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RAGAZZO, UOMO E NEMO

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Un ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso.Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.

111 pages, Kindle Edition

Published December 20, 2020

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Damiano Dario Ghiglino

8 books15 followers

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Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Mirko, "Chel dai libris".
263 reviews
July 4, 2021
Una narrativa che mi ha subito attratto, quel "diario di viaggio" alla ricerca di se stessi che tanto mi attira come l'orso viene attirato dal miele.
Lettura cascata a fagiolo con il "Pride Month", consigliata a tutti. In particolar modo a chi vive in un piccolo paesino e sogna d'evadere. Come il protagonista e...come il sottoscritto. Amo il mio paese d'origine (guai chi me lo tocca) e non farò spoiler sul libro, ma in cuor mio volevo sempre osare, andare fuori gli schemi prevedibili quali "campo da calcio e bar". Ricordo quando vedevo piccoli dettagli negli anni '90 in una realtà spesso vincolata dai pregiudizi, come per esempio il mio vicino di casa di allora truccato e vestito come Robert Smith dei Cure (menzionati nel libro, tra l'altro) e pensavo "che figata! Tanta stima per lui!".

Molte volte chi si sente "pecora nera" in un gregge fatto di piccoli abitanti (spesso con mentalità ristretta) cerca proprio di evadere da questi stili di vita che li/ci tengono incatenati e riscoprirsi di conseguenza. Che sia orientamento sessuale, come anche abbigliamento e/o stile di vita (o tutto ciò che ai loro occhi sembra "alternativo", succubi di una mascolinità tossica).

Siate voi stessi, sempre. Imparate a volervi bene e accettarvi, prima di farvi accettare dal prossimo.

Visionario, citando proprio una parola tratta dalla quarta di copertina. C'è veramente tanto da dire su questo libro e pochi caratteri rimanenti. Sicuramente rispecchia il binomio "viaggio" & "ritrovarsi, piuttosto che perdersi" presente nel mio stile di vita.




Qui il post dedicato a questo libro su Instagram
Profile Image for Lisa Pitrolo Savà.
Author 1 book10 followers
January 22, 2021
“La nostalgia è un sentimento misterioso e fa da ponte tra il desiderio e il ricordo. Tuttavia la sua etimologia contiene, oltre alla parola ‘ritorno’, anche ‘dolore’.
Il desiderio è dolore, la bellezza che si unisce alla sofferenza. […]
È un dolore dolce, che sa di casa e di radici.
Nondimeno, se qualcuno gli chiedesse conto di questo rimpianto malsano, negherebbe tutto. E sarebbe sincero.
È l’eterno paradosso della nostalgia.”
𝓓𝓪𝓶𝓲𝓪𝓷𝓸 𝓓𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓖𝓱𝓲𝓰𝓵𝓲𝓷𝓸, 𝓡𝓪𝓰𝓪𝔃𝔃𝓸, 𝓾𝓸𝓶𝓸 𝓮 𝓷𝓮𝓶𝓸

Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, zaino in spalla, Eric prende la decisione d’abbandonare chi l’aveva abbandonato per primo: una madre incapace d’accettare l’omosessualità del figlio e l’ottuso paesino che le fa da sfondo. Quella di Eric non è soltanto una fuga dalle dannose aspettative altrui, ma una chiamata all’autenticità – ovunque questa lo conduca; è una resa al desiderio più tortuoso ma anche il meno contenibile.

Da quel primo treno in poi, hanno inizio tutte le sue metamorfosi.
Eric cambia insieme ai luoghi che visita, cambia dopo ogni esistenza e dopo ogni amore che incontra lungo il cammino. Cambia per comprendere chi sia, rimanendo fedele a quel sé titubante, incerto di tutto. Cambia mettendo in discussione ogni nuova realtà che, con inconsapevole coraggio, prova a far propria. Eric si spoglia e indossa nuove vite, nuovi amanti, nuove città, un nuovo destino. Insicuro, di fronte a uno specchio, solleva il proprio sguardo spaventato all’idea di scoprire che neanche questa nuova combinazione faccia per lui; spaventato forse ancor di più all’idea di poter realmente trovare sé stesso.
Eric viaggia fuori e dentro di sé.
Ragazzo conosce la perdita ed il rifiuto, conosce il desiderio d’appartenere e il timore di fermarsi.
Roberto S. vuole scrivere di tutto questo.

“Ragazzo, uomo e nemo” è stata una lettura breve ma densa di significato che difficilmente sarò in grado di dimenticare. Per quanto fuori dal comune possa essere il suo viaggio attraverso la vita, il protagonista di queste pagine conserva almeno un frammento dell’essenza di ognuno di noi a tener salda la presa sul lettore. Quella di Damiano Dario Ghiglino è una prosa di talento: fluida, schietta, d’impatto. Tiene incollati alla pagina, ricevendo la più completa attenzione senza alcuna necessità di pretenderla. In appena un centinaio di pagine, invita a toccar con mano quesiti esistenziali, dipingendo di fronte al nostro sguardo attonito un quadro dai forti richiami ‘gauguiniani’ e lasciando scivolare, tra le righe del racconto, le grandi domande che da tradizione lo accompagnano.
1 review
January 8, 2021
"Ragazzo, uomo e nemo" riesce a coinvolgerci nella lettura instaurando con noi un dialogo che si fa strada tra ricordi e viaggi di un protagonista capace di significare, nella sua singolarità, caratteri universali della natura umana, descritta ora nella morsa di un tempo e uno spazio inesorabilmente perduti, ora prossima ad un riscatto che, per quanto vicino, resta comunque irraggiungibile.
Profile Image for Mary Vincelli.
104 reviews
January 7, 2021
Romanzo dai requisiti per diventare un best seller: amore, sentimenti incontrastanti, delusioni, nostalgia, riflessioni sulla vita, linguaggio quotidiano.
Profile Image for Una pagina alla volta ~ Frannie 🌻.
29 reviews2 followers
February 9, 2021
Trovare le parole per questo libro non è semplice. Alla fine della lettura ci si sente un po’ spaesati, persi, commossi, con una sensazione di stretta al cuore.
Forse la prima cosa mi viene da dire è che questo non è un libro semplice da leggere. Non è semplice lo stile con cui è scritto, non è semplice entrare in contatto con il protagonista, non è semplice accettare certe vicende, certe emozioni.
Damiano ha una penna complessa ma molto abile nel descrivere certe emozioni e certe situazioni. Ho apprezzato molto questo viaggio per il mondo tramite gli occhi di ragazzo, di Eric, la scoperta di nuove città, di nuovi paesi. Sfondi colorati e multietnici che hanno accompagnato tutta la narrazione. In alcuni momenti mi sono sentita lì, parte integrante degli odori della città, scossa dalla povertà di certi posti, sono riuscita a immaginare il sorriso di quel ragazzo di cui parlava, le notti fredde di Parigi, i locali di Amsterdam, il caldo di Manila.
L’autore pur senza soffermarsi nei dettagli più futili è stato capace di dare un’immagine reale dell’ambientazione, tanto da renderla più di un semplice sfondo, era parte integrante della sua narrazione, delle vicende raccontate.
Già solo per questo il libro mi è piaciuto davvero molto, raramente riesco a dare una rilevanza reale al luogo in cui si svolgono le storie, troppo spesso trattate come frasi alla rinfusa da inserire nella storia. Qui non succede.

E di quale storia parliamo qui?
All’inizio del libro ammetto che ero molto confusa, non riuscivo ad afferrare chi fosse il protagonista o se ci fosse più di un protagonista, chi stava raccontando, chi era il destinatario della storia.
Damiano utilizza uno stile non semplice, a tratti il suo sembra un flusso di coscienza, libero di impregnare le pagine bianche di un libro. Emozioni, sentimenti, sensazioni, gioie e dolori scritte su un quaderno e lasciate alla comprensione di chi legge.
Forse all’inizio questo può destabilizzare ma andando avanti sono proprio questi dettagli a prendere il lettore per mano e far sì che non riesca a staccarsi da quello che sta leggendo.
Questo libro ci parla di un viaggio, non solo quello che si dispiega tra luoghi diversi, ma è il viaggio di una vita, di un ragazzo che parte, lascia l’Italia e si incammina nell’oscurità di un futuro che non ha certezze.
La narrazione si dispiega su tre livelli, c’è il narratore esterno che ci parla di “ragazzo”, poi c’è l’Eric giovane che ci racconta la sua vita e poi c’è l’Eric trentenne che si racconta a Iryna, unico personaggio femminile di tutta la storia.
Ve lo avevo detto che non è un libro semplice. Inizialmente stare dietro a tutto è complesso, ma anche alla fine non sono tutte rose e fiore. Il protagonista è uno? Sono tre? Sono due? Sono la stessa persona o persone diverse? Mentre leggevo mi facevo continuamente queste domande, Damiano ti dà piccolissimi tasselli alla volta per ricostruire tutto.
Ci racconta di questo viaggio, in giro per il mondo, in giro per la vita, esperienze diverse, a tratti molto difficili, che hanno composto la vita del nostro ragazzo, del nostro uomo.
La sofferenza di perdere chi si ama, la difficoltà di una vita che spesso non ti sorride, pezzi di esistenza che ti lasci indietro e che non dimentichi mai, altri pezzi che per un attimo dimentichi ma che poi tornano a galla quasi a volerti torturare.

“L’itinerario è sempre una circonferenza, un continuo ritorno alle origini. Trovarsi, lasciarsi andare e perdersi. Ritrovarsi.”

Devo dire che mi sono piaciuti molto i dialoghi tra Eric e Iryna, due esistenze diverse ma anche simili. L’amarezza e la rassegnazione di una donna che ha avuto il suo vissuto, la comprensione di chi può percepire quello che ha sentito Eric.
L’autore è stato in grado di creare un personaggio particolare, a tratti difficile da leggere, ma con un pensiero vasto e quasi filosofico, a tratti quasi difficile da comprendere, bisognoso di essere sviscerato nel suo intreccio.
In questo libro c’è dolore, c’è tristezza, c’è angoscia, c’è la ricerca di una vita che sembra un grande cerchio, una circolarità che si ripete, poi si perde e poi si ritrova.
Alcuni momenti della narrazione sono come scatti di fotografie in bianco e nero, fermi di attimi di quella vita giovane, pregna di tristezza, di solitudine. A tratti il ritorno dell’immagine della valigia rossa, punto colorato in un mare di bianco, di grigio e di nero, scrigno che sembra contenere in sé il pieno di un’esistenza che deve ancora essere.

"[...]La vita stessa sembrava una fragile illusione pronta a frantumarsi da un momemento all'altro."

Posso dirvi che libro vi stupirà, vi trascinerà nel bianco e nero delle sue pagine, inevitabilmente vi affezionerete un po’ a questo ragazzo, soffrirete con lui, vi sforzerete di comprenderlo e un po’ vi sfuggirà sempre.
La parte finale è probabilmente quella che più mi è piaciuta, dolorosa, la fine di un viaggio ma forse l’inizio di un altro, un’esistenza come tante ma anche diversa.
Damiano ha un’impronta decisa in ciò che scrive, a tratti la sua narrazione può sembrare perdersi, ma perché questo suo stile che seguo un flusso feroce di pensiero richiede attenzione da parte di chi legge.

Consiglio questa lettura perché è interessante, innovativa, fuori dai soliti schemi di una narrazione preimpostata. Capace di smuovervi dentro, di farvi riflettere, di farvi commuovere e a tratti sorridere, ma più commuovere, questo va detto.
Forse non è una lettura per tutti, lo stile può non abbracciare il gusto di tutti, ma potrebbe convincervi a mano a mano che lo leggerete.

Ig: @unapaginallavolta_
Blog: Una pagina alla volta (frannieswords)
LINK BLOG: https://unapaginallavolta.blogspot.co...
Profile Image for Alessandra Les fleurs du mal blog.
371 reviews16 followers
June 29, 2021
Qual è il nostro posto nel mondo?

Cosa ci spinge a continuare incessantemente la ricerca di un luogo, e di noi stessi?

Vaghiamo, errando quasi senza guardarci indietro, guidati dall’istinto o magari da scelte dal volto mutevole, ebbri di aspettative, e nostalgici.

È logico sentirsi in trappola?

O magari intrappolati in una realtà che forse non è tale?

E mentre si accarezzano dei ricordi, si è catapultati in un’esperienza parallela, fatta di profondità e incertezze, di dilemmi e speranze.

Nel romanzo si ha l’impressione di vivere la lettura a ritmo cadenzato, con un avvicendamento delle fasi della vita attraverso delle esperienze descritte al limite della sopportazione, e attraverso un ritorno al passato per mezzo di ricordi, in un’alternanza, quasi un balletto, tra memorie ed esperienze attraverso le immagini di un vissuto che si allarga nello spazio e nel tempo.

Tutto il bagaglio della vita che ci accompagna, ci affanna.

E a volte ci si perde..

E da qui l’importanza di essere sempre se stesso, vivendo appieno esperienze, forse con l’incoscienza della giovinezza, seguendo il proprio istinto e i sogni, accettando tutte le ferite che, nel tempo, segnano l’animo e il corpo.

Ferite e traumi.

Ma anche contatto umano.

E contraddizioni.

Ecco, io ho letto tutto questo in Ragazzo, uomo e nemo.

Un testo interessante, forse anche disarmante, in cui si fa strada anche un forte senso di inadeguatezza(quella che ho provato io) di fronte a un’opera che è ricca di spunti di riflessione e al contempo carica di emozioni.

La storia porta il lettore a essere lo spettatore di una lettura introspettiva che si evolve nel racconto delle esperienze sia di Eric che del ragazzo e di tutti gli altri soggetti che imprescindibilmente sono legati tra loro da un filo conduttore.

Il libro ci porta a conoscere Eric, un giovane ragazzo, che si lascia alle spalle quelle che sono le sue radici, e intraprende un viaggio nel mondo forse spinto più da una voglia di libertà o da un desiderio di fuga da un mondo che gli sta stretto, alla ricerca di sé stesso ascoltando la voce della propria inquietudine, piuttosto che inseguire qualcosa o qualcuno.

Eric intraprende il suo viaggio per il mondo per incontrare qualcuno conosciuto in una chat.

E da questa sua scelta iniziale, ne seguiranno altre che lo porteranno ad affrontare la sua sessualità, le sue angosce e anche le sue ferite.

Il testo stesso è un viaggio che si alterna tra le esperienze personali raccontate da Eric e il racconto del vissuto del personaggio protagonista del libro da lui scritto, e poi distrutto dallo stesso Eric che ne è autore.

Non il libro che gli ha fatto vendere talmente tante copie da renderlo ricco, ma uno scritto in precedenza, durante i suoi viaggi nel mondo, un libro che forse è proprio lo specchio dell’animo inquieto dello stesso Eric, ma che potrebbe essere anche la rappresentazione delle ferite di ciascun lettore.

Perché il ragazzo si muove nel mondo col suo bagaglio che non è solo reale e materiale, quella valigia rossa che si trascina dietro, ma è anche carico di sogni (forse infranti), desideri e forse anche speranze, ma la forza del ragazzo sta anche nelle esperienze vissute nel quotidiano e nelle persone con cui si rapporta.

È un racconto nel libro.

È un processo creativo teso a far viaggiare, non solo nel mondo reale, perché i viaggi sono parte integrante della storia, molto dettagliati e suggestivi, ma anche nel mondo interiore dei protagonisti, e forse anche di chi legge.

Durante la lettura di fatto ci si ferma a pensare, vivendo in parallelo le esperienze raccontate.

O almeno ci si prova a immedesimarsi nei panni ora di Eric, ora del ragazzo.

E ci si rende conto della brutalità di alcune suggestioni, proprio per la forza con cui si viene spinti subito nelle vicende narrate.

Ci ritroviamo quindi quasi a lottare con il nostro pensiero, per cercare di collocare ragazzo nel contesto presentato dall’autore, e che quasi sembra collimare con la figura di Eric; ci ritroviamo a seguire la crescita de Eric, e del ragazzo, sino a scoprirlo uomo nel suo racconto.

E poi forse ritrovarlo nemo, alla fine della storia.

Perché poi, in realtà, siamo tutti un po’ nemo, o no?

La storia a cui ci avvicina l’autore è un vissuto di un ragazzo che si muove nel mondo e, attraverso la sua voce e il flusso dei suoi pensieri, ci porta a vivere esperienze che lo conducono alla ricerca della sua vera identità, anche attraverso varie tappe della sua esistenza.

È un racconto che nell’insieme ci consente di affrontare il nostro stesso mondo, e il nostro percorso nel mondo.

A prescindere dalla storia, quella di Eric che racconta le sue esperienze di vita e quelle del protagonista di un suo libro, che lascia tutto per allontanarsi da ciò che rappresenta il suo passato che lo etichetta come “diverso”, il libro ha il grande pregio di metterci a confronto con noi stessi per come appariamo e col nostro io, coinvolgendo in sensazioni disarmanti e talvolta destabilizzanti sino alla fine della lettura, che lascia un segno.

Proprio come quello che ciascuno di noi lascia nelle vite di chi incontra sulla sua strada.

A chi sarà incuriosito e lo sceglierà, buona lettura!

A Cura di Raffaella Francesca Carretto del blog les fleurs du mal

Profile Image for Persefralerighe.
38 reviews
January 30, 2021
Quando ho finito di leggere questo libro, ho avuto bisogno di un attimo per mettere insieme le idee.

Ho fissato il computer per riuscire a trovare le parole giuste per descrivere questo libro, per farvi capire bene di cosa parla e cosa vuole trasmettere. Almeno quello che ha trasmesso a me. Ho l’impressione che se l’avessi letto più volte, avrei colto informazioni e sfumature che con una sola lettura non ho colto.

La prima definizione che posso fare di questo libro è “complicato”, cioè, mai scontato, mai banale, pensi di aver capito cosa succede e invece, la parola dopo ti cambia tutte le convinzioni.

Partiamo dall’inizio: il protagonista è Eric, che lascia la sua famiglia, il suo paesino, l’Italia, per cercare un posto dove può essere se stesso, senza pregiudizi, con la possibilità di ricominciare.

Eric è un personaggio complesso, costantemente insoddisfatto, alla ricerca del suo posto nel mondo. Questo lo porterà a girare il mondo, passando da una città all’altra, da una relazione all’altra, in una insoddisfazione sempre più crescente.

Intorno a Eric ruotano tanti personaggi, persone che incontrerà nei suoi viaggi, fino alla donna che ritroveremo dall’inizio alla fine del libro, Iryna, una sessantenne in cui Eric ha trovato un’amica e una confidente.

Si toccano tanti temi importanti: l’omosessualità, descritta con molta naturalezza e semplicità, come qualsiasi storia d’amore, così come dovrebbe essere; l’emigrazione, la vita dei senzatetto, la povertà, ma soprattutto il tema del viaggio.

Eric girerà il mondo, con la sua valigia rossa, e, con lui, anche noi faremo un viaggio con la fantasia, attraverso la Germania, Francia, Ucraina, Marocco, Filippine… L’autore descrive queste località molto bene ed è come se noi fossimo catapultati in questi luoghi molto diversi tra loro, con tradizioni diverse, clima diverso, opportunità diverse.

Il viaggio in giro per il mondo diventa la metafora perfetta del viaggio in cerca di se stessi, del cercare finalmente un posto degno in cui fermarsi, un posto in cui passare da “ragazzo” a “Uomo”.

In questo viaggio di ricerca, Eric arriverà molte volte a toccare il fondo, in uno stato di inquietudine e angoscia. E alla fine capirà che per ricominciare è necessario tornare all’inizio. Ripercorrere le proprie scelte, le proprie esperienze, i propri errori, con la consapevolezza che il passato è sempre parte di te, ma non può ritornare.
Profile Image for Tania Dejoannon.
12 reviews3 followers
February 9, 2021
Dopo aver finito questo romanzo breve, mi ci è voluto un po’ prima di elaborare questa recensione.

Leggere “Ragazzo, uomo e Nemo” è come restare per ore a osservare un quadro; e ci vuole tempo per assimilare le emozioni che suscita.
Ma parliamo di questo romanzo, che narra le vicende di un ragazzo alle prese con l’accettazione di se stesso e l’amore provato nei confronti di diversi uomini che incroceranno il suo cammino, attraverso un dialogo tra lui e una donna, Iryna. La sensazione, durante tutta la lettura, è di sospensione. Sembra di dover tenere il fiato tirato, perché da un momento all’altro si può cadere in un mare di guai. Ma questo non accade e le vicende di Eric e i luoghi che “visita”, travolgono il lettore grazie allo stile poetico di Damiano Dario Ghiglino. Ciò che più mi ha colpito è stata la profondità con cui vengono descritti i rapporti tra il protagonista e i molteplici amori, resi così veri ed emozionanti. Antoine ha toccato le corde del mio cuore, con la sua generosità e umiltà; i personaggi sono uno più vivo dell’altro.

L’unica pecca è che avrei voluto leggere di più, soprattutto la storia di Iryna ❤️, anche se non era la protagonista. Spesso il problema dei romanzi brevi è che quando sono così belli, diventano troppo brevi. Complimenti all’autore, libro consigliatissimo!
Profile Image for Mara Aliprandi.
426 reviews3 followers
September 12, 2021
3,5/5
"Dopotutto a cosa servono le parole? A coprire il silenzio. Siamo sicuri che siano i silenzi quelli cattivi, da eliminare? Il ragazzo non ne è certo. A volte sente il bisogno di dire qualcosa, poi non può fare a meno di bloccarsi, si arena su un pensiero, un'immagine, una memoria, un rimpianto. I pensieri sono meglio delle parole. Non sono silenzio, ma ne portano rispetto. Sono più discreti, meno invadenti. Meglio così. Una parola di troppo è in grado di denudare un'anima. "

Un romanzo di formazione che mi ha catturata subito.

Con scrittura a tratti filosofica l'autore racconta la storia di Eric, o meglio è Eric stesso a raccontare la sua storia, tanto da diventare un tutt'uno con l'autore.

È la storia di un viaggio alla ricerca di se stessi, un intersecarsi di passato e presente che mi ha conquistata. All'inizio non riuscivo a capire chi stesse raccontando la storia, ma nel corso della lettura capiamo che è Eric a parlare di se stesso ad un'amica, Irina.
Eric racconta tutti gli incontri che ha fatto nei diversi luoghi che ha visitato e come questi incontri abbiano influito sulla sua personalità e su ciò che ha deciso di diventare.

È un libro estremamente realistico che tratta temi come l'abuso di sostanze, la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo, il coming - out, la crescita, il dolore, il non avere fissa dimora, l'amore e la perdita di una persona cara.

L'autore inserisce molte riflessioni filosofiche come questa: "Eppure quante circostanze differenti ci portano a essere quelli che siamo, quante eventualità conducono inesorabilmente al presente" portando il lettore a riflettere con lui e a porsi domande.

È la narrazione di un viaggio, il viaggio della vita vissuto dal protagonista. È coinvolgente e fa venire voglia di scoprire di più su Eric e su tutte le persone che hanno contribuito a farlo diventare ciò che è, perciò si legge con molta facilità.
Profile Image for Emanuela - La biblioteca di Mary blog.
679 reviews15 followers
February 25, 2021
Avevo già letto questo autore, quindi un pò sapevo, o meglio, pensavo di sapere cosa mi attendesse. Devo dire che la profondità dell'introspezione dei suoi personaggi stavolta mi ha colpita in modo più intenso.

"Hai ragione, è l'impronta che lasciamo a intagliare la nostra identità, non è legata alla nostra memoria, ma a quella degli altri e alle loro vite. Forse essere uomini significa questo, imprimere un marchio a fuoco sulla pelle di qualcuno che forse dimenticheremo, e che forse ci dimenticherà."

L'autore utilizza una narrazione così personale e intima da rendere la storia un diario di viaggio della propria esistenza. Le sue parole sono frecce intrise di emozioni, sentimenti e pensieri che arrivano dritte all'anima di chi legge, trasmettendone anche la più piccola sfumatura.

Una lettura non facile per un'empatica come me!

"Affidiamo la nostra memoria a qualcuno o a qualcosa perché non vogliamo esserne gli unici custodi, a volte basta un segno del nostro passaggio, il far sapere che siamo stati qui, che abbiamo attraversato il mondo con il nostro corpo e la nostra mente,

per quanto possa valere."

Esperienze di vita, rapporti umani, amore e soprattutto pensieri, vi trasporteranno in un viaggio irto e tortuoso.

A presto, Emanuela.

7 reviews
February 3, 2021
Questo romanzo mi è piaciuto moltissimo per la sua delicatezza e il suo carattere universale. Non è possibile, infatti, non provare su se stessi le stesse emozioni che il protagonista vive nella sua avventura alla ricerca del suo posto nel mondo. La trama racconta di un ragazzo che, essendo stato rifiutato dalla madre a causa della propria omosessualità, incomincia il viaggio alla ricerca del suo destino. Un libro breve e coinvolgente, scritto con uno stile quasi poetico senza ricadere nel banale, che mi ha lasciata carica di un sentimento agrodolce, così come la vita reale.

Per saperne di più:
https://book-sniper.webnode.it/l/raga...
Profile Image for Sakura O..
28 reviews
December 13, 2021
I cambi di narrazione tra capitoli, a volte, mi hanno spiazzato, obbligandomi a fare un passo indietro per capire a che punto della storia fossi.
La storia sembra confusa, salvo poi trovare un nesso e una sua logica verso la fine, quando il lettore viene anche imboccato verso la strada da percorrere.
Alla fine, se devo essere onesta, mi è rimasta una buona impressione, non posso bocciarlo del tutto: un buon percorso introspettivo e di autoconsapevolezza.
Profile Image for Tommaso Gabbriellini.
20 reviews4 followers
January 2, 2026
Ho finito “Ragazzo, uomo e Nemo” piangendo.
All’inizio ero confuso: personaggi buttati lì, salti temporali continui, non capivo dove si volesse andare a parare. Solo alla fine ho colto davvero il senso del titolo e tutto si è ricomposto, dolorosamente. Il tutto sostenuto da una prosa bellissima, diretta, che non si può far altro che divorare. Un libro che si capisce e si ama quando ti spezza.
2 reviews
February 17, 2021
Ho iniziato questo libro non sapendo bene cosa avrei trovato all’interno, quali emozioni mi avrebbe suscitato e cosa mi avrebbe trasmesso.
Ve lo dico con tre semplici parole: nostalgia, curiosità e crescita.
“Ragazzo, Uomo e Nemo” racconta la storia di un ragazzo che viaggia, viaggia per crescere, viaggia per capire, per cambiare e per raccogliere le idee.
Ogni luogo che incontra, ogni stanza in cui alloggia, ogni lavoro, ogni nuovo amore cambiano un pezzetto dell’anima di questo ragazzo che si sente solo al mondo e non capito.
Una storia che tutti dovrebbero leggere, un cammino che tutti dovrebbero percorrere e un viaggio, non solo attraverso i luoghi ma attraverso la vita.
Breve romanzo da cui emerge la grande passione con cui è stato scritto, mi sento di consigliarlo vivamente.
Profile Image for Anita Giannasio Mirisola.
Author 5 books47 followers
March 14, 2021
Contrariamente a quanto un lettore occasionale si aspetterebbe, non è un banale gay romance. Sì, il protagonista, Eric, è un giovane omosessuale e ci sono occasionali scene di sesso, ma sono descritte in maniera discreta e ben inserite nel contesto, non gettate a caso per fare audience. Di fatto, potremmo anche dimenticare l'orientamento sessuale del protagonista, perché i suoi numerosi viaggi nei luoghi più disparati del mondo sono la vera chicca del romanzo.
Ho molto apprezzato la descrizione delle particolarità e degli stili di vita dei vari luoghi visitati dal protagonista (soprattutto di Manila, città filippina); le sue condizioni di indigenza e talvolta di vero e proprio vagabondaggio mi hanno fatto venire la pelle d'oca.
Trovo che l'autore sia stato bravissimo a non rendere il suo piccolo libro un monotematico racconto sull'omosessualità, trasformandolo invece in una testimonianza di vita estrema, ricca di avventura e drammi tanto concreti (la povertà, il rifiuto della sua famiglia) quanto esistenziali. Il vero viaggio del protagonista è di introspezione alla ricerca di sé stesso, ma anche di tutti i sé che non è stato e che non potrà essere; di conseguenza, ci racconta tanto di Eric quanto di chiunque altro.
La conclusione è un grosso punto di domanda, un finale interpretabile e diverso per ogni lettore. Non sono sicura di averlo capito appieno, dato che sono profonda quanto una pozzanghera, ma mentirei se dicessi che questa storia non mi ha lasciato nulla.
È una lettura che consiglio senz'altro agli amanti dei romanzi di introspezione, ma anche agli appassionati di viaggi, perché le intense esperienze di Eric tracciano un fantastico itinerario attorno al globo.
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