L'eroe nero del feuilleton è risorto. Dietro le quinte di guerre, eco-catastrofi e crisi finanziarie oggi vive e agisce Fantomax: non un uomo ma una società segreta, che obbedisce solo alla logica del Male. Un mito rivisitato, una fantastoria mozzafiato che rilegge in controluce drammi e paure del nostro secolo.
Godibile graphic novel uscita originariamente nel 2011 per celebrare il centenario della nascita di Fantomas, qui ribattezzato Fantomax per problemi di diritti, che rende omaggio all’omonimo feuilleton ed ai fumetti neri italiani anni ’60/’70 ad esso ispirati, in un tripudio di citazioni tra cui spiccano due spettacolari omaggi a Magnus e Andrea Pazienza. Di solito ho sentimenti contrastanti riguardo ai disegni di Catacchio, ma qui l’artista dà veramente il meglio di sé, ed ho apprezzato anche i testi stile Watchmen che spezzano il racconto ed approfondiscono il ruolo di (dei) Fantomax negli eventi storici globali passati. Purtroppo la trama imbastita dal compianto Luigi Bernardi, pur se a tratti appassionante ed inquietante, è tutt’altro che memorabile ed il finale non mi é piaciuto proprio. Probabilmente per apprezzare maggiormente questo volume avrei dovuto rileggermi Lo Sconosciuto di Magnus e/o procurarmi lo Zanardi di Andrea Pazienza che, purtroppo, non ho mai letto.
Bernardi si è impegnato molto per favorire la rinascita del fumetto nero italiano. Nel suo Fantomax, il modo in cui vengono usati lo Sconosciuto e Zanardi rimanda, metanarrativamente parlando, proprio all'esigenza di andare oltre queste icone, e di presentare nuovi personaggi, in grado di parlare di nuove realtà.
Pertanto, non è un caso che ci sia una donna di colore come protagonista di questa storia, così come non è un caso che essa sia piena di riferimenti ad avvenimenti recenti.
Per il resto, ci troviamo davanti a un thriller complesso, narrato in modo non lineare e con una tavola molto dinamica, che riprende maestri come Magnus, Pazienza e De Luca.
L'idea di fondo è geniale ma non è esattamente il tipo di fumetto che fa per me. Però unire la storia contemporanea alla distopia è una grande idea. https://lamenteaffilata.blogspot.com/...
Fantomax non è un eroe al servizio del male, ma una enorme organizzazione capeggiata da un monarca assoluto che è in carica per 5 anni prima di essere ammazzato e sostituito dal successivo. Il fumetto parla dell'ascesa dell'ultima Fantomax e di un suo temibile antagonista. La narrazione è spietata come i protagonisti: veloce, velocissima, quasi asfissiante, non ammette pause o approfondimenti sui singoli personaggi. La storia si fa leggere, ma rimane in quell'area di anonimato che non la fa ricordare. I disegni sono precisi, semplici, giocati sulla bicromia e su effetti digitali: si adattano alla storia, recependone pregi e difetti. I documenti che provano il livello di potenza a cui arriva Fantomax, in pratica artefice dei più importanti avvenimenti del secolo appena passato, sono all'inizio interessanti e divertenti, ma poi, quando il gioco è chiaro, diventano piuttosto infastidenti.
Questo albo è un omaggio dietro l'altro, una lettura in parte dissacrante e in parte positiva, più di quanto sembri a prima vista. Specie se non si è benpensanti con fette di salame sugli occhi. Molto buoni i disegni di Catacchio. Tre stelle e mezzo.