Ai miei tempi questo, ai miei tempi quello. Erano introduzioni molto appropriate, da utilizzare ogniqualvolta per sottolineare insoddisfazione, l’apatia verso una novità e l’insofferenza verso le nuove nozioni da apprendere. Era un tipo davvero difficile, parlare con lui, per imbastire un discorso di senso compiuto, senza poi subirne irrimediabilmente interruzioni - mai una volta appunto - che si potesse passare indenni alle lagnanze sterili di un vecchio; che in questa storia era il padre del protagonista, o la proiezione mentale di un genitore?La cosa buffa, se si intendono buffe le incongruenze della vita, è che simili considerazioni avvenivano anche in una mente differente...
Recensione del blog Life is like a wave who rises and falls
Ho “scoperto” Mikael Compo grazie a Twitter (@zeropoesie), prima l’ho conosciuto come blogger (ZeroPoesie), poi ho visto che è autore di raccolte di poesie pubblicate su Amazon e che nella sua ultima pubblicazione ha voluto cimentarsi col romanzo che sono contenta di aver letto.
Il protagonista di Isaac è un uomo ma anche un ragazzo perché seguiamo le vincende di Isaac in diverse fasi della sua vita, direi molte delle più importanti dove ci si fa delle domande esistenziali e si scopre il senso del crescere e del maturare. L’autore “arriva” dalla poesia e si vede. I personaggi sono pochi ma ben delineati, dai tratti essenziali come lo è anche il linguaggio, semplice ma adatto e si vede anche nei dialoghi con delle scelte vicine al parlato. La familiarità con i personaggi è praticamente immediata. La prosa e l’impaginazione sono ben curate. I capitoli sono brevi e descrivono una situazione alla volta come dei flash che restano impressi e che piano piano ricostruiscono la vicenda. L’autore inserisce degli oggetti che ricordano la mia infanzia e adolescenza, come le VHS, l’UniPosca, il Nokia 3310… le nuove generazioni conoscono quel cellulare solo tramite fotografia mentre quelli della mia l’hanno avuto davvero. In realtà io ebbi il 3330 e fu il mio secondo cellulare… Quante ore passate a giocare a Snake!
Mi è piaciuta moltissimo la scelta di usare il diminutivo Isa quando leggiamo del protagonista giovane e di chiamarlo Isaac quando è adulto, perché se da una parte il diminutivo lo usavano la madre e gli amici per chiamarlo, dall’altra è come se l’autore volesse dirci che lì il protagonista non è ancora completo, maturo.
"Osservare le cose dall’alto mette tutte le cose al posto giusto."
Sono contenta di aver scoperto questo libro che ho letto in due serate effettive e sono sicura piacerà anche a voi perchè anche se è di poche pagine fa riflettere anche sul rapporto tra padri e figli. Lo trovate nel formato cartaceo su Amazon a meno di 5 € e ormai terrò d’occhio l’autore perchè voglio continuare a leggerlo se scriverà altri romanzi!