molto anche del proprio scrittore; almeno, per quanto questo lascia trasparire nella propria vita pubblica. È un libro che parla di un mondo distopico, a prima vista lontano, lontanissimo dal nostro, anche se uno sguardo più attento potrebbe dissentire. Questo nostro mondo ha dato prova di saperci stupire non poco. Ma tranquilli, anche quello qui narrato non sarà da meno.
Mi sento di dare un ultimo consiglio a chi si approccerà a questa lettura: accompagnate a questo libro una buona playlist post rock; non ve ne pentirete.
“Carne sprecata” è un fantapolitico che, però, riflette benissimo i problemi che ogni uomo sulla terra ha, raccontando la storia di persone normali che si trovano ad affrontare situazioni a dir poco difficili. A differenza di altri libri del genere, questo esprime un punto di vista genuino di persone come tutte le altre (in particolare ho apprezzato il filone narrativo di Bryan, a questo proposito). Il linguaggio è ben scelto e la lettura è scorrevole, specialmente se i ha già confidenza con il registro di Gio che si riconosce dal primo rigo (ho apprezzato molto anche l’incipit). Magari per chi è più navigato in letterature importanti questo libro può risultare banale, bello ma non spettacolare, però io l’ho davvero apprezzato perché è riuscito a farmi immergere in delle vicende in cui non si sa mai la piega che si potrà prendere. Una delle cose che ho apprezzato di più in assoluto sono le similitudini utilizzate dall’autore, originali e in grado di farti riflettere per qualche secondo, molto d’effetto. Nonostante si capisce che il lavoro è ancora acerbo, lo rileggerei ancora e ancora. Apprezzo sempre il lavoro di Gio in ogni sua forma.
Devo dire che mi è piaciuto come libro ma manca ancora qualcosa per dare una sufficienza piena. La storia è molte bella perché sempre in alta tensione e piena di colpi di scena però alcuni capitoli sono molto confusionari infatti mi sono perso alcuni personaggi che morivano e altri non è ho capito il senso visto che i personaggi non avevano nessun reazione a quello che gli venivano raccontato. Tipo in un capitolo Bruce dice che ha 27 anni aveva una relazione con Oliver che ne aveva 13 e Sara non rimane scioccata per niente. Forse ho capito male io e in realtà era più giovane in quel ricordo ma come detto prima alcuni capitoli sono confusionari e i finali sono tutti aperti quindi aspetto il secondo capitolo però vorrei un salto almeno alla sufficienza se no credo che smetterò di leggerlo. Do 2 stelle perché manca poco alla sufficienza ma ci sono buone prospettive.
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Direi che sia proprio questa la caratteristica principale di questo libro: ti spinge sempre ad andare avanti. La tensione si allenta per pochi attimi, giusto per concedere al lettore di riprendere fiato, per poi tornare ad incollarlo alla lettura. La storia merita: é avvincente e ben strutturata, con personaggi ben caratterizzati. Avanza velocemente, ci sono colpi di scena continui, senza però trascurare l'atmosfera. Lo stile di scrittura è scorrevole. Non é un libro che rischia di annoiare. Lettura consigliatissima per chi vuole emozionarsi, divertirsi, lasciarsi trasportare. Mi sento di dare 5 stelle per quanto mi abbia sorpreso, considerando anche che si tratta di un'opera prima. Non ci ho trovato difetti rilevanti.
Al netto della mia stima per l'autore del libro, ho apprezzato la trama e l'idea alla base del libro, cioè l'impostazione su due linee temporali differenti e l'ambientazione di una delle due negli anni '80 (trasponevi molte delle problematiche di attualità odierne). Tuttavia, la stesura del libro non è probabilmente all'altezza delle aspettative create dall'ambientazione e nonostante uno sviluppo della trama avvincente, il finale mi ha deluso. Comunque la lettura rimane sempre avvincente e mai noiosa o pesante.
Una ucronia mediocre, ricolmo di violenza fine a se stessa e di personaggi stereotipati. Il contesto storico alternativo è inutile e mal delineato, i protagonisti pregni delle convinzioni politiche dell'autore. Questo è risaputamente un genere insidioso, ma questo non giustifica quanto questo libro risulti insipido, nonostante i disperati tentativi di renderlo memorabile tramite quello che gli anglofoni chiamano shock-value.
Il worldbuilding geopolitico non è particolarmente ispirato, come neanche la gimmick degli zombie-infetti. Tuttavia l'evoluzione e l'introspezione dei personaggi è veramente ben fatta, come pure le storie alle loro spalle.
bel libro, mi è piaciuto tutto tranne verso la fine che mi ha delusa molto… il finale mi ha lasciata un po’ perplessa. Per il resto le due storie sono davvero intriganti soprattutto all’inizio
Le due storie dei protagonisti sono avvincenti e coinvolgenti Il tipo di prosa ha tratti è poco convincente, Ma essendo il primo romanzo dell'autore è giustificabile
NON L'HO FINITO Ottima l'idea di un'America allo sbando ad un passo dalla guerra civile ma il tutto mi è sembrato a tratti quasi saggistico e (nella parte di anni dopo) solo un romanzo di zombie.