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Il bacio d'una morta

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Pubblicato per la prima volta nel 1886, "Il bacio d'una morta" fu il caso letterario dell'anno (oltre 500.000 copie vendute) insieme a "Cuore" di Edmondo De Amicis. In una Firenze notturna da romanzo dell'orrore e poi a Parigi si svolge questa celebre trama che è una sorta di summa del romanzo d'appendice pervaso da atmosfere Alfonso arriva dalla sorella Clara che sa essere in pericolo e scopre che è già morta. Si china sulla bara per un ultimo saluto ma sente, inequivocabile, il respiro. Clara, salvata da morte orribile, inizia a raccontare al fratello la sua tormentata dall'amore per il conte fedifrago, alle tresche della crudele danzatrice creola.

Perfect Paperback

First published January 1, 1886

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About the author

Carolina Invernizio

93 books7 followers
Carolina Maria Margarita Invernizio (28 March 1851 - 27 November 1916), better known just as Carolina Invenizio, was an Italian novelist. She had a large popular success between late 1800s until her death.

Invernizio wrote about 150 novels and 20 collections of novelle, as well as four books of fiction for children. Influenced by feuilleton literature, she had an enormous popular following with her novels characterized by sensationalist, melodramatic and often gothic themes. Along with Mura she was the most popular female writer of her genre. She was often badly received by critics, and Antonio Gramsci referred to her as "the honest hen of Italian literature" as "the Voghera's housewife" expression which gave the name to a popular stereotype.

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Gabril.
1,048 reviews257 followers
April 20, 2024
“Se qualcuna delle mie lettrici ha visitato un cimitero di notte, sa quale triste e funebre impressione se ne riceve.”

Dunque Carolina Invernizio, regina del romanzo d’appendice di fine ‘800 e donna consapevole, sapeva bene per chi stava scrivendo!
Nel Bacio di una morta, il più classico fra i suoi romanzi gotici e sentimentali, troviamo tutti i luoghi comuni del best seller popolare:
personaggi stereotipati, netta demarcazione fra bene e male, torbidi intrighi e sordidi misfatti, descrizioni ampollose, eccessi romantici e avanti con tutto il repertorio per arrivare poi all’inevitabile lieto fine.

Ad esempio lui (il conte Rambaldi):
“Era un bel giovane, di forse venticinque anni, la cui fisonomia indicava la nobiltà, la schiettezza d'animo. Era vestito all’ultima moda; il suo cappello di campagna, leggermente inclinato sopra un orecchio, mostrava i capelli nerissimi, lucidi, che facevano un mirabile contrasto col viso bianco come l’alabastro. I suoi occhi avevano un misto singolare di dolcezza e di fierezza ad un tempo: il labbro aveva adorno da due piccoli baffetti.”

Lei (la contessa Clara):
“Era assai pallida, e nei di lei occhi si leggeva una profonda melanconia. Le trecce magnifiche della sua chioma aveva aggruppate di dietro al capo con vago disordine. La veste di cachemire celava le forme gentili del suo corpo, e lasciava scoperto un breve e grazioso piedino, calzato da una pianella di velluto che posava sopra un cuscino ricamato.”

E dopo le varie e tormentate vicissitudini dei protagonisti, dove corre la trama a tiranneggiare dolci e angeliche creature e dove il male sembra sovrastare il bene … arriva finalmente il riscatto finale e finanche il pentimento, quando la giustizia trionfa e l’alleanza dei buoni riesce a soverchiare la crudeltà degli operatori di discordia.

Poiché
“Vi sono dei momenti in cui anche i malfattori più protervi, vengono assaliti improvvisamente da terrori, da rimorsi; vedono apparire dinanzi a sè le vittime da essi immolate, sembra loro che gl'indichino da lontano un patibolo, più lungi ancora un fuoco ardente, la divina giustizia e l'umana.”

(Mia mamma da ragazza leggeva i romanzi di Carolina Invernizio ai suoi genitori, la sera, davanti al caminetto acceso. E dopo una giornata di lavoro nei campi loro aspettavano ansiosi di sapere come sarebbe continuata la storia. Ma accadeva talvolta che mio nonno, prima dell’appuntamento con la lettrice, andasse a sbirciare nel libro il capitolo successivo e che mia nonna facesse poi la spia.

Dimenticherò il romanzo, certamente. Ma questo non potrò dimenticarlo mai).
Profile Image for Vitani Days.
454 reviews13 followers
September 10, 2017
Carolina Invernizio è un mio guilty pleasure. Tradotto: è datata, è prevedibile, è ingenua nella resa dei sentimenti, però la adoro.Le sue trame sono da feuilleton duro e puro: figlie di nobili, figli illegittimi, padri padroni, orfani, fani, sciupafemmine, donne fatali, non ci facciamo mancare niente, cose che farebbero impallidire qualsiasi soap opera (anzi, le soap opera diciamo pure che son molto debitrici a questo genere di romanzo).
Esponente della letteratura popolare di fine Ottocento, Carolina fu una donna dalla vita del tutto ordinaria. Proprio questo, forse, oltre alla volontà di raccontare storie di sicura presa sul pubblico e dalla chiara impronta moralistica, la spinse sulla via della letteratura di consumo.
"Il bacio di una morta" attinge a piene mani da tutto ciò che andava di moda all'epoca, in primis da generi come il gotico e il grottesco. Si comincia, infatti, con una donna creduta morta che in realtà morta non è, che riesce fortunosamente a salvarsi grazie all'intervento di suo fratello (che è un figlio creduto illegittimo eccetera eccetera).
Ora, questo è solo l'incipit.
Come mai Clara, la quasi-morta, si è ridotta in un tale stato catatonico?
La colpa è di Guido, suo marito, un uomo per bene e che la adorava ma che è stato sedotto da Nara, affascinante e bellissima ballerina giavanese. Traviato dalla passione, l'uomo fa patire le pene dell'Inferno a sua moglie, porta via con sé la loro figlioletta e priva la donna di tutti i suoi beni.
Clara, questo il nome della moglie, decide allora di vendicarsi dei torti subiti con l'aiuto del fratello e della di lui famiglia.
Questa la trama a grandi linee.
Al di là di qualche lungaggine di troppo e della resa iperbolica di sensazioni e sentimenti, la Invernizio era una sceneggiatrice solida. Le vicende si dipanano in modo assolutamente coerente fino al prevedibile finale, e proprio questo rende la lettura piacevolissima. La resa delle passioni, si veda quella che quasi rende folle Guido, è tra l'altro molto veritiera
Ho poi ritrovato qui l'elemento che mi ha fatto amare la Invernizio altrove: le donne vendicative. Si tratta di mogli o amanti tradite che decidono di prendere la situazione in mano e vendicarsi o comunque riconquistare mariti/amanti molto più deboli di loro. Si tratta spesso di vendette splendidamente orchestrate e che non si prestano per nulla al sentimentalismo facile.
Si veda, in questo caso, uno scambio di battute fra Clara e la moglie del fratello che suonava tipo: "Lo ami ancora?" "No." "Allora la vittoria è tua."
Ecco, ho adorato. La razionalità e l'astuzia femminile vincono sui sentimenti e sulla passione, il che non è una soluzione così ovvia.
C'è una morale di fondo, naturalmente, rimarcata dall'esistenza di una netta fazione dei "buoni" (capeggiata da Clara, nomen omen) e una dei "cattivi", che assumono le sembianze di una splendida, esotica e mentalmente disturbata giavanese (e qui sarebbe da aprire una nutrita parentesi riguardo all'esotismo, alla percezione dell'altro, della carnalità e delle ballerine). C'è poi chi sta nel mezzo, come Guido, un uomo di sani principi ma dal carattere debole e quindi facilmente manipolabile.
Romanzo da cui si potrebbe tranquillamente trarre una serie tv in costume che non sfigurerebbe accanto a quello che va in onda ultimamente.
Profile Image for Nostalgiaplatz.
180 reviews49 followers
June 20, 2025
Per godervi la lettura di questo libro dovete immedesimarvi in una signorina di fino ottocento. Anche se siete omoni grandi e grossi, con il petto villoso e la voce profonda, non importa: immedesimatevi.
Così potrete godervi la lettura di un romanzo che certo è pieno di stereotipi, luoghi comuni, demarcazioni nette fra buoni e cattivi, eccessivi sentimentalismi, descrizioni troppo enfatiche… però scorre, diverte. Bisogna considerare l’epoca in cui è stato scritto, e il pubblico a cui era destinato. Non cercate psicologie complesse; qui abbiamo la pura e splendida Clara, sempre descritta come una santa e una madonna, la sensuale e diabolica Nara, danzatrice fatale che porta gli uomini alla perdizione, Alfonso, fratello di Clara, pure lui buonissimo e angelico, e Guido, di lei marito, che si fa traviare dall’esotica ballerina.
La trama in breve? Abbiamo l’angelica Clara è sposata con Guido, ma gli ha taciuto l’esistenza di Alfonso, suo fratello minore disconosciuto dal padre, perché ritenuto frutto di un tradimento. Da bambino era stato affidato a un capraio e Clara verrà a sapere della sua esistenza quando lei avrà diciotto anni e lui dieci; si occuperà quindi di lui, riuscendo anche a farlo partire perché possa studiare e costruirsi una vita dignitosa. Clara ama tanto il suo Guido, e lui la riama, ed è incinta di lui quando l’uomo incontra l’esotica Nara: gli parte l’ormone, e in un attimo eccolo azzerbinato a ogni capriccio di questa ballerina femme fatale. Non ha retto al contrasto fra l’eccitante bellezza giavanese e la santa moglie/madonna, ma è tutta colpa di Nara, ovvio, lui povero uomo traviato! Nemmeno la nascita dalla bambina lo fa rinsavire.
Dunque, prima tradisce la moglie, la maltratta, la umilia, prende a spillarle quanto più denaro possibile, poi legge una lettera che Alfonso aveva scritto alla sorella e si convince che lui sia l’amante, altro che fratello segreto!, e che la bambina sia figlia della colpa (Ora, a far l’avvocato del diavolo, in realtà il testo di quella lettera era molto equivoco… fratello e sorella ok, se fosse stata scritta da Jaime Lannister a Cersei)
Si continua per questa china fino a che Nara convince Guido ad avvelenare Clara per impossessarsi di tutto il suo patrimonio… e sembrano esserci riusciti, ma in realtà la nostra eroina era solo in catalessi, e Alfonso riesce a salvarla prima che la seppelliscano. Da qui inizierà il piano per vendicarsi, e riprendersi figlia e sostanze.
C’è qualche faciloneria, e un finale inconcepibile con gli occhi di oggi - – ma nonostante questo la sceneggiatura funziona, la vicenda coinvolge e diverte… dovete immedesimarvi nell’epoca, appunto, e passare sopra ai difetti figli del tempo.
Profile Image for Emilia Cinzia.
Author 13 books10 followers
August 25, 2016
Era da tempo che avevo intenzione di leggere questo libro di Carolina Invernizio, di cui conoscevo l'impietoso giudizio di Gramsci. Dico subito che non ne sono stata delusa, perché nutrivo aspettative adeguate: mi sono imbattuta pertanto in uno stile scorrevole, in un lessico ricco ma semplice, che mi ha introdotto alla vicenda grondante situazioni tipiche del feuilleton d'epoca. Da notare la terza persona onnisciente manzoniana (questo romanzo appartiene alla seconda metà dell'Ottocento), la divisione manichea tra buoni e cattivi e, ciliegina sulla torta, la Provvidenza che tutto prevede e a tutto provvede. La vicenda appartiene al feuilleton gotico, come mostra l'incipit fulminante: Alfonso e la sua sposina Ines giungono nei pressi di Firenze per salvare la sorella di Alfonso, Clara, da un matrimonio sfortunato. I due però sono arrivati troppo tardi, e Clara è già cadavere. Alfonso, oppresso dal senso di colpa, chiede di poter baciare la morta e, così facendo, si accorge che non è morta, ma solo in catalessi. Sottrae il corpo di nascosto, grazie alla complicità del guardiano del cimitero, e riesce a far rinvenire la sorella, che così può raccontare la sua storia.
Devo ammetterlo: pur notando le ingenuità del testo, mi sono divertita da morire, e questo non sarebbe stato possibile se l'autrice non fosse stata dotata di un gusto della narrazione tale da avvincere e convincere il lettore a soprassedere su una nutrita e tortuosa serie di improbabili vicende. Forse avrebbe potuto evitare la ripetizione ossessiva degli epiteti (a un certo punto ho pensato che se avessi letto un'altra volta "povera Clara" o "diabolica Nara" o "un che di sardonico", sarei impazzita), ma credo che in tutto o in parte ciò vada addebitato al genere di appartenenza e al destinatario naturale del prodotto di consumo. Canonici anche i nomi che rendevano esplicita la natura del personaggio (Clara e Nara: la splendente e la diabolica), come già Clara e Fosca nel romanzo di Tarchetti. Consigliato agli amanti del gotico della migliore annata e ai lettori di buona volontà, in grado di collocare il testo nella dimensione sua più giusta.
Profile Image for Monica.
133 reviews3 followers
April 14, 2014
Non commento nemmeno, altrimenti diventerei volgare.

Mi domando quale oscura spinta suicida mi abbia indirizzato verso quel romanzo... se così si può chiamare. Della serie... gli Harmony dell'Ottocento. Ovviamente senza sesso, che sarebbe stato sconvolgente!

Le protagoniste femmine sono sempre dolci, bellissime, buonissime e vittime. I protagonisti maschi sono sempre integerrimi, bellissimi e, quando sono crudeli, la protagonista donna li giustifica sempre e loro diventano buoni.

Oddio...l'elogio dello stereotipo! Solo per casalinghe disperate!
Profile Image for Mighty Aphrodite.
609 reviews59 followers
September 29, 2021
Una donna che pare essere morta, ma in realtà non lo è, un intrigo ai suoi danni che si svela sotto gli occhi del lettore man mano che la narrazione procede, un lieto fine inaspettato: questi sono gli elementi principali della narrazione di Carolina Invernizio all’interno del romanzo “Il bacio di una morta”.

La prima volta che incrociamo lo sguardo di Clara, la protagonista di Invernizio, questa riposa – apparentemente per sempre – all’interno di una cassa di legno nella cappella di un cimitero della campagna fiorentina, in attesa di venir seppellita.

Continua qui: https://parlaredilibri.wordpress.com/...
Profile Image for Emanuela.
Author 31 books28 followers
April 21, 2020
Sebbene pieno di luoghi comuni (lei bellissima e pura, lui anche, l'altro debole alla passione, l'altra cattivissima), e in un'edizione, quella da me acquistata, zeppa di errori ortografici, ho apprezzato davvero questo romanzo dalle tinte gotiche. La Invernizio riesce pur raccontando a mostrare i sentimenti dei suoi personaggi, e la storia corre alla fine senza che tu abbia il tempo di prendere fiato.
Profile Image for Costanza Marzucchi.
156 reviews5 followers
February 9, 2021
Carolina Invernizio è stata una delle più prolifiche scrittrici italiane dell'Ottocento. Il bacio di una morta rientra nel genere del feuilleton, di cui rispecchia pienamente le caratteristiche. L'intreccio è complesso, pieno di colpi di scena a tratti ingenui, di personaggi manichei, con una protagonista totalmente buona ed una cattiva ben caratterizzata. Il linguaggio è scorrevole e benché lontano dallo stile moderno permette di fare un salto nel passato sia nello stile, sia nella definizione della psicologia e delle dinamiche interne. Ne consiglio la lettura perché offre una visione interessante della letteratura popolare ottocentesca.
Profile Image for Rita Brondolo.
388 reviews3 followers
December 29, 2025
Sicuramente un libro di altri tempi. Quest’anno ho voluto riscoprire Carolina Invernizio, non avevo mai letto niente di suo e quindi ho iniziato dal suo romanzo più famoso. Ovviamente il punto di vista è di un altro tempo ma ciò nonostante io mi sono molto divertita nella lettura. È un vero peccato che l’autrice sia dimenticata. Secondo me questo romanzo è da riscoprire, in realtà io ho visto qualcosa nel cinema con trame simili, ma senza richiamarne l’autrice, un vero peccato. Da riscoprire a mio parere.
Profile Image for Giancarla Erba.
Author 5 books9 followers
January 6, 2026
Per l'epoca in cui é stato scritto, con le conoscenze e i tenori di vita del tempo, é un romanzo estremamente articolato, con poche incongruenze e con una vivacità narrativa singolare. Sí fa un po' di fatica a causa del linguaggio leggermente diverso da quello di oggi, ma una bella storia.
61 reviews2 followers
Read
July 26, 2020
Giving up on this one for now, 42% of the way in. This 1886 Gothic novel was a disappointment, got off to a great beginning, but thereafter felt like slogging through a quagmire.
Profile Image for Louis.
7 reviews4 followers
January 6, 2013
Very melodramatic but I enjoyed that.
Displaying 1 - 14 of 14 reviews

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