A causa del dilagare del COVID-19 nei primi mesi del 2020 l’Italia, e gli italiani, si trovano a vivere in lockdown.
Il disagio è tangibile, la situazione è spiazzante, le persone si trovano forzatamente a vivere un periodo totalmente nuovo della loro esistenza. Alcuni continueranno a lavora come prima, e più di prima (ma in un contesto radicalmente diverso), altri conosceranno lo smart-working, altri ancora saranno lasciati semplicemente a casa in ferie più o meno forzate o in cassa integrazione.
In tutto questo, da quasi un anno, su Instagram stava fiorendo una piccola community legata alla pagina Cose Brutte Impaginate Belle (@cosebrutteimpaginatebelle): i CosiBrutters. Il concept di questo progetto era l’ironia sul disagio, ma espresso in modo grafico elegante. Perché anche nel male, bisogna avere stile. E quindi eccolo impaginato con una delle font più iconiche della tipografia: l’Helvetica. Da qui nasce una delle prime frasi note “Come va? Male. Però in Helvetica“.
Il crescente disagio, nel rispetto di chiunque si sia trovato in gravi difficoltà in questa situazione, non poteva passare inosservato ad un profilo di questo tipo, ecco quindi che – senza alcuna progettualità – un giorno il suo admin Andrea Antoni (noto anche come @stailuan), chiese “banalmente” tramite le stories di Instagram quale fosse “La Situa” dei suoi amici virtuali. Dei suoi followers. Era il 14 marzo 2020.
Tutto il resto è storia nota. O meglio è storia di questo libro.
Una narrazione ironica delle vite degli italiani in lockdown, ripercorsa tramite piccoli messaggi di testo anonimi inviati dagli utenti stessi, in prima persona. Una sorta di mega gruppo virtuale di auto aiuto al disagio, dove la parola d’ordine era una, ed una soltanto: (R)esistere.
Il libro è stato prodotto tramite un progetto di crowdfunding, realizzato sulla piattaforma Eppela, ed è stato finanziato al 1914%, dopo una “cavalcata” trionfale inaspettata di un mese di raccolta fondi.
Penso che il 2020 rimarrà impresso nelle nostre menti forever. Il primo lockdown, "andrà tutto bene", la mancanza di lievito e farina, i camion dell'esercito a Bergamo per portar via le innumerevoli bare, i 18 e più milioni di euro raccolti dalla mia splendida e martoriata Brescia, i registri degli atti di morte a cui sono stati aggiunti i suppletivi perché non c'erano abbastanza pagine, le ambulanze a tutte le ore, le code fuori dal supermercato, mascherine sempre e dovunque, la mancanza degli abbracci e dei sorrisi degli amici... Qui potete vedere un documentario su com'era Brescia: https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/2-mesi-brescia-2020-il-lockdown-in-un-documentario-1.3478671
Ecco che in questo assurdo e incredibile momento, sale alla ribalta la pagina Instagram "Cose brutte impaginate belle", il tentativo di condividere il disagio con un po' di ironia e cinismo per non farsi travolgere dalle emozioni. Meritava il crowdfunding. E adoro la borsa di tela che uso per portarmi il pranzo al lavoro, "Del doman non v'è certezza, quindi oggi mangio pizza". https://www.instagram.com/cosebrutteimpaginatebelle/
Come e quando finirà? Nell'attesa della terza ondata e del vaccino, stay safe.
Un'idea geniale, un modo diverso e innovativo per raccontare un periodo molto, ma molto particolare dell'Italia (e non solo). Leggere il disagio e le disavventure altrui strappa talvolta un sorriso e di un sorriso ce n'è sempre bisogno. Grazie per questo libro e per il profilo Instagram.
Di questa pandemia ricorderò due cose. La prima è la creatività. In un mondo dove spesso ho pensato che lavorare per la cultura, per la “bellezza che salverà il mondo” fosse ormai inutile, ho riscoperto che, sebbene nascosta e poco degna di nota, la creatività imperversa ed è quella che ci dona il sorriso e ci permette di vedere tutto un po’ meno nero. Ci siamo, nel sommerso e negli angolini: i creativi italiani non mollano mai il colpo. La seconda è la gentilezza. Non ne usciremo migliori, ma ne uscirò con la consapevolezza che ci sono tante, tantissime persone gentili e disposte a donare un pensiero di supporto agli altri: piccoli gesti quotidiani che, in un box di Instagram, hanno mandato solidarietà e risate in giro per “l’internet” da persone normali a persone normali. La Situa è stata tutto questo e anche di più. Un posto dove ironizzare ma con la consapevolezza della gravità, dove ammettere il proprio disagio e accettare quello altrui, dove farsi forza, versare una lacrima e scoppiare in una risata. Rileggere di quel primo lockdown oggi, a distanza di un anno, fa impressione: credo che questo piccolo capolavoro del racconto collettivo sarà più prezioso di quel che oggi pensiamo per raccontare, in futuro, cosa fossero questi mesi per noi. Grazie Andrea, grazie CosiBrutters.
#namastocazzo altro che “andrà tutto bene”! Con una parola sola non è possibile riassumere il disagio degli italiani durante il primo lockdown del 2020, tra caccia a prodotti spariti da qualsiasi esercizio commerciale parzialmente aperto come mascherine, gel igienizzante, lievito, farina, penne lisce... no, quelle fanno schifo al c***o e pure in quarantena non se le fila nessuno... In mezzo a questo disagio, puntuale come una conferenza stampa della protezione civile, compariva sulla pagina instagram CBIB Cose Brutte Impaginate Belle una domanda semplice ma dai risvolti inauditi “La situa?” Un “come va?” Esteso a tutti e da quel momento sono iniziate le risposte più assurde, pubblicate nelle stories e raccolte nel libro con sapiente maestria. E così tra chi impazziva per i figli a casa, gente che si è inventata i lavori domestici più assurdi, chi si truccava per uscire a portar fuori la spazzatura, chi ha cucinato per un reggimento... è nata questo spaccato di cultura popolare nel senso più alto del termine. Qua c’è l’Italia. Tutta. Unita, nel segno del disagno! E se di doman non v’è certezza, questa sera mangiate pizza 😉 PS. In Helvetica, se usate il Comic Sans rischiate! 🤭
Parlare di pandemia, di disagio, di quelle piccole grandi disavventure che possono capitare a tutti. Lo si può fare con tono grave e ansiogeno o in maniera leggera. Andrea ha scelto la seconda strada e lo ha fatto in maniera molto convincente!
Dio benedica CBIB... senza non so se sarei sopravvissuta al lockdown. Credo sia difficile da leggere per chi non ha vissuto con loro la pandemia, ma io rido sempre come una matta!
In un periodo in cui le nostre relazioni interpersonali sono così difficili, Andrea è riuscito con simpatia, creatività, umorismo e inteligenza a creare qualcosa di unico.