Britannia, 61 d.C. Le orde di Boudicca hanno invaso la pianura. Animata da un devastante desiderio di vendetta, la regina guerriera ha realizzato l’impossibile: unire tutte le tribù britanniche contro l’invasore romano.
Ad assistere alla devastazione c’è un uomo. Osserva gli edifici in fiamme, aspira l’odore degli incendi, ascolta le grida disperate delle vittime. Impotente, solo, ha quasi dimenticato il suo vero nome ma non la missione che gli ha affidato l’imperatore cui deve fedeltà. Nessuno potrà fermarlo perché il destino di molti, forse anche quello dell’Impero, è nelle sue mani.
La sua determinazione è però destinata a scontrarsi con un’ombra dal passato che potrà mettere in discussione la sua stessa identità. La ricordava bambina ma adesso è una donna e ha bisogno della forza, della lealtà e del valore di un soldato romano. Valeria, la figlia di Marco Quinto Valerio Rufo, ha un nuovo, pericoloso incarico per lui.
An Italian author of historical romance, Adele penned her first short romance story at the age of nine, when she selected the pseudonym she uses today, the name of her great-grandmother. Her historical romances are set in ancient Rome and published by Leggereditore. Born in the mid-sixties, she lived in France for years and has two points firmly in her life: reading and writing. She lives in Milan with three cats. Her passion? Ancient history, which she loves to recreate with passion in her books.
Ho aspettato qualche ora per scrivere qualche riga su questo libro perché appena ho chiuso l'ultima pagina mi è scesa qualche lacrimuccia perché è soppraggiunta la consapevolezza che il viaggio intrapreso con questa serie è arrivato alla fine. È stato un viaggio meraviglioso ed è durissima lasciare andare tutti i protagonisti. Ormai erano diventati di famiglia. Il bello dei libri però è che si possono sempre riprendere in mano e sicuramente con la serie Roma Caput Mundi lo rifarò. Quando ho iniziato questa lettura devo dire che ero un po titubante perché di solito quando i protagonisti li conosco dagli altri libri che sono piccoli faccio fatica ad immedesimarmi perché li immagino ancora ragazzi. In qiesto libro però già dalle prime righe ho capito che non sarebbe successo. Ritroviamo Valeria Rufilla ventenne, sposata e madre in Britannia. Li viene rapita e divisa dal figlio e chi può andare in suo soccorso? Lupo che già dal libro di Messalla anche se giovane mi aveva colpito subito. Qui lo ritroviamo uomo e che uomo direi. La scrittura di Adele è sempre magistrale, i personaggi ben caraterizzati sia i principali sia i congregari. I luoghi mi sembrava di vederli davanti agli occhi come in un film, mi sembrava di sentire gli odori. Durante la lettura ho versato in alcuni punti delle lacrimucce. Lo consiglio come tutta la serie e complimenti Adele per avermi fatto vivere questa bellissima esperienza con questa fantastica serie.
È difficile dire addio a personaggi e storie che ti sono entrati sotto pelle. Anche se i libri rimarranno lì, pronti ad essere letti e riletti, c'è la consapevolezza che non ci sarà più l'aspettativa di poterli rivedere in nuove avventure, anche solo accennati. Figlia di Roma è purtroppo l'ultimo capitolo della meravigliosa e strabiliante serie Roma Caput Mundi. Non vedevo l'ora che uscisse questo ultimo volume ma quando mi è arrivato tra le mani non ho avuto il coraggio di iniziarlo subito perché sarebbe stato l'inizio dell'addio definitivo. È stata una nostalgica celebrazione di tutti i grandi, impavidi, eccezionali protagonisti dei romanzi precedenti chiamati ad affrontare una nuova drammatica ed avvincente impresa a fianco dei due nuovi ma non sconosciuti protagonisti. Valeria Rufilla, figlia ormai ventenne del valoroso e rispettato senatore Marco Quinto Valerio Rufo, sposata da poco con il giovane legato romano Gaio Petronio Umbrino, si trova in Britannia mentre imperversano le scorribande sovversive dell'esercito di coalizione tra tribù britanne guidato dalla sfolgorante regina Boudicca. Viene fatta prigioniera, viene separata dal figlio e perde il marito, impegnato in una missione di repressione nell'isola di Mona. Quando sembra che tutto sia perduto, colui che l'ha vinta come schiava, lo spietato Siluro Cunomaglus, si rivela la sua unica speranza di salvezza. Cunomaglus è un uomo misterioso, apparentemente senza passato, con l' aspetto di un barbaro e lo sguardo di un Lupo, temuto e rispettato dai suoi compari, ma che ispira a Valeria fiducia e un senso di sicurezza che la spingono ad affidarsi a lui per ritrovare il figlio scomparso. Il Siluro rivede in Valeria un passato che aveva dovuto rinnegare ma che non ha mai dimenticato. Insieme al senatore Marco Valerio Rufo, che si precipita in Britannia in soccorso dell'amatissima figlia, arrivano a dar man forte per le ricerche il batavo Quinto Decio Aquilato, il sagace Massimo Valerio Messalla (il mio ereo preferito), il principe germano Raganhar di Gerlach e il simpaticissimo e saggio ispanico Tassus. La ricostruzione storica è come al solito il pezzo forte del romanzo. I personaggi veri e fittizi prendono vita e danno vita alle pagine. La narrazione fluida e le descrizioni evocative creano realisticamente l'atmosfera tragica e di devastazione della Britannia del periodo. La storia d'amore che accompagna l'avventura è sorprendentemente tenera e romantica. Forse mi è mancata un po' la forte passionalità e lo struggimento emotivo dei libri precedenti. Tutti i romanzi della serie Roma Caput Mundi sono autoconclusivi ma trovano il massimo compimento se accompagnati dalla lettura degli altri. È uno straordinario viaggio in tutta la vastità dell'Impero romano in circa un ventennio del I secolo dopo Cristo, dalla selvaggia Germania, alla maestosa città di Roma, al magico e assolato Egitto, alle coste di tutti i paesi Mediterranei fino a terminare in Britannia.
oggi vi voglio parlare del libro Figlia di Roma di Adele Vieri Castellano, faccio una breve premessa: adoro questa serie fin dall’inizio, il mio personaggio preferito è sempre stato e sempre sarà Marco Quinto Valerio Rufo. Per me è come un bronzo di Riace e raggiunta la maturità sprigiona sensualità a palla.
Però devo dire che il protagonista maschile di questa storia ha trovato un posticino speciale nel mio cuore.
Nel libro ritroviamo una Valeria cresciuta, soprattutto considerando cosa le è capitato da bambina, e non dico altro per non svelare nulla a chi non ha letto i precedenti romanzi. Il suo personaggio è forte, testardo e determinato. Va bene, non mi doveva sorprendere questa cosa visto i genitori che si ritrova. Durante la narrazione, infatti, si fa spesso riferimento a chi assomigli di più la ragazza, se a Rufo o Livia. Io ho già una mia opinione, ma lascio a voi il farvene una, magari differente, proseguendo nella lettura.
Diciamo che in questo libro la povera Valeria si trova ad affrontare molte peripezie e dolori, ma, come ho detto, con la sua determinazione e con l’aiuto del protagonista maschile, nonché del padre e di tutti i personaggi principali dei precedenti libri che qui ritroviamo, riuscirà a superarli egregiamente. Per scoprire come e cosa le succederà dovrete leggere naturalmente.
Ora veniamo al maschio alfa, potrei dirvi il suo nome ma non lo farò… Vi dirò solo che è una vecchia conoscenza di questa saga e credo rimarrete anche voi sorprese come me.
Lui è un uomo valoroso, che si trova a dover guardare la devastazione che Boudicca ha portato a termine senza nemmeno intervenire, la sua missione è più importante e comunque da solo non potrebbe far nulla. Il suo cuore è devastato perché sa che non potrà mai dimenticare gli orrori visti. È considerato un uomo freddo e temibile, senza pietà e, dato il suo incarico, è alla fine comprensibile. Però nel profondo è anche una persona leale e con un animo tenero che si scioglie solo davanti a Valeria.
Penso che questo libro vi entrerà nel cuore come tutti gli altri, poi come ben sapete, Adele Vieri Castellano riesce sempre a rendere le sue storie speciali e così interessanti da lasciarti incollata alla lettura fino alla fine. Posso solo consigliarvi di leggere questo libro perché ne vale la pena, certamente, se non conoscete gli altri della serie, vi consiglio di farlo prima di addentrarvi in questo capitolo, se non volete incappare in spoiler.
La Figlia di Roma è il quarto volume della serie Caput mundi che ci racconta la storia d'amore di Publio Rutilio Lupo, il soldato più fidato dell'Imperatore di Roma, e Valeria Rufilla Petronia, figlia del Senatore Marco Quinto Valerio Rufo. Avevamo già conosciuto Publio Rutilio nel Leone di Roma, adesso potremo scoprire che fine avesse fatto e come ha vissuto dopo aver lasciato Roma per obbedire agli ordini del suo Imperatore. Così come ritroveremo Valeria, la figlia prediletta di Rufo e la moglie Livia, ormai diventata donna.
Sarà proprio Valeria Rufilla Petronia che verrà tratta in salvo da un feroce guerriero brittanno dagli occhi di ghiaccio così chiari e trasparenti da essere paragonati a quelli di un lupo. Ma potrà fidarsi di Cunomaglus, un selvaggio dal nome impronunciabile che nonostante la ferocia e la violenza che il suo corpo pare sprigionare da ogni poro riesce a far battere il cuore e mozzare il respiro a Valeria? Potrà affidargli il compito di ritrovare il suo bene più prezioso al mondo?.
Aveva passato la maggior parte della vita tentando di non richiamare l’attenzione. Trovava, in modo istintivo, il modo con cui camuffarsi o passare inosservato e, quando qualcuno lo notava, era perché voleva lo facesse o perché erano gli ultimi istanti della sua vita.
Anche questa coppia di protagonisti risulta vincente. Lupo è un soldato cui l'onore, la lealtà e la fedelta al suo Imperatore sono indiscussi. Un personaggio libroso che mi ha rapito il cuore per la sua determinazione e il suo spirito di sacrificio verso la donna che ama. Valeria spicca per la forza d'animo, resistenza e caparbietà nel voler cercare anche a costo della vita, un pezzo del suo cuore che le è stato strappato a forza. Una donna straordinaria cui il fato ha messo sui suoi passi un uomo altrettanto fuori dal comune.
«Dovevi lasciarmi morire» gridò a un certo punto, e in quel momento le forze la abbandonarono e si buttò tra quelle braccia che odiava e che pure erano così accoglienti, così consolatorie, forti e solide.
Pronte a fare un salto nel passato? Perché lo stile narrativo della Vieri Castellano è tale da farvi fare un vero viaggio nel tempo. Ancora una volta il sorprendente stile narrativo, così evocativo e la straordinaria preparazione storica di Adele Vieri Castellano mi hanno fatto fare un tuffo in quell'epoca storica che mi desta sempre un grande stupore per la sua magnificenza. Tra le pagine del suo romanzo hai quasi la percezione di trovarti dentro il libro in quei luoghi e in quelle scene di battaglia e di feroci combattimenti, che lei descrive in modo stupefacente. Mi ha fatto emozionare per le scene sensuali così carnali ma allo stesso tempo poetiche e così pregni d'amore che mi hanno dato i brividi per l'intensità. Ma tutto questo è quello che troverete in tutti i suoi libri storici.
Un amore nato per caso, non previsto, non cercato, germogliato dentro di lui con la potenza di un fulmine che si schianta su un albero e lo brucia completamente fino alle radici.
In la figlia di Roma oltre Marco Rufo e Livia avremo la gioia di ritrovare tutte le coppie dei precedenti libri della serie Legio che mi hanno deliziata e farmi innamorare ancora una volta di ognuno di loro; Giulia, la cugina di Livia che ha sposato il principe germano Raganhar, Ottavia, la moglie di Massimo Messalla, Ishold, sorella di Raganhar e sposa di Aquilato, Tassus e tanti nuovi personaggi che lasceranno il segno.
Tra loro c’erano sentimenti primitivi, essenziali, che però non riusciva a definire meglio.
Come sempre leggere i romanzi di Adele è un'esperienza unica. Così è stato anche con la lettura di La Figlia di Roma che mi ha lasciato la voglia di ricominciare daccapo la rilettura di tutta la serie, per rincontrare i suoi formidabili e eroici personaggi maschili e le loro coraggiose e fiere compagne di vita. Rinnovo i miei complimenti alla talentuosa autrice per il suo stupendo ultimo lavoro. Un bacio alla prossima!
RECENSITO DA KAT WOMAN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" E siamo infine giunti al volume conclusivo della serie Roma Caput Mundi, dedicato a Valeria Rufilla e di Publio Rutilio Lupo.
Lei, figlia del senatore Marco Quinto Valerio Rufo, diventata ormai una donna, che ha scelto il suo destino seguendo l’infatuazione della sua giovinezza allo scopo di creare la sua famiglia e costruire il suo futuro, seppure lontano da casa.
Lui, spia, sicario, informatore agli ordini dell’imperatore Nerone, votato alla causa di Roma a costo della sua stessa vita e della sua umanità. Apparentemente spietato e freddo, formidabile guerriero che però non dimentica onore e lealtà, ripagando un debito contratto tanto tempo prima, quando fu salvato dall’uomo che, per ironia o volere del Fato, si rivelerà essere il padre della donna che diventa la sua missione.
Sullo sfondo di una guerra sanguinaria, nata nel nome di una vendetta ai danni dell’Impero che sembra compiersi in tutta la sua spietatezza, trova la luce una storia d’amore che germoglia piano e si consolida nel tempo, fino a raggiungere vette di struggimento e sacrificio, che consacrano un legame inaspettato solo in apparenza, ma che in realtà sembra scritto dal Fato molti anni prima. Lo stesso legame che verrà suggellato e onorato dal gesto più nobile che un uomo possa compiere: riportare un figlio alla propria madre.
Ancora una volta, a corollario delle vicende e dei protagonisti, ritroviamo i personaggi di cui abbiamo seguito storie ed evoluzioni nei romanzi precedenti, che forse tolgono in parte spazio e voce a Valeria e Lupo, alla stregua di ciò che era successo per Giulia e Raganhar. Tuttavia, il carattere deciso e la personalità ben tratteggiata dei due personaggi principali, così come il corposo sviluppo della trama, riescono a rimanere al di sopra di ogni contaminazione, conservando la potenza di una narrazione che vede la sua solida spina dorsale nel legame che unisce i due protagonisti.
Lo stile è sempre impeccabile, da esso traspare il rigore della ricerca e la cura dedicata alla ricostruzione del contesto storico; in questo la Castellano è molto cresciuta da quel primo romanzo che vide protagonisti Marco e Livia, acquistando sempre maggior prestigio e spessore.
Tuttavia, ciò che mi è mancato sono stati sensualità ed erotismo. Il potenziale tra i due protagonisti è davvero altissimo, l’aspettativa sale progressivamente, promettendo scintille; il vissuto di Valeria e Lupo offre presupposti certi per un’incredibile esplosione finale che possa concludere degnamente una meravigliosa storia d’amore e di guerra, ma soprattutto l’intera saga. Perciò capirete facilmente quale e quanta sia stata la mia delusione nello scoprire che fino alle ultime pagine carnalità e sensualità sono solo accennate, senza raggiungere la completezza che i due personaggi avrebbero meritato appieno. Senza dubbio la Castellano ha voluto esaltare l’amore maturo, privo dell’avventatezza della fanciullezza, nato tra disperazione e morte, per questo grande e tenace, che non è trainato dalla pura attrazione fisica ma dalla potenza della mente, del coraggio e dell’onore. Una scelta certamente comprensibile, che però mi ha lasciato un senso di incompletezza, considerando anche il contesto storico e l’età dei personaggi principali: l’amore tra due adulti nella Roma di Nerone non può prescindere dalla sensualità e dall’attrazione che ne rappresentano una parte fondamentale. Peccato che questo aspetto non abbia avuto un più ampio sviluppo.
Nonostante ciò, questo romanzo rimane un tassello fondamentale che chi ha amato la serie Roma Caput Mundi non può lasciarsi sfuggire.
Ci siamo. Un po’ eravamo in attesa del quarto volume della Serie Roma Caput Mundi, un po’ eravamo rattristati per la fine di una bella avventura. E già, con “Figlia di Roma” giungono al termine le vicende di Rufo, Aquilato, Messalla, Raghanar… e bene, sapete che vi dico? Questa seconda generazione sa stare alla pari con quei giganti che abbiamo conosciuto di libro in libro.
Valeria, figlia di Marco e Livia, ha vent’anni: è sposa di un ufficiale dell’esercito di stanza in Britannia e madre di un bambino. La sua vita tranquilla viene scolvolta dalla sollevazione delle tribù isolane, guidate dalla regina Boudicca, decisa a vendicarsi sui Romani dell’oltraggio di cui sono state vittime lei e le figlie.
I Britanni devastano città e campagne, uccidono, violentano, compiono scelleratezze inenarrabili. Giungono anche alla città in cui si trova la giovane donna, la rapiscono e la dividono dal figlioletto. Un uomo, nascosto nell’ombra, assiste al fatto. Chi è? Chi era? E perché vuole salvare a tutti i costi Valeria? Comincia così, in mezzo al sangue e alle urla, questa nuova storia nella Storia.
Adele Vieri Castellano non ha risparmiato le forze per donarci un susseguirsi di vicende, che man mano richiamano sulla scena i protagonisti dei primi volumi della Serie. La coralità dona ulteriore suspense alla storia e la arricchisce di sentimenti, lotte, sconfitte e vittorie. Lieto fine, certo, è un romance! Ma quanta fatica (e anche qualche lacrima, diciamolo!) per arrivare all’ultima pagina.
Protagonisti impeccabili. Valeria è una giovane donna volitiva. Il suo carattere deciso la sorregge e la aiuta ad affrontare la valanga di disastri di cui è testimone e vittima. La sua bellezza passa quasi in secondo piano di fronte a un nobile sentire e a un coraggio che si alimentano con tutto ciò che la famiglia rappresenta per lei. Dall’altra parte, un Lupo, di nome e di fatto: un guerriero forte, scaltro, abituato a nascondere la parte più segreta di se stesso per obbedire agli ordini di Nerone, l’Imperatore di Roma. Un uomo che si svela poco alla volta, che a volte è difficile da comprendere. Ma non da amare.
Ho chiuso con un sospiro l’ultima pagina. Mi sono sentita come quando si dice “Addio!” a un gruppo di amici che si stanno trasferendo all’altro capo del mondo. I ricordi, certo, qualche notizia ogni tanto, ma… quanto ci mancheranno!
Il capitolo conclusivo di una delle serie Historical italiane che amo da sempre! "Roma 40 d.c. Destino d'amore" è uno dei miei romanzi preferiti, Rufo e Livia sono nel mio cuore da tantissimo, li rileggo sempre, almeno una volta all'anno <3 Non volevo leggere il finale, e la storia di Valeria Rufilla. Avevo paura, non volevo lasciare questo mondo, il mondo della Roma Imperiale, il mondo di Rufo, Aquilato, Messalla. Ho rimandato la lettura per settimane dall'uscita. Poi un pomeriggio ho iniziato l'ebook... e non mi sono fermata più. L'ho divorato. La storia di queste pagine mi ha fatto sorridere. Appassionare. Intrigare. Mi ha tenuto in tensione per capitoli. E soprattutto mi ha fatto piangere, e chi mi segue da un po' sa che mi capita raramente. Eppure Adele Vieri Castellano è riuscita a farmi commuovere, con i suoi personaggi che parlano di amicizia, di lealtà, di ideali che nella nostra contemporaneità sono sempre più un'utopia. Di un amore che sorvola la sofferenza, le distanze, un amore che crea ponti e unioni sincere. Un amore intenso, profondo, viscerale e rispettoso. Un amore coraggioso, concreto, reale.
Non ho parole per dirvi quanto ho amato la storia di Lupo e Valeria. Quanto ho amato ogni parole, punto e virgola.
Cari lettori, ben trovati. Oggi vi parlo dell’ultimo libro della serie Roma Caput Mundi di Adele Vieri Castellano, “Figlia di Roma”, pubblicato con Amazon Publishing. Le vicende si svolgono parecchi anni dopo Il Barbaro di Roma, di cui potere trovare la recensione qui. Il libro apre subito con l’azione. Valeria dovrà fronteggiare immani difficoltà, combatterà anche contro sé stessa per ritrovare quello che ha di più caro al mondo. Ma non è sola. Un uomo dallo sguardo di ghiaccio segnerà il suo destino. Ci sarebbe molto da dire su quest’ultimo libro, ma dovrò trattenermi. Non voglio rivelare nulla di più di quello concesso dalla sinossi. Vi dirò solo che ho fatto le ore piccole per finirlo e non mi succedeva da tempo immemore. [...]
Dal mese scorso leggo questo romanzo avvicente. Fa parte di una serie ma ho letto solo questo libro e non era un problema. Secondo me, è stato interessante vedere il punto di visto dei romani in Brittania durante periodo imperiale specialmente perché questo è ciò che studio. L'unico problema per me era la risoluzione troppo veloce.
I have been reading this book since last month. It's the finale to a four part series but I actually haven't read the other books and it still made sense, and was a fully formed story in and of itself. It was really interesting for me to see the point of view of Romans in Britain during the Imperial period because this is what I study but I usually see Roman views of Rome, and British views of Britain. The only problem for me was that the resolution was a bit too neat.
degna conclusione per una saga fantastica e avvincente. Il meno hot tra tutti ma le premesse narrative non permettevano uno sviluppo più sensuale di quello che c'è. E' stata più che altro l'occasione per salutare tutti gli amati protagonisti dei libri precedenti... tristezza infinita che non leggeremo più di Rufo e compagni. Castellano ancor più dettagliata e precisa nella analisi storica
Valeria si trova vicino a Camulodunum quando l’esercito di Boudicca invade la pianura distruggendo tutto quello che trova. Lei viene catturata e separata da Flavio, il suo bambino di 1 anno e mezzo. Il suo cammino viene incrociato con quello di Cunomaglus, ma chi c’è realmente dietro quelle sembianze di guerriero britannico che la salva dal suo destino e l’aiuterà a ritrovare Flavio?
“Valeria vide Bradan cadere a terra, udì il gorgoglio soffocato mentre affogava nel suo stesso sangue e si rese conto di urlare solo quando udì il pianto disperato di Flavio. Trovò uno spazio libero, cominciò a correre proprio come Rabirio. Non riuscì neppure a raggiungere l’ingresso della zecca. Venne afferrata, strattonata, le strapparono Flavio dalle braccia e, alla vista del figlio urlante sballottato da quei mostri, graffiò, scalciò, morse fino a quando un pugno al volto non la sbatté contro una colonna.”
Che dire di Valeria e Lupo? Personaggi che abbiamo visto crescere negli altri libri. Valeria, figlia di Rufo, che aveva già vissuto un rapimento in giovane età, ormai è diventata una donna, una madre che si ritrova a dover vivere uno degli eventi che farebbero cedere le gambe a tutti, ossia quello di separarsi dal figlio e ritrovarsi ad assistere alla distruzione di tutto quello che lei conosce e lontana da casa. L’unico che sembra darle una mano è un selvaggio guerriero che parla la sua stessa lingua, ma che ha qualcosa di familiare. Lei si distinguerà per il suo carattere forte e determinato che non si piega davanti a nessuno. Degna figlia di Rufo.
Questo ultimo libro l’ho trovato in alcuni momenti veramente profondo con l’alchimia che si instaura tra Valeria e Lupo.
“Si appoggiò al muretto, attanagliato da un dolore talmente diverso dalla sofferenza fisica da essere indescrivibile. Era un guerriero, aveva ucciso, aveva salvato, obbedito; lo avrebbe fatto ancora e ancora, eppure, con una punta di amaro umorismo, pensò che nell’amore avrebbe sempre fatto fiasco come aveva sempre fallito in tutto ciò che dava significato alla vita.”
Naturalmente non mancano le scene esilaranti che compaiono sempre in presenza degli ormai onnipresenti personaggi della serie come Rufo, Aquilato, Messalla e Raganhar. Le scene dove compaiono loro vi assicuro che sono veramente esilaranti grazie al cameratismo che si è ormai radicato tra di loro.
Con questo libro si chiude una serie che ho amato e apprezzato tantissimo e che mi ha fatto amare l’epoca romana conoscendola come non sono riusciti a farlo anni di scuola. Mi spiace che non questo volume non potrò più ritrovare la grande famiglia composta da Rufo e Livia, con Aquilato e la sua Ishold, Messalla con Ottavia, Raghanar e Giulia, Tassus e Ancilla. Mi mancheranno.
Consiglio questa serie a tutti coloro che amano i lieti fine e a chi vuole scoprire un’epoca romana che non viene raccontata nei libri di storia.