Thea Valentine, sedici anni, viene rapita durante una festa a Portland, Oregon. Viene tenuta prigioniera per quasi un mese, quando riesce miracolosamente e in maniera abbastanza fortunosa a scappare. Tornata a casa, cerca in ogni maniera di riprendere in mano la sua vita, credendo di essersi lasciata alle spalle l'incubo da cui è appena sfuggita. Mentre le indagini della polizia continuano senza sosta per identificare il responsabile del suo rapimento, Thea a poco a poco si rende conto che l'incubo non è finito, che c'è qualcuno che controlla ogni sua mossa e che fa di tutto per annientarla sempre di più. Inseguimenti, aggressioni a lei e alle persone a lei care, incidenti che non sembrano incidenti... e più cerca di capire chi possa essere stato a rapirla, chi posso essere la persona che la odia così tanto, più si convince che non sia qualcuno estraneo alla sua vita. Che i suoi amici, il ragazzo di cui è innamorata, potrebbero non essere quelli che crede. E che forse la sua fuga da quella cantina degli orrori, non è stato un miracolo, ma un piano ben congeniato per farla precipitare sempre di più in una spirale di morte.
L’ho abbandonato perché mi mette l’ansia e va detto che il thriller non è il mio genere preferito, ma Maura è capace di attirare l’attenzione. Scaricato gratis, ringrazio l’autrice e l’editore per la promozione. Ho sofferto con la protagonista sin dall’inizio, nonostante qualcosa non mi sia quadrata del tutto. Come può una ragazza circolare liberamente dopo una manciata di giorni dalla fuga dal suo rapitore? Perché la polizia non le assegna una pattuglia per il giustificato timore che il pazzo possa tornare da lei e rapirla di nuovo? Come è possibile che delle ferite ai piedi (tagli e bruciature) possano essere guarite al punto da consentire di correre durante la lezione di educazione fisica a scuola? Per il resto, lo trovo coinvolgente al massimo. Al punto da dire basta: troppa angoscia.